Accattoni


Le Europee di maggio 2014? Per vincere i boeri come Salvini, che contro l’Europa punteranno tutto esaltando il tribalismo zotico delle “piccole patrie”, abbiamo bisogno di maggiore integrazione politica. Ossia in primis di una banca centrale europea che possa battere moneta, come la Federal Reserve. Poi di due ministri europei: uno degli Esteri e uno del Tesoro (o economia). Poi di un unico esercito europeo. Insomma bisogna mandare a Strasburgo riformatori, non accattoni abili a dirottare fondi. Dunque pure in Valle voglio votare chi cerchi di edificare l’Eu, non chi cerca di andare a Bruxelles perché lì distribuiscono la grana. E’ la differenza tra il voto localista e il voto maturo.
Ne parla bene questo raccontino, che mi piace pensare ispirato ai Mastri Comacini (alla faccia della Gelmini, laureata in Calabria…):  “Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse.
– Spacco pietre – rispose il primo.
– Mi guadagno da vivere – rispose il secondo.
– Partecipo alla costruzione di una cattedrale – disse il terzo”.
Ecco, i partiti localisti in Valle (Balena Rossonera, Stelutis alpinis e frattaglie dei “puttanieri per la libertà”, al massimo arrivano al secondo livello. Federalisti? No, accattoni. (roberto mancini)

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13 commenti su “Accattoni”

  1. roberto mancini Says:

    Contro le cialtronate anti-europee dei liberisti da bar Odino ( from Trebaleseghe, provincia di Treviso…) vorrei ricordare alcuni scomodi fatti:
    i miracoli economici italiani, posto che abbiamo capitalisti cialtroni che mai espressero liberalismo concorrenziale, ma invece fascismo protezionista, sempre si basarono su questi ingredienti:
    moneta svalutata per esportare al massimo,
    limitazioni diritti sindacali,
    diritto al falso in bilancio,
    inefficienza statale compensata dalla possibilità di evasione fiscale di massa, sopratutto per categorie imprenditoriali.
    Dipendenti e pensionati, gli unici a pagare lo Stato.
    Welfare sprecone ed approssimativo, con pensioni fasulle alla De Mita.
    Uscire dall’Eu vuol dire ripristinare questi meccanismi da capitalismo straccione”.
    Non mi va bene.

  2. roberto mancini Says:

    Un po’ di dati sulle tasse, tema favorito dei forconi.

    “Il gettito fiscale del 2010, come dichiarato dai contribuenti ( ossia senza controlli…) , ammonta a 146 miliardi e 500 milioni di euro.
    Lo hanno dichiarato 41 milioni e 526 mila contribuenti. Per la precisione 41.529.054.
    Come sono divisi questi 41 milioni e mezzo di contribuenti?
    20.870.919 sono lavoratori dipendenti
    15.292.362 sono pensionati.
    Tutti insieme sono 36.163.280 contribuenti, pari al 88% del totale. Conclusione: i contribuenti italiani, quelli che mantengono lo Stato, sono per quasi il 90% lavoratori dipendenti e pensionati.
    E gli “altri”? Quanto sono?
    Sono 5.359.777, pari al 12 %.
    Ora viene il bello:
    Perchè quei 146 miliardi e mezzo sono pagati per 89.500.000.000 dai lavoratori dipendenti e per 47.700.000.000 dai pensionati, queste due categorie un po “sfigate” pagano 137.200.000.000 di euro, ossia il 93% del gettito tributario.
    Gli altri versano all’Erario 9.200.000.000, pari al 7% del gettito.
    C’è qualche dubbio sul fatto che strade, scuole, ospedali e insomma tutto quello che lo Stato fornisce ai cittadini è pagato, per il 93%, da lavoratori dipendenti ( pubblici e privati) e pensionati, e che gli “altri” vivono a sbafo?”

    Bruno Tinti, “la rivoluzione delle tasse”, Chiarelettere.

  3. Gelindo de Cogne Says:

    Sì categorie “sfigate”, ma che non perderanno mai il posto di lavoro… Penso che a molti piacerebbe essere “sfigato” con 1.300 euro sicuri al mese, ferie pagate, malattia, infortuni ecc.ecc.

  4. Gelindo de Cogne Says:

    Dimenticavo: la tredicesima, talvolta il premio di produzione… Ha il Mancini una vaga idea degli affitti dei locali commerciali in Aosta e dintorni?

  5. roberto mancini Says:

    Gelindo;
    La definizione di “sfigati” non è mia, ma dell’autore. Purtroppo è confermata dai dati citati, che sono incontrovertibili.
    Ho un’idea degli affitti.
    Forse, tassando le proprietà immobiliari e impedendo il contante, il nero emergerebbe?
    Magari gli affitti calerebbero?
    Insomma è il dilemma del governo: o si tassa la proprietà immobiliare, o il lavoro.
    Il lavoro è già gravato troppo, per cui o lo si alleggerisce o non riparte niente.
    Dunque non resta che l’Imu…
    Poi ci sono i “peracottari della libertà”, quelli che raccontano che si esce dalla crisi senza pagare tasse di nessun tipo, senza dolori.
    Sopratutto mantenendo l’evasione agli attuali 150 mld all’anno.
    Si riconoscono dalla tessera del Milan.
    Forza Dudù!
    Burundi, non Europa…

  6. bruno courthoud Says:

    De privilegia feudatariorum (franchigia speciale)
    Dalla deliberazione comunale n. 31 del 29 novembre 2013, concernente “Regolamento per l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti” di un piccolissimo comune, socialmente ormai privo di vita, in questa microregione “autonoma”. Il comune, atteso che non esistono più controlli di legittimità sugli atti, si autoassegna potere legislativo e stabilisce di concedere “una riduzione del 30% per le attività di Ristorante e Bar, le cui tariffe risultano particolarmente onerose, che verrà coperta con risorse proprie del Comune, e che quindi non andrà a penalizzare le altre utenze.”
    Mi sono venuti i brividi. Caso vuole che in questo comune feudale esistano un solo bar e un solo bar-ristorante. Caso vuole che il bar sia quello del vicesindaco, di stretta marca rollandiniana, (forse titolato a nome del padre o di altro familiare) e l’unico bar-ristorante sia quello dell fratello del vice-sindaco (forse titolato a nome della moglie). Quel 30% di sconto, concesso “di grazia speciale”, sarà invece a carico di tutti i contribuenti, nonostante le parole scritte in deliberazione. Nessuno, come al solito, dirà niente, e tutti, da bravi feudatari, pagheranno in silenzio, Io sono ormai vecchio e stanco e temo rappresaglie ed ostracismo, come già successo in passato, mentre vorrei invece vivere in pace con tutti. Ma da chi hanno imparato? L’esempio viene da lontano.
    Buon Natale a tutti.
    p.s.
    Per favore, ridateci i controlli di legittimità sugli atti comunali. Non costringete i più colpiti e i più indifesi, i più deboli, a ricorrere al TAR, cosa che non possono permettersi e che pertanto non possono far altro che subire passivamente!

  7. roberto mancini Says:

    Gelindo;
    Solo per amor di discussione , visto che il tema proposto era un altro ( che Europa vogliamo anche per la Vda?), eccole i redditi medi annui dichiarati da alcune categorie, naturalmente al lordo delle imposte: i dati sono riferiti al 2008, la fonte è il ministero delle Finanze:

    avvocati 49.100 euro
    dentisti 45.100
    ingegneri 37.400
    architetti 26.300
    consulenti fiscali 24.000
    albergatori 21.000
    psicologi 17.100
    ristoratori e bar 16.400
    gioiellieri e orologiai 15.800
    meccanici 15.400
    tassisti 13.600
    parrucchieri e barbieri 10.400

    Però evitiamo la guerra ideologica dipendenti pubblici=parassiti, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori= tutti santi.
    Non è questo lo spirito con cui ho postato i dati.

  8. cesara pavone Says:

    caro Bruno, spero che qualche gionalista de La Stampa o altra testata denunci quanto tu scrivi!
    @Roberto Mancini: bello il racconto sui Maestri ( direi Maestri e non Mastri) Comacini!
    Non l’avevo mai sentito e dire che il Duomo di Como é opera loro!
    Te lo rubo, con la speranza che a qualche giovane venga voglia davvero di costruire nuove cattedrali dello spirito!

  9. Gelindo de Cogne Says:

    I redditi medi danno da pensare, questo è certo, però a fronte dei furbi che riescono ad evadere e poi denunciano redditi ridicoli (in particolare barbieri, tassisti e gioiellieri, direi), vi sono molti che sono costretti a chiudere, perché se paghi 2000 euro di affitto e 1000 euro di spese varie, più 1 o 2 dipendenti, ai voglia di cucinarne di pizze (per fare l’esempio dei ristoratori).
    I “pubblici” non sono parassiti, però sono tutelati, a differenza dei “privati”, che poco possono fare a fronte di aumenti di tasse rifiuti, tasse su dehors, tasse sull’insegna commerciale, tariffe dei commercialisti (che se poi sgarrano non ne rispondono e l’Agenzia delle entrate viene da te commerciante).

  10. giancarlo borluzzi Says:

    Nessuno ha mai puntato una pistola alla tempia di qualcuno ordinandogli di essere un dipendente pubblico: quest’ultimo è tale per libera scelta. Purtroppo costoro sono troppissimi.

  11. Gelindo de Cogne Says:

    La pancia e lo stomaco ordinano di fare il migliore dei lavori possibili. Ma forse Borluzzi vive di aria.

  12. Puccettone Says:

    mai visto tante stupidaggini condensate in un post solo

  13. Gelindo de Cogne Says:

    Puccettone dev’essere uno dei tanti geni italici…


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