Accendete la luce!


La lunga notte dei coltelli in casa PD è stata rimandata a giovedì. Si è parlato di sfiducia verso il nuovo segretario, Fulvio Centoz, e sarebbe una mossa suicida. Maccome, solo poche settimane fa Centoz è stato eletto all’unanimità e ora si parla di sfiducia? Ma sono impazziti? Che credibilità porterebbe a casa il Pd se si avverasse un’ipotesi simile? Suicidarsi per difendere l’alleanza con i partiti localisti? Il prezzo della presunta lealtà sarebbe troppo! Non voglio difendere nessuno, non prendo parte, cerco solo di capire. Se da un lato si rischia la rottura interna con le conseguenze del caso, dall’altro ci sono troppe coincidenze buie. Mi riferisco alla malattia della Ferrero che le ha impedito di votare contro Sorbara in Consiglio comunale, impedimento che guarda caso coincide con un incarico datole dal sindaco. A Luca Tonino, figlio del più noto Alder, che torna in direzione per votare dopo una lunghissima vacanza… le voci che corrono di un possibile ritorno ai vecchi alleati si nutrono di queste ombre. Accendete al più presto la luce, per favore!

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8 commenti su “Accendete la luce!”

  1. Bisker One Says:

    Il PD nazionale fa scuola anche qui da noi, ecché. Un bel #fulviostaisereno ci potrebbe stare.


  2. premesso che il mio commento non è super partes (in quanto impegnato con Tsipras), ma rilevo una voglia matta di larghe intese (o grandi abbuffate) anche qui in Valle. L’unico ostacolo è Rollandin. Una volta pensionato l’attuale Presidente, molti sono pronti a riavviare il solito, vecchio e devastante sistema di potere già visto all’opera negli anni passati. I Valdostani dovrebbero capire che non tutti i mali della Vallée sono attribuibili a Guste (e Patuasia e Roberto hanno il merito di ricordare gli altri protagonisti del degrado valdostano), ma che si tratta di rivoluzionare un intero sistema e non di sostituire qualche pedina perché nulla cambi.
    Quello che sta accadendo è un continuo gioco al rinvio reciproco degli organi decisionali dei vari partiti dell’alleanza autonomista – progressista. Alla fine, diverse anime belle si troveranno a dover scegliere tra l’inattività politica al prossimo appuntamento elettorale o la supina accettazione del candidato pd nella lista del pd. Un’alternativa c’è: firmare per la lista Tsipras, di modo che questa possa presentarsi alle elezioni. In questo modo, si evita il rischio di un candidato unico, magari “Ami de la Vallée d’Aoste” (Troppo a lungo le forze politiche hanno parlato, a sproposito, dell’importanza di avere un eletto valdostano a Bruxelles, senza discutere quale dovesse essere il suo mandato).
    Ultimo rilievo sulle grandi intese: sono la morte della politica e una ferita per la democrazia; ovunque hanno portato al trionfo dei poteri forti e dell’ideologia neo liberista, ovunque, come reazione, stanno portando al successo movimenti neo – nazionalisti, come il Front National. Citando uno dei più illustri sostenitori della lista, il prof. Gustavo Zagrebelski: “ per me, la lista Tsipras, scontrandosi con gli interessi delle nazionalità chiuse e con quelli dei mercati globali de-regolati, è un progetto che ha come primo obbiettivo costruire l’Europa come autentico spazio politico democratico. Siamo persino ancora «al di qua» di una divisione fra destra e sinistra”.

  3. Giorgio Bruscia Says:

    Ormai ho bisogno di puntualizzare i miei pensieri, e la riflessione che mi è permessa dalla scrittura è superiore a quella che posso mettere il campo con il solo pensiero. E quindi, quando voglio ragionare, scrivo, rileggo, correggo, eccetera.

    Poi saltuariamente vengo qui, dove dopo essermi liberamente esposto, mi rileggo immancabilmente tutte le critiche che arrivano un pò da tutti. Queste critiche talvolta riescono a mettere a fuoco meglio alcuni miei problemi, anche indirettamente, come in questa avventurosa esposizione della lunga notte dei coltelli in casa Pd, di Patuasia.

    Da un paio di mesetti in qua, nelle varie sedi comunicative il Pd è rappresentato dagli apostoli di Renzi, prevalentemente donne!
    Certamente meno forti le tinte teatrali, rispetto alle dame e agli incravattati berlusconiani, ma molto simili per ciò che riguarda la missione: ripetere, perinde ac cadaver, le parole-chiave del Leader.

    Non importa quale sia la domanda o l’obiezione, l’argomento o l’interlocutore, gli apostoli riproducono con ordine e perseveranza lo spartito che il Leader mette in scena altrove con orgogliosa sicurezza.

  4. patuasia Says:

    Signor Bruscia, speravo che lei accendesse la luce, invece brancola al buio come tutti noi! 🙂

  5. giancarlo borluzzi Says:

    Non sarei così critico verso George Bruscia.

    Sostanzialmente si sente oggi straniero a casa sua.
    E’ chiaro che non esiste più il PD del passato ed è contronatura tenere assieme un Renzi che (giustamente!) reputa opzionale confrontarsi con la Cgil e i Bruscia/Fassina, che sono l’espressione di altro, altrissimo da Renzi.

    Il dramma per qualcuno è non raccapezzolarsi più.
    George, ho apprezzato la tua sincerità.

    Un consiglio: aggiornati.
    Rivedi il tuo pensiero, soprattutto relativamente a quella che nella tua testa si chiama giustizia sociale.
    Viene conseguita con ricette diverse da quelle in cui tu credi.
    Renzi un briciolo l’ha capito; lui è solo di passaggio (perché, come Seedorf nel Milan, è scattato anzitempo), ma intanto utilizzalo per comparare il tuo pensare al suo, prescindendo da cravatte e berlusconismi nel PD.

  6. Erika Says:

    La luce c’è eccome e non si tratta di sfiducia nel segretario, a cui rinnoviamo la nostra stima, ma la volontà di permettere ai nostri alleati di stare con o vicino a noi a secondo di quello che preferiscono. Per fortuna facciamo parte di un partito democratico dove ci si confronta, ci si arrabbia, si fa anche dell’autocritica, ma poi si cerca di fare sintesi.

  7. roberto mancini Says:

    Si, ma insomma ci sarà l’apparentamento? E anche un altro candidato PD valdostano in listone nazionale?
    Due candidatibus meglio che one?
    Dove è finita la Christillin?

  8. bruno courthoud Says:

    ci hanno provato. In ordine:
    1) larghe intese (iniziativa “renziana” che ha provocato mal di pancia all’interno del PD)
    2) iniziativa Christillin (che ha provocato mal di pancia nei rapporti con gli “alleati”)
    3) ? un taccone, che per il momento eviti fratture interne e spaccature con gli alleati. Le prospettive future (ma che prospettive ci sono?) sembrano portare in un’unica direzione.


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