Rieducation!


Come si fa a rieducare un politico? Dopo anni e anni di privilegi il nostro pover’uomo ha perduto il senso della realtà, esattamente come un alcolista o un tossicodipendente. Ha bisogno di cure. Occorre togliergli la droga e l’alcol, cioè togliergli i privilegi. Niente parcheggi riservati che usino quelli di tutti; niente auto personali che usino i mezzi pubblici; niente mense di lusso che usino quelle aziendali; niente bonus o biglietti gratuiti che gli spettacoli se li paghino; niente posti riservati che arrivino in anticipo o li prenotino come fanno tutti; niente stipendi da favola, ma equiparati a quelli dei dirigenti… insomma per loro sarà dura. Soffriranno, ma sarà per il loro e nostro bene. Avremo, finalmente, una classe politica che saprà capirci, splalancare gli occhi sui nostri problemi perché saranno anche i loro: unico modo per poterli risolvere.

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17 commenti su “Rieducation!”

  1. Bisker One Says:

    Ma sarebbero loro a dover firmare il provvedimento per la, ehm, disintossicazione. Come chiedere a un alcolista o a un tossicodipendente di andare di sua volontà nei centri di disintossicazione: non ce la faranno mai senza aiuto dall’esterno. Quale forza esterna potrebbe convincere i nostri politici a varare una legge per uccidere i loro privilegi?

  2. Troll Says:

    Comincino con le piccole cose: quando devono andare a Torino prendano il treno (non il bimodale, per favore!) come tutti noi. Capirebbero, forse, che invece di costosi aeroporti si potrebbero destinare i soldi all’ammodernamento della ferrovia.

  3. bruno courthoud Says:

    eppure, altrove è normale. Ma questo non è un paese normale.


  4. Cominciamo ad essere meno ipocriti e impegnamoci politicamente in prima persona.Troppo facile buttare la croce addosso a tutti i politici indiscriminatamente. Non demandiamo, non firmiamo in bianco, andiamo a votare informati sapendo quale azione “responsabile” essa sia. La libertà infatti non è star sopra un albero e neanche il volo di un moscone…la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.

    Solo così anche noi capiremo cosa potrebbe essere una rieducazione

  5. patuasia Says:

    La forza esterna siamo noi! Si tratta di non votarli e voilà che i privilegi spariscono e, dato l’esempio, i nuovi sarebbero più accorti.


  6. E nel frattempo l’anarchia.
    L’anarchia come tu ben sai è l’organizzazione societaria agognata dall’anarchismo basata sull’idea libertaria di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui. L’anarchismo è contrapposto ad ogni forma di potere costituito, compreso quello statale.
    Mi vien da ridere se pensiamo alla nostra grande e petit patrie.

  7. ABarbaraBerlusconipiaceN'Koulou Says:

    @Giorgio Bruscia
    Rida pure. Intanto mi spieghi cosa serve sapere cos’è l’anarchia se poi non si sa cosa sono i contributi pensionistici. Forse andrebbe aggiustata la lista delle priorità.

  8. exit paul Says:

    Alcune cose fondamentali e relativamente facili da fare, per migliorare i politici e, conseguentemente, la qualità della nostra vita:
    1 – eliminazione drastica di tutti i piccoli privilegi degli eletti, quelli che fanno status (un’equa indennità di carica basta e avanza);
    2 – interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi ruba (in senso lato);
    3 – limiti ai mandati, senza possibilità di riscendere in campo dopo la sosta di cinque anni;
    4 – divieto di cumulo delle cariche;
    5 – severa regolamentazione dei conflitti di interesse;
    6 – collegi uninominali o preferenza unica alle elezioni.

  9. Ya basta Says:

    Facciamo qualcosa, è vero non buttiamo la croce sempre addosso a questi poveretti! Se togliamo loro i privilegi perché dovrebbero fare i politici?Facciamo qualcosa andiamo alle urne e utilizziamo il nostro diritto di voto ovvero non votiamo, annulliamo la scheda con una semplice scritta: “scheda annullata”. Se la maggioranza degli elettori facessero un gesto del genere la classe politica, ovvero coloro che si tengono stretti i loro privilegi capirebbero? Io ho iniziato

  10. pierre Says:

    @Ya basta: no, non capirebbero, o fingerebbero di non capire. Andrebbero avanti indisturbati con i voti di chi da questo sistema ha comunque da guadagnare, e non sono pochi (anche se, con il calo dei fondi a disposizione, sta diventando sempre più difficile “ricompensare” tutti i fedeli…)

    @exit paul: condivido quasi tutto, tranne il punto 3. Nuovo non vuol dire competente. Al momento ci sarebbe bisogno di rinnovare buona parte della classe politica, concordo, ma non ho nulla in contrario ad un professionista preparato in quel campo, piuttosto che un volenteroso dilettante allo sbaraglio. Fermo restando che chi fa male viene punito, politicamente e non se è il caso.


  11. @ Ya basta
    Chiedo scusa…si vede proprio che lei ha capito tutto, al contrario di noi miseri mortali. Una soluzione intelligente la sua, ma soprattutto impensata e originale un pò come dire…che ABarbaraBerlusconipiaceN’Koulou

  12. bruno courthoud Says:

    ho l’impressione che passare dalla politica come “potere” (come è sempre stata) alla politica come “servizio” (remunerato il giusto) sia quasi impossibile, almeno in questo paese. Neanche la cosiddetta “democrazia” è sufficiente. I pochi fautori del “servizio” vengono sempre fagocitati e asserviti dai fautori del “potere”.


  13. @ pierre
    …e chi ci rassicura che il professionista preparato in quel campo, sia veramente preparato o sia stato talmente sponsorizzato e pubblicizzato da apparire il migliore? La forma democratica è insostituibile.Generalmente l’uomo solo al comando che non “ha funzionato” è sempre stato punito seduta stante in altri tempi…e dopo vent’anni c’è stato qualcuno che si è persino ritrovato appeso a testa in giù.

    Come la volete rinnovare questa classe politica? E’ possibile un “rivoluzione” democratica realizzata senza tragedie? Io sono più che convinto che ogni cittadino deve essere al servizio della collettività e proprio per questo ho qualche dubbio che il rinnovamento possa realizzarsi solo con cambiamento di etica dei cittadini.

  14. Il Pretoriano Says:

    Come si fa a rieducare un politico?
    Semplice.
    Se colpevole, di appropriazione indebita di fondi pubblici, dopo i tre gradi di giudizio (da farsi però in sei mesi…! ) sbatterlo in galera e buttare via la chiave. Questo bisogna fare, ma da domani mattina.
    Capito Procure d’Italia.
    Tutto il resto vien da sé !

  15. bruno courthoud Says:

    Secondo me, non è la galera che serve, dovremmo anche nutrirli a sbafo! Dovrebbero solo restituire, con gli interessi, il maltolto ed essere allontanati in modo definitivo dalla cosa pubblica.

  16. paolo fedi Says:

    Condivido molto quanto scrive prima di me il signor Courthoud. Ma vorrei anche segnalare che gli esempi portati da Patuasia nel post (condivisibili) sono relativi solo ad una piccola parte di ciò che il pubblico da bar identifica indistintamente come classe politica. Sono la punta dell’iceberg: torno a preoccuparmi del fatto che chiunque cerchi di fare il proprio compito civile dedicando parte del proprio tempo alla politica possa essere solo per questo inserito nella lista dei cattivi/ladri/scrocconi. La mia conoscenza è fatta di persone che investono gratis energie perchè credono in ciò che fanno. E’ vero che ho una discreta visione di una sola area politica, quella che è da sempre in minoranza, ma mi rifiuto di pensare che sia tutto marcio dalle altre. In conclusione ci tengo a riprendere la frase iniziale di Patuasia che cambierei in: “Come si fanno a rieducare certi politici?”.

  17. GG Says:

    quoto exit paul, anche se è difficile da realizzare: se dovesse “salire” al potere qualcuno con la voglia e la possibilità di fare questa modificazione alla normativa, la stessa finirebbe per non essere più necessaria. Condivido tutti i 6 punti, “preferendo” al 6) la possibilità di esprimere una “preferenza”, in modo da permettere una selezione, anche da parte dei propri elettori, all’interno delle forze politiche, salvando, come evidenzia Fedi, le mele sane del cesto.


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