La libertà degli altri


Se la libertà è partecipazione facciamo in modo che tutti abbiano la possibilità di essere liberi. Come? Andando a firmare la lista Tsipras. Non si tratta di esprimere una scelta, ma di permetterla a quindici milioni di persone che in questa lista si sentono rappresentate. La soglia è altissima: 3.000 firme che per noi assumono il volume di una montagna. Ma c’è di peggio! Se la Valle d’Aosta non riesce a portare a casa il malloppo salta tutta la circoscrizione del nord-ovest! Io non credo che voterò per Tsipras, anche se ci sono splendide persone che lo sorreggono, ma ritengo un mio dovere morale permettere a lui e agli altri candidati, di poter partecipare a questa competizione elettorale. Invito, quindi, gli amici e i nemici di Patuasia che credo tutti fortemente attaccati ai valori della democrazia, di difendere il più importante di tutti: la libertà degli altri. Grazie.

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5 commenti su “La libertà degli altri”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Quanto godo…

    Chissà se Patuasia mi avrebbe riservato lo stesso trattamento nel 2004 se io avessi pubblicamente piagnucolato o se quella che chiama “la libertà degli altri” vale solo con delle eccezioni.

    Due critiche.

    Non basta fare appelli, si deve precisare dove si firma e a quali ore. Altrimenti è un parlare a vuoto. Io firmerei, come pure i miei figli, ma dove pisello vado?

    Inoltre: dire che 15milioni di persone si sentono rappresentate da questa lista è comunque una freddura, perché il 6-7% di voti italiani dei sondaggi significano, su 35milioni di voti validi alle europee (ma saranno meno), poco più di due milioni di consensi italici alla Tsipras.
    I 15milioni di voti ottenibili in Europa non sono in linea con il post, che parla di permettere di votare in Italia, nel nordovest, per tale formazione e per farlo ci vogliono quelle 3000 firme che si ottengono con l’organizzazione neuronale dimostrata dal pedante servo di refrains che qui vaneggia.
    Si mescolano calze e lampadine perché il termine 15milioni è un numero che esprime potenza e viene utilizzato anche se fu coniato dal cavaliere Benito Mussolini (“il numero è potenza”).

    PS. Firmare per Tsipras è per me come bere detersivo per i piatti, ma lo farei auspicando la presenza di una lista che localmente fotta voti a quella del novello teleimbonitore, che qui ha un suo consimile.
    Del Rio, ovviamente d’accordo col teleimbonitore, parlò di tassare i Bot, salvo poi rimangiarsi tutto.
    Idem per Centoz, che parlò di larghe intese alle europee salvo poi rimangiarsi tutto.
    Decisionismo renziano e centoziano? No: teleimbonimenti.

  2. alexandre glarey Says:

    Oggi, sabato, alle 11h00 all’Hotel des Etats (comune di Aosta), la lista incontra Marco Revelli. Lì si può firmare e magari – dato che Revelli è docente di storia e sociologia, nonchè figlio dell’indimenticato Nuto – parlare di democrazia, resistenze, antifascismi, partecipazione, Europa.

    per l’aggiornamento sui banchetti: https://www.facebook.com/tsiprasvda?fref=ts

  3. giancarlo borluzzi Says:

    @ alexandre glarey.
    Dovevi nominarmi responsabile della raccolta firme di Tsipras in VdA, richiedendo io come compenso l’impegno scritto a che un eletto si facesse portavoce di mie istanze sulla Valle d’Aosta.
    Istanze non facenti parte dei temi che scaldano i vostri cuori, ma neppure confliggono.

    Ormai cuocete nel vostro brodo.

    Se mettete qui l’elenco dei banchetti settimanali è meglio, io ad esempio non sono manco registrato su facebook.

  4. patuasia Says:

    Signor Borluzzi, probabilmente non voterò la lista Tsipras anche se al suo interno ci sono ottime persone, ma mi farò in quattro per far sì che possa partecipare alla competizione che è sana se è rappresentativa del più alto numero di persone. Lei fa notare che io non avrei fatto lo stesso nei suoi confronti, credo che lei abbia ragione e sa perché? Perché la mia idea di libertà non contempla chi non rispetta la libertà altrui. Sembra una contraddizione, ma non è così. Come potrei mai lottare affinché possa avere voce chi la mia vorrebbe zittirla? Sarebbe un suicidio no? Forse non lei, ma il partito che rappresenta è contrario a tutta una serie di diritti civili che per me, invece, sono alla base di una società matura e tollerante delle differenze. Siate più aperti e rispettosi verso gli altri e io farò altrettanto.

  5. giancarlo borluzzi Says:

    Patuasia crede di essere una persona libera, ma in realtà è schiava di stereotipi.

    Io vorrei zittire la voce di Patuasia? Vedo che anche le spremute di arancia possono dare alla testa….
    L’assurdo patuasiano consiste nell’inventare l’esistenza di un imprecisato partito che rappresenterei e ritenere questo negatore di “tutta una serie di diritti civili”.

    Dopo lunghe analisi direi che oggi credo nel Tea Party e in Italia, nella contrapposizione tra liberisti e penalizzatori dei più deboli, scelgo i primi privilegiando Forza Italia, pur riconoscendole varie pecche (Lattanzi in Valle, inoltre, mi pone in crisi, ma per fortuna a maggio sarò via per cui non andrò a votare alle europee, dove scegliere FI significherebbe dare una mano al killer della destra locale).

    Ma sono un battitore libero non penalizzabile solo perché è contrario a droghe, immigrazioni a gogò, eutanasia, pipì nel popò, aborto et similia.
    Io non tolgo libertà a Patuasia, mentre lei, col refrain del confinare con Francia e mezzo Vallese, si schiera con chi è contrario alle libere scelte culturali (andate retro, libero & PFM) contribuendo al fetore valdostano.


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