Buio valdostano


Ma c’è la ndrangheta in Vda? Presto analizzeremo la sentenza della corte di Appello di Torino che ribadisce in maniera inequivocabile la presenza di un basista di ‘ndrangheta residente in Excenex (indagine “Tempus venit”). Ma è bene cercare di fare memoria su episodi criminali del passato, rimossi dalla distratta coscienza civile valdostana.
Partiamo da due record: la Vda è la prima regione italiana in assoluto in cui si sperimentano ordigni micidiali e sofisticati quali le auto-bomba. Siamo negli anni 80’, il primo attentato italiano con questo mezzo avvenne il 29 gennaio 1983 a Roma, nel quartiere Primavalle contro la Golf di Vincenzo Casillo, luogotenente di Raffaele Cutolo. Il secondo, di lì a poco, avviene a Palermo contro il giudice Rocco Chinnici, il 29 Luglio 1983.
Ma noi valdostani facciamo prima e meglio, il record è nostro. Il 3 settembre 1979 attentato mortale ad un commerciante di Sarre, Armando Pasquali, quarantunenne titolare di un negozio di jeans in via Aubert ad Aosta. Mentre con la sua Mercedes 240 D si sta recando a Como per riconsegnare della merce, sull’autostrada all’altezza di Montjovet la sua auto salta in aria a causa di una bomba. Circa tre mesi prima il Pasquali si era salvato dall’incendio della sua 125 e gli inquirenti avevano ipotizzato un attentato. Il Pasquali invece aveva attribuito l’accaduto all’incendio di una bombola di anti-appannante presente nell’abitacolo dell’auto.
Il
13 dicembre 1982 ad Aosta, in via Monte Vodice, viene fatta esplodere l’autovettura Fiat 500 dell’allora Pretore di Aosta, Giovanni Selis, che si accinge ad aprirla e che, miracolosamente, rimane praticamente illeso. Rimasti ignoti gli autori. Il giorno seguente il pretore è oggetto di un altro tentativo di attentato, sventato grazie alla sua diffidenza. Lunedì 23 maggio 1996 nel cantiere dell’impresa Lapegna a Pontey, in località Champagne 41, sette camion vanno in fumo durante la notte. L’impresario colpito si occupa di costruzioni edili e stradali e di sgombero neve. Gli automezzi, parcheggiati sotto una tettoia, si incendiano contemporaneamente. In seguito, il copione di prammatica, sempre identico: l’impresario che dichiara di non avere nemici e di non essere mai stato minacciato né ricattato, l’ovvia conclusione che gli inneschi usati presuppongono la presenza di almeno tre persone di buona capacità tecnico-criminale, la disamina degli affari e degli appalti del Lapegna. Il 16 luglio 2005 fiamme ad una pizzeria di Pontey, vicino Châtillon, dove si trova anche una pista di go-kart. Il fuoco si sviluppa all’alba, proviene dall’esterno e determina l’esplosione delle tubature del gas, per cui l’edificio è interamente sventrato. I proprietari sono i fratelli Fusaro, già titolari di un’impresa edile poi fallita, il cui nome compariva già nell’indagine Lapegna. La Procura apre un fascicolo contro ignoti.
È la notte di domenica 11 marzo2007 quando va a fuoco il deposito di tronchi presso la segheria di Walter Dal Canton, in regione Champagne a Villeneuve. L’incendio è gigantesco e per spegnerlo i vigili del fuoco lottano tutto il giorno, mobilitando anche due elicotteri della Protezione civile che rovesciano acqua e schiumogeni dal cielo. Il pericolo è grande perché la segheria in fiamme confina con il deposito carburanti della Villeneuve Petroli, la cui palazzina degli uffici è lambita dal fuoco: in caso di esplosione delle cisterne interrate di gasolio, le conseguenze potrebbero essere disastrose. Sgomberate le 15 famiglie della vicina frazione Trepont, strada statale interrotta, alla fine di un giorno di angoscia e mobilitazione i danni si quantificano in circa 250.000 euro. Poiché incendiare una catasta di tronchi enormi non è impresa tecnicamente facile, anche in questo caso si ipotizza una mano criminalmente esperta. C’è anche una testimonianza, quella del figlio del titolare, che afferma di aver visto verso le 8,20 del mattino un individuo aggirarsi tra le cataste di legname e, in seguito, darsi alla fuga su un’auto che lo attendeva nella vicina statale. (roberto mancini)

Explore posts in the same categories: 'ndrangheta, Attentati, Criminalità, Denuncia, Folclore valdostano, Mafia di montagna, Memoria storica, Roghi

Tag: , , , , , , , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

11 commenti su “Buio valdostano”

  1. bruno courthoud Says:

    è doveroso ringraziare Roberto Mancini per i suoi interventi precisi e professionali, che ci tengono informati su di un argomento che nessuno vuole vedere. Che sia l’unico vero giornalista degno di tal nome che abbiamo in quest’angolo buio di mondo?

  2. guadonelguano Says:

    No Bruno, per fortuna non è l’unico. Ma visto che sei passato anche tu nel tritacarne delle querele per diffamazione dovresti sapere quanto è difficile se non talvolta impossibile muoversi in questa realtà.

  3. chiquélo Says:

    @guadonelguano

    Ma le querele esistono anche per Mancini. Allora è l’unico.

  4. bruno courthoud Says:

    @ guadonelguano: ti capisco perfettamente, anche perché nel tritacarne delle querele per diffamazione ci sono ancora. L’ istituto della querela per diffamazione è figlia del codice Rocco, e deve ancora essere “tradotta”, se del caso, in un istituto degno di una società democratica.

  5. roberto mancini Says:

    Grazie degli apprezzamenti, ma preferirei concentrarmi su di un tema meno personale:
    a che punto sono le indagini?
    in una situazione di diffuso negazionismo del fenomeno mafioso al Nord da parte della società civile valdostana (che segue con maggiore attenzione la bataille des reines…), non ci si può stupire poi se anche parte degli inquirenti e delle forze dell’ordine non brillino per zelo investigativo.
    I casi che ho elencato sono clamorosi, eclatanti, e mai hanno trovato soluzione investigativa.
    Se manca il pungolo dell’opinione pubblica ( e magari dell’informazione…), fra gli addetti ai lavori si possono creare sacche di pacifico tran-tran.
    Di sonnolenta routine.
    Il che, in passato, mi sembra innegabile sia avvenuto.
    A proposito di Villeneuve, ricordo con interesse la pubblicazione di un quaderno di Libera ” l’altra VDA, ndragheta, negazionismo e casi irrisolti ai piedi delle Alpi”.
    In esso, a pag 105, si affermava:
    ….”profetica, in questo senso, la residenza a Villeneuve (piazza Chanoux) di Valter Macrina, affiliato alla “locale” di Volpiano, titolare della Edilmaco srl, azienda che ha realizzato i lavori del centro direzionale di Nevio Coral, ex sindaco di Leinì arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa”.
    Uno spunto interessante, da approfondire.
    Secondo tema: negli anni 80 sistemi tecnici per autobombe presupponevano livelli di capacità criminale elevatissimi. Evidentemente presenti sia nel caso Pasquali che in quello Selis. Dunque non stiamo parlando di balordi di provincia.
    Chiunque si sarebbe allarmato. Non i valdostani.

  6. roberto mancini Says:

    Dimenticavo:
    la recente sentenza dell’inchiesta “Minotauro” di Torino ha stabilito che la ndrangheta si articolava in otto “locali”, strutture militari operative tra Torino e province.
    Essa si avvaleva come alleato di Nevio Coral, sindaco di Leinì, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio.
    Coral è stato inoltre interdetto a vita dai pubblici uffici.

  7. guadonelguano Says:

    @chiquelo, vai tranquillo che non è l’unico. Ma visto che cercare gli altri, che sono comunque pochi, evidentemente richiede tempo, non perderti nella storia del giornalismo valdostano e continua a leggere Mancini su patuasia che è molto meglio

  8. Ya basta Says:

    Credo che la questione non sia la professionalità o meno di un giornalista. La questione è il diffuso negazionismo della Valle d’Aosta e un attento seppellimento delle vicende di cronaca specchio di situazioni gravi. Sicuramente abbiamo una situazione di ordine pubblico quasi ottimale messa a confronto ad altre realtà, teniamo presente che la Valle ha un numero di abitanti pari a un quartiere di una grande città, ma non per questo non dobbiamo tenere la guardia alta perché l’ordine pubblico non sia inquinato. Insomma una vasta criminalità è vergogna non vanto. L’attentato a un magistrato è di una gravità inaudita, è l’intimidazione diretta a un potere dello Stato è una prova di forza a cui lo Stato dovrebbe rispondere con grande forza accompagnato dallo sdegno della popolazione onesta. Mi ha lasciato perplesso la risposta di Libera che non vi sono elementi per stabilire che l’attentato aveva matrici mafiose, che cosa pretendono il biglietto da visita del mafioso tipo Arsenio Lupin? Comunque la risposta qual’è stata? Il trasferimento del magistrato, per carità l’incolumità pubblica è la prima cosa, e poi la solitudine e il suicidio. Ci sono state perquisizioni? Fermi? Interrogatori? Non lo so da quanto leggo no. Gli attentati a imprenditori sono segnali della presenza di interessi criminali è inutile minimizzare o cercare scuse è così. Ci siamo dimenticati degli omicidi di mafia: Neri Gaetano e Mirabelli Giuseppe scovati qui in Valle dalla faida di Taurianova, cosa pensiamo che hanno agito tipo turisti o avevano degli appoggi? Nel processo sono emersi questi appoggi quindi c’era una conferma giudiziaria. La presenza criminale della ‘ndrangheta è reale, c’è e non abbiamo niente da vantarsi, forse sarebbe il caso di prendere coscienza di questa presenza e non aspettare che sia sempre il potere giudiziario fare pulizia. I giornalisti devono fare il loro lavoro informando onestamente l’opinione pubblica sonnacchiosa.

  9. Guido Di Vita Says:

    Leggete la sentenza del giudizio di appello, e allora ne parleremo.

  10. roberto mancini Says:

    Sig Guido Di Vita,
    La sentenza è in arrivo, prestissimo pubblichiamo.

  11. lilli Says:

    grazie al giornalista Mancini – è inquietante il SILENZIO ASSORDANTE DI CHI CI AMMINISTRA… sarà interessante leggere le motivazioni della sentenza di secondo grado-

    .


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: