Una Fontina e mezza!


Tagliano su tutto quanto ci riquardi come collettività, ma i loro stipendi e i loro vitalizi si guardano bene dal farlo! Così bella figura di emme al Salone del Gusto! Non ci sono stata, ma i resoconti di chi è stato presente illustrano uno stand pietoso, degno delle vetrine nei paesi dell’est durante il dominio dell’Unione Sovietica. Sedie di plastica? Già, proprio il tipico materiale di montagna e non è che manchino le panche e i tavoli in legno, mica era necessario comprarli ex novo! E’ l’intelligenza che manca, il buon gusto (appunto), la cultura… non i soldi! I soldi si trovano o possono essere sostituiti dalla creatività, l’intelligenza no! Che ci vai a fare se affitti uno spazio posizionato nel luogo più triste e invisibile del Salone? Se proprio sei la regione più povera d’Italia (e non lo sei!) fai una scelta più coraggiosa e decidi di stare a casa! Mai brillato nei vari Saloni la Valle d’Aosta, solo un espediente per trasferte piacevoli per i dipendenti. Allora che la si smetta di fare figure di cacca (di mucca, of course!).

 

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12 commenti su “Una Fontina e mezza!”

  1. Pat Says:

    Mai stato così d’accordo con Patuasia. La Regione dovrebbe avere un’unica cabina di regia per partecipare a questi eventi siano essi di promozione turistica (ass. turismo), enogastronomia (ass. agricoltura), beni culturali (ass. istruzione) o altro. La gestione attuale mi sembra un po’ dilettantistica, il successo dipende solo dalla buona volontà del dipendente di turno che organizza e partecipa.
    Invece si crea una partecipata per expo 2015 di cui non si capisce l’utilità.

  2. charlie victor Says:

    cerca i cognomi della partecipata…expo

  3. totale incompetenza. Says:

    Quali o quale è l’assessorato che doveva curare la partecipazione? Presumo in questo caso l’assessorato all’agricoltura .Ogni assessorato pensava che fosse di competenza degli altri assessorati, e cosi hanno dimostrato la loro totale incompetenza.

  4. Sosisse Says:

    Non cìè da stupirsi dato che siamo governati da un branco di ex pastori arricchiti. E possiamo solo immaginare cosa saranno in grado di (non) combinare con l’ennesima partecipata Expo VdA…e io paaago!!

  5. Curvàss Says:

    Qualche anno fa visitai il Salone del Gusto e nello stand della Vallée c’erano 4 tizi seduti ad un tavolo che mangiavano e bevevano (certamente prodotti locali), ma non degnavano di uno sguardo i visitatori. A domada precisa risposero che non era previsto nessun tipo di degustazione per il pubblico (solo per loro, evidentemente).
    Nulla di nuovo sotto il sole…

  6. nicola68 Says:

    scusate ma mi permetto di correggere: of course vuol dire certamente; off course vuol dire ciclo mestruale…..
    Comunque, a prescindere dalla grammatica i contenuti sono veri in maniera sacrosanta!!! Buona serata a tutti

  7. GG Says:

    Contenuti sacrosanti è troppo! Per 13 anni mi sono occupato, quale dipendente RAVA, di organizzare collettive di imprese valdostane nelle più importanti Fiere specialistiche d’Europa, erano fiere riservate agli operatori finalizzate a trovare distributori e nuovi mercati, non piacevoli kermesse pubbliche finalizzate alla vendita diretta e alla “promozione della Valle d’Aosta a 360°”. In questi 13 anni non ho mai incontrato la signora patuasia in uno qualunque degli stand da me seguiti, con la sola eccezione degli Ateleir della Foire.
    Mi sento di sostenere che il giudizio “tranchant” e generalista sulla qualità degli stand valdostani sia un po’ affrettato.
    Faccio alcuni esempi sul solo settore alimentare: Cibus, Tuttofood, Alimetaria, Anuga, Sial, InterMoPro,…

    Per quanto riguarda le “piacevoli trasferte” preferisco non commentare.

  8. Luisella Says:

    Al Salone del gusto a Torino io c’ero e vi posso assicurare che la sensazione di squallore sia per l’ubicazione sia per l’allestimento era condivisa anche da chi mi accompagnava! Quanto descritto da Patuasia corrisponde purtroppo alla verità e riflette il concetto di turismo, di cultura e di buon gusto dei nostri politici che usano malamente dei nostri soldi e non solo al salone! Il confronto con gli stand delle altre regioni come Trentino Alto Adige, per parlare di regioni a StatutoSpeciale, era demoralizzante!!!

  9. Curvass Says:

    Caro GG, qua si parla del Salone del Gusto di diverse edizioni con testimanianze di persone presenti. Se le fiere utili sono quelle dedicate ai professionisti, perché andare a fare figure di palta in manifestazioni “grand public”, dove si dovrebbe “promuovere la VdA a 360°? Perché parla d’altro? Si sente sotto accusa? e, a proposito e seriamente, ci potrebbe illustrare qualche risultato delle “sue” fiere?

  10. GG Says:

    Caro Curvass,
    Non ho detto nulla sul Salone del Gusto, ma “Mai brillato nei vari Saloni la Valle d’Aosta”(patuasia) e “i contenuti sono veri in maniera sacrosanta”(nicola68) sono dichiarazioni generaliste che esulano dalla specifica manifestazione ed è a queste soltanto che ho ribattuto. Non ho parlato d’altro, ho citato manifestazioni fieristiche in cui lo Stand della Regione Valle d’Aosta ha fatto una dignitosa figura (sia come posizione che come qualità dell’allestimento) anche rispetto a regioni più grandi e ricche della nostra. Essendo fiere di settore e riservate agli operatori l’obbiettivo non era l’articolo sul giornale ma la ricerca di canali commerciali per le imprese produttrici valdostane. In queste fiere il risultato si misura in funzione del numero dei contatti che le imprese valdostane presenti hanno con distributori/rappresentanti italiani e stranieri e, nelle Fiere in cui si è riusciti a essere presenti in modo continuativo, questi erano nell’ordine delle decine per ogni impresa (chi più, chi meno, dipendeva dal prodotto, dal prezzo, dal tipo di mercato…). Alcuni di questi contatti sono riusciti a trasformarsi in canali commerciali reali. Cito un esempio, altrimenti sembra fuffa: il salumificio Arnad le vieux è riuscito in queste occasioni a crearsi una rete di distribuzione sia sul mercato francese che su quello tedesco. Dopo un po’ di anni (ho cambiato lavoro nel frattempo) ho casualmente incontrato il titolare di questa impresa, che mi ha detto che, grazie ai canali distributivi all’estero costruiti in occasione della partecipazione alle fiere della Regione, la sua impresa era riuscita a far fronte al drastico calo della domanda sul mercato italiano e a mantenersi operativa.
    Adesso, purtroppo, i tagli sul bilancio hanno inciso pesantemente e (secondo me in maniera piuttosto miope) queste iniziative promozionali sono state drasticamente ridotte.
    Chiedo scusa per la lunghezza.

  11. patuasia Says:

    Grazie nicola68, ho provveduto subito alla correzione. Ho imparato qualcosa.

  12. patuasia Says:

    Signor GG, io non ho parlato di Fiere riservate agli operatori (come avrei potuto partecipare?), ma di quelle che dovrebbero creare una buona immagine per la Valle d’Aosta e relativo indotto culturale e turistico. Quelle le ho viste e ne ho tratto un mio personale giudizio che qualcun altro condivide.


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