Caveri-Favre querela archiviata! (2° parte)


Stralci significativi dalla richiesta di archiviazione.

… l’evento ( la presentazione ufficiale dell’UVP n.d.a) veniva richiamato in chiave moderatamente ironica, in una vignetta pubblicata sul periodico Le Travail, vignetta che secondo i querelanti sarebbe da ritenersi diffamatoria in quanto avrebbe utilizzato, maliziosamente, il termine “dinastia” e, inoltre, avrebbe fatto illecito utilizzo delle generalità della minore, figlia di Favre, addirittura tramite accostamenti “sconci, ripugnanti o subdoli” tali da determinare un superamento dei limiti riconosciuti dalla giurisprudenza ai fini dell’operatività scriminante del diritto di satira. La notizia di reato appare, per diversi motivi, priva di qualsiasi concreto fondamento. Il termine “dinastia” non assume in sé alcuna connotazione negativa, semplicemente richiamando la possibilità che i figli di due autorevoli esponenti della politica valdostana possano seguire la brillante carriera dei genitori… Più in generale la vignetta pubblicata appare, sia per la grafica utilizzata, sia per i termini scelti, totalmente scevra di contenuto lesivo dell’onore e della reputazione di chicchessia… Il mero esame visivo della vignetta è sufficiente a dimostrare l’assoluto rispetto del limite della continenza. Anche a voler leggere una critica politica alle posizioni presentate da Caveri e Favre è palese che tale critica, espressa attraverso una ironia moderatissima, rientra abbondantemente entro la latitudine del diritto di critica e quindi esclude qualsiasi antigiuridicità della condotta.  In caso contrario dovremmo giungere alla conclusione che i rappresentanti di un movimento politico dovrebbero ritenersi immuni da qualsiasi critica, anche espressa con toni misurati e con termini privi di ogni connotazione negativa… I querelanti richiamano la “Carta di Treviso” che in materia di tutela dei minori vieta ai giornalisti di diffondere generalità e immagini di minori coinvolti in fatti di cronaca… Nel caso di specie ciò non è avvenuto, essendosi limitata l’autrice della vignetta a riprendere in chiave lievemente ironica, un evento pubblico durante il quale una minore era stata presentata all’uditorio, verosimilmente con intento beneaugurante nei confronti del neonato movimento politico.

Mia osservazione. Trovo davvero significativo che un partito battezzi la sua nascita con una querela verso chi lo guarda in modo critico. Come può dirsi progressista l’Union valdotaine progressiste? Come può presentarsi come la voce del cambiamento quando querela voci diverse dalla sua? Devo riconoscere a Rollandin che, nonostante tutto ciò che ho scritto e disegnato contro di lui, mai è sceso così in basso. Poteva intentare contro di me decine di querele, ma sapeva che rientravano nel sacrosanto diritto democratico alla satira. Evidentemente Caveri e Favre non sono all’altezza di una democrazia evoluta.

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3 commenti su “Caveri-Favre querela archiviata! (2° parte)”

  1. Geronimo Says:

    evidentemente sono molto simili, anche se uno ha più stile (discutibile nel merito) e meno puzza sotto il naso.
    Bisogna ricordarsene, indipendentemente dal ruolo che giocano oggi, altrimenti – se dovesse cambiare il quadro – ci troveremo lo stesso male condito con ulteriore esprit de revanche.

  2. roberto mancini Says:

    Qualche considerazione:
    Nella retorica tribunizia caveriana, la discreta allusione alla famiglia e al grande zio Severino è un must, un passaggio obbligato.
    L’oratore sa benissimo che in una realtà tribale e clanica, quale quella valdostana, esporre il tartan e ricordare le gesta ( magari esagerate e manipolate …) del proprio clan è importante.
    L’utilizzo della famiglia come “captatio benevolentiae” per catturare il voto di pensionati e lettori di rotocalchi da parrucchiera , è invece un classico espediente berluskonista, abbondantemente usato dal Caro Leader nella famosa “storia italiana” del 1994.
    Per uso del mezzo televisivo e ricorso alla famiglia come strumento di consenso politico, Caveri è sicuramente più berluskonista di Rollandin.
    Il cui stile è pre-televisivo e pre-berluskonista.
    Lo immaginate Rollandin che strizza l’occhio agli elettori ricordando il suo status di padre? L’effetto comico sarebbe enorme e percepito persino in Vda, dove pure si digeriscono rospi di marmo….
    Dulcis in fundo: che un giornalista di carriera quale Caveri ( ma non era incompatibile con il suo mandato di consigliere regionale? Ah, saperlo, saperlo…. ) ricorra, con la leggerezza rammentata dalla sentenza, all’istituto della querela, la dice lunga sul giornalismo valdostano.
    E sullo stile del politico.
    Rassicura sapere che , oltreché a Berlino, c’è un giudice anche ad Aosta.

  3. ABarbaraBerlusconipiaceN'Koulou Says:

    Data la definizione di “COSTO SOCIALE”, qual è il costo sociale di una denuncia inutile? Chi lo paga? Come sempre il cittadino. Grazie Caveri, grazie Favre.


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