Velo di sposa


L'artista Pippa Bacca duramte la sua ultima performance.

L’artista Pippa Bacca durante la sua ultima performance.

Il 25 Novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.  Una giornata di riflessione su una tragedia che colpisce ancora e ancora. Istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per dar voce all’altra metà del cielo, vittima di abusi fisici e sessuali che spesso portano alla morte. Una questione femminile che è soprattutto una questione culturale.

Quest’anno Patuasia ricorda l’artista Giuseppina Pasqualina di Marineo, meglio conosciuta come Pippa Bacca. La giovane nipote dell’artista Piero Manzoni, è morta dopo essere stata violentata e strangolata durante la performance itinerante Spose in Viaggio. Vestita con un abito da sposa bianco, simbolo di pace, si era proposta di attraversare in autostop i numerosi paesi teatro di conflitti armati come la Siria, il Libano, la Giordania, Israele per concludersi a Gerusalemme. Partita da Milano l’otto marzo 2008 è morta il trentuno vicino a Istanbul. Il suo assassino sconta 30 anni di prigione. Non si è mai detto pentito.

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3 commenti su “Velo di sposa”

  1. Schiscèta Says:

    Non conoscevo la storia di questa signora. C’è da riflettere molto su queste cose, anche perché il problema, come dice Lei Patuasia, è principalmente culturale. Colpisce gli uomini facendogli credere di avere più diritti e potere sulle donne e colpisce le donne facendo loro credere di essere colpevoli, in qualche modo, di aver stuzzicato, innervosito o mancato di rispetto agli uomini. Non dimentichiamo che in Italia la maggior parte delle violenze sulle donne si svolgono in ambienti famigliari, che spesso consideriamo ”protetti” e al di là di ogni sospetto.

    Consiglio di dare un’occhiata alla pagina di questa bella Onlus torinese che si occupa di aiutare le donne che subiscono violenze: http://www.donnefuturo.com/

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Ogni violenza fisica va penalmente perseguita. Considerazione ovvia come dire che l’acqua è bagnata.

    Ma c’è un problema a monte, quello per cui il 40 per cento (è un dato statistico) dei matrimoni termina con la carta bollata e, del restante 60%, un terzo caratterizza un’unione ok, un terzo un tirare avanti perché non si può farne a meno, un terzo riguarda una situazione compromessa che per pigrizia non si recide.
    Il problema a monte riguarda errori sia di lui sia di lei nella scelta del partner.
    A questa Giornata internazionale se ne dovrebbe aggiungere un’altra, diversa, finalizzata alla “cognizione di causa” relativa alle unioni.
    La donna e l’uomo non sono complementari, sono diversi e facilmente sopravviene una conflittualità che avrebbe potuto sovente essere evitata se ciascuno avesse capito se stesso, la controparte e la coppia.

    Per questo giudico vuota questa Giornata internazionale, pura retorica all’insegna di un ovvio a valle che andrebbe affiancato da aperture di occhi a monte.


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