OK, il prezzo è giusto!


Questa è bella! Il noto, notissimo critico d’arte, Paolo Levi, quello che con SVEART (la squallida esposizione di squallide operucole di giovani e meno giovani artisti costata 500.000 euro per non portare nulla, se non, appunto, squallore!) avrebbe messo all’angolo la Biennale di Venezia, oscurato i fasti delle più importanti manifestazioni artistiche internazionali, si mette a disposizione degli artisti per certificare con apposito “Attestato di valutazione” le loro opere. Al modico prezzo di 280 euro per dieci creazioni l’eminente intenditore di provata esperienza ne darà il giusto prezzo, al quale aggiungerà una breve citazione critica. Ventotto euro a quadro per sapere a che cifra venderlo-per-non-svenderlo. Una cifra modica che solleverà i pittori, i fotografi, gli scultori… dallo “scomodo ruolo di autovalutazione a cui gli artisti spesso devono sottostare, aumentando la possibilità di essere presi in considerazione da collezionisti e galleristi d’arte“. Secondo il critico di alto prestigio è il prezzo giusto che fa l’opera. Infatti, Paolo Levi, ha dato motivo di credere di essere più appassionato ai soldi che all’arte. Così tanto che è disposto ad affrontare il ridicolo, come in questo caso, pur di raggrannellare qualcosa. Eggià, un’altra regione ignorante e sprecona come la nostra dove la trova? Perché quei 500.000 per la cagata che si è rivelata essere SVEART, non erano il prezzo giusto.

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5 commenti su “OK, il prezzo è giusto!”

  1. Bisker One Says:

    Ma che si Levi…

  2. Paolo Ciambi Says:

    A proposito della biennale Sveart, nel Consiglio comunale del 30 ottobre ho chiesto informazioni sulla seconda edizione, che dovrebbe svolgersi nel 2014. Né il sindaco né l’assessore al turismo né il consigliere di maggioranza che se ne era occupato ne sanno nulla: persi del tutto i contatti con gli organizzatori dell’evento. Ricordo che cosa aveva dichiarato in Consiglio regionale, il 6 febbraio scorso, il presidente Rollandin: “[…] Il faudra enfin privilégier d’avantage la mise en place de moyens nécessaires afin de dégager des ressources provoquant des parrainages privés au vu des résultats obtenus par la première édition, donc sur ces points on imagine par la suite de prévoir une deuxième édition de La Biennale”.

  3. Ugo Says:

    Come Andrea Dipre


  4. è triste vedere un critico, paolo levi in questioni produrre simili mostruosità, basta andare a vedere gli artistiti che recensice. autori che nn dovrebbero aver credito presso nessun critico, invece ci pensa il signor Levi. Gli unici che ci rimettono sono quei poverini che acquistano determinate opere. ci prendono in giro.

  5. patuasia Says:

    Signor Andrea, è triste che anche nel mondo dell’arte la più importante voce che lo governa sia il denaro. Qualsiasi imbecille con i soldi si può comprare la recensione del più grande critico sul mercato. Trattasi di mercato, appunto.


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