Embrassons-nous!


Sembra che il delirio sulle larghe intese non appartenga solo a Leonardo la Torre, ma all’intera area degli ex socialisti oggi incistati nella balena rossonera, una sorta di necessari parassiti. Se il consigliere regionale auspica un “idem sentire” della comunità valdostana per contrastare le scelte dello Stato che riducono drasticamente i contributi tramite i quali abbiamo scialato finora, ecco che Romano Dell’Aquila, in una lettera alla Stampa, propone la stessa sfida: tutti insieme per “riconoscere un diritto di cittadinanza della Valle d’Aosta in Europa.”. Solo con un’alleanza laica di tutte le forze autonomiste e regionaliste si potrà raggiungere l’obiettivo, cioè “la tutela dei nostri interessi, dei nostri bisogni, della nostra libertà e autonomia”. Siamo originali e specifici perciò c’abbiamo diritto. Mi chiedo e gli altri? Non sono anche gli altri altrettanto originali e specifici? Le montagne sono state un ostacolo allo sviluppo? Può darsi, sta di fatto che non siamo mai stati capaci di farle diventare una grande opportunità di crescita economica. La nostra attuale peculiarità consiste dunque nella nostra assenza di capacità imprenditiva. Nella nostra attitudine allo spreco. Nella nostra natura accattona. E’ per questa natura miserabile che dovremmo chiedere un seggio in Europa? Per mandarci l’ennesimo politico a scaldare la poltrona, rubare uno stipendio e difendere la nostra singolare inettitudine? E chi avrà la spudoratezza di accettare l’invito proposto dal suggeritore di Dell’Aquila?

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8 commenti su “Embrassons-nous!”

  1. bruno courthoud Says:

    Dell’Aquila, chi è costui?

  2. Geronimo Says:

    Nostri! Parola magica: diritti, bisogni, riconoscimenti.
    Come i bambini: mio, mio, mio.
    Ma sono bambini, stanno crescendo e chiedono attenzione esclusiva, giustamente.
    Poi diventano grandi e capiscono che insieme al mio c’è anche il tuo e il suo. Il nostro e il loro.
    Poi ci sono quelli che, anche da grandi, ripetono solo: mio, mio, mio e lo pretendono. Sarebbe un caso da manuale di psicologia dell’età evolutiva se dietro non ci fosse l’intenzione maligna del compiacere chi comanda, il calcolo e l’interesse.
    Ha ragione Pat. Anche gli altri hanno il loro mio e se nessuno fa un passo indietro, tra tutti i” miei”, non rimane che la baruffa e la lotta a chi ne da di più ( e noi non siamo nella condizioni di vincere, vivaddio, per ragioni di dimensione e ragione).
    Ma non si potrebbe, una volta, provare a rivendicare la propria identità ed il proprio orgoglio di appartenenza senza pretendere trattamenti di favore e senza pisciare fuori dal vaso?
    Il diritto di cittadinanza vale per tutti e non è prevalente per nessuno, indipendentemente da dove si vive e da come si è. Riconoscerlo per tutti equivale a poterlo rivendicare per sè.
    Ma se si continua a pretendere di essere diversi e quindi di avere più diritti, si finisce per innescare reazioni negative e contrarie, più che giustificate per altro.
    Forse è ora di capire che i tempi delle bufale sono finiti.
    Geronimo

  3. la pazienza ha un limite Says:

    I valdostani sono troppo pazienti, ma la pazienza ha un limite. Questi non hanno più nessuna vergogna, vedasi anche l’impossibilità di scollegare il vitalizio dei consiglieri regionali dall’indice ISTAT, perchè si lederebbe un loro diritto acquisito (articolo su La Gazzetta Matin).. Su questo non ho sentito uno, che fosse un commento sui blog o sui giornali locali. Silenzio assoluto. Interessi bipartisan.

  4. roberto mancini Says:

    60 anniversario Statuto speciale del 1948, siamo nel 2008.

    Ecco le richieste del pres Caveri:
    “ un seggio di diritto nel Parlamento di Bruxelles,
    la sanzione del principio dell’intesa per la modifica dell’art 116 della Costituzione ( ossia lo Statuto Speciale non potrebbe venir modificato senza assenso della regione autonoma…),
    norme di attuazione per la creazione di una zona franca e per la piena potestà sull’energia idroelettrica,
    delega per impedire che i documenti dell’archivio di Stato finiscano a Torino e a Roma,
    la nomina del Tar e della Corte dei Conti sia concordata con la Regione,
    l’esazione diretta delle tasse da parte della Regione,
    una norma di attuazione sugli uffici giudiziari (giudici di nomina regionale?),
    la richiesta che l’Italia aderisca al vertice permanente francofono girando alla Valle il seggio di membro di diritto, perchè è importante che la causa valdostana ( quale?) abbia un teatro internazionale cui rivolgersi”.
    Dulcis in fundo, “ piena potestà sul territorio valdostano del Parco del Gran Paradiso”.

    Dell’ Aquila ( in nome e per conto di….) riprende e perfeziona la vecchia solfa valdostana, già invocata dai separatisti nel dopoguerra (1945-1946), quando l’occupazione francese della Vda venne respinta dagli Alleati: una “garanzia internazionale” per l’autonomia.
    Quale garanzia migliore che un seggio a Bruxelles? Già che ci siamo, non si potrebbe avere anche una bambola gonfiabile per ogni montanaro?
    Mi scappa da ridere, sembra Wanna Marchi con le offerte speciali….

    Ps: vado a rileggermi Federico Chabod, la citazione dell’ideologo socialista della Balena Rossonera mi puzza.

  5. bruno courthoud Says:

    un NO totale e generale alle richieste di Caveri.

  6. giancarlo borluzzi Says:

    Quanto Mancini scrive qui sopra è da me totalmente condiviso nonché ritenuto pertinente alla geografia politica valdostana e all’integralismo pallonaro sparso 24/7 da UV e sue schegge, dubbiosamente preferibili all’originale.

    Posto che il PD è il maggior partito nazionale, sarebbe positivo se sfruttasse questa caratteristica: in sostanza, dovrebbe sposare la più ferma critica alle “richieste” di Caveri sopra opportunamente ricordate da Mancini e alla linea politica che le ha generate, testè presente.

    Invece il PD (e le sue varie sigle precedenti) negli ultimi decenni ha pensato solo ad allearsi con UV o le sue derivazioni in cui alberga pure Caveri.

    Renzi: qui la sua vittoria è stato fumo negli occhi per la dirigenza locale, che mi pare voglia distinguere tra livello nazionale e valdostano, al fine di tacere di fronte all’integralismo pallonaro, premessa per assidersi ai piedi di UV e contorno oppure di UVP e contorno.

    Centoz: è il riferimento renziano in Valle; non so se sposa ex toto corde oppure accetta passivamente (le due malattie coincidono nella sostanza) il micronazionalismo valdostano.
    Se vuole invece combatterlo, sarà necessario vedere se potrà sostituire Donzel o se i meccanismi elettorali del PD non lo permetteranno.
    In tal caso, Renzi accetterà che il suo messaggio di rinnovamento non attecchisca anche in Valle d’Aosta?
    La questione è importante, vista anche la sparizione della componente Lattanzoparonica.

  7. romano dell'aquila Says:

    quando noto che le mie modeste opinioni (e sottolineo sia mie che modeste) provocano dibattito e risposte, condivisibili o meno, non posso che ritenermi soddisfatto. E credo che ciò sia anche nell’interesse del blog di Patuasia. Continuate così e grazie. Romano Dell’Aquila

  8. cittadinanza reattiva Says:

    Gent.le Patuasia mai parole furono più azzeccate.


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