Il boccino è nudo!


Ha inviato a un'amica la sua foto nudo e l'hanno vista in migliaia!

Ha inviato a un’amica la sua foto nudo e l’hanno vista in migliaia!

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97 commenti su “Il boccino è nudo!”

  1. Lorenzo Aiello Says:

    Vedo che voi eredi dell’antifascismo non avete perso il vizio di banchettare sui corpi ormai inermi dei vostri avversari, come le iene. Con tutto che La Torre è quel che è, ovvero all’altro capo del pianeta per quanto mi riguarda a livello ideologico e criticabile per mille altri motivi.

  2. bruno courthoud Says:

    Dov’è stato in questi 40 giorni per ridursi così? Lo hanno sottoposto ad un programma forzato di rieducazione?

  3. patuasia Says:

    Signor Aiello, secondo lei uno che tiene le fila del futuro della Regione è un “corpo inerme”? E cosa c’entra l’antifascismo che lei usa come la rucola?

  4. marburg Says:

    Non so se sia più agghiacciante la faccia o la mutanda. Ma vista la sua fame di potere l’avrei fatto più bulimico che anoressico.

  5. Marco Bo Says:

    Trovo la sua vignetta disgustosa. Non mi sembra proprio il caso di fare ironia su una storia che coinvolge una giovane ragazza; non si rende conto di che impatto potrebbe avere su una giovane adolescente questa campagna di linciaggio mediatico? Poi facciamo le mostre sul disagio sociale… Meglio prevenire!

  6. patuasia Says:

    Mi scusi, signor Marco Bo, non mi pare di aver coinvolto nessuna giovane ragazza a meno che lei non consideri il politico La Torre come tale. Il suo è il moralismo tipico di una provincia, scommetto che lei si fa sempre due risate quando i comici prendono in giro questo e quello, ma mai toccare il proprio territorio, vero?

  7. Marco Bo Says:

    Da provincialotto con scarso sense of humor trovo la sua vignetta tristemente riconducibile ai fatti riportati in questo articolo:

    http://www.gazzettamatin.com/sezione.php?sez=2&art=9585

    Mi aiuterebbe a questo punto a capire meglio la sua fine ironia contestualizzando questo fotomontaggio?

  8. patuasia Says:

    Signor Marco Bo, è oltremodo chiaro che la mia vignetta sia riconducibile a quell’articolo, ma lo supera, va oltre e si focalizza su un personaggio politico e quindi pubblico. La ragazza è solo un pretesto non il soggetto. La satira che a lei piaccia o no, vive di questo. Di associazioni, di suggestioni, o più semplicemente di prese per il sedere. In questo momento dove il politico in questione tiene in mano le sorti della nostra regione era inevitabile non fare una battuta. Ripeto rivolta a lui e a nessun altro. Per la ragazza mi dispiace, ma è maggiorenne e quindi responsabile delle sue azioni.

  9. Marco Bo Says:

    Secondo me lei oggi si e’ comportata da sciacallo. La sua fine ironia oggi le e’ scappata di mano… Questa caduta di stile e’ un vero peccato e non le fa onore. Quella della maggiore eta’ e’ poi buttare benzina sul fuoco. Pensavo di andare a vedere la sua mostra ma visto il rispetto che ha mostrato verso i sentimenti di una ragazza (seppur maggiorenne), non credo sarei in grado di cogliere alcun tipo di messaggio. Buona serata.

  10. patuasia Says:

    Signor, Marco Bo, lei è liberissimo di fare e di pensare ciò che crede sia meglio per se stesso. E ci mancherebbe.

  11. lilli Says:

    Signor Bo….poteva evitare di aggiungere il link.

  12. Marco Bo Says:

    Perche’ potevo evitare? Mi spiega meglio?

  13. anonimoperchèhoanchiofigli Says:

    Buonasera Patuasia , lungi da me dall’essere moralista, anche se probabilmente sarò un po’ provincialotto, ma questa volta trovo il post su La Torre quanto meno inopportuno. Soprattutto la didascalia che inequivocabilmente è riconducibile alla cronaca “giornalistica-spazzatura” odierna della gazzetta matin che ne rafforza il nesso con essa. E sempre lontano da qualsivoglia deriva moralistica lei deve essere cosciente che c’è una ragazza di 20 anni di mezzo, anche se lei ovviamente non l’ha coinvolta direttamente, ma , purtroppo, volenti e nolenti vivendo in Valle d’Aosta, indirettamente si!

    Le racconto.

    1) Da 12 giorni si sapeva che una società d’informatica valdostana(assurta agli onori della cronaca anche sul suo blog), composta da ragazzotti molto in gamba, molto ben introdotti, società il cui “margine operativo lordo” è cresciuto notevolmente in pochissimo tempo dalla sua nascita , aveva “intercettata” la foto della
    ragazza in questione, ancor prima che divenisse “virale” come descritto dal giornalista-esecutore della gazzetta matin.

    2) Oggi, appunto, casualmente su gazzetta matin, settimanale il cui salvataggio societario lo si deve a nomi e società assolutamente, ma proprio assolutamente prive di ogni nesso con i potenti di turno, traditi da quel scillipoti di La Torre, proprio oggi, dicevo, esce il racconto pruriginoso e disincantato con personaggi ipocritamente chiamati con nomi di fantasia, la storia di sua figlia.

    3)Veda patuasia, io con La Torre non c’azzecco proprio nulla; nulla mi deve e fortunatamente mai gli dovrò qualcosa. Però, la storia della nostra società (in senso lato) ci insegna che uno dei metodi mafiosi, prima dell’omicidio, è quello dell’avvertimento a mezzo stampa, usato anche attraverso redazioni giornalistiche “amiche” del mandante offeso, oltraggiato dal tradimento , che forse è un tradimento non solo politico, ma anche affarisitico. Forse. Mi riferisco a quel sistema mafioso che molto bene e con grande onestà e vero giornalismo controinformativo lei e Mancini ne avete descritto il radicamento in Valle d’Aosta, gli intrecci con i sistemi affaristici e con quelli politici. Grazie a lei e al sig. Mancini, sono una delle tante persone che ha compreso, ad esempio, che il residence m blanc non è stato costruito attraverso il miracolo della madonna di Polsi, ne attraverso lo scambio di santini insaguinati, ma semplicemente con l’uso delle procedure amministrative della pubblica amministrazione che casualmente hanno favorito personaggi in odore di ndrangheta.

    4) E lei, Patuasia, proprio oggi esce con quella foto e soprattutto con la didascalia.
    Tutto ciò ,ovviamente, rientra nel diritto generale di pensare, di scrivere, di postare, di collegare fatti con caricature che esprimono un senso di ironia e del paradosso. In sintesi, con libertà. E lo capisco. Ecco, con analogo senso di libertà, al netto di quel pezzo di cui mi sono volutamente privare celandomi nell’ anonimato per tutelare figlie e nipoti, anch’io le dico, educatamente ,che , sempre a mio modesto avviso, ha toppato in pieno!

    Cordialmente.

  14. patuasia Says:

    Signor anonimoperchétengofamiglia, la ringrazio per la sua critica detta con educazione e soprattutto motivata. Normalmente non si fa, si manda al diavolo chi non la pensa allo stesso modo e basta. Le rispondo che sono totalmente all’oscuro di tutto ciò che sta dietro all’articolo. Del fatto ne sono venuta a conoscenza solo stamane dopo la lettura del giornale. Non conosco quindi quale ne sia il disegno nel caso ce ne fosse uno. Dopotutto non conosco neppure cosa ci sia realmente dietro a quello che ha spinto alcuni politici a creare la crisi. Da quello che vengo a sapere ora da lei sembrerebbe che il pasticciaccio abbia coloriture ancora più scure di quelle che possiamo intuire. E la ragazza sarebbe quindi coinvolta in quelle dinamiche a me ignote. Cosa c’entra la mia vignetta? Più che mai innocente? Che prende di mira un politico che gioca con tutti noi per evidenti interessi personali? Si guarda al dito e non alla luna. Più facile. Più sicuro. Fa stare meglio e soprattutto trova un colpevole. (Dinamiche pericolose che in provincia lo diventano ancora di più.). Allora, invece di scandalizzarsi tanto per una vignetta, perché non diciamo chiaramente che nel gioco sporco della politica valdostana non c’è traccia alcuna di rinascimento, ma si usano le peggiori carte che includono anche gli innocenti giochi esibizionistici di una ragazza che ha solo la sfortuna di avere un padre che fa politica (e che politica) da una vita? Lei si protegge con l’anonimato io no. E anch’io tengo famiglia lo sa? Io non difendo mio figlio, sarebbe un abuso sulla sua e mia libertà, gli ho insegnato a farlo da solo. A mio modestissimo avviso mi sa che sia lei ad aver toppato.

  15. lilli Says:

    … non tutti leggono gazzetta matin, molti leggono Patuasia…. Si parte da una foto………e ancora non sappiamo dove arriveremo!!!

  16. libero Says:

    lilli, cercare di essere più chiari e meno ermetici giusto per comunicare anche agli altri ciò che si scrive troppo difficile?

  17. lilli Says:

    Hanno TOPPATO alla grande; proprio alla grande!!!! mi sorge il dubbio che lo abbiano fatto volontariamente::::!!! cosa avrebbe scritto ” senontenessefamiglia” .

  18. lilli Says:

    libero: intendevo dire che il signor BO ha dato, fornendoci il link, la possibilità di associare questa foto all’articolo di gazzetta matin. dando ancora più visibilità a questa notizia.

  19. Fra Antonino da Scasazza Says:

    Patuasia, questa è una cosa di una certa gravidanza….

    « Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello »

  20. Marco Bo Says:

    Ma se il titolo della foto era lo stesso di quello dell’articolo di Gazzetta. Dire ora che la colpa e’ mia e’ veramente ridicolo!!!! Lei Lilli, continui pure cosi’, senza nemmeno metterci la faccia!!!

  21. Marcoxx Says:

    Questo articolo sig.ra Patuasia lo deve rimuovere per coscienza, se ce l’ha. Lei non si rende conto che non è per nulla ironico né satirico. E’ stato commesso un reato di violazione di privacy, non è questione di esser maggiorenni o minorenni… la ragazza pare abbia mandato delle sue foto nuda al fidanzato che poi, violando penalmente la privacy, le ha girate a terzi… E non c’è proprio nulla da ridere…. se ne renda conto finché è in tempo…. ma possibile che non ha questa sensibilità? ma cosa c’è di satirico? c’è un reato in ballo, non satira…

  22. Il Pollo Says:

    Pienamente d’accordo con anonimoperchèhoanchiofigli.

    E aggiungo, se uno vuole definirsi giornalista non puo rispondere dicendo “Le rispondo che sono totalmente all’oscuro di tutto ciò che sta dietro all’articolo”.

    Postando questa foto ha fatto una bella gaffe.

  23. tripodimatteo Says:

    Questa vignetta è di una cattiveria incredibile, io mi auguro di cuore che il sig. La Torre la possa vedere e agire di conseguenza

  24. Ugo Says:

    C’è da dire che non è stata Patuasia a rendere pubblica questa notizia. E, una volta che una notizia è pubblica, la libertà di fare satira non la può impedire nessuno… Tanto più che la ragazza in questa vignetta non viene neanche tirata in ballo (c’è un riferimento politico che a quanto mi risulta potrebbe anche essere svincolato dal fatto che la vittima sia figlia del La Torre medesimo… a quando ne sappia di “noti politici valdostani” ce ne sono tanti)…

    Ciò che a me dà fastidio è che il vero responsabile di questo episodio, vale a dire il fidanzato della ragazza in questione, non viene minimamente preso in considerazione. Ha preso una foto privata e l’ha divulgata. Può darsi che la ragazza abbia peccato di ingenuità (ma d’altronde ha mandato una foto di sé nuda al suo compagno), ma la vera merda ha un altro nome e soprattutto un altro cognome.

  25. marburg Says:

    Il generale De Gaulle morì una settimana dopo un tragico incendio in una discoteca che fece molte giovani vittime. Il giornale satirico Harakiri titolò “Bal tragique à Colombai. Un mort”. Quello sì che era un journal bête et méchant. Ed era una grande satira. E nessuno sì scandalizzó particolarmente. Infine credo che la privacy vada tutelata in primis dai diretti responsabili delle proprie azioni.

  26. Andrea Says:

    L’ amico ventenne e’ un fetente. La figlia una sprovveduta. Non si possono pubblicare immagini altrui senza consenso. I giornalisti cercano prime pagine scandalistiche a tutti i costi o peggio si prestano alle intimidazioni politiche. Essere figlia di la torre non e’ una colpa. Anche essere la torre non e’ una colpa. Ma quand’ e’ che smettiamo di cadere sempre più in basso e usiamo il cervello per fare qualcosa di buono.

  27. Ugo Says:

    Però Andrea concorderai con me che quando una notizia è pubblica, si è liberi di fare satira. Tra l’altro in questa vignetta non si parla nemmeno di questa ragazza…
    Ovviamente poi la satira può piacere o meno, ma accusare Patuasia di essere corresponsabile mi sembra francamente eccessivo

  28. patuasia Says:

    Grazie, signor marburg, per il suo buon senso che scarseggia soprattutto in provincia. Qui la satira ha esordito pochi anni fa sul giornale Il Cittadino valdostano, sempre a cura della sottoscritta, ci vorranno molti anni affinché sia metabolizzata. Il titolo di un libro fotografico fu illuminante sulla realtà valdostana: Lassù gli ultimi. Infatti.

  29. patuasia Says:

    Signor Marcoxx, probabilmente lei non sa cos’è la satira, si informi sulla sua natura e sui giornali che la fanno con molta più mordacità che non Patuasia. Se è stato commesso un reato sulla violazione della privacy io cosa c’entro, mi scusi? Io ho creato una battuta su un politico che è uomo pubblico pertanto soggetto alla satira e al diritto di questa di esprimersi. Se a lei la vignetta non fa ridere non pensi per questo che valga per tutti. Non è il mondo che gira intorno a lei, ma il contrario, se ne faccia una ragione.

  30. patuasia Says:

    Signor Il Pollo, primo: le ricordo che io qui non sono una giornalista, ma una blogger e sulla home ho scritto chiaramente che questo spazio non è una testata giornalistica. Secondo, non mi interessano i fatti di cronaca che non commento mai, mi interessano la politica e i personaggi che la circondano. La vignetta riporta un politico che al momento è sotto tutti i riflettori. Terzo lei mi fa sorridere: come posso essere informata su un fatto che è appartenente alla privacy? Rimproverandomi di questo lei ha fatto una bella gaffe! Io mi sono semplicemente rivalsa di una notizia e quindi di dominio pubblico, per ridicolizzare un politico che ci sta prendendo in giro da un bel pezzo.

  31. patuasia Says:

    Agire di conseguenza? Si spieghi meglio signor tripodimatteo.

  32. roberto mancini Says:

    Sig Tripodimatteo,
    “Agire di conseguenza” vuol dire procedere legalmente contro una vignetta satirica?
    Ma lei che modello segue? Mussolini, Stalin, Putin, Caveri o il presidente nord Koreano?
    Non scherziamo.
    Un Pase senza satira non è libero.
    La povera fanciulla in questione, oltre a non conoscere i meccanismi telematico-informativi, forse non conosce nemmeno il cuore maschile.
    Perchè chi ha diffuso le immagini privatissime? La stessa mittente per incapacità tecnica o il destinatario, per scelta maschilista e stizzosa?
    Successe quasi lo stesso alla povera lady D, le cui appassionate lettere d’amore vennero pubblicate da due suoi accompagnatori, un ufficiale dei dragoni ( orrore!) e Wiil Carling, un campionissimo di rugby ( orrore doppio, povero il mio rugby!).
    La stampa?
    Che c’entra la stampa?Un settimanale pigliatutto ha il dovere di pubblicare ogni cosa.
    Obbietto solo sulla prima pagina, certo eccessiva.

  33. marcoxx Says:

    Intanto dalla sua reazione sig.ra Patuasia è evidente che il mio commento non l’ha compreso e comunque le ha dato fastidio perchè le ho detto che è “una insensibile”. Mi scuso per l’offesa, non voleva esserlo, comunque sia, riprendo le sue parole e spiego: “Signor Marcoxx, probabilmente lei non sa cos’è la satira, si informi sulla sua natura e sui giornali che la fanno con molta più mordacità che non Patuasia. Se è stato commesso un reato sulla violazione della privacy io cosa c’entro, mi scusi?” Infatti io non ho accusato lei, ho detto che “E’ stato commesso un reato di violazione di privacy”…. in particolare di violazione di dati “sensibili” in questo caso di “immagini” di nudo che sono nella sfera del privato e dell’onore della persona nei confronti del pubblico…. comprende la differenza? poi lei dice “Io ho creato una battuta su un politico che è uomo pubblico pertanto soggetto alla satira e al diritto di questa di esprimersi” invece non è vero lei, per fare satira, ha “utilizzato” un reato penale di vilazione di privacy di una donna che non è una persona pubblica per fare la sua satira…. la comprende la differenza? perchè sta tutta qui la questione… si sforzi di comprendere…. poi lei dice “Se a lei la vignetta non fa ridere non pensi per questo che valga per tutti”…. A me personalmente la satira fatta su una donna che non è una persona pubblica e che ha subito una violazione di privacy non fa per nulla ridere e mi pare che non sia il solo a dirlo qui…. è sorda signora Patuasia? infine lei dice “Non è il mondo che gira intorno a lei, ma il contrario, se ne faccia una ragione”…. questa ultima frase, diciamo che è una cattiveria nei miei confronti perchè si è sentita colpita dalle mie parole…. direi che questa frase mi permetto di girarla a lei e direi che si “commenta da sola”… Sa, a volte è meglio ammettere di avere sbagliato che continuare a difendere l’indifendibile… la saluto comunque con rispetto… e poi senta, se a me come ad altri questo post non ha fatto ridere se ne faccia lei una ragione e non noi….. capita a tutti di sbagliare no? anche a lei no? si sente così perfetta lei? buonagiornata….

  34. patuasia Says:

    Signor Marcoxx, le fa indubbiamente piacere pensare che lei mi abbia infastidita mi dispiace deluderla, non è così. Dopo più di cinque anni che mi raffronto con un pubblico spesso ostile, se ancora mi infastidisse avrei l’ulcera, invece godo di ottima salute. Lei piuttosto, non essendo allenato in questa palestra di vita, prova una incoffessabile, ma evidente antipatia nei miei confronti. Mi dà indirettamente dell’imbecille più volte: comprende, riesce a comprendere, si sforzi di comprendere… e anche della sorda (perché sorda?), ma si trattiene dall’andare oltre anche se ne avrebbe una gran voglia, perché è persona educata. 🙂 Può darsi che sia stato commesso un reato di violazione della privacy, ancora non ho letto nulla in merito e di certo non mi metto nei panni della Procura, ma non l’ho commesso io, di questo ne sono certa. E allora? Il resto è il suo punto di vista volutamente manipolato per darle la verità che più le aggrada. Grazie per aver contenuto la sua percettibile aggressività. Uno sforzo che le fa onore.

  35. roberto mancini Says:

    Solo un approfondimento, spero sia utile:

    Settimanale “pigliatutto” non è affatto qualifica dispregiativa. Vuol dire che il giornale, per sua natura, è costretto a comprendere in sè generi diversi: sport, costume, economia, politica.
    Logico dunque che Gazzetta si sia occupata della storiaccia. Che doveva fare? Tapparsi il naso? Censurarla?
    La stampa valdostana pecca forse di troppo aggressività?
    Magari !!
    A me sembra invece che pecchi troppo spesso di eccessiva remissività…..
    Detto questo, l’unica riserva che mi permetto di esprimere sull’operato del direttore Mercanti, che non è certo uomo propenso allo stile ” Cronaca Vera”, è nella prima pagina data alla notizia. Forse meno enfasi avrebbe giovato.
    Certo non la rimozione.

    ps.
    ora credo che sia tempo di spegnere i riflettori su di una storia scollacciata di provincia, in cui temo però che l’aspetto peggiore sia stato il maschilismo vendicativo, la vendetta del maschio.
    Insomma è importante sapere chi ha diffuso le immagini.
    Forse però sbaglio….

  36. marcoxx Says:

    Mah… secondo me non ci capiamo perchè parliamo due lingue diverse… non mi sta per niente antipatica e le ho scritto che non comprende non perchè lei sia imbecille, ma si figuri, ma perchè non comprende il messaggio e allora penso che sia perchè parliamo due lingue diverse… se guarda i miei post passati può vedere che le ho fatto anche gran complimenti quando condividevo i suoi post… ma se non li condivido è inutile accusarsi a vicenda… io non comprendo la satira di questo post e lei non comprende le mie parole… il suo è uno spazio per confrontarci tutti, ma non per offendere nessuno… se mi fosse antipatica non lo seguirei… certo abbiamo idee diverse, ma non su tutto… saluti

  37. AostaCapitaledelNudo Says:

    La foto di una ragazza nuda vista da migliaia di persone è un problema. Ma questo problema dove si inquadra culturalmente? Nel mondo? In Europa? In Italia? La domanda serve per cercare di individuare una scala di valori e cercare di capire perché qualcosa avviene. Inquadriamolo ad Aosta. Bhè ragazzi, guardatevi intorno, perché prima di arrivare a indignarsi per la “gravissima” violazione della privacy c’è un territorio infinito di etica e morale per il quale indignarsi. E’ diventata pubblica questa storiella e non il resto perché il resto non si può raccontare. Quindi tutto questo scandalizzarsi per la satira di Patuasia ha un sapore di ipocrisia. C’è un reato (non commesso da Patuasia), che sia perseguito. La satira di Patuasia può piacere oppure no. Chi legge ha due possibilità: condividere o cambierà canale.

  38. tutti tengono figli Says:

    Questa ragazza è stata sciocca, molto sciocca, ed è solo vittima di se stessa.Se fosse mia figlia, me la prenderei principalmente con lei e con me stessa per non averle insegnato a vivere.
    Non prendetevela con Patuasia, io sono certa che la maggior parte dei genitori pensano che i figli debbano essere educati a difendersi da soli.

  39. patuasia Says:

    Non cerco condivisioni, anche se trovare affinità non può che farmi piacere, ma le idee diverse mi stuzzicano sempre e poi… poi ci sono le incomprensioni anche queste inevitabili. Le accetto come accetto che l’umanità parli lingue diverse per la maggior parte a me sconosciute. Non cerco neppure di essere simpatica.

  40. patuasia Says:

    Grazie, AostaCapitaledelNudo e tutti-tengono-figli per la vostra chiarezza.

  41. Fra Antonino da Scasazza Says:

    Sig Tripodimatteo,
    “Agire di conseguenza” vuol dire procedere legalmente contro una vignetta satirica?
    Ma lei che modello segue? Mussolini, Stalin, Putin, Caveri o il presidente nord Koreano?
    Non scherziamo.
    Un Paese senza satira non è libero.
    ***********************************************

    Sig. Roberto Mancini& Patuasia, un conto è fare satira… un conto è disprezzare e fare sarcasmo.
    E poi come dicevo sopra: « Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello ».

    Ps. Se a voi l’articolo sembra satirico piuttosto, che sarcastico…dite una preghiera a Sani Gesualdi

  42. lilli Says:

    Ugo nessuno parla del ragazzo perché pare che i responsabili siano altri. Come ci dice “anonimoperchetengofigli”.

  43. Sdrammatizziamo Says:

    Beh dai, se la ragazza è effettivamente carina come sembra può vantarsi di fronte a tutti di avere un bel sedere… E le cattiverie (e non mi sto riferendo alla satira, sia chiaro) che vengono dette si possono riassumere in una sola parola: invidia! 🙂


  44. Sig.Mancini e Sig.ra Patuasia, certo non mi aspetto comprensione da due giornalai sciacalli come avete più volte dimostrato di essere, intendo solo precisare cosa intendessi per agire di conseguenza.
    Premetto che non seguo come modello i vari Mussolini, Stalin, Putin, Caveri o il presidente nord Koreano dal Mancini citato, ma ciò che mi ha insegnato prima mio nonno e poi mio padre, cioè la famiglia prima di tutto. Ammetto di essere ancora inesperto in qualità di genitore essendolo da soli due anni e mezzo, accetterò volentieri ogni vostro saggio consiglio, cerco però di immedesimarmi in un padre che probabilmente ha sbagliato qualcosa nell’educazione di una figlia, che è ben consapevole della gravità della vicenda occorsa alla stessa ma che vede per questo sputtanata la sua famiglia pubblicamente per una ripicca politica. Al suo posto cercherei di difendere quel minimo di dignità che la famiglia ha perso a causa di questi sputtanamenti, quindi querele a gogo agli sputtanatori e sani sberloni alla “bimba”.
    Cerco anche di mettermi nei vostri panni, ecco, fossi in voi mi vergognerei di quello che sono

  45. libero Says:

    Fra Antonino ma hai bevuto? La vignetta di patuasia è satira pura vai a leggerti il vecchio Male o Cuore o Harakiri e impara.

  46. patuasia Says:

    Signor Matteo Tripodi, ho pubblicato il suo commento anche se mi ero imposta la regola di cancellare tutti coloro che insultano e lei, dando a me e al signor Mancini degli giornalai e degli sciacalli ci ha diffamati (la querela se la meriterebbe lei). Ma sono generosa non con lei, ma verso gli utenti: è giusto che conoscano anche le brave persone del suo stampo. In provincia abbondano. Sa quelle brave persone che per salvare la vita di un feto ammazzano il medico che pratica l’aborto. Una roba così. Inoltre, visto la scarsa considerazione, non è tenuto a leggere il blog, non si faccia del male.

  47. marburg Says:

    Un tripodi che afferma “la famigghia prima di tutto” mi fa un po’ impressione…


  48. Sig.ra Patuasia, cosa intende per persone del mio stampo? Signor marburg non si impressioni, nonostante il mio cognome forse a suo parere troppo del Sud sono innocuo…

  49. Ugo Says:

    @Tripodi: gli sciacalli, semmai, sono quelli della Gazzetta Matin. Una volta che la notizia è pubblica, si è liberi di farci quello che si vuole. E la notizia non l’ha resa pubblica Patuasia.
    Si fa satira su tutto: Grillo l’ha fatta sulla Shoah a mio giudizio sbagliando di brutto, ma secondo altri no… Anche in questo caso Lei è liberissimo di non apprezzare questa battuta, ma lo sciacallaggio è altra cosa!

  50. libero Says:

    Mi sembra che patuasia abbia bene espresso il concetto sul tipo di stampo. ha fatto anche un esempio. Sforzati Matteo dai che ci arrivi.


  51. libero, grazie del consiglio, ci sono arrivato anche senza l’aiuto dell’insegnante di sostegno. Mi fate sempre più ridere, vi saluto augurandovi che non succeda mai una cosa del genere ai vostri figli…
    Apprezzo infine almeno un aspetto di Mancini, lui ci ha messo la faccia con tanto di nome e cognome, sarebbe interessante se altri lo facessero.
    Buona serata

  52. Fra Antonino da Scasazza Says:

    @ libero

    Anche il sarcasmo può avere connotazione positiva, e assomiglia alla satira, ma si differenzia perché la satira è palesemente una presa in giro, mentre il sarcasmo si svela solo alla fine del discorso.

    Ma purtroppo a volte il sarcasmo può essere confuso anche con il cinismo. Di fatto il cinismo è caratterizzato da una visione nichilistica della vita e delle persone.

    ll termine sarcasmo è spesso usato a sproposito come sinonimo di ironia. L’ironia si riferisce però allo stravolgimento del significato letterale delle parole, mentre il sarcasmo è denotato dall’intento volontariamente beffardo dell’affermazione.

  53. mauro Says:

    Non ho parole!…..per definire gazzetta matin… l uscita in prima pagina è a dire poco …..inquietante e fa pensare le peggior cose…visto il periodo politico….mi ricorda anche la vallee….prima pagina al tor evidenziato in giallo..il presunto taglio di collé!!! Poi le vere notizie pesanti,importanti le trovi all interno in un trafiletto….che professionalità! Tornando a gaz matin conosco chi dirige l orchestra,dai tempi naia,e già li era un volpone con chi conveniva…quindi il lupo perde il pelo…ecc. Complimentoni per la genialata vergognosa…da oggi avete perso di sicuro un cliente.

  54. patuasia Says:

    Sulla prima pagina concordo con lei signor Mauro, una scelta veramente eccessiva.

  55. patuasia Says:

    Mi scusi signor Tripodi, vuole dire che non conosce la mia identità? Credo che sia l’unico a non saperlo. 🙂


  56. signora Patuasia, non mi riferivo a lei, conosco la sua identità anche se non ho il piacere di conoscerla personalmente, mi riferivo in particolare a Ugo,libero e marburg.
    Le dirò anche di più, credo che se ci conoscessimo personalmente, dopo un iniziale normale scornamento, rischieremmo di risultarci addirittura simpatici

  57. roberto mancini Says:

    Le notizie erano tre, anzi 4 come i tre moschettieri di Dumas, forse persino 5:
    1. come reagiscono i fidanzati italiani piantati?
    2. con che mezzi le ragazze piantate dal fidanzato cercano di riconquistarlo?
    3. con che cautela i ragazzi, anche se maggiorenni, devono usare i social?
    4. che responsabilità delle loro azioni hanno i giovani, magari maggiorenni, che usano i social? Si rendono conto di maneggiare potenziale dinamite?
    5. in che modo gli amici dei fidanzati piantati cercano di mostrare solidarietà all’amico dolente?
    Tutti temi che a mio avviso sono di interesse pubblico.
    Poi, come additivo locale, il fatto della paternità illustre di uno degli attori ( anzi, dell’attrice…) con la spruzzatina , che in Italia funziona sempre, di voyeurismo.
    Cosa deve fare un povero direttore di giornale? Astenersi?
    Faccio notare di nuovo che Gazzetta è un settimanale “pigliatutto”, ossia che comprende generi diversi: politica, sport, costume, economia…
    Perchè avrebbe dovuto tacere sul fronte del costume?
    Dulcis in fundo:
    con l’entrata in politica del Berluska, il confine tra pubblico/privato dei politicanti è stato frantumato, eliminato.
    Nel momento in cui il Satiro Senile, nella sua storica pubblicazione “una storia italiana”, si serviva della sua famiglia come argomento elettorale ( “votatemi perché sono ricco, ho tante case, i figli biondi, la maglie bona, la coppa del Milan…), il privato è diventato materia politica.
    La famiglia è diventata politica essa stessa. Controprova: il vero “house organ” del berluskonismo è “Chi”, la vera ideologa Barbara d’Urso.
    Dunque chi è causa del suo mal, pianga sè stesso.
    Ultima considerazione:
    nel momento in cui la sola consanguineità con un potente (il padre) ti rende membro dello star system, ne derivano limitazioni di comportamento e doveri di cautela maggiori.
    Sopratutto usando un social.
    La povera ragazza evidentemente ignorava questo aspetto, fondamentale nella società dello spettacolo.

    ps.
    a parte i deliri del solito fascista/armaiolo, che c’entrano le iene e gli sciacalli?
    Adoro essere insultato senza alcuna ragione.
    Mah….

  58. roberto mancini Says:

    A proposito di omissioni della stampa, vorrei ricordarne una del passato:

    La notte del 24 Aprile 1994, nei pressi della Cattedrale di Aosta, una pattuglia dei carabinieri intercettò Michel Martinet (attuale sindaco di Gressan) e Laurent Bionaz, entrambi membri dell’esecutivo UV.
    
I due affiggevano manifesti inneggianti all’indipendenza della Vda e alla Liberazione dall’immonda Italia.
    
In sintesi?
“Merde à l’ Italie“, of course in patois e francese.
    
Dopo una strenua resistenza ( durata circa 30 secondi…), i due eroici salassi fecero i nomi del complici, ovviamente dileguatisi “comme la foudre”.
    
Si trattava di Fulvio Gastaldo, Fabio Tréves e di Laurent Viérin, “animateur” della Jeunesse, figlio dell’allora prefetto Dino Viérin.
Dunque non un semplice ragazzino, comprensibilmente incendiario data l’età, ma un dirigente politico già insignito di una carica di portata regionale.
    Un membro della nomenklatura, nato in lenzuola di porpora e di cui, fin d’allora, era facile profetizzare la lunga carriera politica. 

    Che fece l’Arma?

    SI rivelò saggia, ma sopratutto prudente, forse consapevole che si trattava del figlio del Prefetto della Repubblica.

    Dunque solo contravvenzione per “distribuzione abusiva di scritti”, e via andare.
    
Ancora più prudente dell’ Arma, la stampa valdostana dell’epoca “bucò” compattamente la notizia.
    Una pagina vergognosa per l’informazione.
    Ecco, non mi piace una stampa solo scandalistica, ma una che omette
 è peggio ancora.
    Come direbbe il signor Tripodi, forse si trattò di “rispetto per la famiglia”.
    MI scappa da ridere…

  59. anonimo perchéanonimo Says:

    seguo da tempo patuasia ma non ho mai scritto nei commenti. vista la discussione che si è creata vorrei dire la mia.
    Sono più o meno coetaneo dei protagonisti della vicenda e, pur non conoscendo la ragazza in questione, conosco colui che ha messo in circolazione le immagini: tralasciando le personali simpatie (antipatie) che provo per tale soggetto, vorrei provare a mettermi nei panni della ragazza, che ha subito uno sputtanamento gratuito e di propozioni gigantesche. Nel giro di 24 ore si è ritrovata, suo malgrado, ad essere una delle persone più conosciute in valle perché un suo ex ha condiviso delle immagini riguardanti una sua intimità. Non credo sia l’unica volta che in una coppia ci siano stati comportamenti simili, ma tutto questo è stato amplficato a causa della professione del padre (e dai comportamenti recenti dello stesso, oso dire: se una cosa simile fosse successe alla figlia del presidente della regione dubito che un articolo simile potesse uscire sul “giornale di partito”, ma questa è solo una mia opinione e dubito possa interessarvi…….).
    Fanno ridere le giustificazioni del direttore della gazzetta (“volevamo dimostrare quanto pericoloso fosse l’utilizzo dei social network, ma abbiamo salvaguardato l’anonimato”, questo il succo del discorso, vedete su facebook il post completo) quando per risalire all’identità della vittima sono stati necessari pochi minuti di ricerca sul web. Forse questo viene inteso quando i giornalisti vengono definiti “sciacalli”, lo sputtanare una figlia per le colpe del padre (non bastava già che circolassero le sue foto nuda) e, viceversa, lo sputtanare del padre per avere una figlia incredibilmente ingenua (anche qui, credo ci sia abbastanza materiale per infierire sul padre senza tirare in mezzo le stupidaggini dei suoi eredi….).
    Qui nessuno pensa a una ragazza di 20 anni che si ritrova segnata a vita per un momento di debolezza e alle possibili conseguenze di un così duro “linciaggio mediatico”: la cronaca recente ci ha insegnato cosa possano portare certi comportamenti. Capisco le esigenza del “dovere di cronaca” e dello “scoop a tutti i costi”, ma un po’ di sensibilità non guasterebbe…

    (detto tutto questo, faccio i miei complimenti alla signora patuasia per il blog…succede spesso di non condividere certe posizioni, ma fornisce sempre ottimi spunti di riflessione! spero di non avervi annoiati a dismisura)

  60. patuasia Says:

    Signor Matteo, in genere è con chi mi scontro che poi nasce una bella amicizia. 🙂


  61. Prima di intervenire, ho voluto leggere un po’ di reazioni al nostro operato. Ricordo che il giornalista – piaccia o no – viene a conoscenza di un fatto, lo verifica e poi è suo dovere/diritto di pubblicarlo. Nel caso specifico, un fatto che da privato diventa di dominio pubblico, con tanto – probabilmente – di risvolto penale. Titolo forte, molte forte per un motivo preciso: choccare, spaventare. Sì, per quello che può succedere con l’uso distorto dei mezzi di comunicazione. La redazione era consapevole che si sarebbe sollevato un vespaio, ma l’obiettivo era quello di far aprire gli occhi. Cyberlussimo e Sexiting sono due fenomeni pericolosissimi, dei quali immagino buona parte delle persone (anche nostri lettori) magari non conoscono. L’obiettivo, come detto, era quello di far aprire gli occhi e di dare avvio a un forte dibattito, beccandoci anche insulti, con la speranza però di una presa di coscienza del fenomeno, che non riguarda solo i nostri figli. E non mi sto arrampicando sui vetri, perché basta contattare qualsiasi giornalista della redazione, byoassando anche il sottoscritto, e chiedere come sono andati i fatti.
    Quello che invece respingo è la “lettura politica” che qualcuno vuole dare a tutti i costi alla vicenda. Siete completamente fuori strada. Se si fosse trattato della figlia del noto avvocato, del noto commerciante, del noto giornalista o del noto medico sarebbe stata la stessa cosa, perché il problema sociale esiste e lo avremmo trattato nello stesso modo. Per la verità, proprio per la delicata situazione in Regione, abbiamo voluto omettere nome e cognome, anche del ragazzo ovviamente. Personalmente, stimo anche la persona politica, soprattutto per la sua schiettezza e determinazione. Immagino sia arrabbiato, ma è persona intelligente da capire che non c’è niente di personale. Come non c’è nulla contro la politica. Respingo anche la lettrura che qualcuno – pochi per fortuna – ha fatto della pubblicazione, dando alla stessa epiteti quali “avvertimento mafioso” attraverso il giornale. Ma per favore! C’è veramente qualcuno che pensa che un articolo del genere possa danneggiare politicamente qualcuno? Troppa televisione! Certo, la politica si deve far perdonare molto, ma in questo caso non c’entra proprio nulla. Non pensiate che la politica sia sempre al centro del mondo e delle discussioni dei cittadini.
    Una sola cosa risposta/domanda a Mauro: io volpone? Evidentemente, sei stato vittima della mia schiettezza e intransigenza. Piuttosto, mi definirei coglione: avrei potuto cogliere tante occasioni nella vita, ma poi avrei dovuto dire signor sì a qualcuno. Mio padre, buonanima, mi ha sempre detto: niente scorciatoie. E così scorciatoie io non le ho mai cercate e accettate, signor Bo. Sarei rimasto un coglione dietro a una scrivania. Ci ho sempre messo la faccia e proprio per questo posso guardare tranquillamente tutti negli occhi. E considerato che in Valle dobbiamo sempre trovare una ragione oscura dietro ogni azione, mi sono indebitato per liquidare i miei soci, perché da coglione ho seguito quello che qualcuno mi ripeteva: “sì, però i tuoi soci…”

  62. patuasia Says:

    Ringrazio molto sia il signor anonimoperchéanonimo, sia il signor Luca Mercanti, due facce della stessa medaglia. Patuasia come avrete letto, ha dato un’interpretazione che, come sempre, si discosta da quella della maggioranza, non per il piacere del bastian contrario, piuttosto perché ama percorrere sentieri nuovi che le permettono e vi permettono di avere una visione più allargata. Provocatoriamente ho solidarizzato con la Gazzetta matin, scatenando le reazioni più convulse: giornalaia, sciacalla, irresponsabile, carogna ecc… perché l’ho fatto? Perché da giornalista ho riconosciuto la notizia. Molti hanno detto che non lo era, non sono giornalisti! (Ma sono curiosi, lunedi il blog ha registrato 5.330 visite). Gli elementi per una notizia c’erano tutti: il web, la donna giovane e carina, il nudo, il padre noto politico che oltretutto è sotto ai riflettori perché tiene in ostaggio la regione da quasi due mesi. Giustamente Mercanti dice: dovevamo stare zitti? Non si poteva, come per me era impossibile non fare della satira. Secondo voi Crozza si sarebbe lasciato scappare la battuta? NO! e voi avreste riso. Non lo avete fatto perché siete dei provinciali che ridete sulle disgrazie degli altri, ma mai su quelle della famigghia! Già perché, ahimé, qui siamo tutti una grande famigghia! Io però non ne faccio parte e per questo riesco a guardare la realtà con un occhio più lucido e oggettivo. Non chiedo gratitudine, ma almeno comprensione. Ah ah ah! 🙂 La Gazzetta matin ha svolto il suo ruolo e io il mio. (La prima pagina però era eccessiva, così come pure la pubblicazione della fotografia, va detto!).
    Signor anonimo, lei mi chiede di mettermi nei panni della ragazza sputtanata a vita. Per prima cosa voglio rassicurarla, fra un mese nessuno si ricorderà di questa storia. La ragazza farà la sua vita e continuerà a usufruire dei risvolti positivi che una paternità famosa sa offrire, almeno glielo auguro. Aggiungo una cosa, un consiglio che parte da una constatazione: quando ero bambina le donne che non trovavano marito entro i 25 anni erano considerate zitelle, erano vecchie. Questo per dirle che forse sarebbe ora e lo dico per voi, di smetterla di sentirvi bambini a 20 anni e di chiedere continua protezione. Assumetevi le vostre responsabilità, sappiatele gestire e magari giocatele a vostro vantaggio. In più capirete il mondo reale da cui imparerete a difendervi. I miei migliori auguri.

  63. Ugo Says:

    @Fra Antonino: il suo copia e incolla da Wikipedia è impeccabile!
    Questo cos’è? Ironia, sarcasmo, cinismo, presa per il culo?

    🙂

  64. guadonelguano Says:

    Infatti anche Cronaca Vera pubblica quello che pubblica a titoli cubitali al solo scopo di educare e mettere in guardia. Come diceva Totò? Ma mi faccia il piacere!!!!

  65. guadonelguano Says:

    Pat, scusa ma anche il grandissimo Crozza ha fatto delle cappelle spaventose,così come il geniale, strepitoso Gramellini qualche volta ha espresso opinioni degne di un amish. E se domani Crozza impazzisce e decide di far satira sulla tragedia della miniera turca ci facciamo tutti una bella risata?

  66. bruno courthoud Says:

    Tornando a La Torre, cioè à nos moutons, come recitavano i fabliaux medievali: oggi la lettera di milanesio ha già prodotto i suoi primi effetti: La Torre, dopo un mese di assenza, ha partecipato ad una riunione di maggioranza (i 18). A breve (quando?) il governo auspicato da Milanesio.

  67. patuasia Says:

    Signor guadonelguano, mi sembra che il suo paragone non ci azzecchi molto e comunque la satira non è una carezza.

  68. anonimo perchéanonimo Says:

    beh…prima di tutto ringrazio per la risposta. il nocciolo di quello che volevo dire era questo: voi giornalisti avete in mano un grande potere: siete responsabili della stragrande maggioraza dell’informazione dei vostri lettori. Le parole che usate pesano come macigni e, se usate male, rischiate di far danni. Con questo non voglio assolutamente criticare l’operato di “patuasia”, del signor Mercalli o del signor Mancini, che spesso collabora qui (anzi, ho avuto la fortuna di conoscerlo nell’ambito della rassegna “Ayas Cultura” e con il sottoscritto si è sempre comportato in maniera squisita) e spero che quanto ho scritto non risultasse un’accusa nei vostri confronti.
    Scusate l’intrusione 🙂

  69. patuasia Says:

    Su quello che ha detto, signor anonimoperchéanonimo concordo in pieno.

  70. guadonelguano Says:

    La satira non è una carezza ma dev’essere satira, non lancio di banane. Poi, secondo me, l’esempio ci azzecca abbastanza…ciao

  71. patuasia Says:

    Guardi, signor guadonelguano, che metto una foto che mangio una banane neh? La mia vignetta è di ottima satira, ho una buona scuola alle spalle. 😉

  72. guadonelguano Says:

    Ma non era rivolta a lei la critica!
    (Una foto di lei che mangia una banana? erotica direi!)


  73. Ultime riflessioni poi chiudo:
    Patuasia, non si offenda ma paragonarsi a Crozza forse è un po’ troppo, sarebbe come se io paragonassi la mia modesta carriera calcistica a quella di Pelé…;
    Sig. Mercanti, io non sono un giornalista e non voglio assolutamente insegnare a nessuno a esserlo, ma le pongo un quesito. Comprendo il diritto di cronaca, ammetto che sicuramente la notizia sarà di buon esempio per tanti giovani sprovveduti, ma non sarebbe stato più opportuno omettere qualsiasi descrizione della persona coinvolta. A mio parere avrebbe avuto lo stesso effetto choccante descrivendo la ragazza semplicemente con ” una 19enne valdostana…”
    Al sig. mancini (volutamente minuscolo), non so proprio come rispondere, dandomi del fascista non poteva trovare modo peggiore per insultarmi.
    Con ironia, Matteo Tripodi e famigghia…

  74. patuasia Says:

    Signor Matteo Tripodi, non potrei mai paragonarmi a Crozza: io ho un sacco di capelli! 🙂


  75. e io a Pelé, troppa pancia… 🙂

  76. anonimo perchéanonimo Says:

    @Tripodi: non credo che il Mancini si riferisse a lei quando ha parlato di “fascisti”, ma ad alcuni commenti precedenti,…

  77. Andrea Says:

    Rimango deluso da gazzetta matin che enfatizza lo scandaletto solo per attirare l ‘ attenzione e come già scritto da qualcuno ” ma mi faccia il piacere” per educare i giovani all’ uso delle rete. Sarebbe come accoltellare qualcuno per fargli capire che i coltelli sono pericolosi. Ancora peggio raccontare che sarebbe stata utilizzata la stessa scelta se si fosse trattato di una figlia qualunque. Così d’ istinto non ci credo. Tutto ok per quanto riguarda il personaggio pubblico che si espone e deve essere esposto ma continuo a non capire cosa c’ entra la figlia. Se in altri casi uno fosse figlio di un criminale deve patirne le conseguenze ? Non ho capito ? Se mio padre si candida e viene eletto devo iniziare a stare attento a chi frequento, dove mi muovo, ecc. devo limitare la mia libertà perché divento anch’ io un personaggio pubblico per eredità vivente ? Non leggo se non occasionalmente la gazzetta matin, ma pubblicare scandali in prima pagina di quotidiana mala amministrazione no ?

  78. bruno courthoud Says:

    bastaaaaaaaaa!

  79. roberto mancini Says:

    sig Tripodi,
    Il fascista non era diretto a lei, ma al primo commento del sig Aiello. che straparlava di antifascismo.
    Ma lei sa leggere, maiuscolo o minuscolo?

  80. TanZen YanZan Says:

    direi che in questa storia ci sono 2 vittime, una è “Jessica” e l’altra è suo padre, sono vittime perché entrambi non hanno fatto niente per meritarsi una prima pagina. Innanzitutto vorrei capire cosa ci sia di scabroso o ingenuo nel farsi una foto come mamma ci ha fatti e mandarla ad un’altra persona? la persona che ha divulgato le foto e tutte le altre dopo di lei invece avrebbero un esamino di coscienza da farsi, per avere violato un patto di fiducia implicito visto il contenuto delle immagini. che razza di notizia è che una foto di nudo è diventata virale? se domani mando una mia foto nudo ad una amica e lei la diffonde tra i suoi amici mi mettete anche a me in prima pagina? “ragazzo valdostano si fotografa… il pisello, scopri se è circonciso o no a pag.4 ”
    la maggior parte delle persone che erano in possesso delle foto erano dei giovani più o meno coetanei della ragazza, spiegatemi perchè questa foto deve andare su un giornale che ricopre un target molto più ampio e diverso, per vendere due copie in più? per screditare agli occhi dell’opinione pubblica un nemico degli amici? la notizia poteva anche essere data ma si poteva preservare la privacy della ragazza, bastava omettere la foto e il lavoro del padre, ma così nessuno si sarebbe scandalizzato, anche perchè non c’è niente di scandaloso nel 2014 in un selfie senza veli, di una ragazza della porta accanto.
    il potere della stampa è forte, quando viene pinzato qualcuno ubriaco al volante o con qualche spinello; a seconda di come si chiama, sul giornale a volte ci sono le iniziali, altre volte nome cognome e foto: dipende se lo si vuole preservare o sputtanare.
    C’è poco da cercare di giustificarsi che la redazione lo ha fatto per sensibilizzare i lettori, se era quello l’intento si sarebbero menzionati nell’articolo ciberbullismo e sexiciting visto che poi qua sul blog li sfoggiate.. Poi spiegatemi una cosa: nell’articolo dite che la ragazza si è rivolta alla polizia postale per denunciare chi ha diffuso le foto e voi pubblicate una delle foto? ci fate o ci siete? non avete neanche espresso un minimo di solidarietà alla ragazza o fatto un minimo di morale a chi, anche con superficialità e leggerezza, ha contribuito a diffondere le immagini. Adesso sul sito compare anche un articolo, di oggi, sull’iniziativa “una vita da social” andate a chiedere agli psicologi del camion se il vostro articolo di lunedì era ciberbullismo per mezzo stampa o se era informazione e prevenzione?
    le mie domande sono retoriche perché conosco già le vostre risposte: siete dei giornalisti modello che non potevano, per deontologia professionale, fare a meno di riportare la notizia così come la avete scritta… se volete rispondermi comunque leggerò volentieri il vostro post.

  81. bruno courthoud Says:

    era così bello andare al pascolo!

  82. patuasia Says:

    Se suo padre ricopre alti incarichi pubblici, signor Andrea, lei deve attenersi al ruolo che le compete in quanto figlio. E’ il prezzo da pagare per i grandi vantaggi economici e sociali che tale ruolo le conferisce. Può anche non farlo, è chiaro, però non si stupisca poi delle conseguenze. La libertà è saper e poter scegliere. Non fare i cazzi propri per chiedere poi comprensione per i propri errori, troppo comodo!

  83. patuasia Says:

    Signor TanZen YanZan, mi sa che ha sbagliato indirizzo, il suo commento doveva destinarlo alla redazione della Gazzetta.

  84. fatevene una ragione Says:

    E adesso basta da parte degli avvocati difensori di chi fa stupidaggini, fatevene una ragione. Voi siete quelli che siete contro chi ne parla, ma continuate a parlarne. Spero vi rendiate conto della contraddizione.


  85. Signor TanZen YanZan, le rispondo volentieri, anche se mi devo ripetere. Sulla questione ha spiegato molto bene il sig. Mancini. Comunque…eccomi. Qualsiasi persona ha diritto di farsi fotografare e inviare le sue foto a chi vuole. Deve essere consapevole – ma evidentemente in questo caso non lo era – che poi quello che era un fatto privato può diventare amplificarsi fino a diventare pubblico con l’uso distorto dei nuovi mezzi di comunicazione. Alla ragazza la situazione è sfuggita di mano, perché in migliaia hanno visto le sue foto. Un risultato probabilmente non previsto e non voluto, tanto da rivolgersi alla Polizia per la denuncia. E qui arriva l’interesse pubblico, che porta a riportare un fatto ai lettori. Chi ha diffuso le foto allo stesso tempo non credo immaginasse si potesse arrivare a tanto. Per giunta si tratta di un reato.
    Ripeto: la lettura politica non c’entra proprio nulla. Sarebbe stata la stessa cosa se fosse stata mia figlia. Il fatto che si trattasse della figlia di un politico e considerata la delicata situazione in Regione, ci ha fatto propendere per nomi di fantasia. La foto pubblicata? E’ riconoscibile solo da chi ha già visto le foto, ma non dalle altre persone.
    Ripeto: il padre non c’entra niente, così come non avrebbe “colpe” nessun altro padre, politico che sia, giornaslista, commerciante, operaio ecc. Certo, oltre ai nomi di fantasia e all’età sbagliata della ragazza avremmo anche potuto barare sulla professione del padre, oppure ometterla. In questo modo, però, saremmo stati accusati di voler coprire un eventuale amico perché politico. Vede, comunque la si giri non se ne viene a capo. Dice bene la signora Nuvolari: se scrivi vieni accusato, se non lo fai anche.
    Il titolo in prima pagina: avessi voluto speculare non avrei puntato sulla conseguenza dell’uso distorto dei nuovi mezzi di comunicazione, ma avrei scritto: la figlia di…. invia le sue foto di nudo e poi denuncia, o qualcosa di simile. Con nomi e cognomi.
    Sa qual è l’errore che ho commesso? Non aver scritto un editoriale a fianco della notizia in prima pagina sul perché della nostra decisione. Avrei allontanato l’ombra politica sulla decisione presa da sette giornalisti. Ma sono certo che la polemica si sarebbe sollevata comunque.
    Questa mattina sono stato in piazza Chanoux per “Una vita da social”. Beh, invito tutti, genitori e giovani a partecipare, perché oggi la conseguenza di un gensto ingenuo di una ragazza ha avuto come conseguenza lo sputtanamento tra migliaia di giovani per la diffusione tramite WhatsApp delle foto, domani potrebbe capitare molto di peggio, accettando magari un appuntamento al buio con una persona con cui chattiamo e non conosciamo veramente, oppure come sentiamo in televisione, arrivare fino a gesti estremi perché magari bersagliati ingiustamente su Facebook.
    Noi, piaccia o no (e le critiche le incassiamo) abbiamo voluto far aprire gli occhi su un problema che esiste e che ai più è sconosciuto. Le reazioni sono state forti. Avevamo anche messo in conto di poter perdere dei lettori inorriditi per la nostra decisione. M al’obiettivo è stato raggiunto: farne parlare. E se qualche genitore o giovane fosse arrivato a dire: il minimo rischio che puoi correre utilizzando in modo inconsapevole è lo sputtanamento, quindi vediamo di stare attenti; fino magari a ragionare su effetti più drammatici, allora ben vengano le critiche anche feroci.
    Ma niente di più, la politica non c’entra.
    Ritengo che sull’argomento non ho più nulla da dire. Dico solo che lunedì su Gazzetta Matin ci sarà un ampio servizio su questo tema, molto ben esposto in piazza Chanoux questa mattina.
    P.S. adesso una provocazione: non c’è nessuno che scrive, come ha adombrato, che grazie all’avvertimento mafioso di Gazzetta Matin la maggioranza regionale si è ricompattata?

  86. Andrea Says:

    Vorrei vivere in un paese senza nepotismo o almeno in un paese dove la maggioranza delle persone riconosce che il nepotismo è un male da combattere. La conseguenza è un corollario. Non è che possiamo compensare il male del nepotismo mettendo alla berlina tutta la famiglia. Così facendo sbagliamo due volte.
    Peraltro condordo pienamente con l’ ultima frase ” … troppo comodo”. Ma la figlia di la torre ha avuto vantaggi ? La domanda non è retorica, nel senso che proprio non sò neppure chi sia.
    Infine, segnalo che mio padre non ricopre e non ha mai ricoperto incarichi pubblici, idem io. Era solo un esempio, e sicuramente anche il suo era solo un esempio.

  87. roberto mancini Says:

    Sig Puccettone,

    grazie del contributo.
    il link da lei postato contiene considerazioni penosamente propense all’autocensura, in quanto probabilmente espresse da una giornalista.
    In questo caso sarebbe l’ennesima prova che la mia categoria non ha bisogno di padroni: la museruola se la mette da sola….
    Come dice il grande Travaglio, “non cani da guardia del Potere, al massimo cani da riporto “.
    Faccio notare che comunque il pezzo del link riconosce che nell’articolo sussistevano le tre condizioni:
    1 verità
    2 Interesse pubblico del fatto
    3 continenza verbale.
    Dunque tanto rumore per nulla.

    Ps:
    è bellissimo vedere come la società ( italiana, valdostana, cinese…) non ami gli specchi che la riflettono fedelmente.
    Si delinea un’immagine non edificante?
    Colpa dello specchio, meglio prendersela con lui…

  88. roberto mancini Says:

    Chiedo scusa!!
    Ho visto ora che l’ avvocato Fadda , estensore del pezzo linkato dal sig Puccettone, non è giornalista ma solo ( ovviamente..) esperta di diritto.
    Ne sono sollevato: dunque dall’interno della mia professione non proviene alcun invito all’autocensura.
    Gli assalti alla diligenza ( certo non rappresentati dal pezzo citato) vengono da fuori.
    Meglio così, chiedo scusa all’avvocato Fadda e ai lettori.

  89. Fra Antonino da Scasazza Says:

    Qui si è sempre preferito parlare di satira, riconoscere nel messaggio: “il bocconcino nudo”, come esempio di satira, tradurre la vignetta di Patuasia come satira pura. Come si fa con la famosa insalata di rinforzo, libero poi mi ha consigliato di andarmi a leggere il vecchio Male o Cuore o Harakiri…e di imparare.

    Dispiace, che lui narcisista nato, abbia un ego talmente enorme da non capire perché il sottoscritto si possa identificare con Fra Antonino da Scasazza.

    Lo stesso Michele Serra parlando di Cuore disse che il contenuto era legatissimo a tutti gli elementi degli anni in cui era nato. E lo stesso vale per ogni genere di satira: quando cambiano i tempi per i quali è tarata, perde in parte la sua ragione di essere, diventa obsoleta, forse fastidiosa dico io.

    E per chiudere la disquisizione signori Ugo Libero voi dovete sapere – come disse Serra – che la satira è come lo yogurt: quando nasce ha già la data di scadenza impressa sulla confezione”.

  90. patuasia Says:

    La satira come qualsiasi altro linguaggio, signor Fra Antonino, è strettamente legata al periodo storico in cui nasce, infatti fare battute su whatsapp negli anni ’80 non avrebbe avuto senso, oggi sì e fra 10 anni no o prima ancora quando il nudo sarà consumato liberamente e non darà più scandalo, questo è il concetto espresso da Michele Serra. Che libero sia un narcisista nato con un ego enorme da dove lo deduce, me lo dica, perché a me è sfuggito.

  91. Marco Bo Says:

    Luca, ti do del tu dato che ci conosciamo di persona e ci salutiamo in Via. Vedo solo ora la tua frase: “E così scorciatoie io non le ho mai cercate e accettate, signor Bo.” Non so da dove venga questa tua risposta ma non era proprio intenzione nei miei post esprimere l’idea che tu abbia cercato scorciatoie. Stavo solo criticando la vignetta di questo blog. Per criticare il tuo articolo avrei scritto direttamente a te.

  92. sara Says:

    un piccolo contributo per ravvivare una discussione che pare ormai un po’ spenta…

    http://instagram.com/very_latour

  93. AostaCapitaledellaSatira Says:

    Fra Antonino, e non solo, ignora che la satira ha regole che non cambiano. Quello che cambia non è la satira, ma l’oggetto della satira. Quello che qui in molti avvertite come “cambiamento” riguarda il linguaggio popolare, lo stile dei narratori e gli interessi del pubblico che, questi si, sono necessariamente destinati a cambiare e a scadere. Anzi se non seguiste le regole dalla satira, probabilmente la vostra satira non farebbe ridere, né riflettere nessuno.


  94. Scusa Marco, hai perfettamente ragione: la mia risposta era rivolta a un anonimo. Perdonami per il grossolano errore.

  95. Marco Bo Says:

    No problem, volevo solo chiarire che non ho niente contro Gazzetta e men che meno contro di te. Ciao!


  96. Chiedo scusa per il ritardo, ma mi sono accorta solo ora di essere stata citata in questa serie di commenti.
    Innanzitutto ringrazio il Sig. @puccione per l’apprezzamento al mio articolo.
    In secondo luogo, vorrei spiegare al Sig. @mancini qual era l’intenzione del mio articolo.
    Mi sento lusingata che lei abbia pensato che io fossi una giornalista: significa che non sono stata il solito “avvocato noioso”. Sinceramente non pensavo che il mio scritto suscitasse tanto interesse nel mondo del web e non nego che la cosa mi abbia fatto piacere.
    La mia intenzione, però, era esclusivamente quella di fornire qualche approfondimento giuridico (benché in pillole) su una questione che ha fatto tanto scalpore.
    Non volevo affatto censurare o giudicare il lavoro del Sig. @mercanti, che spero non sia sentito offeso in qualche maniera. Volevo esclusivamente portare la discussione che si era creata tra la gente a un livello diverso, così da evitare i commenti da bar, ma fornire degli elementi utili per approfondire la questione.
    Qualcuno in privato mi ha chiesto i riferimenti normativi e giurisprudenziali di quanto ho scritto e di questo sono felice.
    Come avrà visto dal mio blog, mi sono specializzata proprio sulla diffamazione, in particolare quella sul web, e quindi questa questione mi ha toccato particolarmente, ma solo dal punto di vista professionale.
    La ringrazio quindi sia per il primo attacco, sia per le scuse perché mi ha dato modo di chiarire il mio pensiero.

    Per quanto, invece, attiene alla discussione vera e propria che si è venuta a creare vorrei spiegare al Sig. @anonimo che Mercanti non ha utilizzato una fotografia oggetto di un reato attinente alla normativa in tema di privacy. Innanzitutto perché il ragazzo che ha divulgato per primo le fotografie non ha commesso nessun tipo di violazione del TU sulla privacy.
    La ragazza ha volontariamente inviato la sua fotografia all’amico.
    Questo non significa che la foto era divulgabile. Anche per quanto attiene il ragazzo, la responsabilità penale rientra nell’ambito della diffamazione.
    Ma questo è un reato procedibile a querela. Se la ragazza non lo ha denunciato, non si può ritenere in alcun modo responsabile penalmente.
    Per il resto, ripeto quanto scritto nell’articolo su descritto.

    Per la vignetta, invece, mi piacerebbe approfondire la questione, ma non vorrei annoiare tutti.
    Per cui mi limito a copiare una massima della Suprema Corte di Cassazione, di modo che il mio commento risulti totalmente imparziale, ma utile per una riflessione.
    Resta inteso che il diritto di satira è un diritto costituzionalmente garantito all’art. 21. Il codice penale ritiene che chi fa satira (nei limiti che si vedono nella massima) agisca in forza di tale diritto costituzionale e, pertanto, la sua condotta è scriminata dall’art. 51 c.p.

    Cass. Civile del 2013 n. 21235 : La satira costituisce una modalità corrosiva e spesso impietosa del diritto di critica, sicché, diversamente dalla cronaca, è sottratta all’obbligo di riferire fatti veri, in quanto esprime mediante il paradosso e la metafora surreale un giudizio ironico su di un fatto, pur soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni o delle immagini rispetto allo scopo di denuncia sociale o politica perseguito. Conseguentemente, nella formulazione del giudizio critico, possono essere utilizzate espressioni di qualsiasi tipo, anche lesive della reputazione altrui, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato dall’opinione o comportamento preso di mira e non si risolvano in un’aggressione gratuita e distruttiva dell’onore e della reputazione del soggetto interessato, non potendo invece, essere riconosciuta la scriminante di cui all’art. 51 cod. pen. nei casi di attribuzione di condotte illecite o moralmente disonorevoli, di accostamenti volgari o ripugnanti, di deformazione dell’immagine in modo da suscitare disprezzo della persona e ludibrio della sua immagine pubblica.


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