Un concetto troppo difficile?


Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Su Cime Bianche non si cerchi di lanciare la crociata montanari contro ambientalisti perchè la gente ormai non cade più in questi tranelli. Qui si sta discutendo di sviluppo di un territorio, di economia che si regge sulle proprie forze, delle caratteristiche per le quali i turisti vengono a scoprire la bellezza della montagna, non solo tre mesi all’anno e non in un posto qualunque ma proprio nelle nostre Valli. Nessuno chiede di eliminare lo sci, attività ormai turisticamente matura, ma ci si preoccupa di non pregiudicare il futuro: un futuro che deve essere sostenibile, ambientalmente ed economicamente.

Tutti abbiamo presente qual è lo stato di salute dei bilanci delle società di risalita. E’ di pochi giorni fa l’intervento della Regione per risanare i conti della Monterosa ski. Aumentare gli investimenti aumenta i debiti. Se con l’offerta di prima venivano 100 sciatori, quanti sciatori si prevede di avere con il nuovo impianto di Cime Bianche? Così tanti da ripianare l’indebitamento nuovo più i deficit ormai cronici? Sembrerebbe di no, visto che, stando ai bilanci di Monterosa Ski, l’aumento di passaggi sugli impianti non migliora i bilanci. Nel 2013 la società che, lo ricordiamo, è una partecipata regionale, ha incassato per la presenza turistica circa 2 milioni di euro in più, ma i debiti sono aumentati Forse i motivi per cui i turisti non si accalcano più sulle le piste vanno ricercati in carenze che nulla hanno a che fare con la lunghezza degli impianti, e che condizionano negativamente l’intero comparto turistico valdostano: crisi economica generale, certo, ma poi difficoltà di accesso alle valli, caro autostrada, banalizzazione del territorio, gestione dell’accoglienza. Prevedere di aumentare ancora gli skipass, come ipotizzato nei giorni scorsi su queste pagine, per coprire parte dei nuovi investimenti è una buona idea o significa la pietra tombale su un mercato sempre più in crisi? Distruggere le zone ancora incontaminate delle alte valli porterebbe, a fronte di un aumento degli sciatori tutto da dimostrare, la sicura diminuzione delle presenze estive. Quanti turisti d’estate vanno ad Ayas e quanti a Cervinia? La differenza sta nell’equilibrio che la val d’Ayas ha saputo finora sapientemente mantenere. E’ però evidente che gli investimenti fanno gola a poche e ben selezionate persone: una volta li chiamavamo genericamente speculatori. Oggi potremmo, in maniera più mirata, ricercarli in alcuni amministratori, consulenti, costruttori. Il risultato è però lo stesso: gli appetiti di pochi distruggono il bene di una intera comunità. Gli impianti di risalita li hanno tutte le stazioni sciistiche, il paesaggio del Monte Rosa no. Troppo difficile il concetto?

 

 

 

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