Come ragazzini delle medie


Mi dicono che sono diventata rollandiniana. Mi dicono che le mie critiche aiutano il sistema. Mi dicono che le mie parole sono quelle di una traditrice. Allora bisogna stare zitti? Esattamente come vuole il sistema! Ognuno deve accettare ciò che gli offre la sua parte politica con passività, senza pronunciare parole che non siano in linea. Ma allora ho ragione io a sospettare che in atto ci sia solo una sostituzione di nomi, ma una conservazione dello stile. Al contrario le critiche sarebbero ben accette. Sarebbero una fonte di riflessione. Darebbero vita a un dibattito vivace dal quale potrebbero germogliare le idee. L’appiattimento culturale passa anche da qui. Dal silenzio. Dal conformismo e dall’esclusione di chi conforme non è. Mi si accusa perché non sono catalogabile. Niente di più infantile.

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17 commenti su “Come ragazzini delle medie”

  1. bruno courthoud Says:

    “L’appiattimento culturale passa anche da qui”. E’ proprio quello che vuole ogni organizzazione politica, ogni parte politica,ogni fede, laica o religiosa, nessuna esclusa. Una adesione fideistica e poi “diffondere il verbo e non rompere le p….”. Se hai qualche dubbio devi risolverlo con il confessore, oppure “nelle sedi opportune”, non certo in pubblico!

  2. exit-paul Says:

    Giusto e sano criticare quelli della “tua parte” quando pare abbiano perso la bussola. Dare poi del “rollandiniano” a chi critica le strategie di palazzo dei gruppi di opposizione denota non solo infantilismo, ma un’assenza preoccupante di argomentazioni.

  3. Ugo Says:

    Alle prossime elezioni credo che la scheda nulla sia la migliore risposta ad un’opposizione che nei fatti si comporta come se non peggio della maggioranza. Questo è il grande svantaggio di vivere in un buco di culo di posto: se osi criticare con argomentazioni molto valide sei subito accusata di tradimento da parte degli “amici” che evidentemente non hanno la minima idea di cosa sia la libertà di opinione e quindi di critica visto che la considerano stalking. E io dovrei premiare con il voto chi toglie il saluto a chi fa il suo lavoro di giornalista (e questo blog pur non essendo un giornale è l’unico che fa giornalismo in VdA)? Ma per favore… Che crescano e che soprattutto imparino che la P di Alpe non significa partecipare tutti quanti alle feste della Gabella, ma significa soprattutto confrontarsi con chi non condivide certi comportamenti e rispondere con serie argomentazioni.
    R-I-D-I-C-O-L-I

  4. Sbazzeguti Says:

    Se avessi vissuto in un comune amministrato da quella parte forae se ne saresti accorta prima.

  5. patuasia Says:

    Purtroppo non si fa Politica. Qui è una lotta fra bande. Clan rivali che contano sull’appartenenza di sangue e non sui ragionamenti. Il livello è rimasto molto primitivo. Poi chi vince penserà a sistemare i suoi, sia da una parte che dall’altra. Al principio di merito sono ancora lontani. La Renaissance? Una brutta, fuori scala, trovata di marketing!

  6. Sbazzeguti Says:

    L’aver seguito la trista moda nazionale dei partiti personali ha portato a questo.

  7. La signora Pina Says:

    This entry was posted on 20 aprile 2014 at 16:59.
    Patuasia: Mi dicono che le mie critiche aiutano il sistema.

    Ugo il 21 aprile 2014 a 10:02 dice:
    Alle prossime elezioni credo che la scheda nulla sia la migliore risposta ad un’opposizione che nei fatti si comporta come se non peggio della maggioranza.

    *****************

    La critica non è alla persona, certamente non rollandiniana né traditrice, ma esattamente a quella cecità acquisita, che produce risultati…come quelli che danno queste risposte. Agendo così si aiuta il sistema? Forse sì.

  8. Ugo Says:

    @La signora Pina: quindi il mio (ipotetico) non voto sarebbe colpa di Patuasia. I vari Donzel e compagnia cantante sono delle vittime visto che sono stati criticati aspramente da una cittadina? Loro non hanno colpe? Ma per favore… Ma che maturità è questa? Ma che posto è questo?

  9. Ugo Says:

    Comunque Pina stia tranquilla. Ho sempre votato con il naso tappato e continuerò a farlo. Non nascondo che per una volta pero, mi piacerebbe andare al seggio respirando a pieni polmoni e votare dei partiti che se lo meritino il mio voto (come quello degli altri). Perché su questa filosofia del “se non voti favorisci il sistema” ci stanno campando da anni… E prima o poi la gente si stufa perché per l’elemosina c’è la Caritas che non ha certo sede nei seggi elettorali.

  10. La signora Pina Says:

    Scusi Ugo, ma mi dica o mi spieghi perché il non voto non favorisce il sistema. Ci sarà anche chi ci sta campando da anni, ma non ho mai trovato nessuno che non andando a votare abbia fatto i propri interessi. Guarda che oggi anche la Caritas è selettiva. Non accetta tutto indistintamente. Devi prima farle sapere cosa hai da donare. Altrimenti tante grazie e saluti.

  11. patuasia Says:

    Signora Pina, lei crede che io abbia un potere di persuasione così alto? Io, non credo. Bastano i danni che il PD si arreca da solo, non ha bisogno di me.

  12. cappuccetto rosso Says:

    Lo sfascio che abbiamo sotto gli occhi è stato causato sia da Rollandin che dai suoi (compreso Vierin e compagni) che in tutti questi anni gli hanno permesso di fare il padre padrone di questa Regione, e non hanno mai alzato nemmeno un sopracciglio di fronte a determinate scelte.
    Io vorrei sapere, cosa devono fare i Valdostani?
    Permettere a questa giunta di continuare il suo lavoro, con tutte queste premesse?
    Permettere che altri, che sono inadeguati, perchè compunque corresponsabili dello sfascio che abbiamo sotto gli occhi, prendano il potere?
    E allora che fare?
    I lupi, e per lupi intendo tutte e due i clan unionisti, stanno vestendo i panni dell’agnello. Stiamo attenti perchè ci mangeranno in un sol boccone, l’uno o l’altro che sia, perchè noi valdostani siamo come cappuccetto rosso crediamo alle favole.

  13. AostaCapitaledellaCriticaPolitica Says:

    Qui si cita Saramago a man bassa…. :-), ma nessuno osa nominarlo…

  14. Geronimo Says:

    “Voglio ricordare il 25 aprile, ma soprattutto il 28 aprile, data di Liberazione della nostra Valle d’Aosta, sempre più attuale anche in questo momento in cui ci sentiamo sempre più oppressi da alcune sovrastrutture che cercano in qualche modo di alienare i nostri pensieri» Cfr. Da La Stampa.
    Al di là delle ricostruzioni storiche, alcune almeno di dubbia fantasia,(eppure i testi consentirebbero un minimo di luciditò mentale), mi sembra la dichiarazione dell’Assessore alla Pubblica Istruzione la vera e ferale notizia su cui appuntare l’attenzione.
    Al di là del linguaggio, che però è sempre anche indicatore del pensiero, che un Assessore, all’Istruzione poi, dica corbellerie di questa dimensone per il suo messaggio sul 25 aprile da la misura del livello della politica valdostana.
    Meno male che almeno, insieme agli altri, si è dimesso.
    Temo non per queste dichiarazioni purtroppo.

  15. La signora Pina Says:

    Perché quando si pensa al mangiare – nelle favole – i valdostani si riconoscono nella povera Cappuccetto Rosso? Piuttosto io penserei, sempre per i valdostani, la storia dell’asino di Buridano.

    C’era una volta un asino che camminando lungo una strada si imbatté in due mucchi di fieno uguali ed equidistanti da lui. L’asino, che aveva un certo appetito, cominciò ad osservarli, voltava il capo alternativamente a destra e a sinistra, indeciso su quale dei due mucchi iniziare a mangiare.

    Erano entrambi molto appetibili ed assolutamente identici tra loro così l’asino non riusciva a prendere una decisione. Passò il tempo senza che le cose cambiassero e alla fine l’asino morì di fame.

    Può capitare anche a noi di comportarci come l’asino di Buridano, di essere afflitti da un dubbio, da un tormento interiore che non ci dà tregua. In questi casi la nostra natura di valdostani può portarci a cercare disperatamente una soluzione del dilemma.

    La risposta a questo quesito è stata cercata da vent’anni solo superficialmente, e poiché qui ci si conosce tutti e i favori politici non si negano mai, è inutile chiedere consiglio alle persone che ci sono vicine, queste, non faranno che accrescere ulteriormente i nostri dubbi. Fatele andare, allontanatevi da loro, si sono dimesse…ora trovatene delle altre più serie.

  16. cappuccetto rosso Says:

    Signora Pina ha ragione. Convengo sulla necessità di trovare altri interlocutori non coinvolti con il passato.

  17. La nonna di cappuccetto rosso Says:

    Non ascoltate mia nipote! E’ una bugiarda di tre cotte, che con il suo cappuccio rosso crede di fare intendere ciò che vuole. Sappiate che nelle notti di luna piena… gli crescono i peli e ulula alla luna.


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