Ramo secco


Non ci riesco. Non riesco proprio a sentirmi solidale con il lavoratori del Casinò. Quei lavoratori che guadagnano in media 80.000 euro l’anno e che sono stati assunti non per merito, ma grazie a un voto dato e da un favore ricevuto dal politico di turno. Quei lavoratori che pesano sulle spalle di altri molto meno retribuiti lavoratori: ricordo che per tenere in piedi la baracca abbiamo progressivamente rinunciato agli introiti che un tempo erano una voce importante della nostra economia. Il Casinò è un contenitore imbottito di personale che non ci dà più nulla, alimenta solo se stesso. La politica lo ha corroso. Abbiamo una carcassa che continua a divorare risorse per cosa? Per mantenere i croupiers?

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21 commenti su “Ramo secco”

  1. Bisker One Says:

    Il bello è che finché era gestito dalla SITAV (sì, millenni fa, lo so) il casinò marciava a gonfie vele: era quello coi bilanci più in attivo di tutta Italia. Ma non c’era abbastanza politica di mezzo, e allora SITAV venne silurata; da lì in poi, fine della pacchia.

  2. Max Says:

    Quello che è stato scritto in parte è la verità, sicuramente nei tempi passati il Casinò è sempre stato un posto in cui in cambio di voti politici si veniva assunti e negli ultimi tempi c’è stata un’accelerazione di questo fenomeno. Negli anni di boom economico c’era anche una piccola forma di patto tra la Dirigenza e la politica locale in cui vi era il 50% di assunzioni da parte della Dirigenza stessa e un 50% da parte della politica locale regionale.
    Nei tempi in cui la Casa da Gioco erogava moltissimi soldi alla Regione e di conseguenza non solo a cose importanti tipo Aziende in difficoltà o sostegni agricoli ma anche e soprattutto ai divertimenti che tutti i Valdostani hanno usufruito in molti anni passati ( Saint-Vincent Estate per esempio ). Perciò se ben ci si ricorda tutta la Valle d’Aosta era ben contenta di avere nella propria realtà una Casa da Gioco!!. Ma si sa che la memoria a volte gioca brutti scherzi!. Se in questo momento ci sono le notizie che ovviamente devono fare lo scoop del momento mi dispiace ma sono molto errate!. I giornalisti in genere sono sempre una categoria, pur rispettata, ma che non riesce a dare le giuste informazioni a tutti. Poi se in questo momento molto delicato ci si mette anche chi non dovrebbe fare nessun commento su quanto si guadagna nel Casinò perchè proprio dal Casinò ci guadagna bè allora siamo al ridicolo!. Carissimi io vi informo che in quello che avete scritto c’è un piccolo errore. Da circa 25 anni in cui io lavoro nella Casa da Gioco vi potrei far vedere tutto ciò che si guadagnava anni fa e tutto ciò che si guadagna adesso ma credetemi che io 80.000,00 € non li ho mai visti!. Se cercate di fare luce su quanto effettivamente si guadagna alla Casa da Gioco sappiate che forse riuscirete a trovare cifre ancora più alte ma non sono di sicuro alla portata dei Lavoratori a contatto con la Clientela che con sacrifici di notti e festività mancate per molti anni e grazie alla propria Professionalità hanno sempre contribuito a rendere la Valle d’Aosta un’isola felice. Sono d’accordo con chi dice che la politica sta divorando la Casa da Gioco ma non solo quella!!. Quando lo capiremo tutti assieme potremo veramente ritornare a vedere la nostra Valle la più bella ed efficiente di sempre!.. Lo slogan che potrebbe essere molto in vigore in questo periodo potrebbe essere “FUORI LA POLITICA DALLE NOSTRE AZIENDE!”. Cordiali saluti. Un Croupier.

  3. roberto mancini Says:

    Ma come?
    Su circa 800 addetti, quasi il 98% è stato nei secoli “liberale e liberista”, ossia fautore della “libera concorrenza” , adoratore del “mercato” e nemico giurato dei sindacati e e della Sinistra.
    Filo-governativi dalla culla alla tomba, alcuni per tradizione familiare ( croupiers di padre in nonno…)
    Ed ora che la “libera concorrenza” e “il mercato” fottono l’Iri dell’Union e la loro bella vita da privilegiati, si buttano in braccio ai sindacati?
    A quei bulgari del Savt, sindacato dell’Est e cinghia di trasmissione della Balena Rossonera?
    Questa crisi aumenterà solo la coda di accattoni e questuanti in ginocchio da Rollandin e pure di Vierin ( che prima viveva sulla luna, dunque non si è accorto di niente…).
    Purtroppo proveranno sulla loro pelle che al mondo di oggi (da loro ritenuto giusto e il migliore possibile…) danno fastidio le proteste dei poveri: figurarsi quelle dei ricchi…

  4. sully Says:

    talvolta i lodatori dei tempi passati prendono delle cantonate; caro Biskerone, non le dicono niente i nomi di Gheis e Torrione? O quello di Andrione? C’era anche allora la politica, la SITAV foraggiava tutti i partiti e le assunzioni venivano caldamente raccomandate dai vari Caveri (lo zio) o Ramera.

  5. Bisker One Says:

    @sully
    Ciò non toglie che le gestioni “straordinarie” successive alla SITAV siano state un fallimento clamoroso. E va bene per Torrione, Andrione, zio Caveri e gli altri. Non ho detto che non ci fosse politica di mezzo: ho solo affermato che non ce n’era abbastanza. C’era ancora spazio per una certa quantità di iniziativa privata, spazio oggi del tutto inesistente. No, mi spiace, non sono un “lodatore dei tempi passati”: sono uno che ha visto il casinò passare da “migliore d’Europa” a “peggiore dell’Universo” nel giro di pochi anni.

  6. Fierobecco Says:

    Difficile provare solidarietà nei confronti di chi, assunto per chissà quali meriti e spesso senza alcun titolo di studio, ha percepito stipendi da dirigente. Spesso si controbatte con un fuorviante “lavoro notturno ed usurante”, bisognerebbe provare a dirlo a chi fa turni di notte in acciaieria con uno stipendio ( o meglio salario) sensibilmente diverso.

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Il concetto qui espresso da Patuasia & commentatori è da me condiviso. Quello che non quadra è la prassi del vedere solo gli effetti a valle di anomalie a monte che ne sono la causa ma è hobby non analizzare.

    Un esempio fresco come le uova appena scodellate: gli indicati effetti a valle, comprendenti le bovinate legate al casinò, hanno origine da uno Statuto regionale estraneo all’oggi ma che i micronazionalisti (al comando o meno) vogliono perpetuare con il cosiddetto principio dell’intesa Stato-regione, relativamente al quale sono state presentate (al Senato, ma oggi o domani al “vaglio” del consiglio regionale valdostano) due proposte di legge che, con le note turbolenze romane, probabilmente moriranno col defungere anticipato di questa legislatura.
    Due proposte comunque sulle quali, platealmente, i 35 consiglieri regionali batteranno acriticamente le mani, tutti (anche se molti senza capirne i risvolti), compresi grillini e regressisti del PD perché così vuole Laurent.

    Tale principio, demenziale perché le modifiche statutarie legate ai valori costituzionali non dipendono dal voto di un consiglio regionale prono davanti al micronazionalismo ma da una intrinseca validità oggettiva, è pericoloso in quanto inserito in una proposta di legge con un identico articolo per ogni regione “autonoma”: questo fatto è assurdo perché la situazione valdostana evidenzia carenze costituzionali ignote alle altre 4 regioni “autonome”.

    Su questo tema, importante perché prodromo di una situazione che causa ANCHE le bovinate del casinò, il silenzio è totale da parte di chi è per altri versi illuminato: manca la volontà di soffermarsi a riflettere su questa tematica.
    Ciò fa il gioco di UV/UVP; qualcosa si muove in senso antagonista, ma è un peccato che i frequentatori di questo blog in merito siano dei non pervenuti.

    Spero di non essere cancellato perché non è OT analizzare le cause anziché gli effetti.

  8. Il Pretoriano Says:

    @Sully
    ha dimenticato il “puparo” di ieri e di oggi, alias Bruno Milanesio, che infilava i “suoi” al Casinò a colpi di assegni in milioni di lire pagati a rate dalle rispettive famiglie degli assunti..!

  9. Nemo Says:

    @Il Pretoriano Posso confermare. A fine anni ottanta un medio funzionario pubblico di “area” mi “propose” un’assunzione al Casino in cambio di un anno di stipendio anticipato. Per quanto mi riguarda rifiutai. E parliamo di trent’anni fa. Pensate ai danni fatti ovunque con pratiche del genere.

  10. uomo ragno Says:

    Per conoscenza posso dire che alcuni all’interno del Casinò hanno fatto gavetta per cui solo dopo anni sono arrivati a fare i croupier, per molti invece le porte si sono aperte per grazia ricevuta e non sono pochi. Adesso mettere la croce solo su chi ha messo da parte la dignità di persona per dire “si signore” per tutta la vita non ha senso. I responsabili dello sfascio sono tanti e tutti noti. Il famoso “puparo” Milanesio è ancora “dei nostri” altri lo sono meno altri lo sono stati fino a poco tempo fa. Una proposta seria sarebbe chiedere i danni a questi signori (le casse personali sono piene), ma il tutto cadrebbe nel vuoto per mille motivi non ultimo che il paese Italia non ha leggi serie in materia. Altra proposta potrebbe essere che lo stipendio dei dirigenti e manager sia legato effettivamente ad obbiettvi raggiunti e non come adesso che si elargisce il premio a prescindere. Sicuramente quello enunciato dal manager delle meraviglie che lega il rilancio alle camere del Billia è una palla colossale. Che piaccia o no i Casinò che funzionano (vedere in Slovenia) hanno due “esigenze” diciamo tecniche: la prima sono le “accompagnatrici” la seconda sono i prestasoldi. Qui si sono adoperati per eliminare le prime e ridurre ai minimi termini i secondi, salvo poi mandare gli aeri Air VAllée a caccia di soldi in quel di Palermo e per non farci mancare nulla in quel di Pescara (lì esiste una comunità di rom che negli anni si è arricchita con traffici illeciti di ogni genere). Adesso ci si rivolge ai cinesi noti per essere arrivati in Italia con le tasche piene di buone speranze e soldi piovuti dall’alto a cui la nostra infallibile magistratura non ha mai chiesto conto. Se questo è il futuro prepariamoci a….passare un lungo inverno!!!!

  11. ANNA MARIA Says:

    Tutta questa querelle sui presunti 80.000 euro nasce da un equivoco dettato dall’ignoranza (nel senso che ignora) del giornalista della Stampa: In effetti l’A.U. della Casinò Spa ha parlato di costo del lavoro medio per dipendente di 80.000 Euro, dove nei dipendenti sono compresi anche i dirigenti, ecc, mentre il giornalista de La Stampa ha parlato di retribuzione media di 80.000 Euro. Sono due cose diverse, perchè nel costo del lavoro rientrano anche altre voci come il TFR, le assicurazioni, alcune spese generali, gli eventi, alcuni costi generali. occorrerebbe che l’A:U: specificasse quali sono le voci comprese nel costo del lavoro e quanto incidono singolarmente in percentuale sul totale. Mi spiace che anche lei sia caduta nell’equivoco. In questo modo non si fà altro che alimentare rancore, e forse chissà se giova a qualcuno. La saluto e le esprimo la mia stima.

  12. Gelindo de Cogne Says:

    @ANNAMARIA

    Sentito in Consiglio regionale: i dipendenti del Casino de la Vallée sono i più pagati in Italia tra quelli che lavorano nelle case da gioco. Che poi percepiscano 3000 euro anziché 4000 mila al mese, interessa poco. La domanda è: perché il casinò di Saint-Vincent retribuisce meglio degli altri casinò? Se c’è una ragione ben precisa mi sta bene, altrimenti lo leggo come un puro e semplice privilegio di matrice politica.
    Seconda cosa: i premi. Ma le pare che si debbano premiare più di 300 persone di un casinò che sta per licenziare più di 100 persone?
    Inoltre: le cassiere dei supermercati, gli operai, gli infermieri… percepiscono per caso dei premi di risultato?
    Il rancore monta eccome se monta!

  13. ANNA MARIA Says:

    Intanto prima di esprimermi vorrei conoscere i numeri di tutti i Casinò, senza quelli non si può ragionare; detto così non mi dice niente.
    Ha ragione lei per quanto riguarda i premi, ma io mi pongo questa domanda: ” Chi sono le persone premiate, e quale ruolo svolgono all’interno dell’azienda? Chi ha deliberato i premi e fissato i parametri per la loro corresponsione?” Ho l’impressione che si stia giocando allo scaricabarile sulla pelle dei dipendenti.

  14. roberto mancini Says:

    Signora Annamaria;
    la consuetudine di assegnare premi svincolati dai risultati aziendali non è figlia di nessuno.
    E’ stata inventata dai pirati di Wall Street nel ventennio della sbornia iperliberista dei “teo-con”, che ha rischiato di mandare a puttane il mondo.
    In genere alcuni meccanismi ( il più noto quello delle “stock-options”) consente addirittura ai manager di scommettere in Borsa contro le aziende che dirigono.
    C’è gente che si è arricchita facendo fallire la propria azienda. Hanno imparato dai giocatori del calcio italiano, che scommettono sulla sconfitta della loro squadra….
    Vuole che il modello non sia stato copiato anche a St Vincent?
    Naturalmente ai manager e dirigenti si applica una morale, agli schiavi/dipendenti un’altra:
    gli zii Tom per guadagnare 50 euro in più al mese devono incrementare la produzione, oppure rinunciare al cesso, oppure dimezzare la mezz’ora di pausa-pranzo, oppure rinunciare agli straordinari.
    Solo loro sono vincolati ai risultati.
    I dirigenti sono i negrieri che conducono la nave, mica stanno legati sotto coperta con le catene (mentali, mentali…..).
    Esagero?
    No, sul piano dei diritti dei lavoratori siamo tornati ai diritti differenziati dell’Ancien Regime, prima del 1789.

  15. roberto mancini Says:

    Leggo oggi sulla Stampa:
    “nell’anno 2012 sono stati pagati 364 premi di risultato per una media pro-capite di 3.140 euro annui, lordi……..Ne hanno beneficiato 16 dirigenti e funzionari cui sono andati 5.375 euro pro-capite.
    Sono stati anche assegnati…..premi per il personale del black-jack (4.460 euro a testa) e del reparto roulette/fair (3.250 euro).”
    Di tutti questi premi, compreso il parco compenso di 72.000 euro all’ a d Frigerio, “non esiste titolo per esigere la restituzione”.
    Come dicono ad Introd, ” chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, oublions le passé…”
    Non posso commentare liberamente, commetterei reati plurimi a mezzo stampa.
    Come si dice in patois ” ci stanno prendendo per il culo”? E in basco?

  16. Gelindo de Cogne Says:

    @Roberto mancini

    “No ciappun pe lo chi”.
    Non solo ci prendono per il c…ma sono seriamente motivati a mandarci in rovina tutti quanti (tranne loro ovviamente…).

    PS: Tempo fa il contributo per l’assistenza domiciliare agli anziani passò da 700 a 500 euro mensili, perché c’era la crisi…

  17. tagueule Says:

    @Annamaria
    Per costo del lavoro si intende costo azienda, che è una definizione tecnica, il quale è composto dalla paga lorda più i contributi a carico del lavoratore. A spanne per un costo azienda di 80.000 euro la paga netta del lavoratore è di 50.000 euro.

  18. ANNA MARIA Says:

    Dopo l’ultimo post di Mancini e di Taguele, già il quadro è un pò più chiaro. Intanto sappiamo che ci sono almeno 16 dirigenti, n. imprecisato di funzionari, che non tutti i croupiers hanno percepito il premio (solo roulette/fair e black jack). In sostanza quello che è stato fatto dal giornalista è stata la media dei polli di Trilussa ed è quello che io volevo dimostrare.

  19. Gelindo de Cogne Says:

    @Anna Maria

    Va bene, il giornalista ha preso una cantonata… ma la sostanza cambia poi di molto? I croupiers sono santi e va bene, ma il casinò non è fatto solo di croupiers.

  20. ANNA MARIA Says:

    per l’appunto.

  21. Mistinguet Says:

    Infatti, è fatto anche di 200 amministrativi, pagati anche loro più della media: ditemi voi se servono 200 amministratitivi in un Casinò? A fare che?


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