Digressione 47


Su fb quelli di sinistra mi hanno scritto di tutto: da quando spero in Renzi ho tradito la causa e sono diventata una fan del “clone di Berlusconi”. Se a loro questo dà sicurezza che lo credano pure, a me piace ragionare non fare il tifo. Innazitutto perché Renzi? Perché è l’uomo che ha saputo creare il maggior consenso intorno a sé. Non c’è riuscito Civati e neppure Cuperlo, ci è riuscito lui. All’interno del PD la maggioranza è con lui, la minoranza deve adeguarsi senza mettersi il bavaglio è ovvio, ma le scelte sono sulle spalle degli altri. (Spero che Civati non faccia il solito giochino che porta al massacro e cioè non decida di inventarsi un nuovo gruppo). La critica maggiore che circola sui social è che Renzi non è stato eletto dal popolo. Nessun Primo Ministro è mai stato eletto dal popolo, ma nominato dal Presidente della Repubblica. Certo c’è stata una manovra di Palazzo e non è la prima, Renzi arriva dopo Letta che arriva dopo Monti. Monti non lo sopportava più nessuno e Letta era mal visto da tutti e allora? Per me ben venga Renzi, anche se avrei preferito un iter più normale, ma questi tempi sono normali? Non lo sono. Andare a elezioni con la vecchia legge elettorale non porterebbe a nulla, anzi sarebbe una riproposizione del quadro attuale con ottime possibilità che quello di Berlusconi diventi il primo partito. E poi i tempi sarebbero eterni e faticosi, ve la immaginate una campagna elettorale? E noi abbiamo un assoluto e urgente bisogno di riforme! Senza di esse la nostra economia non può crescere e non può essere competitiva con tutte le conseguenze del caso. Cambio della guardia dunque e via subito alle riforme! Spero che Renzi corra veloce più di tutti i suoi avversari interni ed esterni. Finora di fatti concreti se ne sono visti troppo pochi, per Renzi non sarà facile e anche per questo provo simpatia per lui. Lui non è l’uomo solo al comando, le scelte non potranno essere fatte senza l’ausilio del Parlamento, lui è l’uomo contro tutti. Contro i burocrati del suo partito, contro l’ala radicale del suo partito, contro Berlusconi e Grillo, contro un’Europa molto scettica e in attesa. Matteo Renzi deve dimostrare di essere capace di riformare e in fretta questo Paese e recuperare credibilità in Europa. Se metterà a segno qualche eclatante riforma, come io auspico, allora potrà recuperare la fiducia dei cittadini che mal hanno digerito la sua ascesa. E con quel consenso governare quattro anni e forse più. Non abbiamo altra scelta che lui, per questo dobbiamo far quadrato intorno alla sua figura e al PD, perché l’alternativa sono due antieuropei convinti come Berlusconi e Grillo. Al momento io non ne vedo altre.

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17 commenti su “Digressione 47”

  1. Pierre 1 Says:

    condivido pienamente

  2. Bisker One Says:

    Sul fatto che nel PD non si sia in grado di decidere nulla sono pienamente d’accordo. Sul fatto che Renzi rappresenti un cambiamento, molto meno; qui concordo con Nemo e sottoscrivo quello che dice Gilioli sul suo blog. Renzi è un gran parolaio, ma forse perfino un anno è un termine troppo lungo per la sua durata effettiva.

  3. exit-paul Says:

    Oggi non ci sono alternative vere a Renzi, saccente frullatore di parole.
    Che ci provi, dunque.
    Speriamo che oltre a parlare, sappia anche governare.

  4. marburg Says:

    Una precisazione: il Presidente della Repubblica non “elegge” il primo ministro, ma lo incarica di verificare la possibilità di formare un governo da sottoporre alla fiducia del Parlamento. Poi, su indicazione del premier, nomina i Ministri. Si ricorda a tutti gli pseudo costituzionalisti che si dilettano a sparare cazzate sul web, che la nostra Costituzione, che non è cambiata sotto questi aspetti, prevede un sistema parlamentare in cui si va ad elezioni, previo scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica, solo se in Parlamento non si trova una maggioranza che sostenga un governo. Con buona pace anche dei grillini che prima vanno sui tetti a difendere la Costituzione, poi gridano al golpe, senza sapere di cosa parla la Costituzione stessa. E loro volevano fare gli esami agli altri?. ma per favore…

  5. bruno courthoud Says:

    solo i fatti potranno convincere i perplessi. Personalmente sono perplesso. Avrei preferito che avesse seguito la strada che gli avevano indicata (la guida del partito) e che, eventualmente, da quella posizione avesse dato una scossa al governo Letta, lasciandolo per il momento al suo posto. Spero comunque che, entro certi limiti, le mie perplessità si diradino. Pat, non illuderti troppo, così evirerai una probabile delusione.

  6. Manuel Says:

    Una crisi di governo, è conseguente al fine della “fiducia” del parlamento.
    Tanto è che il nuovo governo deve avere la fiducia delle camere. Il fatto che un primo ministro si dimetta senza aver subito la sfiducia delle camere è quanto mai anomalo.

    Detto ciò, se Renzi ribalterà il paese e ci salverà tutti, ben venga. Stiamo a vedere e il tempo sarà galantuomo

  7. roberto mancini Says:

    Quoto Marburg.
    Costituzionalisti del Cepu…..

  8. il grande bluff Says:

    Legge elettorale entro fine febbraio. Vi sembra possibile?
    Andremo incontro ad un altro bluff. Se vogliamo sognare crediamo a Renzi, ma quando ci sveglieremo sarà ancora peggio.

  9. patuasia Says:

    Dimettendosi, Letta ha evitato una figuraccia al suo partito, infatti sarebbe stato alquanto imbarazzante da parte del PD sfiduciare il suo Presidente. In questo Letta è stato responsabile, occorre dargliene atto.

  10. Manuel Says:

    Non so mica…
    La figuraccia l’ha già fatta il partito: accusando Letta di ogni male del paese, ma essendo di fatto il partito di Letta…
    E’ come se una squadra accusasse il suo capitano perché non ha giocato bene: forse è colpa di tutta la squadra e cambiare il capitano… cambia poco.

    Un presidente del consiglio, dovrebbe essere presidente di tutti gli Italiani, non solo del suo partito e pertanto chiedere fiducia al parlamento che (dovrebbe essere) è l’organo di rappresentanza democratica del paese.

    A che titoli il PD che rappresenta solo una parte del paese, si arroga il diritto di sfiduciare quello che è di fatto il presidente dell’Italia?

    In questo il PD ha fatto una figuraccia stellare, secondo me.

  11. my two cents Says:

    @ manuel
    “Il fatto che un primo ministro si dimetta senza aver subito la sfiducia delle camere è quanto mai anomalo”

    In 68 anni di storia repubblicana, se la memoria non mi inganna solo due gabinetti su millemila sono stati sfiduciati da una camera: Prodi I nel 1998 (alla Camera) e Prodi II nel 2008 (in Senato); tutte le altre volte, il governo si è dimesso prima. Letta non aveva più la fiducia del gruppo parlamentare più numeroso, le dimissioni erano la logica conseguenza

  12. Marco Says:

    Credere in Renzi è come credere in Dio: pura fantascienza!!! 🙂
    Cmq il mondo è bello perchè è vario!!!

  13. puccettone Says:

    vedo gente che pensa che Renzi sia diverso da Monti & Letta;
    vedo gente che non si accorge che è l’ennesima marionetta messa li dalle stesse persone;
    vedo gente che gli crede quando dice di voler fare una riforma al mese;
    vedo un mucchio di gente in coma insomma,
    svegliatevi dal torpore e aprite gli occhi.

  14. patuasia Says:

    Signor puccettone vedo gente che dice di svegliarci, ma non dice come.

  15. giancarlo borluzzi Says:

    Renzi andrebbe bene perché è quello che ha coagulato maggior consenso attorno alla sua persona? Ma Patuasia … anche Stalin Mussolini Mao Hitler e Kim Jong-un ne avevano/hanno!

    Conta la capacità di riformare l’Italia, a partire dall’economia invogliando gli investitori esteri a venire da noi.
    Ma Renzi non fa nulla in tale direzione; certo siamo ancora agli inizi, ma nella sua agenda al momento non c’è niente di diverso da quanto caratterizzava i suoi predecessori.
    Perché investire in Italia vista la conservazione di Renzi?

    Renzi equivale al Grillo di oggi e al Bossi di ieri: piace a chi non sa entrare nei problemi per incapacità di analisi e si fa abbindolare dall’immagine esteriore del personaggio. Destinato giustamente a sgonfiarsi in breve.

  16. giancarlo borluzzi Says:

    Aggiungo: i 5 campionissimi prima indicati godevano di un consenso plebiscitario, Renzi invece è stato votato solo dal 4% (quattro per cento) del corpo elettorale italiano dimorante in un partito.
    Come si possa sostenere che ha un consenso non lo so.
    Oltretutto Letta aveva, all’inizio del suo mandato, un consenso superiore al 70% nei sondaggi, Renzi oggi meno del 50%.

    Sull’adeguarsi, auspicato da Patuasia, di Civati alla maggioranza (a mio avviso momentanea) nel PD: considero ipernegativamente Civati, Vendola, PRC et similia, ma oggettivamente va riconosciuto che, se si unissero in un nuovo raggruppamento antagonista al PD renziano, avrebbero sicuramente un’area da rappresentare.

    Sul renzismo in Valle: Centoz, imitando Renzi, ha nominato alla dirigenza una miriade di carneadi caratterizzati solo anagraficamente, mentre, politicamente, ha dichiarato di mantenere le alleanze con i micronazionalisti di UVP e Alpe senza alcuna apertura di dibattito interno.
    Cioè: Matusalemme ha indossato un abito nuovo e nulla più.


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