Un gelato della Madonna!


Non poteva mancare il parere della Curia. L’altare sconsacrato è ancora al centro di polemiche riguardo al suo uso laico, un uso che genererebbe “dolore e sofferenza”. Ma quanta delicatezza nell’animo di alcuni! Peccato che queste sensibilità così scrupolose non abbiano diretto il loro rammarico verso l’uso laico di altre figure religiose: quelle dei santi Giorgio e Giacomo. Nessuno che si sia sentito “ferito nel profondo” nell’associazione di giovani corpi femminili al voto di castità. Nessun imbarazzo è nato dall’accostamento della sensualità e bellezza femminili ai santi patroni della festa dei calabresi. E se don Albino è stato zitto su un condannato per favoreggiamento con la ‘ndrangheta che frequenta la sua parrocchia in quanto sede del Comitato organizzativo, ecco che don Pellicone esprime senza indugio il suo disagio per il gelato della Madonna. E se don Albino si guarda bene dal suggerire di non presenziare alla sagra della ‘nduja inquinata dalla criminalità organizzata, ecco che don Pellicone invita a non frequentare un luogo dove si scherza con i santi. Ecco cosa scrive sul bollettino della sua parrocchia: “Inevitabilmente ho pensato anche alle migliaia di oggetti trafugati tra le chiese e le cappelle (inginocchiatoi trasformati in mobili bar), ma almeno in queste situazioni l’oggetto artistico viene valorizzato proprio come opera d’arte e non come pezzo d’arredamento di un negozio e per di più utilizzato per reggere le coppette di gelato.“. Insomma per la Curia locale la ‘ndrangheta è molto meno scandalosa di un altare sconsacrato, il furto di un’opera d’arte religiosa da una chiesa è meno grave del regolare acquisto da una casa privata, contenere gli alcolici è meno peccaminoso che contenere i gelati. Alla Curia valdostana tre Pater, tre Ave e tre Gloria e il divieto di mangiare gelati per sempre.

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30 commenti su “Un gelato della Madonna!”

  1. Rasputino Says:

    Certo che, anche grazie a questo blog, questa gelateria si sta facendo una bella pubblicitá … e gratuita per giunta. Sono previsti sconti ai lettori ?

    😉

  2. patuasia Says:

    Non faccio pubblicità alla gelateria, ma al buon senso.

  3. Rasputino Says:

    Il messaggio é rivolto a chi dovrebbe fare lo sconto (la gelateria).

    Oggi fa molto caldo e Sig.ra Patuasia non si infiammi 🙂 a meno che si senta chiamata in causa.

  4. patuasia Says:

    Signor Rasputino lei mi vede come una Madonna? 🙂

  5. Rasputino Says:

    Se si mette in piedi su di un tavolo con una coppetta di gelato in mano potrei anche cercare di valutare la situazione 🙂 :-))

  6. bruno courthoud Says:

    pensando a questi preti dei nostri tempi, un po’ effeminati, mi vien sempre da pensare a quel povero cristo di gesù cristo: “guai a voi ipocriti farisei, sepolcri imbiancati …” A me paiono sempre parole molto attuali, anche se storicamente indirizzate alla gerarchia ecclesiale di tanto tempo fa. Probabilmente oggi, quel povero cristo verrebbe nuovamente crocefisso. Penso invece che quel cristo, se ai suoi tempi fosse esistita una buona gelateria, avrebbe concluso la sua ultima cena con un buon gelato. Comunque, se il clero odierno preferisce corteggiare la ‘ndrangheta e mafie varie e non mangiare il gelato in prossimità di altari sconsacrati, perché blasfemo, un motivo, magari poco pastorale, ci sarà.

  7. Mistunguet Says:

    Sono talmente d’accordo e solidale con Patuasia che l’abbraccerei!

  8. Cittadinanza reattiva Says:

    Il vero problema è che il clero valdostano si anima perchè i cattolici valdostani boiccotino una gelateria ma in periodo elettorale non una parola su candidati pluripregiudicati …. Anzi…
    Diciamo così che la chiesa è fatta di uomini ….e i fatti dimostrano purtroppo spesso non sono tra i migliori…

  9. bruno courthoud Says:

    Trovate un locale dove don Pellicone possa mangiare un gelato in santa pace.

  10. Gelindo de Cogne Says:

    Un altare come quello esposto è prima di tutto un’opera d’arte e non vedo perché una gelateria non sia autorizzata ad esporre opere d’arte. Ce ne fossero di più di locali che espongono manufatti di tal genere… Inoltre, se fossero comparse delle lanterne rosse e l’ennesimo negozietto con di tutto un po’, con zero forza lavoro valdostana impiegata, il prete avrebbe fiatato? Ma sta gente ha mai lavorato nella propria vita? Ha mai dovuto portare a casa la pagnotta? Sono proprietari di mezza Aosta e per quanto riguarda l’altra metà vogliono ancora dire cosa vada o non vada fatto… Che investissero loro due soldi per dar lavoro alle persone!

  11. cesara pavone Says:

    I@Patuasia: mi sbaglio o questo post corregge un po’ il tiro rispetto a quanto da lei scritto su suo profilo Fb?
    Lei su Fb scrive:
    “nsomma per don Carmelo il furto di un’opera d’arte religiosa da una chiesa è meno grave del regolare acquisto da una casa privata, contenere gli alcolici è meno peccaminoso che contenere i gelati. Che poi trasformare un inginocchiatoio in bar sia una valorizzazione dell’oggetto… lo lascio al suo dubbio gusto.”
    Da parte mia non modifico il mio commento al suo post e lo ripeto qui:
    “Conosco Don Carmelo perché é stato mio compagno di Liceo e per questo motvo sono andata a trovarlo quando é stato parroco de La Thuile. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata sulla fede e sulla Chiesa. Poi un giorno qualche anno fa, lui ormai era parroco a Santo stefano, ho letto su La Stampa che aveva deciso di chiudere, durante il giorno, le porte della sua chiesa perché vi entravano alcuni poveracci in cativo stato. Stupita per qs mancanza di carità cristiana sono andata a chiedergli perché l’avesse fatto. “I miei parrocchiani si lamentano ed hanno paura di entrare in chiesa, quei “barboni” puzzano, bevono e mangiano anche in chiesa…. non é decoroso e rispettoso del luogo”.
    Il fatto mi ha davvero turbata perché la mia idea di Chiesa é quella di una Chiesa che accoglie e che mette in relazione i credenti e persino i non credenti.
    Chi erano le persone che, con scandalo dei benpensanti, accompagnavano Gesù?
    E’ una Chiesa che cerca le soluzioni ai problemi di convivenza attraverso il dialogo e non chiude le porte:
    certo chiudere le porte o cintare un pontile per non dar ombra agli extracominitari come ha fatto il sindaco di Forte dei Marmi é più facile. Ma, almeno da un buon pastore di anime mi aspetto altro.
    La gelateria che arreda il locale con un altare compie, a mio vedere, lo stesso atto di desacralizzazione che fa chi si adorna di croci più o meno grandi o più o meno artistiche perché “é di moda” .Forse ora, dopo lo stile PQSR , Medio Evo, Gaelico …. vanno di moda i locali simil Church Style
    A mio gusto sono tutti ugualmente indigesti!”
    p.s.
    aggiungo: meno male che c’é Patuasia che ci pepa un po’ la vita!

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Gelindo, non si investe per dar lavoro a qualcuno (filantropia), bensi’ per mettere in piedi un’entità producente beni o servizi utili ai cittadini.
    Per tale messa in piedi si assumono persone, ma questa è una conseguenza, non il fine primario dell’investire.
    Da quanto detto, risulta che, in una società in cui l’economia non è pianificata dallo Stato, ma lasciata alla libera iniziativa personale, il capitale è in primis funzionale alla creazione e al mantenimento dell’attività produttiva, non alla creazione di posti di lavoro o al mantenimento degli stessi se il rischio impresa non ha avuto esito positivo.
    Se si pongono dei bastoni nelle ruote dei piani di investimento, l’investitore scappa o delocalizza, giustamente.
    Gelindo, la tua frase è figlia di primo letto di chi tifa Landini/Camusso. O ti è scappata?

  13. giancarlo borluzzi Says:

    Don Carmelo Pellicone ha tutta la mia stima, anche per la chiusura della chiesa indicata. Una chiesa è una chiesa, non il sostituto di altro.

  14. Gelindo de Cogne Says:

    @Borluzzi
    Conosce un modo per vivere senza lavorare, fatta eccezione per il crimine, la lotteria di capodanno vinta, la figliazione da Silvio B.???

  15. giancarlo borluzzi Says:

    @ Gelindo de Cogne.
    Non ho capito niente della replica.

  16. Gelindo de Cogne Says:

    @ Borluzzi
    Provvedero’ a breve a spiegarglielo con un algoritmo.

  17. giancarlo borluzzi Says:

    @ Gelindo.
    Il lei lo si riserva al solo Papa nel 2013.
    L’importanza del lavoro nulla centra con la libera imprenditoria, si producano gelati o Aston Martin: non è filantropia, ripeto.
    Se non ho interpretato correttamente, attendo impaziente l’algoritmo.

  18. cittadinanza reattiva Says:

    Alle scuole elementari mi hanno insegnato che le chiese sono la Casa di Dio in terra, credo che Dio non conosca il concetto di serratura ne tanto meno di chiusura.
    Chi osa solo pensare che trovare conforto nella Casa di Dio in un momento di difficoltà materiale o spirituale, sia mancare di rispetto a quel luogo, forse deve pensare che sia venuto il momento di intraprendere un percorso di attenta analisi interna della scelta intrapresa di essere un reale servitore di Dio e dei propri Fratelli.
    Quello che delude maggiormente la cittadinanza è l’ipocrisia dei ruoli, politici ladri, bugiardi, opportunisti, sacerdoti razzisti, limitati, egoisti, realizzazioni di opere pubbliche non a servizio del cittadino, ma semplici strumenti per ottenere tangenti, clientele, benefici personali.
    Ormai il tempo è maturo per smettere di accettare passivamente ogni sopraffazione morale, politica, economica; è venuto il tempo di cacciare i mercanti dal tempio e forse non solo quelli ….
    Buon gelato a tutti .

  19. Gelindo de Cogne Says:

    @Borluzzi
    Non sto parlando di filantropia, sto chiedendo alla chiesa aostana di investire del denaro in attivita’ produttive che diano lavoro e ce ne sono …oppure di prestarlo a tasso concorrenziale.

  20. roberto mancini Says:

    In tema di scandali e di Tartufi, mi chiedo che ne sia di don Renato Tallone, ex cappellano del carcere di Brissogne ed ospite del priorato di St Pierre.
    Come noto don Tallone patteggiò una pena di 1 anno e 4 mesi nel processo contro un “pentito” di mafia, tale Marco Messina.
    Don Tallone ( difeso da un avvocato di Curia…) compiva un atto contrario ai suoi doveri d’ufficio consegnando al Messina una pennetta USB per metterlo in contatto con l’esterno.
    Secondo il luogotenente Di Bella, testimone al processo “è stato accertato che il cappellano aveva verso i detenuti collaboratori di giustizia un atteggiamento di natura sessuale morbosa”.
    Insomma il processo ha accertato che la consegna avvenne in cambio di favori sessuali.
    In proposito sarebbe interessante l’opinione di don Pellicone, il cui predecessore nella parrocchia di St Etienne abbandonò l’abito talare in circostanze drammatiche.
    Fossimo tartufi, diremmo “scandalose”.
    Per fortuna, questo vocabolo lo impieghiamo solo per problemi seri. Dunque massima simpatia e solidarietà umana a don Nogara, che ha scelto di essere sè stesso.
    Non ne siamo “scandalizzati”, ma felici per lui.

  21. patuasia Says:

    Signora Cesara, non mi pare di avere fatto qualche correzione, forse nello stile, ma non nel contenuto. Uso il
    pepe verde e rosa! 🙂

  22. patuasia Says:

    Signor Borluzzi lei (io uso il lei anche con chi non è necessariamente un Papa) ha lo sgradito difetto di dirottare il tema dei post su altri fronti. Qui non si parla del rischio di impresa, ma sull’atteggiamento ipocrita di alcuni esponenti della Curia di Aosta.

  23. Gelindo de Cogne Says:

    @Mancini
    Ci metto la mano sul fuoco che don Tallone è ancora a libro paga della Curia…

  24. giancarlo borluzzi Says:

    Signora Patuasia, il mio parere, di persona credente e praticante, sul comportamento dei gelatai in questione è ovvia e per questo non sono intervenuto in senso stretto. Non posso neanche dire che non comprerò gelati lì perché non mi piacciono in assoluto.

    Ma quando uno scrive, con tono sprezzante, che i preti dovrebbero investire per creare posti di lavoro, prendendo lucciole per lanterne sulle ragioni per le quali si investe, è umano che uno replichi e poi … una ciliegia (o meglio, ciliegina) ne tira un’altra, ma resta il fatto che reagire è ben meno grave dell’agire cui si replica.

  25. patuasia Says:

    Va bene, signor Borluzzi, ma il suo è un vizio e io devo sempre portare la barca in porto.

  26. giancarlo borluzzi Says:

    … posso aggiungere che, essendo un pulcino nero, il mio uscire con un piede dal seminato viene notato più dell’uscire con entrambi i piedi da parte dei pulcini di colore standard?

  27. patuasia Says:

    Signor Borluzzi, lei non è un pulcino e sbaglia.

  28. Gelindo de Cogne Says:

    @Borluzzi
    Disprezzo i preti tanto quanto lei disprezza i sindacati. Ne’ piu’ ne’ meno.

  29. giancarlo borluzzi Says:

    Patuasia ammetterà che non posso non replicare all’OT di Gelindo.

    Uno può prescindere dall’esistenza dei preti se privo della Fede, mentre l’agire dei sindacati impatta negativamente sull’abc dell’economia con ripercussioni negative per tutti.

    Non disprezzo i sindacati, anzi li ritengo una componente ineliminabile nell’ambito dell’applicazione dei contratti.
    Disprezzo invece il fatto che i sindacati abbiano, nella definizione dei contratti stessi, una voce importante anche se privi di cognizione di causa (la demagogia non può sostituirsi alla conoscenza delle regole dell’economia e del mercato, nonchè alle libere scelte imprenditoriali) e privi di responsabilità relativamente ai risultati che cagionano: hanno imposto chiusure di attività e delocalizzazioni col loro acritico voler dimostrare, a chi paga la tessera sindacale, che porta a casa qualche emolumento in più anche se questo nel medio termine è foriero di danni e di disaffezioni dall’intraprendere privato, basilare in un’economia non statalizzata.

    Bene ha fatto ieri Marchionne a restare a Detroit senza tornare per incontrare Landini.

    Tutti vogliamo migliori condizioni di vita per chi lavora; non è vero che per essere a favore dei prestatori d’opera si debbano condividere i sindacati così come oggi caratterizzati.

    Gelindo de Cogne, siamo su inconciliabili pianeti opposti, finiamola qui in questa discussione che verte su altro.

  30. GG Says:

    Volevo assaggiare il “gelato della Madonna”. Erano le 22.40, luci accese, gelati nei frigo, gente dentro in piedi e seduta. Entro e mi dicono: “E’ chiuso!”. Non “scusate…”, non “buonasera…”. Guardo la porta, dove una sottile vetrofania segnala “Tutti i giorni fino alle 24”.
    L’elemento innovativo del locale è solo l’altare, per il resto l’ho trovato perfettamente inserito nel contesto del centro storico aostano: maleducazione e poca voglia di lavorare!
    Ad agosto ad Aosta alle dieci e mezza di sera è difficile trovare un bar aperto, a Pietra Ligure (località balneare per anziani) sono aperte anche le attività commerciali. Aosta è un mortorio perché non ci sono turisti o viceversa?


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