Folclore di paese


Faccenda singolare letta su Aostacronaca.it. Una maestra elementare di Roisan, tal Caterina Binanti, viene allontanata da scuola perché accusata di comportamenti poco ortodossi. Trasferita con ordine di servizio firmato dal dirigente scolastico. Assessore regionale all’Istruzione, Laurent Viérin e Sovrintendente agli studi, Patrizia Bongiovanni. La versione dell’insegnante è altra. Nel 2010 il figlio era candidato in una lista antagonista a quella di colleghi, genitori, amici e parenti, i quali con lettere anonime e accuse false l’avevano presa di mira per, evidentemente, colpire il figlio. Grazie alle dichiarazioni di testimoni attendibili e alle prove il giudice Eugenio Gramola ha sentenziato l’annullamento del trasferimento. La maestra è tornata al suo posto. E la Regione paga le spese processuali. Sembra una storiella a lieto fine, in realtà è molto di più. Questa è mafia bella e buona. E’ cultura mafiosa autoctona. Quella che brucia i fienili. Quella che ti mette dentro a un sacco e ti riempie di botte. Quella dell’usura. Delle Fontine adulterate. Delle bovine malate prima e delle bovine sane dopo. Dei contributi a pioggia. E delle faide per un pugno di voti. Folclore di paese. La ‘ndrangheta in questo caso non c’è. E’ tutta roba locale. Roba di origine controllata. Controllata da chi?

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6 commenti su “Folclore di paese”

  1. bruno courthoud Says:

    Controllata dai boss locali, che hanno alla fonte, tutti, un’unica sigla elettorale a base tribale. Ne ho fatto un’amara e incredibile esperienza al mio paese natale, da cui mi sono poi allontanato almeno idealmente, vendendo tutti i beni che ivi possedevo (o meglio regalandoli). Ho mantenuto la mia casa paterna, dove ogni tanto salgo, e che i miei vicini di casa progettavano, si dice, di requisire, tramite l’istituto della cosiddetta usucapione, che in queste valli abbandonate va per la maggiore. Se io o i miei figli venderemo la casa (mia moglie non vuole, i miei figli ora non sanno che cosa farsene), la venderò a Milanesio. Del tutto (usucapione) ho prove sufficientemente fondate per crederle vere, oltre alle liti e al tempo perso per dimostrare la mia proprietà (mio padre e mio nonno erano troppo buoni e a suo tempo avevano fatto troppi favori ai vicini, convinti della loro buona fede!). Se io o i miei figli venderemo la casa (mia moglie non vuole, i miei figli ora non sanno che cosa farsene), la venderò a Milanesio. E lascio da parte le minacce di morte a me e ai miei familiari. Faccio presente che l’istituto dell’usucapione in luoghi più evoluti non esiste (es. Francia), mentre in questo paese è oggetto di quotidiani ed insani appetiti. Sarei anche disposto a cercare di perdonare e dimenticare il tutto, mi basterebbero scuse sincere da parte di chi di dovere. Potrei anche raccontarvi di cose inenarrabili, che non immaginate neppure, ma lascio perdere, anche se le mie fonti sono sufficientemente attendibili. Quel che succede in genere nei paesi NON è conosciuto. L’omertà è totale. Provare per credere.

  2. patuasia Says:

    Signor Courthoud, ha ragione non conosciamo quello che succede nei paesi, da noi arriva la retorica heidiniana del montanaro semplice, cocciuto e buono. Per favore ci liberi dai luoghi comuni anche a costo di strappare quell’immagine che ci accarezza la fantasia. Essendo falsa è come la carta vetro: ci strappa l’anima piano piano che neanche ce ne accorgiamo. Meglio sapere e scegliere altra carta per impacchettare i nostri sogni. Grazie.

  3. Schiscèta Says:

    Io credo che questo sia un chiarissimo esempio di come in realtà la Valle d’Aosta sia perfettamente allineata con l’Italia, che tanti movimenti regionalisti hanno sempre accusato di essere la causa della corruzione della nostra regione. Il comportamento mafioso è tipicamente italiano, nel senso stretto: se posso farti un favore, a prescindere dal lavoro che svolgo o dalla carica che detengo, lo farò. Voglio far lavorare mio figlio? Chiedo consiglio al mio amico politico. Voglio ottenere in fretta un permesso per costruire casa? Chiedo aiuto all’amico potente di turno. Dall’abuso di potere alla corruzione il passo è brevissimo. Casi di questo tipo sono paragonabili allo scandalo Mose, per quanto mi riguarda.

    Il caso di questa signora è solo la punta di un iceberg enorme: stiamo parlando di un sistema politico, che in comunità piccole come la nostra, porta avanti la cultura dello scontro politico all’ultimo sangue, degli attacchi personali e della retorica violenta. Senza andar lontano, pensiamo a come è ri-nata l’UVP due anni fa: alcuni ex unionisti stufi di un sistema di cui hanno fatto parte per decenni hanno deciso che era ora di creare un nuovo partito, un LORO sistema su cui avrebbero avuto più presa, mascherandosi dietro la critica a quello stesso partito e movimento di cui loro stessi facevano parte. E’ la politica del ”meundza-meundza”, del magna magna, ma semplicemente tradotto in patois.

  4. Il Pretoriano Says:

    Tra le varie mafia del Sud (n’drangheta calabrese, cosa nostra siciliana, camorra napoletana, sacra corona pugliese e quella de chez nous, (la mafietta) non c’è nessuna differenza. Pari sono.
    Al sud quando ti ammazzano il colpo passa dal davanti perché Tu devi vedere in faccia chi ti ammazza, invece qui in Valle, siccome sono meschini ed infami, Ti sparano alle spalle ed il colpo passa da dietro in avanti e tu non saprai mai chi ti ha liquidato. Ti colpiscono nei tuoi affetti, ti spostano dal posto di lavoro, ti infamano con foto compromettenti….dei figli, ti tagliano i fondi d’accordo con le banche, insomma ti uccidono lentamente ma non saprai mai chi ti vuole male.
    La politica locale sposa questi atteggiamenti mafiosi per “piegarti” per ottenere il consenso a tutti i costi anche da chi non lo darebbe loro mai. E poi ci lamentiamo se qualche giovane alza la voce e vorrebbe sovvertire l’ordine precostituito.

    In 30 anni di governi pseudo-regionalisti ne abbiamo viste di cotte e di crude e con quanto visto in questi ultimi mesi c’è da preoccuparci e non poco per i nostri figli. Ma i loro sono tutti ben sistemati o qui o all’estero all’estero.
    E non abbiamo ancora sollevato del tutto il coperchio della pentola..!

  5. patuasia Says:

    Il bello dell’autonomia! Il controllo si fa più vicino e senti il fiato del meschino fratello sul collo. Ma si tratta di complicità: là dove c’è un padrone trovi un servo e viceversa. Il pregiudicato è stato riconfermato alla grande così come tutti gli altri, la questione morale è una barzelletta da raccontare nelle scuole medie e l’alternativa è solo un cambio di giacca. Il bello dell’autonomia valdostana, appunto!

  6. Anna Says:

    Penso che gran parte di noi, direttamente o indirettamente è venuto a conoscenza di situazioni simili a quelle qui sopra descritte. Diverse negli strumenti adottati per imporre un non diritto o un soggetto ed escluderne un altro (c’è molta creatività in questo), ma uguali nel voler calpestare i diritti altrui
    Purtroppo la maggior parte delle persone subisce e non ha il coraggio della Sig.ra Caterina Binanti, che proprio per questo è da ammirare.
    Speriamo che si sia aperta una breccia nell’omertà e che tante persone si armino di coraggio e denuncino i soprusi subiti.


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