A che pro?


Sarà la primavera che non decolla a togliermi la voglia di scrivere? O sarà la delusione? E’ da numerosi anni che la parola cambiamento circola nei campi di gioco della politica, mi è venuta a noia. Mai visto un goal nella porta avversaria e oggi che la partita sembra propendere per il… cambiamento, non ci credo più. No! Non si cambia. Gli attaccanti sono sempre quelli. Un conformismo che va oltre alle persone fisiche, è sistemico. Include i metodi e le strategie. Include i comportamenti. Io vedo una divisa sola. Che energia si può ricavare da un quadretto simile? Non c’è un obiettivo davvero stimolante e quindi non c’è una sfida che possa raggiungerlo. La voglia di partecipare scompare. A che pro? Su Rollandin sono stati sommati tutti gli errori e tutte le responsabilità della crisi valdostana, ho sempre detto che questa visione era ed è miope, al servizio della rinascita di altri ugualmente responsabili, ma politicamente rifatti. Il problema è molto più serio. Molto più grave. E’ un problema culturale. Il sistema-Rollandin andava bene a tutti e tutti lo hanno adottato come proprio: chi più chi meno. Andava bene fino a quando abbiamo avuto i soldi e continua a marciare seppur rallentato dalla riduzione dei contributi statali. Un sistema economico-culturale primitivo radicato negli anni e nelle appartenenze ai clan. (Persino gli ultimi arrivati: i grillo-talpa, sono diventati da subito una famiglia iperprotettiva). Perfettamente funzionante anche quando Rollandin in Giunta non c’era. Una degenerazione culturale come è avvenuta in campo nazionale con il berlusconismo. Qui, visto che siamo speciali, l’abbiamo anche in versione territoriale. Non sarà sufficiente il cambio di Giunta, per intravvedere l’alba. Ci credete voi che sarà il merito a subentrare alla raccomandazione? L’Esprit libre a diffondersi e non un nuovo asservimento ai nuovi/vecchi padroni di casa? Io sono un esprit libre eppure, se la Renaissance potesse menarmi, lo farebbe. Non può farlo e adotta la riserva, anch’essa antica, di non considerarmi. Ogni giorno quasi mille persone leggono il blog, i politici per primi, ma questi fanno finta di niente. Non rispondono alle domande e alle sollecitazioni. All’oggi Alpe, invitata più volte, non ha preso le distanze dal discorso di Farcoz. Allora? Capite bene che la voglia di credere in qualcosa di veramente diverso e buono mi diventi davvero difficile.

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7 commenti su “A che pro?”

  1. orsobruno Says:

    Se non sbaglio molti dei nuovi ambasciatori del rinnovamento sono in attesa di un rinvio a giudizio, giusto per sottolineare la diversità fra quelli e questi. Mi sembra che qualcuno abbia anche favorito di una parentela importante per essere assunto in regione, non bisogna scadere nella demagogia, ma la difficoltà di provare ancora fiducia è tanta.

  2. bruno courthoud Says:

    non sei l’unica a porti certe domande. Il prossimo governo, qualunque esso sia, sta nascendo nel peggiore dei modi. Infinito trasformismo alla valdostana. I 15 + 2, visto come andavano le cose (già nate male), avrebbero subito dovuto mettere La Torre nell’angolo e lasciarlo ai 18. Ora il pasticcio è irrimediabile. Tanto ha potuto la paura delle elezioni.

  3. patuasia Says:

    Hanno avuto la fregola di governare. Avevano vinto e festeggiato, per ottenere questo risultato? Raggiunto con i soliti giochini sottobanco e diretti da uno come La Torre? Perron? Fosson? Viérin? Caveri? Martin? Pastoret?… Non c’è che dire è proprio tutta un’altra politica! Oh come siamo contenti! E i grillo-talpa voteranno la fiducia di un pastrocchio simile?

  4. Bisker One Says:

    Difficilmente riusciranno a mettersi d’accordo. Saranno sempre 17 a (15+2) con una banderuola (l’amico Camaleonardo) il cui voto è del tutto imprevedibile. Quelle elezioni che stanno cercando di scansare con tutte le loro forze ci saranno. E non saranno elezioni nel segno del cambiamento, perché tanto i candidati saranno tutti quelli del partito SIS (Sempre I Soliti), leoni grigi o dorati, ex-galletti, grillotalpa, piddini che siano. Prima di poter cambiare i politici, dobbiamo – tutti quanti, non solo chi partecipa a vario titolo a questo blog – cambiare noi stessi. Come? Forse Sisifo ha la soluzione…

  5. AostaCapitaledellaPolitica Says:

    Ma perché M5s non chiede a gran voce le elezioni e invece condivide successi politici con i partiti tradizionali? Forse a Beppe Grillo e a Gianroberto Casaleggio (che cito in modo che leggano il post) non arrivano notizie dalla Valle d’Aosta, altrimenti qualcuno sarebbe già esposto al pubblico ludibrio.

  6. Kafka Says:

    Sisifo adesso è fermo con la sua pesante roccia rotonda. E, volenti o nolenti,rimarra fermo per un bel pò.
    Si sta scegliendo il male minore per la Valle d’Aosta o, se preferite , si stanno cercando di erodere le logiche politiche sottese a togliere di mezzo Rollandin. Ma questa è l’unica strada percorribile.
    D’altra parte pongo una domanda semplice: il fatto che vi sia l’opportunità e la condivisione di un programma tra tanti soggetti diversi, tra forze politiche eterogenee con mire future (es. réunification uv) non convergenti tra loro, non è forse una garanzia che un gruppo si trovi sempre in difficoltà a prevalere sull’altro?
    Anche se Patuasia ne stima la coerenza contro la strisciante, infida e sprezzante ascesa al potere dei Vierin, cioè il vecchio sistema camuffato da new deal contro il vecchio sistema autoritaristico, ricordo a chi posta sul blog di patuasia, unica voce libera e molto seguita anche da chi nega di accedervi, che la storia dei Tropiano e di tante altre vicende inquietanti , descritte da voi con grande chiarezza, coraggio e vero giornalismo, traggono origine da liaison opache non certamente con il clan Vierin.
    Elezioni anticipate. No, non è retorica, la paralisi fino ad ottobre e forse oltre, sarebbe dirompente. Posso elencare una serie di ragioni concrete, pratiche, reali che oltrepassano il senso suggestivo, superficiale e giustificazionista del salvare la propria sedia consiliare(che non nego esserne uno dei motivi, ovviamente).
    Il male minore, dunque. Ebbene sì. Azzardo: che ci piaccia o meno avremo una componente uv – circa 6 consiglieri – + i 5 di stella alpina che si siederanno al tavolo con i con gli altri 15 per dare vita ad un governo. Chiamate questo governo o intesa come volete, per me ogni definizione suona e suonerà ipocrita, ma, e questo è il punto, è l’unica via d’uscita, reale e realistica. Oggettiva. E’ un fatto, anzi, il fatto che è davanti a noi, nel senso del “positus”, tanto caro agli amanti della corrente posistivistica.
    Lascio il posivitismo, o pseudo tale, per arrivare solo ad una semplice conclusione che trasformo anche in una richiesta: prendiamoci questa nuova maggioranza; lasciamola lavorare dopo aver trovato nuovi assetti; mettiamola alla prova; in un congruo lasso di tempo (direi tre mesi) vediamo se mette in campo una serie di modifiche che possano sortire alcuni effetti immediati – riduzione costi della politica, a partire dagli organi consigliari, governativi,fiduciari, fino ad arrivare alla riduzione dei posti nei consigli di amministrazione, livellandone le fascie retributive, ecc. in aggiunta alla drastica revisione delle grandi e media opere, ed altri interventi di cui non voglio tediarvi. In aggiunta a ciò, anche una bozza di legge per una nuova legge elettorale.
    E altro ancora.Al netto di punti, invece, irrealizzabili e insostenibili sul piano finanziario e demagogici come ad esempio il reddito di cittadinanza.
    Morale: anche con alcune spinte di “sinistra” e con quelle liberate dal condizionamento delle logiche divernute ormai, di fatto, utilitaristiche e personaliche che potranno o che potrebbero condizionarne positivamente la rotta, aspettiamo qualche tempo e giudichiamo il prossimo governo senza preclusioni ne pregiudiziali ne pregiudizi, per quello che riusciranno a fare o non fare.

  7. patuasia Says:

    Signor Kafka è stato chiarissimo e condivido quello che lei ha scritto. Dopotutto non c’è altra strada. Non subito, almeno. Ma volendo o no, non credo che il Governo delle larghe intese, per capirci, possa durare a lungo, pertanto ben venga un Governo di scopo che metta mano alle cose urgenti fra cui la riforma elettorale e poi siano i valdostani a scegliere i loro rappresentanti. Le alchimie hanno le gambe corte. 🙂


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