Vuoto a perdere


Sulla candidatura a Città europea della Cultura, Paron finalmente risponde! Sulla Stampa esce dal silenzio e dice: “Non corriamo contro nessuno, corriamo per noi tutti“. Ecchevordì? Retorica da piola che non dice niente. Parole vuote che riempiono di vuoto il vuoto progettuale. Le linee guida sono state impostate da un consulente esterno (quanto ci è costato?) e poi sviluppate dal personale interno. Fantastico! Noi aostani e valdostani ne sappiamo qualcosa? Eppure il programma di una città candidata deve “incoraggiare la partecipazione dei cittadini residenti nella città e nei dintorni, mirare a suscitare il loro interesse, deve avere un carattere duraturo e costituire parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della città”. A parte il logo che compare ogni tanto su fb accompagnato dalle frasi surreali dell’ideatore Arnaldo Tranti, il coinvolgimento è stato nullo. Quest’anno la Capitale europea della Cultura è Marsiglia, selezionata grazie al progetto “Atelier de l’Euroméditerranée”, insieme all’altra candidata Kosice. Fra i numerosi eventi conclusisi a Giugno con la Transumanza (una versione alta e di portata internazionale come io avrei voluto 13 anni fa per la nostra Désarpa), si contano quelli riservati all’azione dei cittadini. Diversi ateliers sono stati pensati e allestiti allo scopo, coinvolgendo gli operatori culturali, le associazioni e le scuole. I possibili partner aostani sono quelli ufficiali: Regione, Università, Celva e forse la Chambre. Che rinascita! A Marsiglia sono stati costruiti nuovi importanti edifici come la Villa Méditerranée a firma di Stefano Boeri, il MuCEM di Rudy Riccioti, un altro grande architetto, Frank O. Gehry, ha progettato il Museo della Fotografia. E poi lo studio di Norman Foster che ha riqualificato il Vieux Port e Massimiliano Fuksas che ha ideato il nuovo polo culturale Euromed e ancora il grattacielo concepito da Jean Nouvel. Insomma per Marsiglia un pugno di archistars è stato invitato per far rinascere una città. Aosta avrà i suoi geometri, architetti e ingegneri presto impegnati per riqualificare due importanti piazze che per l’assessore Alberto Follien non sono tali, tanto che per lui saranno sufficienti due panchine con lampioni incorporati e inchiavardati su un pavimento di marmette economiche. Paron, ma che corri a fare? Il Testimonial arriva dallo Stato Vaticano: Joaquin Navarro Valls, ex direttore della sala stampa e Ami de la Vallée d’Aoste. Dopo la “cittadinanza” data dal Comune di Introd al cardinale Bertone possiamo dire che ormai con lo Stato Vaticano siamo culo e camicia.

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7 commenti su “Vuoto a perdere”

  1. Elio Says:

    Tutto , probabilmente , e’ partito da una lettera pubblicata su La stampa di venerdì 9 novembre in cui lo scrivente anonimo (lettera firmata Saint Christophe ) si chiedeva : come mai Aosta non si presenta al concorso di capitale europea della cultura? Avrebbe delle ottime carte da giocare. Il giorno stesso la giunta comunale nella sua riunione decide di partecipare all’evento. Certo, non l’hanno fatto solo per la lettera ; probabilmente ne avevano gia’ discusso e questa e’ solo servita da ulteriore spinta. Esattamente sei mesi dopo il 9 maggio, sempre io ,questa volta firmandola ho inviato una nuova lettera a La stampa (pubblicata sabato 11), questa volta firmata chiedendo al sindaco di darsi una mossa che siamo abbastanza in ritardo per presentare un programma serio. Conclusione : io in questa operazione ci credevo anche perché’ il bando del concorso pubblicato intorno al 20/25 novembre scorso sembrava darci ottime possibilità; partire poche settimane prima della scadenza sembra solamente una presa in giro per i cittadini e i valdostani tutti.

  2. tagueule Says:

    Gentile Elio. Io vorrei capire. Quindi le chiedo di spiegarmi perché il bando del concorso sembrava darci ottime possibilità. Il bando per Capitale Europea della Cultura non è un appalto o un concorso pubblico che quando esce si prepara. Aspirare a diventare Capitale Europea della Cultura dovrebbe essere – nel pensiero di un amministratore illuminato – un percorso che parte indipendentemente dal bando e che approda al bando per esperienza, merito, capacità. Certamente non solo per quello che prometterà di fare su un pezzo di carta. Sulla carta un progetto vale l’altro. Ma Aosta da cosa parte? Qual è la sua base di partenza? Il fiolet? La bataille des reines? Lo Charaban? Gli animatori di Natale in piazza Chanoux (il Natale scorso c’era una signora piuttosto in carne vestita da elfo che sputava fuoco incendiando un piccolo albero fatto di carta). Recita il “bando”: Le città che intendono candidarsi al titolo per l’anno 2019, devono presentare una domanda di candidatura, che comprenda un Programma culturale con dimensione europea, specificamente ideato per l’anno in questione. Se Aosta ha presentato la domanda: qual è il programma di respiro europeo? Quando sarà reso pubblico?
    Dice ancora il “bando”: Basato in primo luogo sulla cooperazione culturale, tale Programma deve soddisfare requisiti di
    elevata qualità artistico-culturale. Senza la spiegazione che le chiedo non sono d’accordo con lei: Aosta non è in grado.

  3. michelchamen Says:

    Beh,gli sport popolari,la bataille de reines e lo Charaban sarebbero ottimi punti di partenza!!!!

  4. patuasia Says:

    Quindi se ho capito bene il tutto sarebbe nato dall’impulso dato da una lettera anonima? Ma vogliamo scherzare? Ecco come siamo messi… a uno viene un’idea la imbuca senza firma e spinge così l’Amministrazione comunale a prendere una decisione e candidare la città a Capitale europea della Cultura! Ma qualcuno ha in mente cosa significa Cultura? E cosa significa Europa? Il Comune ha imprigionato resti romani fra i pali Innocenti per sostenere le casette di Natale, altro che sostegno alla Cultura! E sarà mica Cultura lo sfigatissimo festival degli artisti di strada no? Ma come possiamo illuderci di poter competere con città come Urbino, Matera, Bergamo, Ravenna, Siena, Mantova (il celebre Festival della Letteratura è in atto)… che hanno già preparato da tempo il programma? Ma cosa pretendiamo da un assessore come Paron che sulla Stampa di ieri definisce San Sebastian, famosissimo centro turistico nei Paesi Baschi, e l’austriaca Graz, Patrimonio dell’Umanità, “territori meno conosciuti”?

  5. libero Says:

    Paron non sa niente di arte, ma neppure la geografia è il suo forte!

  6. tagueule Says:

    @michelchamen

    E già, infatti è notorio in tutto il mondo del loro respiro europeo…

  7. maicol Says:

    scusate ma dimenticate che a maggio l’intera Giunta di Aosta era impegnata nelle Elezioni Regionali, poi hanno dovuto sostituire qualche Assessore passato a miglior reddito e poi finalmente ci sono state le ferie estive …


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