Unionisti maoisti


Unionisti e maoisti. Eggià è la seconda volta (potrebbe essere di più) che nella rubrica “Liberté d’expression”, sul Peuple, viene riesumato il pensiero di Mao: “Il faut avoir confiance dans le peuple, il faut avoir confiance dans le parti, ce sont là deux principes fondamentaux.”. Un pensiero che avrebbe potuto essere espresso anche da Stalin o da Hitler o da Mussolini o da Castro. Un pensiero nazionalsocialista. Alla base il popolo e al vertice il Partito, possibilmente unico. L’Union valdotaine è senza vergogna un partito nazionalsocialista e ha creato una società a sua misura. Strettamente sotto sorveglianza. A differenza degli altri nazionalismi qui, in Valle, all’ideologia si è sostituito il denaro. Una mutazione inevitabile dovuta all’influenza liberale. L’ideologia è semplice folclore. Scenografia per gli sciocchi e i nostalgici del bel tempo che fu. La lingua di Molière fa parte di questa pagliacciata. (Anche al Congresso nazionale unionista tra le poltone della sala si parlava italiano e patois, ma sul palco era d’obbligo il francese. E i grillini ci sono cascati come pere.). Rivolin, lo storico del Mouvement, è preoccupato. Riconosce che solo pochi usano quotidianamente il francese, critica gli altri partiti che per scopi elettorali non lo usano e quindi contribuiscono al suo impoverimento. (Anche il suo giornale ha scritto e scrive in italiano negli appuntamenti importanti, chissà come mai?). Invita le forze politiche a farlo proprio per difendere l’autonomia che ha bisogno di questa caricatura per continuare a essere e cioè per mantenere i suoi sempre più anoressici privilegi. Il nostro storico, non se ne accorge, ma sta facendo più o meno quello che il fascismo fece con l’imposizione della lingua italiana. Obbliga una lingua che nessuno usa. Eppure, dato che è uno storico, dovrebbe sapere che la storia più che a un masso somiglia a un fiume. Scorre. Trasforma. Crea. Distrugge. E ricrea. Impossibile fermarla. La sua battaglia ideologica, quella del suo partito, in difesa di una diversità che non c’è è già persa. Meglio sarebbe insegnare il francese per il suo utilizzo nel mondo che per difendere un’identità fasulla. Magari sarebbe sensato limitarne l’insegnamento per irrobustire quello dell’inglese, lingua assai più necessaria ai valdostani. Dopotutto in Cina, il paese del popolo sovrano e del partito unico, questo lo hanno capito da un pezzo.

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10 commenti su “Unionisti maoisti”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    “Sono sicuro che senza l’UV non esisterebbe la Valle d’Aosta”: Gazzetta Matin di lunedì, pagina 5, in alto, sottotitolo virgolettato. L’ha detto Ennio Pastoret, persona simpatica e gentile, ma ahimè fuori del mondo! Ed è la guida suprema…..

  2. orsobruno Says:

    prima lo Stato fascista imponeva l’uso dell’italiano ora lo Stato unionista (il Congresso era nazionale perciò la valle d’Aosta è per gli unionisti una Nazione) impone il francese. Stessa logica, quella del partitone unico e del popolo bue.

  3. bruno courthoud Says:

    Era ed è già tutto scritto nello Statuto dell”UV. Primi articoli. Ma qualcuno non ci crede ancora.

  4. bruno courthoud Says:

    Peccato che non possa votare UV solo chi abbia una perfetta conoscenza del francese e lo usi abitualmente! Avremmo qualche sorpresa! Perché questa schizofrenia? Questa doppia personalità?

  5. patuasia Says:

    A proposito di citazioni di uomini importanti e di partiti unici… Sacharov quando Gorbacev gli diceva che doveva riformare il partito gli rispondeva secco che non bisognava riformarlo, ma liquidarlo: condizione necessaria per una vita politica normale.

  6. Bisker One Says:

    Sembra però che una certa parte del popolo bue si sia risvegliata alle ultime elezioni. Se prima il Partitone faceva il bello e il brutto tempo a volontà in virtù della schiacciante superiorità numerica, adesso se hanno qualche malato dovranno portarlo a votare il bilancio in barella, altrimenti vanno sotto.

  7. roberto mancini Says:

    Diciamolo in maniera laica:
    se costretto a rimanere in permanenza al governo per più di 20 anni perchè il meccanismo dell’alternanza non funziona ( in Vda per scelta degli elettori…), qualunque partito diventa un verminaio di corruzione.
    Figurarsi la Balena Rossonera!
    L’ unica garanzia contro le degenerazioni del Potere sono una magistratura attenta ai reati “politici” e un elettorato che punti all’alternanza.
    Entrambe le condizioni non mi sembra ricorrano in Vda.
    Bisker One:
    lei ha ragione, forse è la prima volta che nella democrazia tribale valdostana si insinua uno sprazzo di democrazia liberale: la minoranza controlla quello che fa la maggioranza.
    Una novità assoluta.
    Che poi spesso le motivazioni di alcuni di questi controllori siano ignobili, o dovute a faide tribali come nel caso Uvp, questo non ha alcuna importanza.
    Ciò che conta è il risultato, comunque positivo.
    Nel pensiero valdostano ( ed italiano…) che il comandante debba rendere conto del suo operato è concetto sconosciuto.

  8. patuasia Says:

    Volevo ricordare che la frase tratta dal libretto rosso di Mao è stata considerata “materia di riflessione per i congressisiti de l’Union valdotaine e per il futuro dirigente del movimento.”!

  9. chiquélo Says:

    Ormai i politici sono così ignoranti da non essere in grado di contestualizzare una frase: è bella, la usano. Cultura di aforismi, politica del Bignami. Come quell’esponente locale del PD (non valdostano, per carità) che disse che il lavoro porta libertà….

    @orsobruno
    Trovo la definizione “popolo bue” un po’ pseudo-snob. Intanto perché anche lei fa parte del popolo (a meno che non abbia perso il diritto di voto e conduca vita eremitica). In secondo luogo perché vivere in una società (una qualsiasi, la VDA per esempio) automaticamente ci colloca contemporaneamente nella posizione di figli e di padri di quella società. Oltre a chiederci dunque perché quel papà brutto non si cura di noi, dovremmo sempre chiederci come abbiamo fatto a generare tutto ciò.

  10. guadonelguano Says:

    Ciao Ciao capitale della cultura 2019…Aosta trombata in preselezione, molto meglio, tanto per fare un esempio, Cagliari e Lecce…


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