Tolleranza? Meglio la laicità!


Secondo me la diversità non è una minaccia, ma una risorsa: tutti partecipano alla vita che non può che essere multiforme, nessuno sta nel centro del mondo, ma gira insieme agli altri. Per questo trovo aberrante il concetto di tolleranza perché conserva quello del suo contrario. Tollerare significa astenersi dall’aggressività nei confronti dell’altro che comunque pensa e vive nel modo sbagliato. Al di fuori del proprio pensiero, del proprio modo di vivere, c’è l’errore che, al massimo dello sforzo si può, appunto, tollerare. Al di fuori del proprio Dio, per tirare in mezzo anche la religione da cui il concetto di tolleranza nasce, non c’è verità alcuna. Bella presunzione, tipica del monoteismo. Noi che abitiamo nella Piccola Roma (ma anche il resto dell’Italia, ex Impero romano), dovremmo prendere lezione dai nostri antenati, molto più romani che celti o salassi. L’incontro degli dei romani con quelli di altri paesi faceva nascere nuove divinità, la loro non era dunque una religione immobile, ma si prestava al movimento, all’arricchimento, alla modifica continui esattamente come si comporta una lingua viva che è curiosa, attenta alla realtà, ai suoi cambiamenti e alle sue relative necessità. Le lingue morte invece sono bloccate, la novità è negata. Per molti l’appartenenza a un partito, a un’idea, è come una religione dove il  dio e la verità si identificano, mentre ogni altra verità è vissuta come falsa, perciò da combattere ed eliminare. Al massimo tollerare. La laicità ingloba in sé la pluralità delle opinioni, il confronto aperto, l’assorbimento delle verità che sono sempre più d’una. Qualsiasi tipo di religione compresa quella che prende la forma di partito, invece è assoluta e custodisce un’unica verità che non può, tolti i fragili paletti della tolleranza, che farsi aggressiva.

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7 commenti su “Tolleranza? Meglio la laicità!”

  1. bruno Says:

    Bellissimo, parlerei di rispetto, invece che di tolleranza. Messner non ha calcato la cima di alcuni ottomila per rispetto degli sherpa che erano con lui, che consideravano quel gesto sacrilego. Ha attraversato un deserto, mi pare del Gobi, dopo essersi tagliato la barba, perché gli abitanti del luogo consideravano disdicevole la barba. In quel luogo. Piccoli ma significativi esempi.

  2. AostaCapitaledellaTolleranza Says:

    “La diversità non è una minaccia, ma una risorsa” è uno slogan bello e buono.

    Lo usa la propaganda laica: http://tinyurl.com/k4a69sd
    Lo usa la propaganda religiosa: http://tinyurl.com/q3ywu8m
    Lo usa la pubblicità commerciale: http://tinyurl.com/lf6nehq
    Lo dice la Boldrini: http://tinyurl.com/p3rlhys
    Lo dice il teatro: http://tinyurl.com/ond7lt5
    Lo dicono i disabili: http://tinyurl.com/q39rsr2
    Lo dice il 44° Giffoni Film Festival: http://tinyurl.com/ptf54pj

    Slogan
    Breve frase, incisiva e sintetica, per lo più coniata a fini pubblicitari o di propaganda politica, che, per ottenere un effetto immediato ed essere facilmente memorizzabile, si avvale spesso di accorgimenti ritmici, della rima, di assonanze o allitterazioni, oppure è esemplata secondo lo schema usuale dei proverbi.

    Io non sono credente e non pratico nessuna religione. Si figuri un po’! Ma mi sono rotto con l’ostracismo riservato alla parola “tolleranza” perché fuori moda in alcuni circoli.

    Inoltre, sul post: ridurre le religioni monoteistiche a creatrici della tolleranza (che secondo lei sarebbe “l’astenersi dall’aggressività nei confronti dell’altro che comunque pensa e vive nel modo sbagliato”) mi sembra una posizione banale.

    Intanto: da dove viene la sua definizione? E’ parte di un discorso complesso? E’ una delle tante definizioni? E se è una delle tante definizioni quali sono le altre? E, eventualmente, perché lei ha usato questa e non un’altra? E, eventualmente, perché la fa passare per unica?

    Sulle definizioni
    Tra le altre Treccani dice che la tolleranza è: l’atteggiamento teorico e pratico di chi, in fatto di religione, politica, etica, scienza, arte, letteratura, rispetta le convinzioni altrui, anche se profondamente diverse da quelle cui egli aderisce, e non ne impedisce la pratica estrinsecazione, o di chi consente in altri, con indulgenza e comprensione, un comportamento che sia difforme o addirittura contrastante ai suoi principî, alle sue esigenze, ai suoi desideri.

    (Per favore, prima di rispondere a me contestare Treccani).

    Infine
    Anche nelle definizioni negative di tolleranza, quando cioè la tolleranza non porta a un’autentica e piena affermazione di ciò che è tollerato, ebbene anche in questo caso qualcuno ha notato che la tolleranza permette che esista una pluralità di posizioni e di opinioni in tutti i campi dove essa sia esercitata.

    Ma insomma signora. Lei scrive, non sarà il suo mestiere, ma è certamente una vocazione. Approfondisca un po’. Alzi il livello. Non ha bisogno di stare verso il basso. Non è un sito commerciale. Lei, senza senso di responsabilità, butta nella mischia concetti che sono fragili come cristalli.

  3. patuasia Says:

    Signora, AostaCapitaledellaTolleranza, ho esordito con un “secondo me” che dovrebbe chiarire che ciò che dico non proviene né dalla Treccani né da qualsiasi altro testo filosofico, è una semplice osservazione personale che ho esplicitato in modo sintetico e pertanto riduttivo di un pensiero più vasto che mi appartiene. Lei mi fa delle domande come se mi accusasse di qualcosa che la disturba molto, si calmi per favore. Mi dà dell’irresponsabile solo perché la penso diversamente da lei sul concetto di tolleranza? Si rende conto di quanto lei sia intollerante? 🙂

  4. Curvass Says:

    AoCapToll, “che bon temp!” avrebbe detto la mia nonna. Che ricerche accurate e puntuali! Peccato che quando lei cita la Treccani (“di chi consente in altri, con indulgenza e comprensione, un comportamento che sia difforme o addirittura contrastante ai suoi principî, alle sue esigenze, ai suoi desideri) non fa che confermare quandto asserito da Patuasia e cioè che chi si definisce tollerante esprime di fatto un senso di superiorità verso colui che tollera.
    Dopo tanti studi, comunque, invece di fare tante domande, perché non ci propone anche qualche risposta? Lo dico con vero interesse.

  5. libero Says:

    Diciamo che Aostacapitaledellatolleranza non ha innalzato il livello, anzi lo ha abbassato al solito conflitto tra due posizioni diverse con un tono minaccioso e accusatorio perché poi? Quando invece se ho ben capito si tratterebbe di andare oltre al concetto di tolleranza che mantiene le distanze per assorbire almeno in parte, la diversità e creare un nuovo status cos’ come hanno fatto i romani con gli dei degli altri facendoli diventare propri o inventandone di altri di patrimonio comune.

  6. AostaCapitaledelSillogistico Says:

    @libero
    Sei indietro. E non è la prima volta. Quindi aggiornati sul dibattito in corso nel mondo occidentale sulla “tolleranza” che è politico, ideologico e culturale. La tua deduzione è sillogistica. Che te devo dì….

  7. libero Says:

    AostaCapitale delSillogismo, tu che invece sei così avanti perché non dai un contributo concreto affinché anche i poveracci di spirito qual’è il sottoscritto, possano evolvere. Tu che sei persona tollerante…


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