Archivio per gennaio 2014

Pensiero debole, anzi debolissimo!

25 gennaio 2014
C'abbiamo un filosofo!

C’abbiamo un filosofo!

Sulla sconfitta della candidatura di Aosta a Capitale della Cultura 2019, Paron, il futuro leader di Vattelapesca autonomista, ha detto “non abbiamo partecipato a cuor leggero, sapevamo della complessità della sfida. Confrontarsi con molte realtà che hanno una tradizione di elaborazione culturale più antica e più forte della nostra è stata una prova di coraggio” (La Stampa). Analizziamo la frase: “Tradizione di elaborazione culturale più antica e forte della nostra”, dunque noi vantiamo una storia millenaria e non c’è giorno che non citiamo la nostra antica tradizione, quindi non siamo nati ieri, ma secondo Paron, non siamo stati capaci, come hanno fatto altri, a elaborare i dati culturali che abbiamo prodotto. Come dire che abbiamo vissuto senza saperlo. Caspita! Ma questo è un fine pensiero!

Sior Paron!

24 gennaio 2014

Andrea Edoardo Paron, l’assessore comunale alla Si-direbbe-cultura, vuole fondare un nuovo partito. Non gli va di stare con Massimo Lattanzi in Forza Italia e neppure con Ettore Viérin del NCD. Lui dice che vuole aggregare e non disgregare e quindi se ne va a costruire un futuro migliore (la logica non è il suo forte). Un nuovo soggetto politico in effetti ci manca. A dare una voce “liberale, autonomista e concreta così necessaria in questa fase di grandi stravolgimenti economici” non bastano i partiti di riferimento nazionale. Secondo Paron troppo litigiosi e quindi incapaci di rappresentare determinati principi e valori. E’ chiaro che dovrà essere “autonomista, liberale, aperto alle istanze della società civile, del mondo dell’impresa, delle professioni, dei giovani” (La Stampa). E delle donne no? Non vuole chiudersi in se stesso: il nostro Paron apre le braccia e la prima forza (si fa per dire) politica ad accettare l’abbraccio è la sfigatissima Fédération che non chiede altro di rinascere sotto mentite spoglie.

Propongo agli utenti patuasiani di dare un nome a questa nuova, originale, innovativa, giovane, tecnologica e soprattutto necessaria formazione politica! Date sfogo alla vostra immaginazione!

La ‘ndrangheta c’è (ultima parte)

24 gennaio 2014

Abbiamo dunque visto come anche la sentenza di Appello confermi le condanne comminate in prima istanza al Raffa e come egli si ponga il problema di entrare nel mercato, scalzando l’impresa Archeos di Monteleone, cui brucerà una pala meccanica. Per dar vita ad un “consorzio” che faccia concorrenza ad Archeos , egli delinea una vera strategia imprenditoriale, complementare a quella dell’intimidazione mafiosa tramite incendio:
con la politica “ qualche gancio ce l’abbiamo e gli prendiamo qualche lavoro”, e “non dovremmo avere grossi problemi, anzi penso che problemi…non ne abbiamo per quanto riguarda la parte politica tu sai bene che tu….”, come testimoniano le intercettazioni che abbiamo pubblicato nella scorsa puntata. Che “con la politica non ci fossero problemi” lo conferma , questa telefonata che egli riceve il 10 Agosto 2011, ossia un mese prima dell’episodio criminoso dell’incendio di Quart.
Al telefono lo chiama l’assessore comunale di Aosta ai Servizi sociali, l’unionista Marco Sorbara.

SORBARA: Ciao sono Marco Sorbara

RAFFA: Ciao Marco

SORBARA: Ciao memorizzati questo numero eh…. perchè l’altro c’è e non c’è questo invece è sempre acceso ok ?

RAFFA: Va bene ok

SORBARA: Si perchè qua diventi pazzo con i cellulari è un disastro è veramente un macello è un macello almeno cos’ì con questo mi trovi sempre ok ?

RAFFA: Ok va bene ok tutto bene Marco ?SORBARA: Ascolta volevo chiederti una cosa io ho laggiù al quartiere Cogne la struttura per gli anziani quella dove ci sono gli anziani è una struttura del Comune

RAFFA: Eh

SORBARA: Dove devo fare tutta una serie di piccoli interventi non so mettere apposto eh … tinteggiare un sai quelle ante di una volta rifare un piccolo murettino per sei sette mila euro tu potresti fare dei lavoretti del genere ? O non li fai ?

RAFFA Roberto: Perchè no… Marco quando si tratta di lavoro facciamo tutto noi

SORBARA: Eh appunto ho detto per chiamare qualcun’altro ho detto chiamo te non se vuoi te lo fai tu se lo vuoi fare con eh… Giuseppe vedi tu io te lo do a te allora io lascio adesso il tuo numero di telefono al mio dirigente Egle Gaglietto ok ?

RAFFA: Va bene ok

SORBARA: Eh eh

RAFFA: Uh….un pò alla volta

SORBARA: Un pò alla volta eh…. noi noi fretta non ne abbiamo lo sai Roberto fretta zero

RAFFA: Poi noi della fretta siamo contrari …inc… ride….

SORBARA: No no io dico sempre piccoli passi anche perchè abbiamo fatto poi adesso lasciamo un pò parlare la gente e poi rifacciamo di nuovo …ride…. (fine). roberto mancini

Ma quanto mi costi!

24 gennaio 2014
Dio caro!

DIO CARO!

In relazione alla simpatica lettera del signor Gianpaolo Fedi, consigliere comunale di Alpe, pubblicata sulla Stampa e rilanciata dal medesimo via e-mail che riguardava i rincari dell’autostrada, sono succeduti numerosi commenti. Ho deciso di  pubblicarne alcuni perché provano il contrario delle dichiarazioni che i dirigenti delle due società hanno fatto per il TGR e che minimizzavano la fuga degli utenti dall’autostrada.

Io faccio spesso un ragionamento: se dovessi fare il “pendolare” da Courmayeur ad Aosta usando l’autostrada, in una settimana lavorativa spenderei qualcosa come 70 EURO (!) per fare circa 30 KM! Con LA META‘ (poco più di 35 €), in Svizzera posso circolare per UN ANNO su una rete di più di 1500 KM di autostrade e superstrade. Certo, qui ci sono le montagne, il gelo, le gallerie, cose che in Svizzera sono assolutamente sconosciute (..no…?) e che richiedono un sacco di manutenzione. Ma mi vien da pensare che forse, dico forse, c’è da porsi qualche domanda sulla gestione?”.

“E il risparmio sarebbe stato ancora maggiore se tu fossi entrato e uscito al casello di Quincinetto. Non so se ci sono 80 centesimi di differenza. Io, quando vado verso sud, parto sempre da lì e per andare ad Aosta non prendo MAI l’autostrada. Mi sento presa per i fondelli a pagare per trasitare su una tratta con cantieri perenni.”.

“Riproponiamoci tutti di utilizzare l’autostrada il meno possibile. Facendo la statale si va più piano e si consuma anche meno benzina! Infatti la resistenza aerodinamica aumenta con il quadrato della velocitá e con le accelerazioni. Se guidi con attenzione sono convinto che in statale risparmi.”

“Ciao, io entro ed esco a Quincinetto e così ho anche il caffè per i due giorni successivi!”.

“Noi che abitiamo in provincia di Milano, ormai da un paio d’anni abbiamo limitato di molto le gite e i week end in Valle d’Aosta proprio per l’onerosità, a mio giudizio immorale, dei pedaggi autostradali. E, quando veniamo, al ritorno entriamo in autostrada a Quincinetto. Sì, la statale è molto panoramica!”.

 

Futuro passato?

23 gennaio 2014

Il progetto strategico è a lungo termine. Alpe, PD Vda e UVP stanno definendo la linea politica per le prossime europee che poi sarà la linea per le prossime comunali e, se non cade questa Giunta, per le prossime regionali. Se si vuole mandare all’opposizione questa fetta di Union è l’unica strada percorribile. Poi avremo al Governo l’altra parte. Speriamo che i futuri rapporti di forza all’interno della coalizione siano ben distribuiti, giusto per non avere un dejà vu… e magari qualche bella personalità politica e umana, capace di tenere banco al futuro ometto al comando.

Ladri e delinquenti!

23 gennaio 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

In questi giorni si fa un gran parlare su giornali e TV di evasione fiscale, di quanto costa al paese, alla comunità tutta. Soprattutto ai meno abbienti che, come al solito, pagano per tutti. Proprio una di queste sere, a cena con amici toccati anch’essi in maniera più o meno pesante dalla crisi, è saltato fuori lo stesso argomento di discussione. Che però ben presto ha portato alla luce una amara constatazione. Buona parte degli amici abitavano, posteggiavano o lavoravano in alloggi, garages o magazzini affittati in nero. Parzialmente o completamente. Da anni. Alcuni da decenni. Altrettanto amaramente sono usciti anche i nomi dei “locatari”. Nomi importanti, nomi in vista, di imprenditori, di commercianti che privi di ogni minimo scrupolo ritengono che il gioco valga la candela data l’esiguità delle sanzioni, la bassa probabilità di essere scoperti e il bisogno degli affittuari. Nel frattempo questi ladri e delinquenti (bisogna chiamarli con il loro nome) continuano a sottrarre enormi somme di denaro all’occhio del fisco e quindi risorse a tutta la comunità che continua, più o meno ignara, a pagare le tasse al posto loro. Purtroppo l’entità delle sanzioni previste per l’inquilino, magari già in difficoltà per colpa della crisi, fungono da deterrente contro un’eventuale denuncia. Ma la domanda è un’altra. Nei casi specifici emersi durante la cena, si parlava di decine e decine di alloggi e di garages, di interi condomini. Di vere e proprie situazioni alla “Girardini” per intenderci, apparentemente di dominio pubblico ma altrettanto apparentemente ignorate dalle istituzioni che dovrebbero vigilare. Come è possibile un tale disprezzo, che non si tenta nemmeno di dissimulare, per le leggi e per le regole? Migliorare la politica è senz’altro un’intenzione meritoria ma che non può prescindere da una forte opera di moralizzazione dell’intera società che tollera e a volte persino giustifica pessimi esempi come quelli sopra citati.

La ‘ndrangheta c’è (6°parte)

23 gennaio 2014

Roberto Raffa è inoltre un imprenditore che si pone problemi di concorrenza sul mercato degli scavi archeologici, cercando di soppiantare il monopolio Archeos tramite la creazione di “un consorzio”. Per ottenere questo risultato è necessario pilotare gli appalti e Raffa pensa a contatti col mondo politico, con il quale sostiene di avere agganci. Ecco le intercettazioni in proposito:

Raffa Roberto: Ehhh, però lui fa, dobbiamo, dobbiamo fare sto consorzio…. e dobbiamo essere tutti seri….. seri in che senso… tu devi avere i mezzi tuoi… perché i mezzi poi che ti servono, servono a te a me i mezzi non mi servono, perché a me i mezzi… Purtroppo con i tagli che hanno fatto hanno bloccato tutto, però partono, se non è quest’anno il prossimo anno te lo dico io partono di sicuro e l’unica cosa noi dobbiamo riuscire a prendere sti castelli…., dobbiamo riuscire a prendere qualche castello perché se noi prendiamo qualche castello a noi ci vengono soldi….,
n
on dovremmo avere grossi problemi anzi penso che problemi…non ne abbiamo, per quanto riguarda la parte politica tu sai bene che tu ……. tu me lo devi dire cioè magari..     ….Comandano loro perché tu gli dici guarda…c’è questo appalto qua deve andare a questo ufficio qua devi parlare con questo devi chiamare questo devi…devi chiamare l’altro devi dire cosa… come dobbiamo muoverci solo quello…. e per fare quel lavoro la ci vuole uno conosciuto… che conosce abbastanza persone a livello politico …ma io cioè sono abbastanza ottimista vedendo la zona, vedendo il lavoro, cioè vedendo .. ……. perchè se tu guardi tutti i lavori archeologi, scavi, ballate varie li sta prendendo Monteleone, sai perchè li prendono Monteleone…. perchè non c’è un altro dietro… hai capito… non c’è un altro consorzio dietro….

Omissis: Non ha concorrenza

Raffa Roberto: Ecco non ha concorrenza, la concorrenza che ha lui viene tutta di fuori….capito….. a loro qua in Regione non si fidano a dare il lavoro di fuori a gente che viene di fuori…. perchè non sanno visto che non hanno mai lavorato, è gente che viene di fuori, cioè non conoscono le persone… allora per quello gli danno tutti i lavori a lui, il 90% di questi lavori qua li fa lui….perchè lui….non c’è stato nessuno dietro che gli ha fatto concorrenza….

Raffa allude sempre con tono sprezzante all’impresa Monteleone e menziona poi un gruppo di imprese edili che “vogliono abolire quello scemo di Archeos”:

Raffa Roberto: Il consorzio è buono e come parlavamo noi è buono, è buono ora ci sono… che fanno e noi dovremmo essere preparati prima se no non ci possiamo neanche presentare…

Uomo : Ah…… ha fatto qualcosa ?

omissis

Raffa Roberto: Poi ha detto se noi siamo preparati prima loro in poche parole vogliono fare questo consorzio….. imprese edili e mi vogliono mettere a me nel mezzo ma io so perchè mi vogliono mettere nel mezzo loro…. loro vogliono …in… quando ci sei tu, perchè vogliono abolire a quello scemo

Uomo : All’Archeos?

Raffa Roberto: E siccome lo scemo se lo vogliono togliere lo stanno tagliando fuori perché con la storia che è successa che gli hanno bruciato la pala un cazzo e l’altro….
E in un altra intercettazione:
..paghiamo noi, qualche gancio c’è l’abbiamo e gli prendiamo qualche lavoro.

Dunque la corte d’Appello ha fatto proprie le conclusioni della prima istanza:
“Facchineri e i suoi famigliari puntavano ad infiltrarsi nell’economia valdostana, acquisendo nuovi spazi – se non l’egemonia – in detta regione, attraverso l’intimidazione di imprenditori tradizionalmente legati al loro stesso territorio di provenienza.”. roberto mancini

La ‘ndrangheta c’è (5° parte)

22 gennaio 2014

Roberto Raffa risiede a Aosta, precisamente ad Excenex . E’ cognato dei Facchinieri due volte: ha sposato una sorella di Giuseppe Facchinieri. Inoltre un altro Facchinieri, Vincenzo, ha sposato una sorella di Raffa. Ha precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stato arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Aosta il 24 ottobre 2006, perché sorpreso a cedere 470 gr di hashish e detenere 515 gr. di marijuana, reato per il quale è stato condannato a 2 anni di reclusione dal Tribunale di Aosta. Svolge l’attività di imprenditore edile, come socio della “Guerrisi & Raffa costruzioni” con sede in Charvensod (AO), fraz Ampaillan nr.77. Il padre, Natale Raffa, era segnalato come affiliato alla cosca “Furfaro” operante in Cittanova, ora disciolta. La sua è una storia esemplare, come attestano gli atti dei due processi: egli rappresenta in maniera evidente il passaggio dal crimine mafioso puro e semplice allo status di imprenditore mafioso, che si pone problemi di concorrenza e penetrazione sul mercato valdostano. Ma andiamo con ordine. Come recita la sentenza d’Appello a pag 48, si tratta del “basista” sia dell’estorsione verso i Tropiano che verso la Archeos di Monteleone:
“………….
si ha la prova che Raffa Roberto il soggetto che ha recuperato e trasmesso a Facchinieri l’indirizzo dell’abitazione di Monteleone : cioè il basista” aostano degli estorsori.”
Inoltre in un passaggio dell’interrogatorio reso al Pm il 23/1/2012, Michele Raso ha dichiarato che “Facchineri aveva pensato alla Valle d’Aosta per commettere le estorsioni “perché era suo cognato Roberto Raffa che gli dava le indicazioni”. Però si tratta anche di un esecutore dell’attentato incendiario all’escavatore dell’Archeos sito presso il castello di Quart, come recita la sentenza di Appello a pag 64 : l’auto scorta da un testimone sul luogo del crimine è quella di Raffa. “Al di là della approssimativa indicazione della targa (che, per altro, ricalca in gran parte quella della autovettura di Raffa), fornita dal teste……….., il modello e soprattutto il segno distintivo costituito dall’ammaccatura rendono ragionevolmente certo che la vettura presente nelle immediate vicinanze del luogo ove si trovava la pala meccanica incendiata era la Fiat Panda intestata e in uso a Raffa Roberto.”. (continua…) roberto mancini

Proposte per un’alternativa

21 gennaio 2014

Riceviamo dal signor Nino Borruto e volentieri pubblichiamo.

A fronte delle prime indiscrezioni che trapelano relativamente alla chiusura dell’inchiesta sul finanziamento ai gruppi consiliari della Valle d’Aosta, portata a termine dalla sezione di Polizia Giudiziaria della G.d.F. e di cui la D.ssa Mineccia, capo della Procura di Aosta, sta per trarne le conclusioni con il probabile invio delle relative informazioni di garanzia che dimostrerebbero come i nostri rappresentanti non siano affatto diversi dai loro colleghi del resto d’Italia, mi preme fare alcune considerazioni. E’ evidente come i consiglieri, che avevano accesso a quei fondi, usassero quei soldi come fossero proprietà privata e non mezzi per agevolare l’azione politica. Nonostante non si possano equiparare i comportamenti e fare di tutta l’erba un fascio, nessuno dei gruppi che ha presentato le pezze giustificative delle spese sostenute, ha minimamente capito lo spirito di quei finanziamenti. E, un esempio su tutti, il fatto che qualche consigliere avesse addirittura una tessera bancomat relativa al conto corrente dove questi soldi venivano depositati, esprime al meglio la filosofia con la quale venivano concepiti. Mi sembra chiaro che noi cittadini non si debba più subire le malversazioni di questa gente, ma reagire e ribellarci allo spreco inutile e spesso dannoso, delle risorse economiche disponibili, per far sì che queste vengano usate, soprattutto in periodi di crisi come l’attuale, esclusivamente nel nostro interesse, recuperandone, oltre il senso pratico, anche quelli morale ed estetico. E’ evidente che i partiti attualmente esistenti non sono riformabili dall’interno, essendo controllati dai ras delle tessere, da gruppi di potere inamovibili, che si passano lo scettro di padre in figlio (piuttosto che in genero od in nipote).

Le alternative che abbiamo per mettere fine a questa politica sono due: la prima è l’appoggio al M5S, che molti non digeriscono per motivi che spesso condivido, quali l’assoluta sottomissione alle scelte della rete o la rigidità di alcune regole imposte agli eletti, che spesso addirittura impediscono l’espletamento del mandato, così come previsto dalla legge. Anche se bisognerebbe mutuare dal movimento la gran parte degli obiettivi del loro programma, che ne fanno la vera forza, quali, per esempio, la rinuncia ai soldi di cui sopra o il dimezzamento dei compensi agli eletti, l’anima ecologista in materia energetica, la gestione dell’informazione, la responsabilità diretta in caso di spreco delle risorse pubbliche eccetera. La seconda è la formazione di una lista civica, ideologicamente omogenea, composta da gente che ha voglia d’impegnarsi, in prima persona e disinteressatamente, per promuovere la rinascita morale oltre che economica di Aosta in primis e della Valle tutta. Non mancano certo le persone capaci di portare avanti questa iniziativa, anche tra quelle già presenti in Comune ed in Regione. Noi cittadini contribuenti non aspettiamo altro che si facciano avanti con una seria proposta di vero cambiamento.

La ‘ndrangheta c’è (4° parte)

21 gennaio 2014

E l’altro fratello, Vincenzo Raso, dipendente della Edilsud di Tropiano?

Per conoscere la funzione che gli veniva attribuita dal Tropiano, è necessario richiamarsi ad un fatto particolare, come recita la sentenza di primo grado a pag 164: “ll 9 settembre 2008 Maci Blerim, autista, denunciava che la notte precedente ignoti avevano danneggiato l’autocarro marca IVECO FIAT 240 targato AR252YB di proprietà del signor Daniele Paglialonga . Il mezzo era parcheggiato in via I° Maggio nel Comune di Aosta, al confine con località Pont Suaz del Comune di Charvensod. Il danneggiamento avveniva con la rottura degli specchi retrovisori e, numerose ammaccature ad entrambe le portiere; veniva anche lasciato un accendino sul serbatoio del gasolio che comunque risultava chiuso regolarmente a chiave. Nulla veniva asportato dall’autocarro anche se il cassone conteneva numerose cassette di frutta e verdura.”. Il signor Paglialonga si rivolgeva allora a Tropiano con queste parole: “C’è….c’è una questione in…aperta a Pont Suaz…con un signore calabrese che è un paesano tuo” e “gli dici te come bisogna comportarsi?”, “non ti volevo mai disturbare però…”, “Non lo so come comportarmi sinceramente…ooo…non lo so proprio casomai sbaglio capito?”. Tropiano rispondeva: “se vuoi dirgli…guarda io adesso ho parlato con un amico che conosco adesso poi sentirà se devo spostarmi mi sposto” e , quindi: “Tu digli “per oggi sto qua…domani poi vediamo”…io come torno su pomeriggio vedo un attimino di sentire…di sentire…di scambiare due parole con una persona che conosco…se può fare qualcosa te lo dico ok?”, “Tu fai…tu gli fai così…tu gli dici “guarda per oggi sto qua…se mi devo spostare mi sposto…perché veramente non mi va quello che tu dici…però se lo devo fare lo deve dire qualcun altro” ok?”.“Si ho capito…ho capito…la persona che dico…io non è che riesco a muovermi più di tanto…però voglio parlare con una persona che è molto vicina a questi che mi hai detto tu e ti dico se…questi ti dicono “Daniele ti devi spostare” ti sposti…se no…trovati una soluzione…ok?”. “Questo amico che… vedrai che le cose si sistemano ….ok?” – “Daniele ascolta …. Daniele ascolta a me …. chiama il tuo operaio …. gli dici di non muovere il camion di dov’è” – “Allora adessoo…digli che arriva Vincenzo Raso…un amico…eee…ho parlato io…e gli spiega tutto come stanno andando le cose …. che poi ci pensa lui … ok?” – “È una persona che ….. le cose le sistema …”.
La corte di Appello non entra invece nel merito del profilo dell’intera famiglia Raso, ed afferma:
le argomentazioni della difesa….appaiono aderenti al ruolo svolto dal solo imputato e non già dal gruppo familiare di appartenenza, del tutto estraneo nel presente giudizio”.
Da qui l’assoluzione. (roberto mancini)