Primarie? Starò a casa!


Meglio di me lo ha scritto l’immenso Michele Serra: spunta nella mia generazione la sensazione che sia opportuno abdicare.
Non ho tessere di partito da almeno 20 anni, ma lo spettacolo delle primarie lo considero fondamentale, un dovere civico al punto tale da desiderarlo sia per il Centro Destra che per le forze localiste etniche che qui  affliggono la Regione.
Purtroppo  per l’Italietta la Destra cialtrona  è rappresentata da maggiordomi, servi  che voterebbero Dudù a ministro dell’Istruzione. Quanto alla Balena Rossonera, per eleggere il suo presidente ha presentato un candidato solo alla moda del Nord Korea, evitando il voto segreto dove sarebbero corse palline nere di dissenso.
Le scorse primarie ho votato Laura Puppato, stavolta starò a casa. Prima vorrei sapere i nomi dei 101 traditori che hanno pugnalato Prodi. E in Valle? Il problema fondamentale è quello di cancellare la prassi del partito-vivandiera, quello delineato lucidamente da Alder Tonino nella recente rievocazione di Giulio Dolchi. Di cosa si tratta? Di una porcata che dura da 30 anni: cancellare valori, tradizioni, martiri, uomini, principi e idee della Sinistra perché un partito nazionale è solamente addetto alle vivande, ossia a procurare soldoni alla Vda. La “spudoratezza” di Tonino è di rivendicare come merito la sciagurata legge Modica, che nel 1981 consegnò i 9/10 stabili alla Vda. Come ha ricordato lo stesso Tonino, in tre-cinque anni il bilancio regionale passò da 150 miliardi di lire a 1000 miliardi. Ma se si teorizza che il compito della Sinistra è principalmente (direi esclusivamente…) quello di fornire alla Vda più risorse e privilegi della Destra, ci si imbarca in un’avventura di gregariato. Così i bakkani stanno al centro in aeternum, stimolando la gara tra Destra e Sinistra a chi procura più biada… La Sinistra (e spero pure il Pd…) non è nata  per arricchire la Vda come regione (più risorse, più poteri, più soldi, la zona franca, l’indipendenza lo stato alpino, il Bakkanistan…), ma per tutelare i diritti di libertà dei cittadini dentro la regione. Soprattutto quelli dei più deboli. Dunque la legge Modica non è da ricordare come un merito, ma come una puttanata storica: con essa la Sinistra, lungi dal “combattere le tentazioni centraliste al suo interno”, come ha affermato Tonino, accettava invece di snaturare la propria essenza, divenendo subalterna ad un movimento localista. Una vivandiera dell’Union. Come si può essere per l’uguaglianza tra gli individui se poi si traffica per la disuguaglianza tra regioni?

Spero che i seguaci valdostani di Renzi, Civati e Cuperlo ne siano convinti. Su questo li peserò, per quel poco che conta la mia voce. (roberto mancini)

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16 commenti su “Primarie? Starò a casa!”

  1. Donato Arcaro Says:

    Secondo me il ragionamento dovrebbe essere esattamente l’opposto: TUTTE le regioni dovrebbero avere maggiore autonomia finanziaria. Entrate proprie da gestire al proprio interno. Questo renderebbe le regioni molto più accorte.

  2. GG Says:

    Se tutte le Regioni dispongono dei 10/10 lo Stato non esiste.
    Se tutte le Regioni usano la loro disponbilità finanziaria come fa la VdA, forse non durano tanto neppure loro…

  3. Ugo Says:

    Sicuramente in un contesto come quello italiano in cui regna sovrana la corruzione e lo sperpero di denaro pubblico, quello che dice il signor Arcaro ha un senso.
    Una regione gestisce ciò che ha. E se decide di gonfiare gli appalti, si prenderà le proprie responsabilità di fronte ai propri cittadini quando non sarà più in grado di garantire l’assistenza sanitaria, il trasporto pubblico ecc…

  4. patuasia Says:

    Se noi valdostani dovessimo campare solo con i soldi che produciamo saremmo messi come quelli del Burkina Faso.


  5. Primarie? Starò a casa!
    Sono un abitudinario io, e Patuasia conta spesso la mia presenza. E proprio questa sera ho aperto su questo titolo. Mi sono detto: qui c’è qualcosa che non va e così pensando ho scorso velocemente l’articolo – senza leggerlo – con il mouse per vedere chi avesse firmato questa “strana” provocazione. Roberto Mancini?
    A beh, allora non vale nemmeno la pena d’incazzarsi e mi sono fatto una risata sotto i baffi. Se il Pd è quello che vai rappresentando, cosa lo bastoni a fare Roberto? Lo fai per fare dispetto? Vota per Stella, per Travaglio, per Serra o chi per lui, e ti sentirai meglio. Battuta per battuta, direi, caro Roberto, che dovresti stare attento a fare questi inviti: se tutti quelli che sono insoddisfatti o incazzati col Pd dovessero davvero non andare a votare o emigrare in altri lidi, rimarreste solo tu, Giancarlo Borluzzi e poco più del 10% dell’elettorato, comprensivo di familiari e amici stretti di parlamentari, assessori e quadri intermedi. Io andrò a votare proprio per non abbandonarlo in mano a coloro che vogliono solo un Pd tartufesco e compromissorio.

    Io riesco ancora distinguere un giornalista da un politico, e il fatto che tu individui dei giornalisti come amici, mentre sei sempre pronto ad abbracciare in larghe intese i tuoi competitors naturali (ricordo di un dialogo fra te e Borluzzi), la dice lunga su una certa concezione elitaria della classe politica, posta in un empireo di immunità e di insondabilità. Ogni critica, per i piddini filo-apparato, sarebbe strumentale alla lotta politica tout court, non alla disamina dei problemi e alla ricerca delle soluzioni. L’esortazione a non andare a votare alle primarie è fuori da ogni contesto democratico, specie se questo voto promette un certo percorso per non eseguire inspiegabili conversioni ad U. Visto dunque che possiamo solo sperare nel Pd, è importante erodere il terreno in cui si nascondono quei 101, e rendere innocui i grandi patriarchi, che hanno fatto del Pd una delusione anche per me invece che una grande speranza.

    Comunque, voglio fare io quello che Barca Fabrizio non può fare, poiché, lo facesse, sarebbe un’autobiografia politica poco elegante. Barca è sempre stato ai margini della sinistra. Anzi, diciamo pure che la sua storia è laica, liberal-democratica, che in Italia non c’è mai stata, se non in qualche nicchia marginale di “persone serie” e rigorosamente legaliste. In ogni caso, non è mai stato tentato da quello che considerava il sinistrismo, e tanto meno da una facile vulgata marxista o da ciò che a torto o a ragione considerava estremismo. Una persona colta e onesta sul piano personale, e con un senso della decenza che l’ha fatto immediatamente schierare contro il populismo berlusconiano, non appena il signorino di Arcore ha dato i numeri.

    Insomma: se una persona come Fabrizio Barca preferisce Civati, questo la dice lunga sul Pd, sulla sua collocazione e su come questa viene percepita, non tanto e non solo dai qualunquisti anti-politici, ma anche e soprattutto da chi ama la politica ed è abituato a ragionarci sopra, senza speciali sensi di appartenenza. “In Italia, per essere riformisti bisogna essere bolscevichi”, diceva Leonardo Sciascia. O almeno un pò di sinistra come diceva Roberto Mancini. Primarie? Non state a casa, altrimenti sognerete Craxi e Rollandin Augusto.

  6. Geronimo Says:

    il ragionamento non fa una grinza e qualche dubbio sulle primarie del PD l’ho anch’io. Sarebbe però la prima volta e mi sentirei in colpa.
    Non patecipare è comunque sbagliato, anche se a forza di perdere ci si sconsola. Non so cosa abbia detto Tonino, ma che la “gauche valdotaine” abbia sempre fatto il portatore d’acqua (acqua?) al bieco regionalismo delle differenze per cui noi siamo unici (minoranza etnico linguistica?) e teniamo diirtto è un fatto.
    Ho sempre sostenuto che se un normale cittadino di Casale Monferrato avesse saputo (e sapesse) che il costo del televisore importato dalla Francia che acquista comporta un tot di Iva che invece di andare alla Stato, che se fosse virtuoso lo utilizzerebbe per i servizi ai cittadini, rimane ai valdostani (anzi no, alla Valle d’Aosta, genericamente a disposizione di chi gestisce il bilancio e le prebende locali) sarebbe incazzato nero.
    L’emergenza fa giustizia anche di questa colossale bufala, ma non ci fa più felici: avremmo preferito un po’ più di equità ridistributiva prima.
    Ciò detto, a me le torri (d’avorio, di Bramafam o del Lebbroso) non sono mai piaciute se non per la conoscenza storica e, rifuggendo dalle demagogie (mi sembra che oggi ne abbiamo almeno tre – la vecchia berlusconiana, quella urlata della ex comicità demenziale e la nuova potenziale di sinsitra) qualche novità si propone.
    Anch’io vorrei sapere chi ha ordito il tradimento di Prodi (ma qualche idea ce l’ho) e anche la mortificazione di Bersani. Se alle primarie qualcuno chide conto di questo, potrebbe anche tornarmi la voglia di votare alle primarie.
    A condizione che poi la sinistra locale sia coerente e non ricominci a “inciucciare” con gli alleati dell’ opposizione in Consiglio, magari ancora con la famosa “sinstra” dei compagni Vierin jiunior e senior (che sono solo l’altra faccia dell’Uomo solo al comando, in attesa di sostituirlo).
    Geronimo


  7. Grazie Geronimo per questo commento.
    Il tutto….in funzione di una notizia per me eccellente:
    Prodi ritiene molto importante tornare a votare alle primarie.
    Sì anche lui sarà presente e darà il suo voto.

  8. Il Pretoriano Says:

    Nel PD il nuovo avanza…! Il pensiero di PRODI.
    Andate tutti a cagare rossi di m…! E portateci pure il vostro caro Napolitano.


  9. L’uso assurdo di parole come “pretoriani”, “legionari”, “impero” ecc. accostate alla grandiosa idiozia di un fenomeno criminale, fallimentare, ridicolo e beota come il fascismo, rendono gli spiriti degli antenati romani parecchio inquieti

    Un neofascista è uno che aderisce al fascismo ritenendolo molto figo, o semplicemente perché così gli hanno detto di fare “i loro padri”, che normalmente trasmettono sempre ai figli tale “malattia”, e che a loro volta era stata trasmessa loro dai padri. La principale caratteristica del neofascista è quella di credere al fascismo senza essere a conoscenza di quello che è stato.

  10. giancarlo borluzzi Says:

    La principale caratteristica di un CCCP post litteram quale George W. Bruscia è quella di credere al comunismo senza voler tener conto di quello che è stato e di quanto nefanda è per i più “poveri” la sopravvivenza di scaglie di tale ideologia ancora oggi.

    George dovrebbe capire che tutti vogliono il bene di tutti e in questo solo un CCCP post litteram può invasativamente non concordare. La differenza consiste nel metodo da percorrere per conseguire il fine: l’economia di Stato produce miseria e muri berlinesi, il primato della persona con il liberismo produce le attuali società avanzate, che purtroppo devono pagare pedaggi, leggi bastoni tra le ruote da parte di sinistri e sindacati demagoghi, per il completo dispiegarsi della loro potenzialità.

    L’amatissimo George, che stimo perché idealista seppur fanatico, deve capire che Mancini possiede un corpo con due diconsi due teste: l’una è da me criticata in quanto ripiena di sinistrismo classico in salsa sindacalista rossa.
    L’altra testa invece va lodata perché sintonizzata con lucidità di analisi sulle muccate valdostane: lui parla di Italia e piscia su etnie e finzioni linguistiche come me.
    Ergo, io concordo con questa sua seconda testa e solo un CCCP post litteram può criticare Bob & me se concordiamo nell’analisi sulle panzane valdostane.

    Le primarie del PD: un emblema della superficialità in politica.
    Non vincerà una linea, ma un imbonitore televisivo che gioca sull’immagine slegata da programmi effettivi che ancora non ha in testa: è un grillino sui generis.
    In tale contesto, è conseguente che il CCCP Bruscia voti per il CCCP Civati, che ha corso le primarie sapendo a priori sia di non vincerle, sia che solo con tale cavalcata acquistava peso per il dopo.

    Prodi: voterà Renzi dichiarandosi per il maggioritario a lui caro, ma sperando di poter avere l’ok del PD renziano per sostituire poi Napolitano. Mutatis mutandis, proprio come Violante, che però i consensi all’elezione preindicata tenta di catturarli dall’altra parte esternando su sgarbi procedurali di cui Berlusconi sarebbe stato vittima.

    I posti al sole sono sempre i Caraibi dei piddini; anche per G.W. Bruscia che però preferisce la miseria e le carceri cubane.

  11. giancarlo borluzzi Says:

    Aggiungo.

    Non si vede il senso del partecipare a queste primarie in Valle.
    Qui IL PdL è stato fatto sparire da Lattanzi e Paron, i grillini non superano il 20% ma sono al 6%, il Pd non è al 26% nazionale ma solo all’8 per cento e gran parte dei voti vanno a forze inesistenti nei restanti 499/500esimi dell’Italia. Quindi il quadro politico è opposto a quello nazionale.
    Qui il PD non fa un discorso serio contrapposto ai micronazionalisti nostrani, ma lucida loro le scarpe per pensare di esistere.
    I tre candidati alle primarie nulla hanno detto sulla linea presente o futura del PD in Valle: andare domani al seggio in questa regione ha meno senso dell’andare a cercare fragole nei boschi innevati.

    Su La Stampa di oggi il buon Protasoni annoia i potenziali elettori del PD alle primarie in Valle decantando la bontà del voto in una lettera interessante quanto possono esserlo la lettura dell’elenco telefonico di Foggia o quella degli orari di apertura dei musei a Mantova.
    Egli doveva, quale presidente regionale del PD, illustrare quale influsso avrebbe avuto sulla sudditanza del PD nostrano a Caveri e Vierin 1+2 il prevalere di questo o quel candidato alle primarie.
    Nulla di tutto ciò, solo un invito ad andare a votare per mostrare alle novelle Botteghe Oscure un’efficienza organizzativa valdostana facente a pugni con l’accettazione supina del micronazionalismo uvipoalpista.

    A chi interessa: ci sono fragole nei boschi a nord di Lignan.


  12. Perchè mai coloro che credono nella democrazia e nella giustizia, come il sottoscritto CCCP Bruscia, devono per forza accettare concetti come il preferire la miseria e le carceri cubane?

    Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso. Infatti non appena appare qualche mio commento ecco il buon Gcb che viene contaggiato dal virus.

    Per quale motivo Giancarlo Borluzzi, anche lui, merita qualcuno dei diritti e delle garanzie che coloro che credono nella democrazia e nella giustizia hanno conquistato sputando sangue? Perchè coloro che credono nella democrazia e nella giustizia applicano quei diritti e garanzie anche a coloro che a parti invertite gliele negherebbero.

    Perchè coloro che credono nella democrazia e nella giustizia che hanno conquistato sputando sangue sono migliori di quegli altri? Proprio perchè lo sono, li trattano in maniera diversa da come verrebbero a loro volta trattati. Sta qui la loro forza e la loro, mia “diversità”. Se non sono in grado di farlo, vuol dire che non sono migliori di quegli altri.

    Ogni tanto mi chiedo come mai il Pd sia l’unico partito ad avere una vera democrazia interna, ma poi arriva un “messaggio” sulle primarie e nelle sostanziose argomentazioni dei lucidi esponenti delle altre forze politiche…e trovo immediatamente la spiegazione!
    🙂

  13. roberto mancini Says:

    Telegrafico, perchè vedo troppo narcisismo oratorio.
    Sig Arcaro:
    lo sciagurato titolo V, una delle maggiori porcate del Csx, ha conferito spesa libera ( e quasi esente da controlli..) alle 21 regioni italiane.
    Come risultato, le 21 nomenklature regionali si sono date a spese pazze e stipendi faraonici, contribuendo in maniera determinante all’incremento selvaggio della spesa pubblica.
    Degli irresponsabili spendaccioni, dalle mani bucate e in molti casi pure ladri.
    E lei a gente così vuole dare ancora più risorse? l’Italietta post berluskonista è un Paese di ladri, aspiranti ladri, imitatori di ladri, ammiratori di ladri e parenti di ladri.
    Dunque solo pochissimi devono avere la chiavi della cassaforte.
    In questa situazione Io sono iper-ultra-extra- centralista.
    Mica sono La Torre, povero ascaro dell’Union, che per guadagnarsi lo stipendio deve vaneggiare di “secessione leggera”…

  14. roberto mancini Says:

    Giorgio Bruscia;
    Guarda che la tua ansia di zelante custode del Verbo ti inganna.
    Rileggi il mio pezzo: io parlo unicamente per me.
    Non “esorto” nessuno, “nè “faccio inviti” come tu, mentendo, asserisci.
    Sono responsabile delle mie azioni, non di quelle altrui.
    Semplicemente sono stufo che la mia passione civica sia sbeffeggiata da 101 figli di puttana.
    Voglio sapere chi sono, uno per uno, perchè da lì sono nate mooolte cose.
    In Vda?
    Quando per curiosità professionale ho seguito i renziani, il primo risultato è stato che uno di loro mi ha accusato di frequentare la loro corrente non per fini di conoscenza, ma di ambizione elettorale.
    Così mi astengo:
    Son troppo vecchio per frequentare giovani fessi….


  15. Caro Roberto,
    posso condividere qualcosa di quello che hai scritto. Ma quello che proprio non posso accettare è la terminologia usata nei confronti del sottoscritto.

    Io non mento nè asserisco alcunchè. Il titolo del tuo pezzo è: “Primarie? Starò a casa!” che termina con un commento chiarificatore: “Il Pd come vivandiera dell’Union. Come si può essere per l’uguaglianza tra gli individui se poi si traffica per la disuguaglianza tra regioni? Spero che i seguaci valdostani di Renzi, Civati e Cuperlo ne siano convinti. Su questo li peserò, per quel poco che conta la mia voce. (roberto mancini)”.

    Tu sai benissimo che la tua voce, come modestamente hai scritto, non conta poco. Tutt’altro. Invece sai benissimo che qui in Valle tu fai tendenza. Anche per me è valida la frase:- Solo la stima personale, che ti riservo intatta, mi suggerisce di risponderti con quella maniera, gentile ed educata, come da sempre abbiamo fatto e credo che entrambi meritiamo.

    Un grande politico, diceva che non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni. Ma tu da buon giornalista sai benissimo che la lettura del quotidiano è la preghiera del mattino dell’uomo moderno. Io sono abbastanza moderno per leggere molti quotidiani e dunque con tutte queste preghiere quotidiane, probabilmente mi avrai scambiato per mons. Ovidio Lari.
    Con Stima

  16. giancarlo borluzzi Says:

    Informazione per Giorgio Bruscia che stimo.

    Ha senso parlare oggi di CCCP ma è insensato fare riferimenti al fascismo.
    Motivo: oggi l’economia è il pilastro portante della politica.
    Nella CCCP lo Stato era il pianificatore di tutto (e sappiamo come è andata) e tale metodologia, non dispiegantesi nel PCI solo perché fortunatamente non ha mai avuto il potere assoluto, è rimasta in misure diverse in ogni sinistra che vuole una presenza più o meno grande dello Stato nella politica.
    Anche Giorgio Bruscia vuole uno Stato direttore d’orchestra della vita dei cittadini (per procurare giustizia e benessere secondo lui, ma col solo risultato di impoverire i più “poveri” secondo me).
    Su questo non ci piove, come pure sul fatto che anche il fascismo voleva uno Stato forte, con corporazioni e “Stato nazionale del lavoro” che parlava di cogestione delle aziende e ripartizione degli utili, cioè paghe, “anche” in rapporto all’introitato: in tal modo non c’era contrapposizione di classe e tutti dovevano operare per il bene comune.

    Ebbene, Giorgio Bruscia, aggiornati: la sinistra 2013 ha alcuni virus dell’economia statale della CCCP, mentre la destra genericamente intesa vuole il liberismo ritenendolo l’unico modo per produrre (i CCCP pensavano solo a redistribuire il quasi niente che riuscivano a produrre) e quindi migliorare la situazione esistenziale di tutti.

    Sappi che personalmente ho analizzato a fondo anche l’ideologia del Tea Party (ti “scandalizzo”: sono onorato di scrivere avendo risposte da Sarah Palin) e ritengo che più leggero è lo Stato, più reali sono le libertà dell’individuo.

    Morale: io sono titolato a parlare di te quale castrista perché tu ti ecciti per una sinistra statalista, mentre tu non puoi fare riferimenti a me affibbiandomi ideologie diverse da quelle che mi appartengono.

    PS. Giorgio Bruscia qui interviene su discussioni importanti e non gradisce che anche io possa dire la mia, che, viste le spiegazioni di cui sopra, sono agli antipodi delle sue: bel concetto di democrazia !


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