Proposta indecente


Dice Piero Floris, presidente di Alpe, che l’importante è “la condivisione di progetti e programmi ed il confronto, perché di certo non abbiamo bisogno degli Scilipoti à la valpellenentze (aostasera.it). Si riferisce alle prossime elezioni europee e a quell’invito tutto unionista di presentare un candidato unico per avere un seggio in Europa. Una scelta che, se accolta, rischierebbe di mettere in crisi l’attuale equilibrio nella minoranza. Pochissime sono le iniziative che hanno avuto la benedizione dell’intero Consiglio regionale, come potrebbe essere dunque fattibile l’indecente proposta rossonera? Sulla base di quale condivisione? Quella dell’Europa dei Popoli senza Stato? Ma noi uno Stato ce l’abbiamo! Fa piuttosto schifo, ma c’è. (Non è che il nostro autonomo Governo regionale sia tanto meglio). E da quale cilindro verrebbe fuori il candidato buono per tutte le stagioni?

Annunci
Explore posts in the same categories: Analisi spicciola, Curiosità, Domande, Elezioni europee, Europa, Politica internazionale, Politica valdostana, Uomini politici

Tag: , , , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

26 commenti su “Proposta indecente”

  1. romano dell'aquila Says:

    …eppure potrebbe proprio essere fattibile.

  2. catone (cato censor) Says:

    ma a me pare che Floris condividesse la proposta beota dell’UV di un candidato unico x la VdA. Se si avverasse questa cosa io -e molti altri- non andremmo di certo a votare! perché salvare l’UV proprio quando sta per crollare? ma qualcuno, in Alpe, ci fa o ci è??? abbiamo fatta nostra la sindrome del pompiere del PD nazionale? Vi mandiamo a stendere subito o fra un po’?

  3. roberto mancini Says:

    Cato censor, analisi perfetta!
    Qualora la porcata consociativa post-socialista prende corpo, si tratta di organizzare l’astensione.
    O una qualunque candidatura alternativa: grillina, o di qualche Coluche.
    Ricordano il Pd, che ha salvato Berluska tutte le volte che stava per crollare….
    Che passi ancora tutto dal PD? Che sia la musica di esordio dei renziani?
    Mah, boh, chissà….

  4. Mistinguet Says:

    Non mi risulta che ALPE abbia mai proposto o condiviso l’idea di partecipare ad una grande coalizione con UV e SA per eleggere un europarlamentare valdostano. Se non erro Floris parlò dell’opportunità di individuare un personaggio, da candidare per Strasburgo, che per meriti acquisiti nella sua attività o nella sua esperienza di vita si fosse fatto conoscere anche fuori dai confini regionali.
    Qualcuno poi l’ha interpretata a modo suo, cercando di cavalcare il cavallo di troia che avrebbe permesso di far convogliare tutti i voti dei valdostani magari su una figura scelta dal solito personaggio nel solito modo.
    Non credo che i movimenti e partiti ora all’opposizione debbano accettare nomi proposti da UV e SA, ma debbano individuare loro stessi il candidato ideale (se esiste e se accetta) e fare un’onesta campagna elettorale.
    Ogni inciucio, specialmente se intorno ad un politico magari da riciclare, non sarebbe perdonabile.

  5. bruno courthoud Says:

    il PD tace, come quasi sempre. A me non pare un bel segno, sempre ad aspettare quel che fanno gli altri. Mare mosso?

  6. romano dell'aquila Says:

    sono d’accordo con Mistinguet. il candidato deve venire dall’opposizione, avere particolari caratteristiche per meriti particolari acquisiti, ma deve ottenere anche il gradimento della maggioranza. Le persone giuste in Valle ci sono ed è, questa, un’occasione unica da cogliere e che non ha nulla a che vedere con inciuci di nessun tipo.

  7. patuasia Says:

    Avere un deputato in Europa a che ci serve? Ad allargare i confini della questua?

  8. my two cents Says:

    Stanti gli attuali sistemi elettorali e il paesaggio politico valdostano, le elezioni europee sono l’unica occasione, per me, di votare basando la mia scelta su orizzonti un po’ più vasti di quelli regional-regionalisti, guardando alle prospettive anche sovranazionali della costruzione europea. Insomma, per una volta si tratta di respirare un’aria diversa dai dibattiti ultralocalistici della nostra politica. Perché mai ci dovremmo ridurre anche per Strasburgo a candidature della serie “difendiamol’autonomialostatutospecialeivaloritradizionalidellanostraterra” (se si fa la candidatura unica rossonera) o all’ennesima conta interna sulla forza in regione dei singoli partiti (se ognuno presenta candidati di bandiera)?

  9. exit paul Says:

    Un parlamentare europeo valdostano servirebbe per essere meglio informati in Valle sulle politiche europee che coinvolgono, volenti o nolenti, anche le Regioni.
    Però come si faccia a dire, dopo aver letto le parole riportate da AOSTASERA e LA STAMPA, che Piero Floris voglia un accordo con U.V., rimane un mistero per tutti le persone che leggono, tranne che per gli interpreti filo/grillini locali che, a mio modesto avviso, ci stanno capendo poco. Colpa anche di qualche pregiudizio…

  10. Elio Says:

    La Val d’Aosta e’ probabilmente la regione piu’ europeista che ci sia in Europa ed e’ giusto che abbia il suo rappresentante. Il candidato o la candidata deve avere : una grande personalita’,ottima cultura (conoscere perfettamente italiano, francese,inglese), al di sopra delle parti, una persona di cui essere orgogliosi ;l’importante e’ che non sia delegato dai partiti. Io conosco una persona che ha queste caratteristiche, in piu’ non fondamentale ma importante e’ una donna.

  11. patuasia Says:

    Se si legge bene il mio post si evince che io NON dico che Piero Floris ha accettato l’invito unionista a presentare un candidato comune alle europee. Io deduco cosa potrebbe accadere nel caso lo facesse. Chiedo un maggior sforzo nella lettura e quindi nella comprensione di ciò che scrivo, grazie.

  12. Mistinguet Says:

    Dell’Aquila, il candidato ideale eventualmente individuato da un movimento o da un partito di opposizione o anche da un gruppo di cittadini non è assolutamente necessario che abbia “il gradimento della maggioranza”.
    Fra l’altro, cosa intende per maggioranza? L’attuale maggioranza in Consiglio non rappresenta che il 30% della popolazione valdostana.

  13. roberto mancini Says:

    Sig Elio:
    grazie dell’identikit, con connotati così precisi vuol dire che il laboratorio dei social-union-consociativi si è già portato avanti col lavoro.
    Dissento dalla sua affermazione: per quale ragione la Vda sarebbe ” la regione più europea” d’Europa?
    Non scherziamo con la propaganda da Apt: se c’è un posticino isolato e provinciale, lontano ( anche fisicamente, con una ferrovia del birimbo-birambo…) dal mondo, questo è la Vda.
    Che poi invece i suoi accorti figli abbiano un particolare talento storico-politico per aggirarsi da accattoni istituzionali verso le sedi in cui si distribuisce la biada, questo è un altro discorso.
    Forse lei confonde “europeismo” con “lobbysmo territoriale” da accattoni.
    Spinelli era altro dai Mastella di montagna…
    Ultimo punto:
    Il problema irrisolto della situazione valdostana, negli ultimi 30 anni, è quello del controllo democratico dei cittadini verso le istituzioni valdostane.
    I partiti localisti, che non hanno alcuna intenzione di sciogliere questo nodo (visto che governano con metodi da satrapo calabrese…), depistano e rincoglioniscono l’opinione pubblica abbindolandola verso sempre nuovi scenari ( Bruxelles, l’Onu, la luna…) esterni.
    Guai se si riflette su quelli interni!
    Insomma il problema non è “dateci nuovi soldi”, ma “come sono stati spesi quelli vecchi”?
    La telenovela dei “sempre nuovi diritti” deve impedire il controllo democratico dell’opposizione e dell’opinione pubblica all’interno della regione autonoma.
    Per questa ragione la proposta di cui discutiamo è solo un trucco.
    La presenza di un’opposizione in Consiglio regionale è un elemento allarmante ( e nuovo…) per chi governa la Regione.
    Opposizione che controlla l’Esecutivo? Mica è una nostra “tradition”…

  14. Elio Says:

    @ Mancini. Io ho molti brutto difetti : non prendo ordini da nessuno, ragiono con la mia testa , ho l’allergia ai politici di mestiere (verdi la mia lettera precedente), in piu’ la persona che mi piacerebbe candidare non sa nulla di questa mia idea.

  15. roberto mancini Says:

    Sig Elio,
    bene, prendo atto con piacere della sua autonomia di pensiero rispetto alle elezioni europee.
    Non posso tuttavia esimermi dal notare che, a conclusioni simili alle sue, è giunto un think-thank di social-union- consociativi che attualmente guida l’Union.
    Diciamo così: per vie diverse siete arrivati a conclusioni simili. Alla purezza della sua motivazione credo senza riserve.
    A quella del think-tank social-union- consociativo, nemmeno per sogno: è solo un trucco per debellare l’opposizione in piazza Deffeyes, lanciandole un osso.
    A distanza di 60 anni dall’autonomia, il sistema politico valdostano e la Balena Rossonera semplicemente non possono permettersi l’esistenza di un’opposizione.
    Maestri di libertà liberali….
    Sul tema del regionalismo, purtroppo da circa 30 anni ritenuto panacea di tutti i mali, propongo ai lettori la riflessione di un grande giornalista:

    “ Aver prodotto cinque livelli concorrenti e sovrapposti di governo
    ( Europa, governo centrale, regioni, provincie, comuni) e una serie interminabile di enti collaterali, ha procurato a migliaia di cialtroni l’opportunità di avere accesso – grazie alla politica- a una postazione di comando.
    E non è certo un caso che l’orrido si annidi dove il bancomat pubblico è più ricco e disponibile.
    Le Regioni sono ormai un florilegio di mostri viventi.
    Qui siamo al livello di devianza compulsiva quotidiana, di dettaglio.
    Il presidente del Piemonte Cota che acquista le mutande verdi, gli emiliani si dirigono sulla Nutella, i laziali alla Fiorito si abbuffano, tra le altre ruberie, di quintali di fettuccine.
    E poi, riassunto delle puntate precedenti: il ricevimento per le nozze della figliola, i regalini per mogli e fidanzate, le auto e le case.
    Tribù da sfamare. Una cloaca.
    E non è un caso che il debito pubblico sia raddoppiato da quando le Regioni hanno preso vita”.
    Antonello Caporale, il Fattoquotidiano, Ven 20 dicembre 2013.

    Non appena l’interminabile indagine sui fondi dei gruppi regionali valdostani sarà terminata, sapremo se “la cloaca” è anche affar nostro.

    ps:
    la definizione di “regione europea” va applicata al livello dei servizi erogati al cittadino valdostano.
    Alla qualità del suo rapporto democratico col Potere locale.
    Dunque il suo significato non è ” Vda = regione che ha diritto ad un seggio a Bruxelles”, ma ben altro.
    Paradosso per paradosso:
    il rapporto del cittadino valdostano con le istituzioni autonomiste non è europeo, ma degno del Burundi.
    Avviciniamolo all’Europa, si può fare anche senza seggio a Bruxelles.

  16. giancarlo borluzzi Says:

    Troppa filosofia, il problema è molto più semplice e va focalizzato l’aspetto principale, qui assente.

    La proposta, prima ancora che indecente, è conseguente alle indecenti premesse a monte: in Valle c’è una minoranza etnica, quella dei Borluzzi (peraltro friulani) e dei Dell’Aquila ( peraltro pugliesi) che (non) parlano francese, per cui vanno difesi in Europa. L’indecenza consiste anche nel fatto che ci vogliono oltre 800mila elettori per avere un seggio a Strasburgo e gli italiani della Valle sono solo 125mila, ma queste sono quisquilie per chi fa inserire nello Statuto regionale che in tre comuni della valle del Lys si parla tedesco e per chi scorda che ben 5 regioni italiane, assai più popolate della VDA, non posseggono europarlamentari.

    L’aspetto principale però non consiste in un’Alpe eventualmente a cena con UV e SA: non basterebbe, le 50mila preferenze per tale candidato potrebbero essere sognate solo con l’apporto del PD.
    Il voto il 24 maggio è libero, cioè non condizionato dalla martellante propaganda presente nelle elezioni locali, per cui il Pd può avere 10mila voti che sarebbero forse determinanti al mjsfatto di un contapalle micronazionalista a Strasburgo.

    Non si tratta di spaccare l’opposizione, per l’UV, ma di mandare un pallonaro a Strasburgo affinché rutti le panzane care al Leone e, in prospettiva, di ricollegarsi amorevolmente al PD nazionale oggi ampiamente primo partito.

  17. roberto mancini Says:

    Quindi il pastrocchio consociativo passa dal Pd nazionale?
    Magari dal nuovo amore che gli dichiarano i localisti, ora che veleggia verso il 30%?
    Magari da un’improvvisa passione valdostana per Renzi? Magari dal ministro Dellai?
    Non l’avrei mai detto!!
    “Moundze mé, que de bagues mounstres”!
    Borluzzi, perchè mi fai più scemo di quanto io sia già, di mio?

  18. giancarlo borluzzi Says:

    Il mio scritto era a latere di quello manciniano.

    E’ fuori discussione che oggi in Valle il PD è alleato con quel Caveri che ha fatto e rifarebbe l’europarlamentare nonché a Strasburgo agirebbe per quel riconoscimento internazionale della VDA di cui Mancini ha già postato più volte qui.

    Che senza i voti del PD sicuramente l’europarlamentare non ci sarebbe mi pare assodato.

    Il PD nazionale in prima battuta non c’entra nel senso che alla Valle proprio non pensa; ma è la dirigenza locale (peraltro sconfessata dai fans locali) che ha il tic dell’amoreggiare con i micronazionalisti.
    Basti ricordare che Guichardaz andò con la Morelli a chiedere a Bersani, che accettò come avrebbe accettato qualunque altra cosa proposta da una regione con un cinquecentesimo della popolazione italica, l’ok al principio dell’intesa Stato-VDA per le modifiche allo Statuto valdostano, premessa per mantenere fino alle calende burundiche la rendita che il medesimo assicura alle palle rossonere, premessa per mantenere lo Stato lontano dalla VDA.

    La superficialità del PD nazionale verso la Valle è nota, come pure i tic predetti della sconfessata maggioranza locale, che può avere, in seconda battuta, ok dal PD nazionale, Renzi o non Renzi che della valle si interessa meno che del conforto di Della Valle Tod’s.

  19. roberto mancini Says:

    Chiedo scusa;
    il ministro è Del Rio.
    Ho indicato erroneamente Dellai, che non è PD. In compenso è attivissimo federalista, termine che ormai fa fine e non impegna.

  20. Roberto Avetrani Says:

    Per la cronaca: il Direttivo di ALPE ha votato e respinto la proposta UV del “candidato unitario” e dato mandato al presidente di cercare un/a candidato/a espressione della minoranza ragionale da proporre agli elettori, a testimonanza di una comune volontà di alternativa (questi sono “i progetti e programmi comuni”) della minoranza, che non si fermi alle elezioni europee.
    Questi i fatti

  21. patuasia Says:

    Bene. Un comunicato stampa?

  22. giancarlo borluzzi Says:

    In-cre-di-bi-le !!!

    Massimo Lattanzi nominato coordinatore di Forza Italia in VdA !!!

    Chissà se alle europee il ragioniere dirà di non votare per i candidati di FI ma per quello su cui punterà l’UV, come ha fatto a febbraio, quando, per favorire Marguerettaz e Laniece, impose a Roma l’assenza del PdL sulla scheda, tragicomica premessa per ottenere, alle elezioni di maggio, zero consiglieri regionali.

    Va detto che FI sarà presente nel collegio nord-ovest solo se raccoglierà le firme, perché non era presente alle politiche del febbraio scorso a livello nazionale, e le firme comprendono anche 3000 sottoscrizioni in Valle, autenticabili dai consiglieri comunali aostani di FI. Per iniziare la raccolta va prima confezionata la lista dei candidati delle 4 regioni del NW: impresa da seguire !

    Puntare su Massimo Lattanzi per raddrizzare la Valle in senso liberale è come curare dal raffreddore una persona facendola dormire all’aperto col solo pigiama a Cervinia a gennaio.

  23. bruno courthoud Says:

    “Forza Italia” non mi piace in sé, come nome. Sa tanto di nazionalismo, come UV sa di micronazionalismo.

  24. vetriolo Says:

    per avere un altro o di nuovo Caverì in Europa, io speriamo che nemmeno questa volta ce la facciamo.

  25. giancarlo borluzzi Says:

    http://www.lastampa.it/2014/01/21/edizioni/aosta/elezioni-europee-si-allontana-lipotesi-delle-larghe-intese-8E9LDZdDjXikX4TRQ61AhM/pagina.html

    Questo link, fresco fresco, dimostra con chi tresca il PD di George W. Bruscia: con il Caveri che ancora oggi piange nel suo blog per il fatto che la VDA non ha avuto il riconoscimento europeo concesso all’Alto Adige (per lui non conta il fatto che in AA sono di lingua tedesca 68 residenti su 100, mentre in VDA è francofono quanto gli altoatesini sono germanofili solo lo zero% dei residenti).

    Il tutto si realizzerebbe con un PD renziano che ospita un gioiellino gradito a Caveri e ai Vierin e che sottrarrebbe al PD renziano un europarlamentare se il gioiellino ottenesse 50 mila preferenze nel nordovest.

    Notare l’anticipo del carnevale nello scritto caverovieriniano cui il PD di G.W.Bruscia si inchina: portare in Europa “la dimensione culturale, linguistica (sic!!!) e socio-economica delle regioni alpine di montagna”…
    Interessante quel “regioni alpine di montagna”, come se esistessero le regioni alpine di mare o le regioni marine di montagna… imparate l’ittagliano prima di sbrodolare col francese, pallonari della Valle in salsa piddina!

    Quanto affermato dal link conferma concetti riportati su altra testata, che cioè l’UV vuole prescindere dalle grandi intese; posto che di mezzo ci sono le firme, irraggiungibili dall’UV come il 4% su base nazionale, si deduce che ha trovato il partito masochista che la ospita.
    Non essendo il M5S, come non pensare a FI, che in Max Lattanzi avrebbe un personaggio “bivalente”, ritenuto cioè erroneamente forzista da Berlusconi e sicuramente utilizzabile a Strasburgo dall’UV per reclamizzare le sue note panzane?

    Povera Valle d’Aosta!

  26. giancarlo borluzzi Says:

    Aggiungo, repetita iuvant: FI, per essere presente nel collegio nordovest, dovrebbe raccogliere 3000 firme, più dei voti alle regionali del PDL.
    L’aiutino dell’UV sarebbe necessario e a buon rendere visto che avrebbe un suo “eletto” a Strasburgo.
    Un Lattanzi avrebbe preferenze fuori Valle, nel collegio.

    Il PD non deve raccogliere firme e ha preso atto di quanto vuol fare l’UV con la compiacenza di una FI che si snaturerebbe, e ha stabilito di snaturarsi pure lui, tentando di indirizzare preferenze a chi, in Valmalenco o sotto il Monviso, chiederebbe di essere scelto per difendere le lingue di montagna, inesistenti ma fa fine.
    Berlusconi come Renzi.
    Per fortuna non dovrebbero esserci, in FI e PD, eletti quali portavoce europei delle balle della Valle.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: