Priorità alle urgenze


Un bel casino. Si vuole la soluzione della crisi, ma i compromessi stentano a decollare da una parte e dall’altra. Il PD di Centoz chiede al Presidente di mantenere la parola data: fare un passo indietro. In politica l’onore non esiste, esiste la strategia, il tatticismo… la politica non uccide, ma rimane un gioco sporco. Rollandin il passo indietro non lo farà. Forte dei suoi quasi 11.000 voti perché dovrebbe? Nel caso remoto lo facesse, chi lo sostituirà? Marguerettaz? Ve lo immaginate l’Aurelione che va a trattare a Roma? Io me lo immagino e rabbrividisco. A mio avviso Rollandin è al momento l’unica statura politica in grado di avere proficui rapporti con lo Stato. E noi con lo Stato dobbiamo poter dialogare tramite figure di provata esperienza. Non possiamo inviare degli sprovveduti. Non in questa delicatissima fase della nostra autonomia. Capisco che Centoz debba fare attenzione al suo elettorato e che non sarebbe facile giustificare un’entrata in Giunta insieme all’imperatore. Stesso imbarazzo credo lo viva anche Floris di Alpe il quale ha posto un altro paletto: la preferenza unica. Punto sul quale non credo che la maggioranza sia d’accordo. Insomma sia il PD sia Alpe hanno posto condizioni difficilissime, anzi insormontabili. Le elezioni si fanno quindi più vicine e queste premieranno Rollandin. L’unico infatti che le vuole. Ma, anche lui deve fare attenzione: con le elezioni che si avvicinano i consiglieri che sanno che non verranno rieletti e sono diversi, subiranno nuovamente il fascino della Gabella. Il salto della quaglia permetterebbe loro di rimanere in Consiglio e per alcuni in Giunta. Meglio rimanere sotto l’egida dei Viérin che essere fatti fuori. In definitiva le elezioni sono un rischio troppo grosso per tutti. Che fare? Io se fossi Centoz e Floris partirei dai punti in comune trovati con la maggioranza e limerei quelli che non lo sono senza mettere paletti pregiudiziali. Il nodo legge elettorale, lo accantonerei perché, se il nuovo governo riesce a trovare una quadra, ed è questa l’urgenza, la riforma elettorale potrà aspettare tempi più opportuni. L’altro ostacolo: Rollandin, lo risolverei mantenendolo in cambio di qualcosa di altrettanto urgente e sentito dai cittadini di tutte le sfumature politiche: la soluzione del problema rifiuti. Se Rollandin e la nuova giunta metteranno a segno questo goal, accettando la proposta fatta dall’opposizione, allora la strada per uscire dalla crisi è in discesa. Dare priorità alle urgenze, questa è secondo me la linea da seguire. Risolvere ciò che si deve risolvere subito è l’unico compromesso che può evitare la paralisi, non le elezioni che la prolungherebbero. Un segno di responsabilità e maturità politica.

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8 commenti su “Priorità alle urgenze”

  1. Mister Says:

    Io non credo che Rollandin accetti condizioni, questa storia degli incontri per trovare una mediazione sono a puro scopo elettorale, ovvero cercare di disorientare gli elettori della minoranza, per poi “ricomprarli”.
    lui le condizioni le detta sempre, e, per assurdo, anche questa volta ha il coltello dalla parte del manico.
    Se lui vuole veramente andare ad elezioni, andremo alle elezioni.

  2. orsobruno Says:

    Le elezioni non le vuole nessuno e allora bando ai paletti e che si cerchi una soluzione che possa garantire la continuità della politica e della vita di noi poveri diavoli! Rollandin sono i politici che non lo vogliono non i valdostani! Se si andasse a elezioni che sarebbero un referendum su di lui lui riconfermerebbe il suo posto! Dopo che si direbbe che siamo un popolo di pensionati e che non pensiamo ai nostri nipoti? Spero che Alpe e che il PD lavorino con grande senso di responsabilità.

  3. bruno courthoud Says:

    Non trattare facendo finta di trattare: porre condizioni inaccettabili. E’ così da sempre.

  4. janko Says:

    capisco il realismo, le urgenze, ecc… E’ pur vero che sostenere l’attuale maggioranza ponendo condizioni minime a mio avviso non sarebbe compreso e condiviso da una parte significativa degli elettori di PD-sinistra vda e ALPE. La situazione è certamente intricata e di difficile risoluzione, ma sostenere una giunta guidata da un pregiudicato non è superfluo. Se poi lo si appoggia senza neanche pensare di riformare la legge elettorale significa ritrovarsi alla prossima scadenza elettorale in braghe di tela.
    Provo ad immaginare un possibile scenario:
    Prossima tornata elettorale con attuale legge elettorale (tra 1,2,3,4 anni??) ALPE, PD-sinistra vda abbandonati da una parte significativa del proprio elettorato a cagione della loro scelta “responsabile” di appoggiare una nuova giunta Rollandin; UVP che facendo leva sulla propria coerenza fa incetta di voti (magari erodendone una parte a PD e ALPE), UV che come più volte si è detto in questo blog con il sistema delle tre preferenze se la cava piuttosto bene.

    Altro scenario: elezioni anticipate con attuale legge elettorale. ALPE e PD-sinistra vda possono dimostrare di aver cercato di portare istanze che rappresentano la volontà dei propri elettori; Rollandin che raccoglie ancora un buon numero di preferenze, ma non so come se il suo movimento se la caverebbe altrettanto bene; UVP che erode sicuramente qualcosa a questi ultimi.

    Il M5S fatico onestamente a collocarlo (immagino che le alleanze europee ventilate da Grillo in questi giorni qualche dubbio ad una parte del suo elettorato lo stanno facendo venire).

    Considerazione:

    entrambi gli scenari non sono entusiasmanti in quanto ALPE e PD-sin vda rischiano in ogni caso di essere subalterni al UV in un caso e a UVP nell’altro.
    In ogni caso, trattandosi chiaramente di elucubrazioni e ipotesi personali, preferisco la situazione in cui ALPE PD-sin.vda sono più solidi e conseguentemente con un potere negoziale più forte, quindi, pur essendo cosciente del momento difficile, opterei per elezioni anticipate…nella speranza che prima o poi possa esserci un governo regionale più attento a quella parte di popolazione più fragile (che sta purtroppo aumentando in modo esponenziale).

  5. romano Says:

    concordo con la tesi di Patuasia ( e non mi capita spesso ), ma il problema è: chi decide nel PD valdostano? E’ in grado il renziano Centoz di far passare in Direzione una linea che isoli la troika veterocomunista presente in Consiglio Regionale? Se non si risolve questo problema lo stallo/stalla è destinato a durare. Romano Dell’Aquila

  6. patuasia Says:

    Le nostre sono solo ipotesi e come tali vanno valutate. Il rischio che sia Alpe che il PD diventino subalterni a una delle due Union è inferiore al rischio che ne vengano cannibalizzate, soprattutto per Alpe. Ora hanno 8 consiglieri dopo? Il PD potrebbe essere favorito dall’onda Renzi e portare a casa quei voti più moderati confluiti in SA e in UVP, ma perderebbe quelli della sinistra radicale, al massimo riconfermerebbe i tre consiglieri, facciamo pure quattro; Alpe credo che con nuove elezioni avrebbe da patire non poco, combattuta in parte dal desiderio di bussare in casa Viérin. In cosa si differenzierebbe la sua campagna elettorale dall’UVP?
    Inoltre si affaccerebbe il nuovo centro-destra che con la Lega potrebbe concorrere come alleato di Governo. Le elezioni sarebbero un referendum su Rollandin e la sua riconferma lo rafforzerebbe. Nel caso non succedesse sarebbe la conferma del nuovo ducetto. Il destino degli altri partiti? Quello delle stampelle più o meno necessarie a seconda dello stacco fra i duellanti. Insomma tutto come prima.

  7. Mauro Says:

    MIO DIO! Mister ci ha preso in PIENO!!! la penso cosi da 50 giorni!

  8. Schiscèta Says:

    sinceramente credo che il PD valdostano non sarà così favorito dall’onda Renzi per un motivo semplice: queste europee non rappresentano il vero scenario politico valdostano, secondo me. i partiti nazionali non stanno ancora facendo breccia in Valle, la sfida a queste elezioni sarà tutta UVP – UV, purtroppo. secondo me il PD verrà accantonato e finiremo per avere un ConsVda spezzato in due. il motivo è semplice: la gente preferisce votare il candidato valdostano, di un movimento valdostano perché ha FIDUCIA nei movimenti regionalisti perchè distanti da logiche di partito nazionali (ma magari…).


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