Ultimo brindisi!


Piero Floris, presidente di Alpe, in un articolo su aostasera.it riguardo alle future candidature per le europee: “non dovrebbero essere personalità politiche ma esprimere il meglio della Valle d’Aosta. La convergenza esige personalità distanti dai partiti ma credibili da altri punti di vista: culturali, imprenditoriali ed economici perché non bisogna andare in Europa solo per rivendicare i propri diritti ma soprattutto per presentare i risultati che la Valle d’Aosta ha conseguito negli anni, e che possono diventare un modello“. Presentare i risultati conseguiti? Che possono diventare un modello? Ma allora, secondo Floris, la gestione padronale e unioncentrica degli ultimi trent’anni è stata un successo proprio in quanto ha prodotto un esempio da presentare oggi in Europa! Ma si è bevuto il cervello?

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45 commenti su “Ultimo brindisi!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Unionisti, uvipisti e alpisti (con l’esclusione dei già verdi) si sono bevuti il cervello dalla nascita.


  2. Ringrazio Gcb per la sua onestà mentale, che per una volta non ha tirato dentro, nel comune e rancido calderone delle parentele politiche…”i piddisti”. Beh… un bel progresso da commentare senz’altro.

  3. Carola Says:

    Non c’è che dire, proprio dei bei risultati da portare in Europa….per farci ridere dietro o compatirci….

  4. giancarlo borluzzi Says:

    Errata corrige.

    Qui si parla di afflati ideologici, rispetto ai quali ho evidenziato i cervelli bevuti.

    Avessi parlato non di afflati ideologici, ma di metodologie di approccio alla politica, avrei detto che esistono i cervelli bevuti quando, ad esempio, un partito le studia tutti non per portare avanti le proprie idee, bensì per porsi al servizio delle menti bevute di altri.

    In effetti, tre uscite per dimostrarsi potenzialmente alleati dell’UV, non ricevere riscontri positivi e allora offrire i medesimi servigi alle schegge uscite dall’UV, evidenzia non un cervello bevuto dal punto di vista ideologico, ma da quello comportamentale; posto che in questo caso di PD valdostano si parla, direi che sono solo parzialmente degno dei ringraziamenti elargitimi dal grande Bruscia.
    Bruscia che bene farebbe se non si limitasse a contare le punture, ma entrasse nel merito delle stesse.

  5. giancarlo borluzzi Says:

    Tutte, non tutti.


  6. Oggi leggendo il messaggio di Gcb, mi sono sconvolgentemente stravolto. Ecco ho netta la sensazione che la supercazzola è ormai entrata nel nostro lessico quotidiano. È una maniera di esprimere un ragionamento volutamente ingarbugliato, contorto, indecifrabile, incomprensibile, che viene usato come escamotage per irridere o prendere in giro, per superare un ostacolo, per dimostrarsi intellettualmente e leggiadramente superiori rispetto al proprio interlocutore. Si dovrebbe essere più seri, altrimenti si possono correre rischi…

  7. Gelindo de Cogne Says:

    Mamma mia ragazzi! Ma dove vive questa persona? Ma è mai stato disoccupato in vita sua? Ha mai dovuto tirare a campare con 1.100 euro?


  8. Esimio Gelindo de Cogne, potresti parlarne con qualcuno, in merito ai pregiudizi fasulli che hai di persone a te sconosciute. Pensa che il sottoscritto qui ha nome e cognome, e tu continui a nasconderti. Prova a rivelarti, potrebbe aiutarti a vedere le cose diversamente.

    « Io ne ho viste cose che voi “Gelindiani” non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. Per te è tempo…di morire. Aggiornati »

  9. patuasia Says:

    Piuttosto curioso che un partito che da sempre è all’opposizione parli di risultati conseguiti e di modello da esportare, perché se questi ci fossero, sarebbero stati frutto della politica della maggioranza no? E allora perché mai si dovrebbe cambiare questa maggioranza se ha creato un modello da esportare in Europa?

  10. giancarlo borluzzi Says:

    Amatissimo Giorgio Bruscia, ti chiedo: ti rendi o no conto che il tuo post delle 19.34 può essere soggetti agli strali da te stesso espressi alle 18.41?

  11. Gelindo de Cogne Says:

    Non mi rivelo perché non sono pensionato e non godo di un reddito garantito…

  12. Gelindo de Cogne Says:

    Per Giorgio Bruscia il post precedente.

  13. Schopenauer Says:

    ommi signur…. ma chi è che somministra delle sostanze psicotrope a Floris? forse la arrampichina CC? davvero su questa faccenda delle elezioni europee, PF ne spara una dopo l’altra…. prima l’alleanza coll’UV offerta al congresso della Balena rossonera, poi la Valle modello. Modello de che, di grazia?? quasi quasi me ne vado da Alpe se continua così…

  14. libero Says:

    Il modello sarebbe la nostra scuola trilingue? Con un francese che non lo parla nessuno e quando si parla lo si fa male e un inglese quasi sconosciuto? E con un tasso di abbandono fra i più alti d’Italia? Questo è il modello da esportare caro Floris?

  15. libero Says:

    Guarda che a dire le cose che dici mica corri dei rischi Gelindo de Cogne!

  16. giancarlo borluzzi Says:

    Capisco Gelindo de Cogne.
    Anni fa il titolare di un notissimo negozio aostano mi disse che erano venuti da lui per fargli presente che sapevano della sua firma per me …
    Questo è parte di un sistema e credo che il solo apporre il nome qui viene memorizzato da qualcuno.
    Io critico il non firmarsi, ma capisco chi ritiene di doversi trincerare dietro a un nick, la colpa non è sua ma di chi ha creato questo clima.

  17. Gennaro Sportelli Says:

    A proposito del nickname chi ci dice che un nome e cognome siano più veri solo perché più plausibili .

  18. bruno courthoud Says:

    condivido appieno quanto dice giancarlo borluzzi: in questo piccolo paese la possibilità di ritorsioni è altissima e frena irrimediabilmente sia la libertà di espressione che la libertà di voto. E’ un paese ampiamente “controllato” e schedato. Non parliamo poi dei dipendenti dell’amministrazione pubblica!

  19. Gelindo de Cogne Says:

    E’ come dicono Borluzzi e Courthoud…ahimè.

  20. giancarlo borluzzi Says:

    Gelindo de Cogne, concordi con me? Hai firmato l’ostracismo nei tuoi confronti se solo risalgono a te!
    Se mai sarai in fuga, ti offro io una stanza arredata in località non preindovinabile dai buzzurri che conosciamo.

  21. bruno courthoud Says:

    Pare che prima della riforma, in diversi assessorati, specie quelli più delicati, ogni assessore lasciasse nel cassetto della scrivania, ad uso del suo successore, una lista dei funzionari “affidabili” e una lista di quelli da mettere in una lista “nera”. Nulla di più credibile.

  22. Schopenauer Says:

    Pare che molto tempo fa in un assessorato di nuova istituzione (nuova per allora) ci fosse addirittura una sorta di modulo predisposto per i “pleisì”, i favori chiesti dal gentile elettorato all’assessore del momento, con tanto di credenziali del richiedente in termini di voti….. Uhahahhahah!!!!!!!!!!!

  23. bruno courthoud Says:

    Probabilmente era Collé, allora segretario particolare di Augusto Fosson all’Ambiente. Nel suo cassetto lasciò tutte le raccomandazioni per il Casinò, ritrovate poi dal suo successore Dondeynaz, segretario particolare dell’assessore tecnico Nicco. Probabilmente è una delle poche cose, se non l’unica, di cui si è occupato Collé quando era all’Ambiente. Ma allora, questi segretari particolari, prima della riforma, erano lì per questo, e a livello di funzionari e dirigenti non avevano nessun compito e nessun potere, se non quello di fare gli interessi spiccioli dell’assessore di turno. Nessuno li c…… e li mandavamo tranquillamente a c….. . Ricordo al Turismo Dominidiato, assessore particolare di Ramera, il quale vagava per i corridoi in cerca di non so che, e che Tambosco, il Dirigente di Assessorato, aveva ribattezzato “Dominidiota”. Questi sono gli esempi a cui si sono ispirati per la riforma della pubblica amministrazione: poco cervello, ma assoluta dedizione. “Un incentivo alla prostituzione”, mi disse un giorno Tambosco a proposito dello “spoil’s system” ed è la migliore definizione che conosca di questa riforma. L’altro giorno ho avuto uno scambio di idee con un consigliere, allora di maggioranza, che la votò. E’ stato un grande errore, mi ha confessato. La sua affermazione è stata per me di grande sollievo.

  24. Gelindo de Cogne Says:

    Grazie GcB, spero solo che nella stanzetta non vi sia il poster a grandezza naturale di Marchionne!

  25. giancarlo borluzzi Says:

    La stanzetta è una stanza in un alloggio di cui ti lascio le chiavi.

    Il poster di Marchionne non c’è perché non mi piacciono i posters.

    Però Marchionne ha tutta la mia stima: in un’Italia ove la libera imprenditoria è maltrattata da governi inetti che permettono gli attentati sindacali contro l’abc dell’economia, è riuscito a internazionalizzare la produzione automobilistica del gruppo Agnelli modificando il target di riferimento, abbandonando cioè in prospettiva i modelli più economici per focalizzarsi su lusso e sportivo, segmento in cui l’intrufolamento appare più saggio.

    Giusto o sbagliato?
    Il capitale deve agire per essere remunerato, solo modo per sopravvivere nell’interesse di tutti.
    E il dove tale capitale può essere meglio difeso e incrementato lo stabilisce chi lo possiede, non i demagoghi privi di cognizione di causa.

    Marchionne forever.
    Anche perché impersona una corretta visione della globalizzazione, l’esatto contrario dei miopi localisti valdostani che vorrebbero far divertire Strasburgo additando le balle della Valle quale riferimento del sistema solare.

  26. patuasia Says:

    Ok ok, ma vogliamo tornare in tema? Grazie.

  27. Luigi MARTIN Says:

    Resto fuori tema per sottolineare che Bruno Courthoud ha, oltre ad altre parecchie doti, anche una memoria di ferro , quando puntualizza certi comportamenti di alcuni segretari particolari, che un mio vecchio collega di Assessorato allora chiamava “lacché”. Scusate l’ingerenza, ma a volte i ricordi tornano.

  28. my two cents Says:

    Da Radio Radicale
    Intervista a Pierfrancesco De Robertis sul suo libro: “La casta a statuto speciale, conti, privilegi e sprechi delle regioni autonome” (edito da Rubbettino)

  29. Matteo Arena Says:

    Questo blog sta diventando sempre più autoreferenziale nei commenti. Davvero, si perde interesse nel seguire le compiaciute solite solfe dei sempre soliti commentatori che amano accarezzarsi l’ego smisurato.

    Tornando in tema, l’interpretazione delle parole di Floris da parte di Patuasia è volutamente la peggiore possibile. Secondo lei, dire che si cerca una personalità lontana dai partiti significa avallare “il modello unioncentrico”? E’ l’esatto contrario: ci sono personalità che hanno ottenuto risultati brillanti in VdA NONOSTANTE la gestione padronale. Non capisco tutto questo accanimento contro Floris, soprattutto alla luce delle belle parole che Patuasia spende per quei “sempliciotti” dei grillini. Ci sarà dietro qualcosa di personale (dietrologia à la Grillo-Patuasia)?

  30. giancarlo borluzzi Says:

    @ Matteo Arena.
    Io non voglio che a Strasburgo vada dalla Valle un imbecille che inventa palle su lingue/etnie/specificità/esempio valdostano per una nuova Europa /Stato centralista/cappello in mano/cazzate conseguenti.
    Qui non esiste autoreferenzialità, ci sono discorsi legati a quel buon senso comune che sicuramente non appartiene a chi è noncurante verso l’ipotesi di un pallonaro valdostano a Strasburgo che cercherebbe di fingere le balle d’Aosta patrimonio di tutti.


  31. Povero Gelindo di Cogne che guadagna “solo” l’irrisoria cifra di 1100 € mensili…..povero! Ma povero anche nel coraggio di assumere un’identità che gli dia compiutezza. Come senpre, quando non si sa cosa replicare, si cade nell’antico rimedio di accusare l’interlocutore di essere un “pensionato”, che secondo la moda attuale sarebbe tradotto con: “un ex lavoratore diversamente giovane”.

    E’ chiaro che queste remore lasciano trapelare che il buon Gelindo sia, socialmente parlando, un giovane uomo in cerca di un’esistenza più dignitosa e consona alle sue aspirazioni. Penso anche, che questa sistemazione la stia cercando nell’ambito territoriale della cosddetta Regione Autonoma Valle d’Aosta,

    Gentile Gelindo appena sopra riferivo che: “Io ne ho viste cose che voi “Gelindiani” non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…ecc, ecc….tutto per dirle che a 18 anni il sottoscrito una notte, solo con la sua valigia prese un treno di 3° classe, avendo come meta una metropoli del nord. Dopo 600 km e quasi10 ore di viaggio…. la stazione centrale di arrivo divenne la mia la porta di Tannhäuser.

    Erano i primi anni ’60, ma i suoi 1300 € mensili, caro Gelindo, per me sarebbero stati un tesoro, se riferiti alle mie “diecimilalire” settimanali ricevute in una busta…in nero… alle ore 12.00 del sabato mattina. Questo era il valore economico assegnato al lavoro di un responsabile di cantiere di una settimana lavorativa, che significava 9/10 ore al giorno per sei giorni e mezzo di espletamento delle sue mansioni.

    Ps.
    Mamma mia ragazzi! Ma dove vive questa persona? Ma è mai stato disoccupato in vita sua? Ha mai dovuto tirare a campare con 1.100 euro? (Gelindo de Cogne)

  32. Puccettone Says:

    L’UV e la maggioranza faranno di tutto per trovare il modo di non “contarsi” per evitare un sonoro schiaffone. Dall’altra parte considerando che 5stelle e PD eseguiranno gli ordini che arrivano dall’alto, neanche le opposizioni possono contare sul voto compatto per le europee. Alpe si tiene aperte tutte le porte. Non è coerente? No, ma la coerenza non va cercata in politica, senno non abbiamo capito niente. (PS anticipo gia chi dirà “non è vero, i 5 stelle sono coerenti”: sono sul panorama da troppo poco, ne riparliamo tra un pò).

  33. patuasia Says:

    Signor Matteo Arena, mi scusi, ma lei ha scritto vere sciocchezze, probabilmente dovute ai soliti pregiudizi nei confronti di chi critica qualcuno che per qualche ragione si sente vicino. E lei parla di autoreferenzialità dei commentatori! La mia non è una interpretazione, ma una lettura. Non sono io che ho detto che la Valle d’Aosta è un modello da esportare in Europa, ma Floris, io chiedo semplicemente e mai mi è stato risposto dal diretto interessato (non c’è come la vicinanza dei partiti verso i cittadini neh?), quale sarebbe questo modello e come si sarebbe creato dal momento che tutto in Valle d’Aosta è controllato, gestito, voluto dall’Union valdotaine. Ne consegue quindi (ed è la logidca a parlare non la sottoscritta) che tale modello è stato creato da chi ha governato no? Secondo lei è sufficiente una brillante personalità per offrire un esempio da condividere? Io non credo, un modello abbraccia una gestione più complessa e completa di una società; le persone brillanti si trovano ovunque, c’erano pure nella Germania nazista eppure non si può dire che quello fu un modello da imitare no? Noi non abbiamo un modello da presentare a nessuno, questa è la realtà! Accanimento? Porre domande, creare una discussione… per lei significa accanirsi? Ma Floris è forse il suo fidanzato per farle dire così tante scemenze? Non ultima quella della dietrologia filo grillesca. Chieda ai grillini cosa ne pensano della sottoscritta, rea di averli criticati e poi vedrà quanto feelling c’è tra noi ah ah ah!

  34. giancarlo borluzzi Says:

    George W. B. non doveva simpaticamente intrattenerci su suoi trascorsi oggi superati visto che, oltre alle solite 7 stanze alla Lubianka, possiede anche un ranch nel Texas.

    Il nostro doveva dirci altro in una discussione vertente sulle elezioni europee: un residente in Valle che ottenga 50 mila preferenze, se collocato nella lista di un partito “nazionale”, subentra automaticamente all’ultimo degli eletti in tale lista.

    Ciò premesso, quale può essere il partito “nazionale” che ospita un personaggio espresso dai micronazionalisti valdostani al solo scopo di andare a raccontare balle “antinazionali” a Strasburgo?
    Partito che deve essere grosso e con attitudine all’autocastrazione, visto che rinuncerebbe a un seggio per regalarlo a chi persegue fini diversi.
    A me viene in mente solo il PD.
    Partito che non deve neppure raccogliere 3000 firme in Valle d’Aosta per essere presente anche nel collegio di cui la Valle è parte.
    FI e NCD dovranno raccogliere 3000 firme per essere presenti, iniziando dopo la compilazione della lista con sopra tutti i nomi dei candidati nel collegio nordovest.

    In altri termini, un contapalle sulla realtà valdostana può essere eletto in Valle solo se un partito nazionale lo ospita: non si può parlare di candidato che a Strasburgo racconti di una Valle francofona abitata da canguri e giraffe senza additare il partito nazionale che si presta a tale patologico gioco.

    Può George W.B. escludere che sia il PD-VDA ad autocastrarsi?


  35. Chiedo scusa anticipatamente, conscio di non ottemperare all’invito della gentil.ma Patuasia. Prometto che questo sarà l’ultimo O.T con la speranza, che il mio eterno “interlocutore inseguitore” prenda spunto, per i suoi corposi e rilevanti interventi, da altri eminenti, sublimi e impareggiabili commenti, che non siano i mei

    Non è farina del mio sacco, ma credo valga la pena prenderne atto, visto l’argomento da me trattato e che riguardava il significato delle parole “vita, sacrificio e lavoro”.

    “Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare.

    I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.

    Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura.”
    (Paulo Coelho)

  36. giancarlo borluzzi Says:

    Posto che su questo blog si esprimono persone valide come politologhe ma poco ferrate su aspetti “tecnici”, sottolineo fatti che chiarificano gli spasmi micronazionalisti verso Strasburgo.

    I partiti che non hanno ottenuto almeno un eletto col loro simbolo alle ultime europee o alle ultime politiche, devono raccogliere le firme, ben 3000 in Valle affinchè non salti il collegio nordovest con VDA/Lombardia/Piemonte/Liguria, il più importante d’Italia.

    Se i micronazionalisti parlano di un loro candidato significa che hanno l’ok di un partito che dovrebbe alloggiare il loro contapalle.
    Secondo me solo nell’ambito di un do ut des: 3000 firme in Valle da raccogliere da inizio aprile (quando presumibilmente sarà compilata la lista comprendente i nomi dei candidati del collegio) al giorno della presentazione delle liste subito dopo Pasqua sono piselli acidi. Il PdL a maggio 2013 ha ottenuto meno di 3000 voti, come pensare che le sue due componenti riescano ciascuna a ottenere 3000 firme?
    Posto che il NCD mi pare tagliato fuori anche per lo sbarramento al 4% nazionale, l’unico indiziato al sacrificio, manco tale per Max Lattanzi cavallo di Troia dell’UV nel centrodestra, pare essere FI.

    Grillini e piddini non devono raccogliere le firme a differenza di FI che potrebbe accettare il baratto: voi micronazionalisti col tic delle balle sulla Valle mi fate avere 3000 firme inviando a firmare i vostri calabresi, pura espressione della tipica specificità etnolinguistica valdostana, così noi azzurri siamo presenti nel nordovest ove potremmo avere 4/5 eletti; uno sarà vostro e ci guadagniamo tutti.

    A domanda specifica Max Latt non ha escluso la sua candidatura europea: i voti convogliati su di lui andrebbero pure a FI e i conti tornerebbero per tutti.

    Un Max Latt inviato a Strasburgo dai micronazionalisti è progetto da Hellzapoppin!

  37. Matteo Arena Says:

    Sul merito della questione, posso anche capire chi non sia d’accordo con Floris. Io non condivido però il sillogismo “gestione padronale=assenza di risultati”, lo trovo molto semplicistico. Entrando nel merito, dato che sono un insegnante (ed è per questo che stimo Floris da un punto di vista professionale), credo che la scuola valdostana abbia raggiunto risultati positivi sotto alcuni punti di vista, nonostante i Viérin e Rollandin. Si può essere d’accordo oppure no, ma è quantomeno discutibile dire che, dato che c’è l’Union, i risultati conseguiti in valle non esistono (in ambito scolastico come negli altri). Sarebbe come dire che, dato che in Italia ci sono stati vent’anni di berlusconismo, siamo un paese privo di eccellenze. E ancora più sbagliato è dire che quando Floris parla di questi “risultati” sta dicendo che la gestione unioncentrica è un successo. Se non la vuole chiamare dietrologia, comunque il suo ragionamento è pura provocazione e forza la logica per rigirare le parole a suo piacimento. Non mi permetto di dire a Patuasia che si è bevuta il cervello o che dice sciocchezze, ma di certo, da una “creativa” come lei, non pretenderò ragionamenti rigorosi e continuerò a prendere con le pinze (e talvolta con simpatia) il suo gusto per la boutade.

  38. giancarlo borluzzi Says:

    Singolare tesi di questo docente di musica (pare) con militanza cigiellina (pare).
    Si direbbe che secondo lui un insegnante avrebbe una cognizione di causa che lo titolerebbe più di altri a giudicare il mondo della scuola.
    Nulla da eccepire se, chi non fosse insegnante, vivesse nei boschi senza contatti col mondo, ma la realtà è che lo sfacelo della scuola è sotto gli occhi di chi sa vedere anche perché la frequentazione per molti lustri della medesima è un obbligo assolto da tutti.
    In generale, la scuola andrebbe ridisegnata nel suo complesso; parlare bene in una Valle ove si cerca di indottrinare l’alunno dai 6 anni in poi con quella comica di Ridolini che è il francese, su cui la Cgil ha impostato un’indennità da neurodeliri, è miopia pura.

  39. Matteo Arena Says:

    …ma Borluzzi, cosa fa, si è informato sul mio conto?! vedo che lei è perfettamente integrato nel sistema intimidatorio valdostano!

    Interessante il fatto che lei abbia voluto etichettarmi come “militante cigiellino” perché, come tanti insegnanti, sono iscritto alla flc cgil. A me non frega nulla di sapere chi è lei, ma leggo quello che scrive e cerco di capire i suoi ragionamenti deliranti.

    Non ho mai affermato che chi non è insegnante non abbia cognizione di causa sulla scuola, ho solo detto che io, essendo insegnante, ho visto risultati positivi. Tra l’altro, essendo insegnante di strumento musicale, li ho visti nei progetti dedicati alla musica fatti negli ultimi anni grazie all’impegno di alcuni (NON appartenenti al mondo politico).

    Sulla sua morbosa ansia per l’indennità di bilinguismo e il francese, ho opinioni simili alle sue (ma meno pedanti). Ma non è che se si parla di scuola bisogna sempre ridurre tutto al francese come fa lei, altrimenti sembra proprio che di cognizione di causa, sul mondo della scuola, ne abbia proprio poca…

  40. giancarlo borluzzi Says:

    Apprendo che scrivere “Matteo Arena Aosta” su Google per ottenere informazioni su un insegnante che discetta anche sulla bontà della scuola valdostana sarebbe intimidire!
    Matteo Arena chi? Una persona che insegna musica e ha a che fare con la Cgil, favella internet.

    Definire delirante il mio criticare l’ipotesi qui in discussione di un europarlamentare pallonaro sulla Valle significa che Matteo Arena condivide i deliri micronazionalisti.

    La scuola in generale è quella che è, ma in particolare quella valdostana ha in più il manicomiale tic dell’indottrinamento linguistico, sul quale tanti tacciono perché intascano denari immeritati per la finzione della parlata francofona.

    Il termine morboso di cui mi è fatto dono denota l’insofferenza verso chi ha capito il “giro” micronazionalista: raccontiamo balle sui residenti e le loro caratteristiche, imponiamo loro l’unguento francofono anche se non serve a nulla in Valle e quasi uguale fuori, regaliamo denari con un’indennità senza senso ma voluta dalla Cgil che sforna politici che poi non fanno i postcomunisti ma i portaborse dei micronazionalisti, a seconda dei decenni o di quelli originali del Leone o, come ora succede, di schegge fuoriuscite e ancora più pallonare dell’originale.

    E Matteo Arena non ribolle all’idea che questi micronazionalisti mandino un loro esponente a Strasburgo…. è meglio che tale insegnante di musica ascolti il cd di Springsteen uscito ieri anziché gironzolare in politica in posizione compiacente verso i pallonari preindicati.

  41. Matteo Arena Says:

    …il problema è quel suo pruriginoso bisogno di cercarmi su Google. Stia tranquillo, non mi sento intimidito, ma ritengo il suo gesto un po’ patetico e francamente superfluo.
    Di nuovo, mi attribuisce parole che non ho mai detto: ho forse accennato al mandare un esponente autonomista a Strasburgo? Al contrario, la soluzione proposta da Floris e che in parte condivido è mandare qualcuno che non abbia a che fare coi partiti (si evince dalle sue stesse parole, per chi le ha lette senza i propri pregiudizi e preconcetti).
    Ma alla fine, sa, ho ceduto: ho cercato “Giancarlo Borluzzi Aosta” su Google e la cosa mi ha illuminato. Lei è stato nelle liste del PdL, lei credeva in Silvio (!?)…ma allora è proprio una causa persa discutere con lei, a saperlo prima avrei perso meno tempo grazie al suo amato motore di ricerca.

  42. patuasia Says:

    La sua, signor Matteo Arena, non è purtroppo una boutade: piuttosto un delirio. Mi dica quali sono i risultati conseguiti dalla nostra scuola e che possono rappresentare un’eccellenza in Europa. L’Italia dopo vent’anni di berlusconismo è un Paese in rovina, economicamente, culturalmente e socialmente. Che ci siano delle eccellenze non lo escludo, mi sembra ovvio (ne ho una in casa), ma queste non fanno il Paese anzi il più delle volte dal Paese se ne vanno proprio in quanto tali. Ma lei dove vive? Il mio ragionamento non è dietrologia e neppure una provocazione, segue parola dopo parola ciò che ha detto Floris e pone delle domande alle quali, il diretto interessato, non osa rispondere. Questo silenzio lei come lo chiama? Retrogusto della boutade?

  43. giancarlo borluzzi Says:

    Matteo Arena è impareggiabile: il legittimo desiderio di inquadrare chi interviene è da lui definito bisogno pruriginoso, patetico e superfluo, che io soddisfo grazie al mio “amato motore di ricerca”. Però poi lui fa lo stesso: l’esempio trascina!

    Informo Matteo Arena che la persona che lui ipotizza per Strasburgo va eletta coi voti di partiti pallonari che certo non si darebbero da fare per un eunuco in micronazionalismo. Ergo, il candidato, per sperare di essere eletto, dovrebbe essere ok per UV/UVP/ALPE e Matteo Arena o tifa per questo o silenzio dorato.

    Poi Arena si premura di ricordare la superiorità culturale e di stile dei destri rispetto ai sinistri: io sapevo del suo sinistrismo, ma ho a lui replicato, mentre egli dichiara che “non avrebbe perso tempo” con un destro se mi avesse inquadrato prima.
    Che campione di democrazia Matteo Arena !

    Su Berlusconi.

    A livello nazionale: c’è in Italia un bipolarismo che non mi piace, ma esiste.
    Da un lato c’è il komunista Renzi, un istrione come lo era Bossi e lo è oggi Grillo. Piuttosto impreparato lui, sfrutta l’impreparazione dei suoi fans.
    E’ komunista perché lui la crisi economico-occupazionale la vuole risolvere “trasferendo la tassazione dal lavoro alle rendite finanziarie (sic)”: intento di chi è demagogicamente coincidente con la Camusso.
    Dall’altro lato c’è Berlusconi, criticabile non per la nipote di Mubarak ma perché batte poco il tasto della riduzione della spesa pubblica. Ma rappresenta la difesa della libera imprenditoria e delle sue regole che i komunisti new age non afferrano.
    Ergo, abitassi a Roma o Campobasso voterei FI.

    A livello locale: qui le tematiche sono diverse e illudersi di superare le insensatezze valdostane affidandosi a una FI avente Max Lattanzi quale suo Schettino lo può pensare solo chi spera di arricchirsi aprendo un concessionario dell’Aston Martin a Wamena (Irian Jaya).
    Ma era normale, alla nascita del PdL, entrarci, salvo fuggirci una volta pesati Lattanzi, Bongiorno, Paron.

    Da tutto ciò evince che i miei percorsi hanno avuto e hanno una logica ineccepibile, quanto meno agli occhi di chi capisce.

  44. Matteo Arena Says:

    Ho già detto che contesto il ragionamento “ineccepibile” di Patuasia, che rigira le parole a suo piacimento, distorcendo il significato di quelle di Floris che voleva proporre (se mai ci fosse, ma questo lui non lo afferma) una figura distante dei partiti. Se l’ineccepibile Borluzzi poi volesse a tutti i costi la mia opinione, eccola: io sono contrario al candidato unico e penso che scendere a patti con l’UV sia sbagliato. Ma credo che Floris volesse proprio evitare questo, proponendo qualcuno che sia “super partes”.

    Sulla questione “risultati che POSSONO diventare un modello” (un esempio POTENZIALE: una gestione dei rifiuti basata sul modello rifiuti zero, dati i risultati ottenuti con il referendum?), le ricordo che la scuola valdostana ha ottenuto sempre ottimi risultati nelle prove INVALSI (anche se questi test sono discutibili e certo non fotografano la realtà in modo ineccepibile) e credo che il bilinguismo, non declinato come indennità ma come apprendimento di una seconda lingua, sia un valore aggiunto per gli studenti valdostani. Con questo non dico che la scuola valdostana sia un modello da esportare, ma che ha ottenuto alcuni buoni risultati. Risultati migliorabili che forse POTRANNO costituire un modello sotto certi aspetti.

    Sull’evidente mancanza di ironia di Borluzzi, taccio.

    Un arrivederci all’ineccepibile blog di Borluzzi-Patuasia (il primo supera decisamente la seconda nel numero di interventi e caratteri alfanumerici al giorno digitati).

  45. patuasia Says:

    Signor Matteo Arena, creda quello che la fa stare meglio, a me non interessa dal momento che lei glissa sulle mie domande.


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