Dio mio che papocchio!


Troppi errori sta commettendo la minoranza. Una parte della minoranza, perché l’UVP viaggia spedito verso il suo traguardo politico: la riunificazione dell’Union valdotaine sotto l’egida dei Viérin. Mi chiedo se il PD e i grillini si siano accorti di come tutta questa polverosa operazione nei fatti favorisca uno solo, Laurent Viérin. Non pare. L’UVP spinge sull’acceleratore, sopporta bene l’idea di un governo provvisorio, ma vuole andare al più presto a elezioni anticipate. Perché? Perché Laurent Viérin vuole essere legittimato dal voto popolare. Non sarà il Presidente della transizione e forse neppure assessore, è troppo scaltro. Questa confusione e tale rimarrà ancora per qualche mese, gli fa gioco. Lui si presenterà come il salvatore della Petite Patrie, il nuovo leader, colui che saprà riunificare le anime disperse dell’Union. Con lui finirà la diaspora e si aprirà una nuova era. Rossonera. Per evitare uno scenario di questo tipo, che concederà poco spazio all’opposizione con tutti che vorranno salire sul carro del vincitore ed eroe, credo sia meglio lasciar cuocere Rollandin nel brodo rovente della crisi, lasciare a lui il compito doloroso di districare i nodi, perché doloroso sarà. Aspettare il momento giusto che non è certo questo (rinvii a giudizio dietro l’angolo). Lasciare che la guerra fra i due clan si consumi fra loro e stanchi definitivamente la popolazione valdostana. Perché l’alternativa vera passa proprio da qui: dal superamento definitivo della tribalità localista per raggiungere, con qualche secolo di ritardo, la modernità. Ma ormai credo che sia troppo tardi. I Viérin hanno creato una breccia che, grazie alla collaborazione degli alleati, si sta allargando sempre più ed è difficile da contenere. Larghissime intese, dunque. E i due grillini daranno il sostegno esterno a quello che a livello nazionale considerano come una mostruosità? Soli all’opposizione? Insieme a Rollandin? Uhaaa uhaaaa uhaaaa!

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6 commenti su “Dio mio che papocchio!”

  1. Polli Says:

    Sono caduti tutti quanti nella rete tesa da UVP. Sono stati scaltri e i 5 stelle e PD dei veri polli.

  2. Geronimo Says:

    tribalià localistica è un ossimoro, visto che le tribù difficlmente hanno dimesioni estese. Ma questo siamo (o meglio sono).
    Gli altri ci sono cascati perchè altro non sanno o non possono fare.
    Lo sport vero de “noutra terra” non è lo tzan o la rebatta: è il salto, come nelle migliori o peggiori tradizioni nazionali.
    Il salto sul carretto del vincitore, che ringrazierà con posti, prebende e contributi.
    Ma verrà magari anche il momento che si sostituirà la mossa del La Torre, non con quella del cavallo, ma poco a poco con l’avanzare dei pedoni, che contano poco, ma sono tanti.
    Complimenti per le firme raccolte per la lista di Tsipras.

  3. patuasia Says:

    Ossimoro voluto per rafforzare il concetto, ma forse non è così bello e neppure necessario. Lo tolgo. 🙂

  4. Elio Says:

    Qualcuno si è forse accorto che stiamo scendendo in un baratro da cui difficilmente risaliremo? Certo vivacchieremo ancora un certo periodo , ogni anno un po’ peggio del precedente fino al 2018 quando non ci sarà più l’indennità sostitutiva dell’iva da importazione e le entrate della regione saranno decisamente meno di adesso. Se poi lo stato eliminerà certe prerogative delle regioni a statuto speciale e le parificherà a quelle ordinarie avete idea come finiremo?

  5. roberto mancini Says:

    Voglio vedere che proposta avanzeranno per le europee i nuovi dirigenti renziani del Pd.
    Capire la loro dimensione politica: se sono dirigenti del primo partito nazionale, riedizioni della Lache Gauche di Jean Rigeau oppure guardie campestri di Pont Bozet.
    Aspettiamo.
    Wait and see.

  6. Bisker One Says:

    Era già fin dalle premesse – le elezioni – una lotta tra due clan rivali dello stesso partito. Plus ça change, plus c’est la même chose. Per rispondere a Elio, è inutile sperare in un cambiamento in Valle d’Aosta: la croce sulla scheda elettorale, inevitabilmente, inesorabilmente, andrà sempre comunque sul leone rampante.


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