La nemica


A un centinaio di chilometri da qui, a Torino, è in atto una manifestazione importante: Artissima – internazionale di arte contemporanea, un palcoscenico della ricerca nel mondo delle arti visive. Molte altre iniziative le fanno da corollario e creano un week end culturale unico e riconosciuto sia dai media sia dagli addetti ai lavori, ma anche dal più vasto pubblico. Un appuntamento intelligente per far girare la moneta insieme alle idee. Artissima non è nata ieri, ma nel 1994, eppure da noi non c’è mai stato nessun assessore o politico che ne abbia tratto un profitto per l’intera collettività valdostana. Possibile che un’occasione di grande visibilità internazionale e a due passi da qui, non sia mai stata colta per tradurla in un elemento di attrazione verso il nostro territorio? Abbiamo sedi espositive sottoutilizzate, alcune addirittura dismesse come le due torri: Fromage e del Lebbroso e non ci è mai venuto in mente di usarle per ampliare gli orizzonti verso Torino e le sue suggestioni. Etroubles lo ha fatto con Martigny, anche se ultimamente pare che le le collezioni personali della Fondazione Gianadda siano esaurite come lo ha dimostrato la brutta mostra su Giacometti, ma uno sforzo di apertura c’è stato e ha dato i suoi frutti. Aosta continua a procedere per tentativi e conoscenze amiche. Ve la ricordate Sveart? 500.000 euro dati all’amico Paolo Levi per una manifestazione che avrebbe dovuto rottamare la Biennale di Venezia e che ha portato a casa niente in termini di visibilità e di indotto economico: 1200 visite in due mesi a ingresso gratuito! Questo conferma l’assenza di una qualsiasi strategia culturale. Nel cassetto solo carte di credito e nessun sogno. Eppure dal punto di vista della comunicazione fare rete, stabilire alleanze, creare contesti è indispensaile per partecipare alla competizione globale.

Che non significa appiattirsi nel mercato, ma sfruttare le opportunità per poter dare visibilità al proprio specifico. Se non ti vedo non esisti. Inventarsi, reinventarsi, stare al passo con l’arte che è un prezioso indotto turistico ed economico. Trovare un punto di incontro-collaborazione con Artissima magari offrendo gli spazi museali a gallerie, aprendosi così a nuovi curatori, artisti, collezionisti, critici e curiosi… tutti potenziali turisti di domani. Trasformare la città, così come si è trasformata Torino, in un più piccolo, ma altrettanto interessante museo di arte contemporanea dove un tema specifico sia espresso nella sua unicità. Bisogna crederci. A noi invece piace fare le cose dentro alle nostre quattro mura. Non ci interessa la cultura, ma il consenso. Qualcosa si fa, per forza! Un contentino bisognerà pur darlo, ma è sempre monitorato, concesso, tenuto bene al guinzaglio dal politico di turno, quando invece la cultura richiede piena libertà di espressione e inventiva. E chissenefrega se poi siamo una collettività abbrutita e ignorante, clientelare e mafiosa, anzi così la vogliamo perché, suddita e bisognosa, è facilmente manipolabile. La cultura a noi è nemica.

Annunci
Explore posts in the same categories: Arte, Artisti in provincia, Cultura morta, Mala politica, Politica culturale

Tag: ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

3 commenti su “La nemica”

  1. libero Says:

    Ma noi abbiamo l’Associazione artisti valdostani! Che si pretende di più?

  2. Schiscèta Says:

    venerdì sono stata a Paratissima, la versione free e tutta local di Artissima e sono stata piacevolmente colpita dalla quantità non solo di opere, ma di imprenditori, brand, locali famosi o meno di Torino che hanno dato una mano a gestire il catering, e hanno messo la faccia e i loro servizi a disposizione di Paratissima, che a vederle così nulla c’entravano con l’arte. Poormanger, MacBun, MoleCola, per non parlare di Oscarito (una maglieria!) hanno messo a disposizione dei visitatori i loro prodotti, per farsi pubblicità e per lavorare a stretto contatto con gli artisti. ogni volta, da buona valdostana con le fontine sugli occhi, rimango basita da quanto attività del genere creino tornaconti economici su tutta la comunità. basti pensare che venerdì in coda accanto a me per prendermi un panino, c’era una famigliola tedesca che mi ha raccontato di essersi presa il weekend libero per farsi un tour tra Artissima, Paratissima e Torino. quindi, brevemente, hanno preso una stanza in hotel, usano i mezzi pubblici, mangiano nei ristoranti e visitano i musei.

    se penso al collegamento Milano – Torino dal punto di vista culturale, mi vengono in mente tutta una serie di eventi che riempiono le due città di visitatori, turisti e curiosi, in ogni mese dell’anno (in primis MiTo, il festival di musica classica). e ci sono di mezzo circa 160km. come hanno fatto? che lo spieghino per favore ai nostri Assessorati e esperti di comunicazione, per favore.

  3. libero Says:

    Ma Aosta è una città viva! Ci sono i tornei di calcetto dei bar, ci sono le sfilate di moda dei fashion designer locali, i raduni di auto, gli ubriaconi che tengono allegra la città fino all’alba, gli artisti di strada, i crostaioli che riempiono le sale espositive, gli strimpellatori des nos atre, ma che ce ne frega di Artissima noi siamo paratissimi e nessuno ci schioda dal provincialismo più nefando.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: