Un passo avanti


Signor Presidente,

tutti a chiederle un passo indietro. Richiesta che io trovo arrogante e politicamente nulla, nel senso che lei, legittimato da quasi 11.000 preferenze, non ha nessun motivo per dimettersi. La democrazia, con tutti i difetti che si porta appresso, le ha conferito questo incarico. Il “bene della Valle d’Aosta” è un concetto politico che assume sfumature diverse a seconda dei partiti. A ognuno la sua interpretazione e la sua ha avuto una stretta maggioranza. Con conoscenza della legge ha dichiarato che lei se ne andrà nel caso fosse presentata una mozione di sfiducia costruttiva, mozione che nessuno ha ancora esposto dai banchi del Consiglio. Legittimo quindi che lei resti al suo posto. Insistere non porta a nulla. Pertanto io le chiedo, e credo di farmi interprete del pensiero di molti, di fare un passo avanti. Le elezioni anticipate non sono la soluzione allo stallo, anzi i toni si farebbero più duri e aggressivi quando, per combattere la crisi che ci affligge, occorrono lucidità, concentrazione e una buona dose di pacatezza. Inoltre non garantirebbero nuovi equilibri più adatti alla governabilità. Il rischio di uno stallo bis è troppo alto. Non possiamo permettercelo. Le chiedo pertanto di uscire dal suo pubblico silenzio e di fare un passo avanti. Di assumersi le responsabilità che le competono per la collettività che lei ha governato e che ancora governa. Si faccia garante di alcuni punti cari alla minoranza e urgenti per tutti noi valdostani: il problema dei rifiuti, dei trasporti… ad esempio. Mi rendo conto che posso sembrarle un’ingenua, lo sono. Della politica vedo ciò che si svolge sulla scena del resto non so nulla. So per certo che una nuova competizione elettorale in questo periodo per noi così delicato potrebbe essere devastante. Faccia un passo avanti e la eviti. Grazie.

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10 commenti su “Un passo avanti”

  1. anonimoperchètengofamiglia Says:

    Patuasia, buongiorno.
    Ieri, seguendo da tempo il suo blog non mi sono stupito della sua pubblica richiesta a Rolli di fare un passo avanti, a differenza di alcuni colleghi che come me navigano nei meandri oscuri e paludosi della politica valdostana e che al contrario ne sono rimasti addirittura “basiti”.

    Lei ha espresso la sua legittima opinione/richiesta, motivata da altrettante legittime e, dal suo punto di vista e da quello dell’area visibile e invisibile rollandiniana logiche motivazioni e argomentazioni.

    La sua richiesta però è, come dire, arrivata fuori tempo massimo. Nel senso che Lui è convinto di avere nuovamente i 18 e di andare avanti con gli stessi. Rimanendo ovviamente lui il Presidente, come da lei auspicato.

    Diciotto, senza allargamento e continuando a fare come ha sempre fatto.

    E sulla compattezza dei 18 ci crediamo veramente? Nel tardo pomeriggio del 3 giugno, nel pieno della seduta consiliare, Perron e La Torre se ne sono andati via (caso insindacabilità Ferrero), per poi fare ritorno dopo varie telefonate di un assessore e un paio di consiglieri Uv.

    18 “ricompattati” per dire che cosa ai cittadini: due mesi di vacanza per nulla??

    Bella la sua lettera, peccato che è rivolta a colui il quale attraverso l’Ennio de nos ci sta facendo credere che l’Uv è aperta al dialogo e al confronto di giorno, e poi verso tarda sera lo chiude con la saracinesca. Metafora per spiegare come mai in certe occasioni l’Uv stia facendo di tutto per creare le reazioni dei consiglieri della minoranza….Minoranza che sorniona spera che i 18 riformino la maggioranza per scongiurare le elezioni.

    E poi, suvvia, Rollandin alla sua età, e imbrigliato nella propria rete culturale-mentale-psicologica-politica-amministrativa e affaristica, non lo schiodi dall’assunto che allargare, condividere, mediare, insieme ad altri soggetti significherebbe perdere progressivamente il terreno del potere reale e il controllo delle leve e/o dei fili del burattinaio.

    Lui sui temi dei rifiuti non ha cambiato idea.
    Lui sulle grandi e medie opere non ha cambiato idea.
    Lui su altre medie opere che pochi conoscono e sono nel suo cassetto non cambierà idea.
    Lui sui trasporti su rotaia non cambierà idea.
    Lui sui costi della politica non cambierà idea.
    Lui sulla modifica della legge elettorale analoga a quelle dei grandi comuni non ha cambiato idea.
    Seguirebbe una lunga lista….

    Dunque lei Patuasia vuole questo? Domanda retorica, ma se nessuno degli “altri” va di là, questo è lo scenario che ci ritroveremo. A prescindere dagli 11mila voti, fatto che in politica può essere anche opinabile.

  2. patuasia Says:

    Signor anonimoperchétengofamiglia, per come la vedo io non è la sostituzione di Rollandin con un presidente-fantoccio dei Viérin ora e Viérin medesimo poi, la chiave che apre al cosiddetto cambiamento. Il sistema è formato dalle due facce della stessa medaglia e, come ho già scritto, secondo me e non ho la verità in tasca, è meglio isolare il più pericoloso che è il giovane Vièrin: garantisce una Union divisa in due e non è poco. Può essere che la mia lettera sia arrivata tardi, ho atteso lo sviluppo dei recenti incontri, e non ho la pretesa di influire sul presidente che si fa condizionare solo da se stesso, mi sembrava che qualcuno dovesse farlo. Insomma qualcuno lo doveva tirare in campo direttamente insieme alle sue responsabilità. Ho cercato di farlo con buon senso e con oggettività e con molta ingenuità, non me ne vergogno.

  3. anonimoperchètengofamiglia Says:

    Patuasia, lungi da me di giudicarla ingenua.
    Il clan Vierin dentro o a capo una nuova giunta? Ma certo che no! Troppa spasmodica e scomposta sete di riprendere il potere, troppo astio, troppa sete di rivalsa, ecc. E dunque scarsa lucidità di traghettare nel nostro mare ondoso verso attracchi equi,giusti,responsabili,obbiettivi,oggettivi che servono o servirebbero a noi tutti.
    No. Giovani disperatamente ansiosi come Laurent & C di rifondare il mouvement creando i presupposti di ricostruirlo dalle ceneri da lui bruciate, non servono alla Valle d’Aosta.
    Servirebbe che Rollandin non fosse più presidente con una coalizione insieme ad Alpe e Pd. Ma perchè ciò si avveri l’unica possibilità è quella che qualche consigliere uv di “peso” trovi il coraggio, a viso aperto senza sotterfugi e mettendo anche nel conto di ritrovarsi poi ai margini, di ricordargli che fu lui a dire , davanti all’opinione pubblica,di voler fare un passo indietro per il bene di non so qualcosa e far si che i 120 del conseil lo applaudissero, in primis Voyat…(ma Rollandin riesce a fare anche questi miracoli…) con lacrimuccia rossonera incorporata.
    Spererei anche in qualche assessore che ormai è stufo di sorreggere il gioco al massacro che si porrebbe in essere una volta ripresentata una maggioranza di 18 consiglieri. Ma questa è un’altra storia.

  4. anonimoperchètengofamiglia Says:

    1) correzione : pardon, Obiettivi e non obbiettivi.
    2) precisazionene: Alpe domani alle 12.30 in conferenza stampa illustrerà la sua posizione di chiusura totale in merito allo #stalloalpino: che Uv e Sa si arrangino. Dunque se Rolli e i suoi 17 avranno filo per tessere, tesseranno. Fino al prossimo “incidente”. Magari con qualche cambiamento in Giunta.

  5. exit-paul Says:

    Quoto Anonimoperchétengofamiglia.
    Immaginare che Rollandin cambi la sua visione politica, i suoi programmi, i suoi metodi, il suo fiuto per gli affari (suoi e dei suoi grandi elettori) non è soltanto un’ingenuità: è un’ipotesi che non esiste.
    Così come non esiste che faccia un passo indietro: a proposito, che pena la lettera latte-miele del P.D.!
    Il passo in avanti che Rollandin vorrebbe fare sono le elezioni, per incassare il frutto dell’inadeguatezza delle forze di opposizione, dimostratesi nell’occasione incapaci e superficiali, oltreché succubi della regia suicida di Viérin-padre.
    Ma visto che Stella Alpina e molti unionisti temono il voto come la peste, può darsi che il Capo non ce la faccia ad andare alle elezioni, accontentandosi di vivacchiare con i 18 consiglieri di maggioranza.
    Le forze di opposizione dovranno invece tentare di risorgere dalle proprie ceneri, ridimensionati da una vicenda in cui l’ambizione ha prevalso sull’intelligenza politica.

  6. patuasia Says:

    Avete ragione voi, signori anonimoperchétengofamiglia ed exit-paul, la mia lettera era retorica (ma non mielosa come quella inviata dal PD), una ingenuità legittima per chi sta fuori dai giochi da sempre e non li conosce a fondo. Qualche imbecille (concedetemi la parola tanto sono stanca di pensieri al ribasso) ha supposto che fosse il frutto in cambio di chissà che. Se avessi voluto qualche cosa di corposo, lo avrei avuto da tempo siatene certi. Il ritratto istituzionale di Rollandin non è una mia interpretazione, ma un dato di fatto. La politica quindi dovrebbe saperne tenere conto, invece di perdersi in richieste assurde che minano l’affidabilità dei richiedenti. Io posso permettermelo, i segretari dei partiti no.

  7. Marcoxx Says:

    A mio parere il ragionamento che fa Lei sig.ra Patuasia è quello più semplice e logico… Non è comprensibile come un intero partito come il PD che ha preso 6.400 voti alle elezioni 2013 possa dire ad un solo eletto che ne ha presi lui da solo 11.000 (il partito 23.000) che si deve togliere di mezzo… ma secondo voi è un discorso democratico? Ma questi consiglieri si sono dimenticati che rappresentano un elettorato? rappresentato degli elettori e dei voti? ….

  8. patuasia Says:

    Non solo non è democratico, ma anche privo di senso e non porta da nessuna parte, perché Rollandin non lascerà mai il suo ruolo se non indotto a farlo tramite le regole democratiche condivise. Forse l’obiettivo era un altro: quello di ribadire la propria autonomia di azione rispetto al controllo dei Viérin, in questo senso, la lettera ha centrato il bersaglio.

  9. Elio Says:

    @ Marcoxx. I quasi 11.000 voti di Rollandin e i 7.500 di Vierin con la preferenza unica diventerebbero meno di 2.000 e non c’è bisogno di spiegare il perché. Per uscire da questa palude , che votino la legge per la preferenza unica (voto palese) e subito alle urne. Oppure la presidenza della giunta alla signora Rini , l’ingresso di Peaquin Marilena in giunta e presidenza del consiglio a un rappresentante dell’opposizione.

  10. Marcoxx Says:

    interessante l’articolo di Alpe… L’unica cosa che ha detto Chatrian è “…nessun passo indietro…” poi il giornalista gli ha detto: ok, ma per il resto? risposta: a noi non interessano assessorati…
    Mi viene da dire: ma fa così paura fare l’Assessore? dai su… un pò coraggio… c’è anche da lavorare se si vuole fare il politico…
    interessante candidarsi ma preferire stare all’opposizione… con la scusa del capo espiatorio del presidente cattivone e su La Torre dice: abbiamo sbagliato a fidarci…. proprio cattivone questo finto sabotatore… non ci resta che piangere….


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