Dalla padella alla brace


Bel duetto quello fra il nuovo assessore alla Cultura, Joel Farcoz e il vecchio, Laurent Viérin. In mezzo c’è appunto la Cultura che, come altre attività economiche, non ha mai preso il volo. Sempre posizionata sui facili contributi, favori, amicizie e clientele. Oggi con il pettine reso inutile dai numerosissimi nodi, difficile proseguire nelle regalie e negli sprechi. Il giovane Joel occupa una poltrona senza dubbio scomoda, Laurent, da vecchia volpe, l’ha abbandonata nel momento giusto. Facile oggi dichiarare: “Anche la cultura ha bisogno di finanziamenti al pari delle imprese. La realtà è che qui si sta facendo invece morire la cultura e sappiamo che nel bilancio triennale non ci saranno i soldi nemmeno per l’ordinaria manutenzione”. (aostasera.it) Cosa ha fatto Viérin per la Cultura, settore che, grazie agli accordi politici, godeva di un ampio finanziamento regionale? Siamo forse migliorati nei gusti, nei modi, nella sensibilità, nell’uso del cervello? Perché a cosa servirebbe la Cultura se non a renderci persone migliori? Non siamo migliorati. Siamo rimasti brutti, sporchi, cattivi e pigri. Una prova? Joel Farcoz! Un assessore improvvisato, privo di quella dovuta esperienza come richiede il suo ruolo. Che ne sa di cultura uno come lui? Uno incapace di parlare a braccio in Consiglio e, diciamola tutta, pure incapace di leggere? Joel non avrà a disposizione le risorse che sono state date a Laurent, nell’inevitabile confronto che prenderà in esame solo le cifre distribuite a destra e a manca, quest’ultimo farà un figurone. Quindi, si può ben dire, Joel serve a Laurent per la sua scalata alla poltrona massima. Avrei visto un assessore robusto, capace di disapprovare gli sprechi e l’assenza di progettualità del suo predecessore. Uscire dalla logica clientelare che ha generato un campo dei miracoli dove, con poco o niente, chiunque si sente portatore di genialità, per promuovere una gerarchia di abilità necessaria al confronto e alla crescita. Ma con questa maggioranza era possibile? E’ stato scelto uno poco più che bambino. Ubbidiente e soprattutto non capriccioso. Uno che accetterà i tagli al suo assessorato senza fiatare. Errore macroscopico. Laurent che sa quanto è corta la memoria dei suoi concittadini, saprà usarlo e demolirlo a suo vantaggio.

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7 commenti su “Dalla padella alla brace”

  1. Puccettone Says:

    Eh si il problema è proprio la memoria corta dei valdostani (cosa comune a tutti gli italiani tra l’altro…), per di più il duello personale tra Rolly e Laurent, comunque finirà, finirà male per tutti o quasi, perchè sono solo l’ambizione e i tornaconti personali a guidare entrambi

  2. Donato Arcaro Says:

    Ma davvero pensa che un assessore possa migliorare gusti, modi, sensibilità, uso del cervello dei cittadini?
    Una buona politica culturale può indubbiamente migliorare la società, ma non esageriamo.

  3. Alain Says:

    L’assessore alla cultura non si può proprio vedere!!un bambino supponente!!non avevano di meglio per un settore così delicato??

  4. bruno courthoud Says:

    Ma per la “cultura” media valdostana va ben bene! Mica si mangia la cultura!

  5. patuasia Says:

    Signor Donato, quale dunque sarebbe il compito della politica se non amministrare saggiamente e quindi migliorare le condizioni di una collettività incluse quelle intellettuali? Una buona politica culturale che parta dalla scuola per poi toccare tutti gli aspetti dell’espressività umana non darebbe un sostanziale contributo al lavoro individuale? Progettare la crescita e saper individuare un percorso non è il compito di un politico? Agli artisti la libertà della sperimentazione e divulgazione ai politici il sostegno affinché questa libertà diventi libertà di tutti.

  6. tagueule Says:

    @Donato Arcaro

    Nel suo moderatismo riconosco l’accontentarsi tipico del valdostano. Per fortuna – a dimostrazione che si può – in Italia e nel mondo ci sono assessori che cambiano gusti, modi, sensibilità e uso del cervello dei cittadini (ne ho fatto nomi e cognomi in passato e non sto a ripeterli). Ergo sono i nostri assessori che sono mediocri. Ma il suo moderatismo va oltre pretendendo di abbassare l’obiettivo. Io non ragiono così. Per me l’obiettivo, soprattutto quello culturale, deve essere alto, ideale, che serva almeno come meta a cui tendere. E infine – se la classe politica avesse un minimo di cultura, appunto – gli assessori alla cultura dovrebbero passarsi il testimone, i dirigenti dei partiti dovrebbero capire infine che la cultura non è manovrabile per il consenso, che il controllo della cultura è fallito, anche nelle dittature. Che non si può fare la battaglia politica (un’eterna campagna elettorale) sulla cultura. E’ una visione piccola, miope, ottusa della realtà. Di questi nostri nomi di assessori alla cultura non resterà traccia, nemmeno nella storia regionale. E anche gli elettori di destra, di sinistra e dell’Union si facciano finalmente furbi e sostengano un assessore che sia in grado di andare oltre gli schieramenti, che sia in grado di mettere al centro dell’azione politica quel beni preziosi che sono le anime, i cervelli e i cuori dei valdostani.

  7. patuasia Says:

    Un entusiastico applauso al signor/a tagueule!


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