Il venerdì della sub-cultura


Ma che belli che sono i dehors di Aosta!

Ma che belli che sono i dehors di Aosta!

Possibile che sulla cornice di pietra di una porta possano convivere simili cartelli? Ma qualcuno ha mai pensato a regolamentare l’arredo urbano dei bar? Qualsiasi stile impera! Plastica e midollino. Stoffe di svariati colori e disegni, cartelloni sui muri e sulla strada spesso scritti a mano e con vistosi errori di grammatica. L’esempio che dà l’amministrazione non è migliore: quanti tipi di panchine e di ringhiere ci sono in città? Le avevo contate una volta e superavano di gran lunga la decina. Dunque possiamo dire che c’è coerenza nella bruttezza e nella volgarità. Il nostro assessore Carradore condivide?

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6 commenti su “Il venerdì della sub-cultura”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    E’ Paron che doveva intervenire anziché limitarsi alle targhe cimiteriali nel centro aostano.
    Ma combattere la subcultura che genera questi cartelli significherebbe andare contro gli interessi dell’UV che vive di tale subcultura e, posto che Paron transiterà nell’UV per poter continuare a vivere di politica (sarà divertente leggere le sue motivazioni ideologiche del cambio di casacca tra due anni) ora che è orfano di Zucchi, è conseguente il suo silenzio.

  2. maicol Says:

    per mettere un’insegna un milione tra autorizzazioni e carte bollate, poi il far west, nessun controllo e ci si affida al buon gusto degli esercenti.

  3. Bisker One Says:

    Al comune l’unica cosa che importa è che paghi: quintalate di marche da bollo per METTERLO, il cartello, e tutti gli anni la tassa sulla pubblicità per MANTENERLO. Sul cartello potrebbe anche esserci una scena di bunga-bunga: manco lo vedono.

  4. Bah Says:

    Chissà… magari prima o poi anche l’amministrazione comunale e regionale potranno vantarsi di gusto estetico… dando l’esempio magari incentiverebbero gli esercenti a migliorare.
    Allo stato attuale direi che sono gli ultimi a dover metter bocca su cosa sia bello e cosa sia brutto.
    Per ora si nascondono dietro ad una selva di regolette e regoline (alcune anche senza senso) che alla fin fine non vengono fatte rispettare a nessuno… o meglio… vengono fatte rispettare solo a chi vogliono loro. Per il resto è una sfilza di abusi mai penalizzati.

    Inoltre esiste una commissione che vanifica anche un parere positivo delle Belle Arti… presenti progetti che vengono approvati in regione ed a volte ti senti in seguito rispondere da un “geometra” del Comune… a me non piace… con relativa bocciatura del progetto. 😉

    Forse prima di chiedere sforzi agli esercenti dovrebbero essere gli enti preposti a schiarirsi le idee su cosa sia realmente adatto all’arredo di questa città ma soprattutto… che tipo di città vorrebbero, perchè se si parla di incentivare il turismo forse qualcosa qui stona.

    Turismo vuol dire gente in vacanza, che dopo essersi goduta la nostra stupenda natura, i castelli i monumenti, i musei, ecc. ecc. prosegue il suo fine giornata passeggiando per un centro VIVO senza aver paura di “disturbare” chi ci abita tutto l’anno.
    Chi è in vacanza non va a letto alle nove di sera, non deve per forza cercare lo sballo e l’esagerazione ma neanche può farsi le “vasche” avanti ed indietro come uno zombie fra vetrine buie, serrande abbassate e silenzio assoluto.

  5. patuasia Says:

    Sono in linea con lei, signor Bah. I nostri amministratori dimostrano ogni giorno la loro incompetenza e l’assoluta assenza di idee in qualsiasi campo si trovino ad avere a che fare. Non so se esista un’alternativa a loro, ma mi piacerebbe sperimentarla. Sul concetto di vivacità, invece, la penso diversamente. Considero la città di tutti sempre e non a stagioni alterne, pertanto anche in estate c’è gente che lavora e ha tutto il diritto di riposare, cosa che sarebbe facilmente raggiungibile, se al concetto di sballo si sostituisse quello di divertimento. Ho girato e giro abbastanza, da dirle che ci sono centri urbani molto più grandi di Aosta e di Torino che sono vivissimi e vivibili per tutti i tipi di esigenze. Là non ci sono lenzuola imploranti pace, non ci sono risse di ubriachi e musica a palla, perché la civiltà, che è rispetto reciproco, ha trovato il giusto compromesso fra la voglia di stare insieme e la necessità di riposare, siglato con la qualità del vivere.

  6. Bah Says:

    Appena tornato da un piccolo centro della Sardegna: tutte le sere mercatino lungo le vie del centro e ogni 300 metri un locale con piccolo live musicale o dj. Un mare di gente, famigliole a passeggio o ragazzi in gruppo fermi qua e la a chiacchierare
    Musica fino alle 24/ una di notte, nessun ubriaco e nessuna rissa… la gente riesce a divertirsi anche con questo, qui invece per divertirsi devono sempre esagerare… chissà come mai? Forse perchè sono solo abituati al nulla e cercano di dimenticarlo in altro modo


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