A qualcuno piace ferro


A qualcuno le ringhiere della Porta Pretoria piacciono tanto!

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6 commenti su “A qualcuno piace ferro”

  1. Il Pretoriano Says:

    E naturalmente in zona A si lasciano mettere queste ringhiere alla faccia dei Piani territoriali paesaggistici (PTP), dell’interpretazione dei regolamenti edilizi per gli amici, ecc.

    Poi ci sono dei poveri cittadini che sono stati “massacrati” dalla Sovrintendenza per un abbaino o un trave sopraelevato di pochi centimetri o per una finestra ampliata di qualche centimetro.
    Complimenti ai saggi!
    Dimettetevi tutti, non ne possiamo più!

  2. bruno courthoud Says:

    A questo punto vorrei spendere qualche parola in difesa del povero Sovraintendente, qui spesso bistrattato per la sua non attitudine e incompetenza a svolgere tale ruolo.
    In effetti egli è, come tutti i coordinatori (dirigenti di 1° livello) la cinghia di trasmissione tra il politico che lo ha nominato (in questo caso l’Assessore alla Cultura) e la struttura tecnica che deve coordinare. Egli è pertanto la voce del politico a tutti gli effetti, ed anche la voce della struttura tecnica quando le due voci coincidono. Il fatto che gli abbiano affibbiato anche il titolo di Soprindente (titolo che ovviamente farebbe gonfiare il petto a chiunque). è che questo titolo a qualcuno deve pur essere affibbiato e ovviamente a qualcuno con il potere di avallare o modificare le proposte delle strutture tecniche a seconda delle esigenze o degli umori dell’Assessore, quindi al coordinatore.
    Diciamo anzi che, di fatto, questo è l’unico compito che hanno i coordinatori. Chiamarli Mega-Dirigenti mi sembra pertanto improprio. Il lauto stipendio è giustificato dall’ingrato compito di supplenza che devono svolgere nei confronti dell’Assessore di riferimento.
    Nel caso specifico non si capisce bene di chi sia stata l’iniziativa per questo restauro e valorizzazione, al di là del fatto che vi erano finanziamenti europei da spendere. Della struttura tecnica? Dell’Assessore? Personalmente propendo per la struttura tecnica e probabilmente l’Assessore ha avallato il tutto sottolineando sue modeste esigenze ed atteso che il tutto era concordato con il Soprintendente. Mi stupirebbe il contrario. E di fatto mi pare che in tutto questo dibattito manchi proprio e solo la voce del politico, o meglio la sua voce è sostituita da quella del Soprintendente.
    Mettetevi nei suoi panni: egli il suo ruolo lo ha svolto e continua a svolgerlo come può. Che cosa deve fare?
    Per quanto concerne i pareri su cose modeste, tipo finestrelle e travi varie, le cose vanno avanti da anni in automatico. Un esercito di geometri guarda progetti e stila pareri secondo i criteri e le metodologie che i suoi predecessori gli hanno insegnato. L’esito ultimo di questi pareri dipende poi dai santi che ognuno ha in paradiso (dirigente, Sovrintendente, Assessore, Presidente). A suo tempo, Milanesio conosceva molto bene queste procedure, in particolare quando trattavasi di progetti che fossero qualcosa di più di una finestrella o di un travicello. Non è detto che le procedure a suo tempo collaudate da Milanesio abbiano cessato di esistere. Ma simili procedure non sono codificate, appartengono ormai agli usi e costumi locali.

  3. bruno courthoud Says:

    Correggo e chiedo scusa.
    Sopra: “sembra che Milanesio conoscesse” in luogo di ” Milanesio conosceva”.

  4. Il Pretoriano Says:

    @bruno courthoud
    E nò Sig. Bruno, questo ragionamento non fila proprio.
    Il Sovrintendente, è un tecnico (architetto) che ha avuto la fiducia del politico di turno, per sovraintendere, con competenza a quanto la Sovrintendenza ai beni culturali dovrebbe esercitare per la tutela del patrimonio storico/culturale presente.
    Quindi, quando è stato deliberato di fare questo intervento avrebbe dovuto pretendere , a mio avviso:
    a) un bando a livello internazionale;
    b) la nomina di una Commissione altamente specialistica per l’analisi dei progetti presentati, con critici e studiosi di livello internazionale;
    c) la condivisione del progetto scelto attraverso un sano e leale confronto con la cittadinanza, che tra l’altro lo avrebbe messo al riparo delle critiche ricevute;
    d) dire di no alla politica, qualora quest’ultima avesse voluto interferire sulle scelte tecniche, in quanto non di sua stretta competenza.
    Contrariamente si sarebbe dovuto dimettere 5 minuti dopo..!

    Questa si chiama coerenza e competenza, invece è sola sudditanza ed oggi il Sig, Domaine IL SOVRINTENEDENTE DELLA VALLE D’AOSTA (chiiii!) potrebbe camminare per strada a testa alta, senza rasentare i muri perché in pace con la sua coscienza.

  5. bruno courthoud Says:

    a il Pretoriano
    Il ragionamento non fila, ma è l’applicazione pratica tout court dello “spoil’s system”. Informarsi per credere.

  6. vetriolo Says:

    dal vago sapore nautico: Aosta Marittima.


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