La cosa buffa


Buffa (mi fa davvero troppo ridere!), la dichiarazione al Congresso UVP dell’acclamatissima e riconfermata presidente, Alessia Favre: “Il progetto dell’alternativa c’è ed è ben chiaro: siamo pronti a governare. La loro nave sta andando a picco, ma attenzione: non si entra nell’Uvp per convenienza. Se le scialuppe di salvataggio sono piene bisognerà scegliere”. E scegliere sulla base di che? Ma della CONVENIENZA! Uhaaa uhaaa uhaaa! Altra cosa buffa: Stefano Ferrero in casa UVP si sente fra amici. Li difende: Non esistono prime donne nel nostro progetto. Per ora l’unica prima donna è Augusto Rollandin. Cercano di spaventarci, parlando di principato di Jovençan sotto il potere dei Viérin, ma ci fanno solo ridere queste allusioni”. La sindrome dell’accerchiamento ha preso anche lui. Chi critica è un nemico! Non sopportano chi è più critico di loro. Chi paga da bere però è un amico! La Renaissance come la Restitution…uhaaa uhaaa uhaaa uhaaa!

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12 commenti su “La cosa buffa”

  1. Elio Says:

    Bisogna dire che fino ad adesso chi si è comportato con più tranquillità senza urlare a destra e a manca , pur facendo una dura opposizione, sono i consiglieri di Alpe. Speriamo che almeno loro non perdano il senso della misura.

  2. il grande bluff Says:

    Chiamiamola partita a poker, dove l’UVP sembrava che avesse in mano le carte per vincere la partita e invece aveva solo scartine. Ha bluffato sin dall’inizio sulla pelle dei valdostani.

  3. Kafka Says:

    L’Uvp in realtà ha ancora delle carte, volenti o nolenti, anche se la fase di stallo inizia a logorare anche i sette più il regista. Ma è possibile che la rivoluzione culturale, sociale e politica auspicata dal neo movimento progressista, debba passare attraverso i voli pindarici del duo La Torre-Milanesio? Assurdo, ma non troppo.
    Alpe è ferma,non solo per saggezza, ma anche per opportunità. Il Pd nostrano ricorda la parodia di Crozza su Veltroni: siamo con i tre consiglieri, MA ANCHE con Centoz….con i tre che continuano a viaggiare nel baratro della perduta identità con l’abbraccio mortale di Jovencan.
    Il documento della rinascita valdostana è composto di punti sottoscrivibili da ogni apparato digerente, ma è vuoto rispetto a profili economici e finanziari in una prospettiva realistica.
    Dunque, alla minoranza composita , il cui collante continua ad essere la caduta di Rolli, non rimane altro che porre in essere quanto ipotizzò in precedenza: mozione con richiesta di dimissioni degli assessori. Al resto ci penserà La Torre e forse altri.
    Giochi, giochetti, meline,sotterfugi, ecc. davanti agli occhi di chi cerca un lavoro, di chi lo ha perduto o lo sta perdendo, di chi chiude un’attività, di chi emigra da altre parti in mancanza di prospettive e continua a verificare sulla propria pelle ,giorno dopo giorno, la continua erosione del nostro stato sociale.

  4. bruno courthoud Says:

    lo spettacolo è deprimente, d’ora in poi tutto avverrà (continuerà ad avvenire) in chiuse riunioni, di segreteria o non, partitiche o non, politiche o non, in crotte o non; non sapremo più nulla, leggeremo solo programmi e proclami, che verranno discussi sul territorio per farci credere che quello è il nocciolo della questione, di questi parleranno i giornalisti, perché anche loro vivranno all’oscuro di quel che bolle in pentola; insomma continueranno a prenderci per i fondelli. Avrà ancora un senso andare a votare?

  5. Il Pretoriano Says:

    The End.
    Anche qui in Valle d’Aosta la democrazia non c’è più. Non ci resta che prenderne atto,imbracciare qualcosa di pesante e presentarsi tutti al Palazzo. La révolution des socques è questa….!

  6. patuasia Says:

    E’ vero, i consiglieri di Alpe sono, fra quelli della minoranza, i più seri. Spero che non si lascino attrarre dal fascino discreto di un potere a facile portata di mano, perché così non è. Speravo che simile comportamento fosse anche del PD, ma da quelle parti hanno perso il senso della realtà e hanno combinato danni che spero siano riparabili. Se andassimo oggi a elezioni il Pd sarebbe il partito più penalizzato.

  7. patuasia Says:

    Signor Kafka , mi sono permessa di copiare una parte del suo commento sul mio profilo fb, spero che la cosa non le dispiaccia.

  8. patuasia Says:

    Signor Il Pretoriano, io imbraccerei la mia indignazione e andrei sotto al Palazzo per mostrarla a tutti i papaveri che lì albergano, ma come feci in altre occasioni mi troverei da sola, o con pochissimi. se i nostri politici sono così e dormono sogni tranquilli è perché sanno perfettamente con chi hanno a che fare. Indignati da divano. 🙂

  9. Kafka Says:

    Nessun problema.

  10. Il Pretoriano Says:

    @ Gentile Sig.ra Patuasia
    L’indignazione (e di recente gli indignados di mezzo mondo ) da soli non sono andati mai da nessuna parte e non hanno mai cambiato le cose. Si ricorda la recente protesta dei camionisti che sono andati dalla Sicilia a Roma dove sono? Annientati dalla favella politica e dalle Forze dell’Ordine che prima avevano appoggiato la protesta togliendosi il casco e poi hanno soffocato la stessa perché ordinati dall’alto, ovvero dalla medesima politica.
    Vede, per poter cambiare un sistema bisogna ORGANIZZARE delle riunioni, indire dibattiti pubblici (lasciando fuori naturalmente taluni Partiti meno la Lega Nord che ha sempre sostenuto, anche con la forza la volontà del cambiamento) dove far partecipare gli indignati, gli studenti delle scuole e spiegare bene dove si vuole andare e come ci si può arrivare per sovvertire un sistema che oramai è marcio e non è più riconosciuto. Ci vuole tempo, pazienza e sostegno da parte di chi vuole il cambiamento.
    Qui in Valle, siamo come i carbonari, parliamo in silenzio, a gesti, non siamo capaci di organizzarci se non attraverso qualche partito della minoranza.
    Personalmente, non mi sento assolutamente un indignato da divano, anzi se tutti quelli che criticano il sistema valle d’aosta, sia sul suo blog che nei bar della città (e le assicuro che sono tantissimi), non starebbero in tutta la Piazza Chanoux…! Se Lei rammenta avevo, mesi orsono, indicato Patuasia Presidente e nessuno ha dato seguito alla mia proposta. Peccato.
    Magari avremmo iniziato un percorso nuovo, con l’appoggio delle teste pensanti che scrivono verità su questo blog e che ci avrebbero fatto aprire gli occhi prima di arrivare a questo sfascio oramai sotto gli occhi di tutti.

    E allora rinnovo ancora una volta la proposta. Vogliamo provare a contarci? Imbracciamo almeno la volontà di provarci..!

  11. giancarlo borluzzi Says:

    @ Il Pretoriano.

    Quanto proponi è astrattamente corretto, ma concretamente cozza con fasi organizzative successive in cui fuoriuscirebbero i virus che infettano la maggioranzissima dei residenti in Valle: paura di esporsi generica, timore di evidenziare una posizione potenzialmente ostativa nei confronti di tornaconti futuri, fannulloneria, ignoranza.

    Non ritengo praticabile la via dell’ottenimento del consenso elettorale: i leccapiedi predomineranno sempre.

    Sarebbe ipotizzabile un’azione “elitaria” per attestare un’altra Valle a livello governativo, parlamentare, nazionale, e partire da qui per riforme strutturali della regione atte a riposizionarla in maniera corretta anche a livello di percezione mediatica, superando l’arcaico tribalismo che la caratterizza. Da qui uscirebbe un’altra classe politica.

    Ma i distinguo, uniti a un criticabile desiderio di osannare il proprio pedigree rispetto a quello di altri, impedirebbero ogni coagulo.

    E’ triste, ma è quanto penso.

  12. patuasia Says:

    Anche in questo caso mi trovo d’accordo con il signor Borluzzi.


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