4 domande a Stefano Ferrero


Stefano Ferrero del M5s, lei è stato querelato dall’avvocato Andrea Giunti per un suo intervento in aula dove lo aveva etichettato come un pregiudicato. Questa querela cosa le comporta in quanto consigliere regionale?

L’avviso di garanzia che mi è arrivato il 19 dicembre prevede l’apertura di un procedimento pensale per il reato di diffamazione. Sarà il Magistrato inquirente che valuterà e deciderà se dar corso ad un procedimento penale oppure proporre l’archiviazione. Ovviamente attendo sereno anche se inizialmente ero amareggiato dall’esito delle valutazioni della Procura della Repubblica.

Essendo stata una dichiarazione fatta in aula lei non dovrebbe essere garantito in quanto consigliere?

Così recita l’art. 24 dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta : “i consiglieri non possono essere perseguiti per le opinioni espresse o i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.Già questo avrebbe dovuto sconsigliare un’azione di querela il cui esito leggendo questo articolo sarebbe scontato in quanto prevederebbe la non perseguibilità del consigliere. Ma prima ancora di questa forma di tutela del consigliere io mi chiedo: commetto realmente un reato dicendo che a mio avviso un avvocato che ha ottenuto molti incarichi dalla Regione e anche dalle Società regionali partecipate è stato condannato quando questo era già stato scritto dai giornali? Non è una valutazione politica dire, come ho detto, che la prima querela che mi aveva fatto il Giunti in relazione al rapporto fiduciario degli incarichi con la Regione (ha ottenuto decine di migliaia di euro di incarichi a partire dal 2000) è un atto inopportuno, sconveniente e pone degli interrogativi?

 Lei ha definito l’avvocato Andrea Giunti un pregiudicato, ci vuole ricordare il perché?

L’avvocato Andrea Giunti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “mazzette” corrisposte da imprenditori per i lavori post alluvione del 2000 (il mio pensiero non può non andare alle recenti vicende giudiziarie sulle mazzette dei lavori post terremoto a L’Aquila) tra l’altro a un dirigente regionale per il reato di favoreggiamento in riciclaggio di denaro. Anche questa condanna avrebbe dovuto far riflettere l’Amministrazione regionale sul fatto di dargli nuovi incarichi fiduciari…

Come interpreta questa querela?

L’avviso di garanzia era un atto dovuto da parte del Magistrato, ineccepibile dal punto di vista giuridico. Ogni provvedimento che va a limitare la possibilità di critica, non di calunniare intendiamoci, è una sconfitta per la democrazia, per la Valle d’Aosta e per un valore che viene sempre enunciato nelle occasioni ufficiali ma poi è strumentalizzato troppo spesso. Non so perchè l’avv. Giunti abbia inviato questa seconda querela anche se ho un’idea ben precisa, ma è solo una mia suggestione. E dato che non c’è il due senza il tre vorrei evitare di perdere tempo con queste questioni e cercare di lottare per abbattere questo sistema che si regge anche su sistemi di intimidazione di massa e su di un’atmosfera in cui blogger, libere associazioni, cittadini impegnati in politica vengono indagati velocemente mentre i procedimenti penali importanti giacciono troppo tempo in un Palazzo di giustizia sempre in maggiore difficoltà ad affrontare il degrado politico mafioso della nostra Regione.

 

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9 commenti su “4 domande a Stefano Ferrero”

  1. bruno courthoud Says:

    l’attuale padre dell’istituto della diffamazione è ancora il codice Rocco. E si vede.

  2. bruno courthoud Says:

    in merito a questa scurrile vicenda in ordine alla quale inviterei Mancini a farci leggere le dovute sentenze: il geom. Bassignana (non era un dirigente), coadiuvato dall’avv. Giunti, non può essersi fatto consegnare tanto denaro nel dopoalluvione solo per sé: gli imprenditori non glielo avrebbero dato, avevano bisogno di garanzie a livelli superiori. La magistratura lo sapeva benissimo ed ha trattenuto in carcere Bassignana finché ha potuto, sperando parlasse. Bassignana non ha parlato. E’ senz’altro un puro caso, ma all’avv. Giunti sono invece arrivati gli incarichi dalla Regione su cui Ferrero ha posto qualche inquietante interrogativo. Se Bassignana avesse parlato, probabilmente ne avremmo viste delle belle!

  3. Il Pretoriano Says:

    La “dinasty” della family GIUNTI sarebbe tutta da verificare, da mettere sotto lente d’ingrandimento, cara Procura della Repubblica? O no?

    Tale padre, tale figlio si dice no…! Hanno banchettato per anni alle spalle della Regione (gli incarichi qualcuno li ha dati loro e quindi basterebbe verificarli questi strani rapporti). E poi, il figlio non avrebbe dovuto essere “radiato” dall’albo professionale (vero Collegio degli Avvocati) per quello che gli è stato contestato? O no?

    Invece no, la politica li ha ancora premiati, il padre a “capo supremo” dell’ampliamento dell’Ospedale (con quali competenze poi! sarà un ex socialista!) e abbiamo visto la fine che ha fatto ed il figlio che fine farebbe se solo l’amico Bassignana parlasse..!

    Forza Geometra Bassignana, un rigurgito di orgoglio, vai a farTi una bella “cantata” in Via Ollietti, così Ti scarichi la coscienza, Te lo chiediamo a gran voce, noi giovani di Aosta che non abbiamo più futuro, perché gente come i Giunti ed i politici che li foraggiano ci hanno tolto la speranza di vivere, di lottare ed in galera dovrebbero stare e le guardie dovrebbero buttare la chiave nella fredda Baltea Dora.
    Lunga meditazione gente e che la notte porti consigli a chi di dovere.!


  4. Francia: Hollande, “totalmente indignato” da affaire Closer ma no querela

    La mia sicurezza sempre assicurata, ovunque” (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano , 14 gen – “La mia indignazione e’ totale, non è una questione personale è una violazione che tocca la libertà personale, che tocca tutti”.

    Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande a proposito delle foto e dell’articolo del settimanale Closer che lo ritraggono con l’attrice Julie Gayet. Hollande tuttavia non presenterà querela contro il giornale. “E’ una questione di principio”, ha spiegato, legata all’asimmetria provocata dal fatto che “come presidente sono protetto dall’immunita’, ma io potrei attaccare gli altri”. Quanto alla questione della sicurezza, sollevata da un altro giornalista, Hollande ha risposto: “la mia sicurezza e’ sempre assicurata, ovunque”.

    Questa dichiarazione è stata fatta in Francia…
    In Valle d’Aosta le dichiarazioni non risentono della cultura francese.

  5. roberto mancini Says:

    Tutto nasce dal fatto nuovo e sconvolgente delle recenti elezioni regionali:
    per la prima volta dopo 20 anni c’è in piazza Deffeyes un’opposizione non comprabile.
    Non era mai successo; siamo fuori dalla “tradition”!!
    Il Bakkanistan, sistema etnico – tribale impiantato dalla Balena Rossonera, non prevede il concetto di opposizione, tipico di ogni democrazia rappresentativa.
    Qui si ragiona in termini di clan etnici, non di dialettica maggioranza/opposizione.
    Il sistema liberale qui non è mai arrivato.
    Questa marmellata consociativa, che si nutre di eletti vigilanti come l’ex consigliere Jean Rigeau, viene poi gabellata come “federalismo”.
    La Balena Rossonera non tollera opposizione, questo è il punto, semplicemente non può permettersela.
    Negli ultimi 30 anni ha commesso talmente tante nefandezze che ne va della sua sicurezza.
    Dunque si muove su due piani:
    da un lato proponendo nuovi pastrocchi consociativi per le prossime europee ( candidato unico scelto dall’opposizione, come propone un noto scriba ex socialista craxiano, mosca cocchiera del Peuple, la Pravda des montagnards….)
    E’ il momento del ramo d’ulivo.
    Dall’altro dando la stura a querele “temerarie”( ossia pretestuose ed infondate) che intimidiscano e scoraggino chi vuole controllare l’Esecutivo e i suoi maneggi.
    E’ il momento del randello.
    Qualunque cosa, pur di impedire che in piazza Deffeyes non ci sia opposizione.
    Complimenti a Ferrero: certe querele sono un attestato di probità civica, una decorazione.

  6. patuasia Says:

    L’intimidazione non è certo rivolta al consigliere Ferrero che ha dimostrato più volte di non lasciarsi intimidire, ma ai più deboli del Consiglio. Insomma trattasi di segnale chiaro e diretto verso altri potenziali “traditori”.

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Non mi è chiaro in cosa consiste la diffamazione.
    Nel fatto che non si tratta di un pregiudicato o nella non liceità di utilizzare comunque tale termine?

  8. roberto mancini Says:

    Gentile Patuasia,
    Occorre difendersi.
    Qui siamo al perseguimento di reati d’opinione.
    Io capisco che nella “tradition” tribale del Bakkanistan il concetto di libera opinione e libertà di espressione siano assenti, però ora si esagera.
    Le tribù etniche di sudditi non hanno opinioni da esprimere, solo interessi e favori da domandare
    Contromisure?
    Occorrono, come negli Usa, pool di avvocati “volanti” che difendano gratis i cittadini dalle prevaricazioni.
    O dalle intimidazioni travestite da rigidità iper-legalitaria, come appare nella fattispecie.
    Questa non è militanza politica, ma virtù civica.
    Visto che gli azzeccagarbugli italici sono circa 270.000
    ( in Francia 50.000, ma noi siamo la patria delle grida manzoniane…), non dovrebbe essere difficile trovarne una decina persino in Vda.
    Speriamo….

  9. chiquélo Says:

    @roberto mancini
    Trovarne una decina in Valle d’Aosta? Campa cavallo… Magari in altre regioni e che non abbiano progetti di lavorare in Valle d’Aosta.


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