Quante volte suona il postino?


L’ala più a sinistra che completa il simbolo PD con: Sinistra Vda, non l’ha presa bene. La lettera inviata dal segretario, Fulvio Centoz al presidente, Augusto Rollandin, invitandolo al passo indietro ha creato una forte polemica interna. “Non ci siamo proprio. Constatiamo con rammarico che questa iniziativa è stata presa senza alcun confronto con le associazioni, i movimenti, le forze politiche che, insieme al Pd, hanno dato vita e sostenuto la lista Pd-Sinistra VdA che ha portato in Consiglio regionale tre consiglieri. Senza l’apporto di questa pluralità di forze, il risultato sarebbe stato certamente peggiore”. (gazzettamatin.it) Francamente non li capisco. Domando: il gruppo degli incazzati ha forse chiesto l’autorizzazione a qualcuno per presentarsi svincolato dal PD in un’altra lista per le europee? E l’atteggiamento in campagna elettorale nei confronti del partito di cui oggi si sentono fare parte qual’è stato? Direi molto ostile. Mi pare addirittura che il segretario nazionale, Matteo Renzi, venga spesso definito dalla Sinistra VdA come un ebetino, un nuovo-berlusca, uno di destra, un democristiano ecc ecc… O anche per loro valgono i niveaux différents? Differenti quando fa comodo? Poi che il PD abbia portato a casa il risultato grazie al loro apporto è tutto da vedere. Magari la parte più moderata ha preferito Alpe o il novello UVP? Non lo sapremo mai. Ma una cosa sappiamo di sicuro: che la Sinistra VdA mai avrebbe avuto la possibilità di entrare in Consiglio da sola o con la somma di tutte le associazioni che la sorreggono. Quindi che l’arroganza lasci spazio al dubbio. Fulvio Centoz ha seguito l’iter interno al suo partito, che ha una segreteria, un direttivo e una commissione politica. Se nessuno degli incazzati ne fa parte… . Se poi non si riconoscessero nella linea politica espressa dal PD renziano nessuno li tiene per il guinzaglio. A Sinistra si vuole ricostruire la Sinistra, dunque che diano il loro ricco contributo da quella parte.

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17 commenti su “Quante volte suona il postino?”

  1. Fabio Says:

    A.A.A. CERCASI SUPERIORITÀ MORALE DEL P.D.
    Visti gli ultimi sviluppi a livello nazionale fossi di sinistra sarei ostile e pure un po’ incazzato ma se vi piace così…

  2. patuasia Says:

    Lei è buffo, signor Fabio, se fossi di sinistra sarei ostile? Che vuol dire? E poi il PD è un partito di centrosinistra, una sfumatura importante.

  3. Fabio Says:

    Grazie per il buffo…non parlerei di sfumature ma di zone grigie e tutto sommato ha ragione lei…La sinistra con il Partito Democristiano non c’entra nulla…saluti da Fabio il buffo

  4. giancarlo borluzzi Says:

    Il PD renziano è di sinistra (o centrosinistra per far piacere a Patuasia) vista la sua politica.
    Capisco che chi è di sinistra, magari abbacinato dai teleimbonimenti del cerchio magico toscano, possa non ritenerlo di sinistra, ma ogni sua misura in questi cento giorni lo dimostra.

  5. patuasia Says:

    Mi fa piacere che una persona di destra definisca cos’è il PD e cioè quello che è: un partito di centrosinistra. Acquetta in confronto di chi vuole la rivoluzione, lo capisco. Ma la rivoluzione sono in pochissimi a volerla: che ci provassero chissà mai…

  6. janko Says:

    Non trovo nulla di anomalo nel fatto che chi un anno fa, a torto o a ragione, ha sostenuto un progetto politico oggi esprima la propria posizione circa l’attuale situazione. E evidente che la lista pd-vda ha ottenuto tre consiglieri anche grazie all’apporto di padovani e altri. Lo stesso guichardaz non e iscritto al pd. Rispetto ai niveaux differents, ritengo che faccia parte della storia di partiti e movimenti fare scelte differenziate in base alla tipologia di elezioni e a leggi elettorali piu o meno penalizzanti. Infine, per quel poco che sono riuscito a capire di questa strana crisi, il fatto che rollandin abbia ricompattato la maggioranza senza bisogno di ulteriori apporti, forse dimostra che non c’erano le condizioni per incidere in modo significativo in questo momento. Ad oggi non posso che constatare con amarezza che, mentre si tagliano i contributi per le badanti e mancano risorse per le politiche occupazionali e sociali, la presidenza del consiglio e il comune di aosta elargiscono importanti contributi alla solita 3bite per l’organizzazione di eventi estivi. Saro poco realista? Demagogico e forse estremista? Puo darsi, ma un anno fa non ho votato quella lista pensando che avrebbe poi sostenuto colui che in completa solitudine da parecchi anni decide le sorti di noi tutti.

  7. libero Says:

    Se non sbaglio 46.000 euro per l’organizzazione di concerti… ma che cazzo c’entra la presidenza del Consiglio con gli eventi estivi? Il suo apporto alla cultura non dovrebbe toccare temi legati alla socialità? Pure la il bicentenario dei carabinieri con tanto di catalogo.

  8. giancarlo borluzzi Says:

    La siderale distanza politica tra Patuasia e me rifulge dal suo ultimo commento qui ove si rallegra per il mio giudizio di partito di sinistra (o centrosinistra) al PD renziano.
    Si rallegrerebbe di meno conoscendo la mia interpretazione del termine sinistra.

    Lenin e Renzi sono accomunati dall’essere sinistri e quindi dall’agire contro gli interessi proprio dei più deboli.
    Condizioni storiche diverse, nel primo caso senza controlli effettivi da parte della popolazione, nel secondo…. le elezioni non determinano necessariamente la vittoria del buon senso.
    Est modus in rebus, l’economia ha regole non sostituibili dalla demagogia o dalla sommatoria di interventi che possono colpire positivamente solo mia zia Evelina e le sue amiche.

    Lenin ha aperto la strada al fallimento economico del suo paese, Renzi non fa nulla per portare l’Italia fuori dalle secche.

    Negli ultimi anni gli investimenti provenienti dall’estero, necessari per dare lavoro o continuità di lavoro in un paese rovinato dal debito pubblico, si sono ben più che dimezzati: mancanza di fiducia nel sistema Italia.
    Nulla ha fatto Renzi per ripristinarla, solo misure marginalissime e demagogiche: gli 80 euro (insensatezza che lo rendono degno di Guantanamo) creano una falla di sei miliardi e mezzo nel bilancio dello Stato, ma erano necessari per ottenere voti alle europee e quindi vincere la contesa interna al PD.
    Nessuna riforma strutturale in economia, di quelle volte all’effettiva riduzione della spesa pubblica, solo briciole perché Renzi è un conservatore allineato al sistema che ha creato il nostro debito pubblico.
    L’opinione pubblica si scandalizza per il Mose, giustamente, ma sono 41 milioni di tangenti, il problema Italia si gioca su ben altre cifre e tipologia di interventi.

    Sinistra uguale demagogia, conservatorismo e pressapochismo in economia, il tutto a danno proprio dei più deboli che si illude di difendere.

  9. patuasia Says:

    Signor Borluzzi mi rallegro di nuovo. Che lei definisca siderale la nostra distanza non può che farmi piacere, ma a me le differenze piacciono. Sulla definizione del PD mi sono compiaciuta perché, lo ha definito partito di sinistra, quando invece leggo spesso altri termini che lo collocano a destra, nel centrodestra, che lo definiscono una nuova democrazia cristiana… detti da irriducibili compagni.

  10. giancarlo borluzzi Says:

    Sui rallegramenti inviterei alla riflessione.
    Questo in quanto la sideralità tra noi evince non nei propositi, ma nella strada per conseguirli.

    Non so se questo valga anche per Patuasia (sinistra rea confessa), certamente lo schema mentale dei sinistri generici è che la sinistra – A – vuole buone condizioni di vita per tutti, agendo in primis per influire positivamente sui meno abbienti e – B – giudica i destri dei difensori di chi è più agiato.
    Questa è una panzana, la mia interpretazione è che – C – i destri vogliono esattamente quello che in astratto vuole la sinistra secondo – A – , ma reputa i sinistri inetti, per demagogia e abito mentale che esclude a priori ogni ragionamento legato, secondo un ampio respiro, alle leggi dell’economia.

    Secondo tale mio ragionamento (uno dei pochi su cui non nutro dubbi) è evidente che la distanza siderale tra Patuasia e me non risiede nei fini ma nella metodologia per conseguirli.

    Ergo, se i fini divergessero, sarebbe logico rallegrarsi per una distanza siderale; ma se la divergenza riguarda i percorsi verso il fine, la sideralità deve essere motivo di riflessione e approfondimento sugli ingredienti richiesti dai percorsi, non di una contrapposizione per l’esistenza della quale gioire.

    Purtroppo i sinistri partono dalla presuntuosa quanto rozza premessa indicata in – A – e l’incomunicabilità alla Michelangelo Antonioni è conseguente.

  11. sully Says:

    è pur vero che Marx è morto da tempo, tuttavia avevo sempre creduto che la sua analisi fosse prevalentemente di carattere economico.
    Ora il Verbo ci racconta che i sinistri non sanno -e non vogliono sapere- di economia.
    Non c’è più religione!

  12. giancarlo borluzzi Says:

    @ sully.

    Ho citato Lenin, non Marx: il primo ha tentato di trasferire le teorie del secondo in politica, anche se il contesto russo del tempo non era l’ideale per farlo.

    I sinistri sono schiavi, anche se oggi in maniera più soffusa, dei concetti di superamento delle disuguaglianze, fatto di per se condivisibile se non prescindesse dall’abc dell’economia che si deve basare sull’esaltazione della libera impresa, senza assistenzialismi demagogici e residui di dirigismo statalista: quest’ultimo ha fallito la sua chance nel secolo scorso ed è bovino pretendere che espanda i suoi rantoli nel liberismo del 2014 perché causa solo danni ai meno abbienti che vorrebbe difendere.
    In economia ci sono regole non accantonabili solo perché il popolino è miope e non afferra.

    Essendo voce del Verbo, segnatelo sul taccuino o impara a memoria e soprattutto diffondi.

  13. sully Says:

    voce del Verbo essere (presuntuosi)

  14. giancarlo borluzzi Says:

    Veramente singolare siffatta/o sully.
    Mi qualifica quale Verbo, io riprendo il termine per farla/o contenta/o e sully commenta come se il termine me lo fossi autoattribuito.
    Comunque, noto l’incapacità di inoltrarsi nel tema, importante perché riguarda i paraocchi dei sinistri.


  15. Mineo e Mauro trombati dalla commissione per la riforma del senato…Patuasia hai ragione, questo non è il PD ma il PCUS!!

  16. giancarlo borluzzi Says:

    Macchè PD o PCUS, il partito di Renzi è la trasposizione in politica di una competizione per barzellettieri.

    Per eliminare il Senato, coi suoi costi e le perdite di tempo che arreca, lo si fa sparire del tutto, non lo si mantiene per dar voce agli egoismi regionali, contrapponendosi all’interno del partito dei barzellettieri solo sull’elezione diretta o meno dei suoi membri.

    Tutto ciò che ruota attorno a Renzi è un bluff.
    Doveva eliminare le province, le ha trasferite in altre strutture. Doveva ridisegnare la legge elettorale in breve tempo, ma deve ancora scodellare una legge che oltretutto profuma secondo molti di anticostituzionalità.
    Doveva ridare fiducia nell’edilizia, ma ha conservato il contrario.
    Doveva, doveva. doveva… In realtà ha colpito l’immaginazione degli ingenui impreparati che l’hanno votato.


  17. Purtroppo penso anch’io che Renzi sia un bluff, dico purtroppo perché non sono incline a scommettere sul fallimento del mio Paese ma ritengo anche che un popolo abbia sempre il governo che si merita.
    Quindi, in sintesi, sono d’accordo con lei ma ne sono dispiaciuto…


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