Colpa di chi? Lo vogliamo dire?


Immagine di Zentabaga presa su facebook

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Per continuare con un breve riassunto visivo, il concetto espresso da Pastoret, presidente dell’Union valdotaine e cioè che non è a causa di una cattiva gestione economica che siamo messi così male, ma è tutta colpa dello Stato cattivo che taglia e taglia…

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13 commenti su “Colpa di chi? Lo vogliamo dire?”

  1. Elio Says:

    Una sola domanda : tra tutti i politici che hanno gestito la cosa pubblica in VDA negli ultimi decenni c’è n’è uno che ha fatto l’imprenditore ? Mi basta un nome perché io non riesco a trovarlo.

  2. bruno Says:

    né lo stato, né la regione hanno colpe per i soldi dati o ricevuti: erano previsti per legge. Sul loro cattivo uso o spreco le colpe sono tutte nostre (regione): inutile cercare alibi.

  3. Schiscèta Says:

    ma basta con questa ipocrisia! non lo avete capito che l’UV è un partito keynesiano??

  4. poudzo! Says:

    Sig. Elio. Nessun nome perchè non c è…e probabilmente non ci sarà mai. Un imprenditore andasse al governo,o casino o cva ecc ecc……..durerebbe una settimana,perchè in quel mondo non c entra un c….è la testa che te lo dice,vedi e senti e pure voti delle robe che nel mondo reale dell imprenditoria non esiste,non è sostenibile,non è giustificabile per questo sig Elio non ne vedrà mai di imprenditori al governo. Marilena Bertolin sono certo che sta mandando giu POLLI interi con le piume(con questo non la giustifico un minuto perchè in cons vda ha votato di tutto) e credo che essendo una imprenditrice SERIA,non veda l ora di tornare a lavorare seriamente a casa sua. A tutti quelli come Pastoret gli obbligherei ad aprire una bella partita iva e buttato nella mischia gli diamo 6 mesi e quando vai nella m..invece di fare le varie”variazione di bilancio”tanto paga mamma Regione,ti tiri cogl….e metti mano al tuo conticino personale (se puoi) altrimenti fallisci e non ti caga nessuno!!!! OK? manica di parac..i. A-LA-VO-RA-RE. Tutti da Bertino agli asfalti 15 giorni poi vedi come ti svegli! O a fare l imbianchino su per i ponti,o che c…ne so altro.Si…le Riunioni,altro che riunioni, ziocan,e siamo messi cosi…belle riunioni di aria fritta.Stai sicuro che gli imprenditori non gozzovigliano in 1000 riunioni,perchè non ne hanno il tempo!

  5. anna Says:

    Sig. Poudzo siamo proprio sicuri che i nostri imprenditori siano duri e puri? Io penso invece che qualcuno sia legato a doppio filo alla politica…..e non voglio aggiungere altro.

  6. my two cents Says:

    “Una sola domanda : tra tutti i politici che hanno gestito la cosa pubblica in VDA negli ultimi decenni c’è n’è uno che ha fatto l’imprenditore ? Mi basta un nome perché io non riesco a trovarlo.”

    Cleto Benin. Marco Fey. Angelo Berger. Enrico Tibaldi. Marilena Péaquin, Probabilmente altri che non mi vengono in mente.
    Con quali risultati? Beh…

  7. poudzo! Says:

    Pardon…volevo dire…Piccoli Imprenditori.

  8. Elio Says:

    @ my two cents le prime quattro persone che lei ha nominato non hanno contato granché nel poter decidere , mentre Marilena Peaquin oltre ad aver creato un’azienda solida , che porta il nome VDA in giro per il mondo nel caso potesse avere potere decisionale senza essere condizionata da chicchessia secondo me , potrebbe fare molto.

  9. Sully Says:

    Non necessariamente la patente da imprenditore è garanzia di capacità; anzi.
    Ad integrazione della lista di my two cents, aggiungerei Claudio Lavoyer e i suoi 40 milioni

  10. my two cents Says:

    @ Elio
    Berger non conta granché? Dici? Mah, per me incide di più lui sulle decisioni di una manciata di consiglieri rossoneri.
    Péaquin: durante i due mesi della megacrisi clamorosa potenzialmente contava molto, come tutti i consiglieri di maggioranza era ago della bilancia. Poteva pretenderlo, il potere decisionale. Ma a me pare che il condizionamento del signor Chicchessia ce l’abbia eccome, e che non sia estraneo alla “azienda solida”.
    Fey: ovvio che contava meno di zero, ma è stato a suo modo l’emblema di una classe imprenditoriale, quella che lei invocava, inginocchiata e deferente nei confronti del… Chicchessia di turno.
    Benin: ha firmato un clamoroso fallimento imprenditoriale e mentre aveva i libri dei suoi conti in tribunale continuava, come nulla fosse, a occuparsi dei conti di tutti in Consiglio. Non è esattamente l’etica weberiana del capitalismo, insomma. Poi contava poco anche lui, ma comunque era in maggioranza, no?

  11. nicola69 Says:

    A mio avviso, quello che e’ mancato a tutti, imprenditori e politici, e’ stata la lungimiranza. tutti erano convinti che la Vallee avrebbe continuato a vivere all’infinito come “piccolo regno” indipendente da tutto e da tutti, foraggiato da Roma, terra felice di privilegi, con tanta circolazione di denaro. All’arrivo delle “vacche magre”, questa classe politica ed imprenditoriale ha iniziato ad avvertire un certo senso di sofferenza, da cui non e’ stata assolutamente in grado di
    uscire, vista l’abitudine alla “cattivita’”. Alla maniera del leone dello zoo che viene rilasciato in savana. La crisi e’ stata piu’ forte di quello che si pensava, ed il piccolo regno sta andando a poco a poco disgregandosi. Naturalmente chi riesce a prendere cerca di raccimolare qualche ultima briciola, ma per la massa non c’e’ piu’ nulla. io credo che i Valdostani abbiano tanta forza di volonta’ e credo che si puo’ riuscire a dare a questa regione l’importanza che merita. Occorre solo rivedere un po’ la mentalita’ di alcune persone, che hanno tenuto sempre chiusa questa regione al fine di poterne trarre tutti i vantaggi. Oggi si deve cambiare rotta. Si deve lavorare sempre guardando fuori. La Valle puo’ fare cio’, soprattutto con l’offerta turistica…..speriamo bene!!!!

  12. anna Says:

    Possiamo dire che si riconosce la capacità delle persone nel come sanno affrontare le situazioni difficili. La classe dirigente valdostana, abituata alle vacche grasse, si è dimostrata impreparata e inadeguata.

  13. Il Pretoriano Says:

    @Anna
    Si è dimostrata soprattutto corrotta e ladrona…!


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