Il giovedì della sub-cultura


Il nuovo accesso che da piazza san Francesco conduce verso l'area archeologica!

Il nuovo accesso che da piazza san Francesco conduce verso l’area archeologica!

Della piazza san Francesco e dela sua valorizazione si parla da un pezzo. Nell’anno 1998 era stato bandito un Concorso d’idee del quale non si è saputo più nulla. Nel frattempo di quello che sarà la piazza si continua a parlare, ma senza avere un’idea chiara in proposito. Anche in questo caso nessun progetto che tenga conto delle esigenze complessive della comunità: si va avanti a casaccio. Aosta è cresciuta in modo disordinato e confuso, ne abbiamo conferma se diamo un’occhiata alle aree periferiche, ma anche se diamo un’occhiata all’intervento fatto proprio in questa piazza. Sono stati demoliti i magazzini (primi anni del ‘900) per creare un passaggio verso via Xavier de Maistre. Nella foto possiamo ammirare la nuova prospettiva. Bella? Cosa ha aggiunto al decoro e alla vivibilità della città questa demolizione? Nulla. In compenso ha distrutto degli immobili che se ben restaurati potevano essere utilizzati per molte iniziative che attualmente occupano la piazza Chanoux soffocandola con orrendi capannoni. L’avrebbero così liberata dai cantieri che si susseguono con periodicità troppo frequente. Manifestazioni come Babel avrebbero trovato il luogo giusto, così come l’artigianato, ma anche un eventuale cinema estivo e tutti quegli eventi che chiedono uno spazio coperto. Gli ex magazzini avrebbero potuto ospitare dei mercati stagionali: fiori e piante in primavera ad esempio. Insomma distruggere quelle strutture ci ha tolto delle opportunità e ci ha consegnato un brutto prospetto interno del Municipio: una facciata priva di qualsiasi interesse estetico. Esattamente come la piazza san Francesco che altro non è che il solito parcheggio.

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5 commenti su “Il giovedì della sub-cultura”

  1. Massimo Acerbi Says:

    Il vicesindaco Follien ha parlato di una soluzione a parcheggio solamente temporanea. Il tempo sfugge loro di mano.

  2. Gelindo de Cogne Says:

    Potevano pensare di fare un buco, trovare un reperto e poi mettere una passerella…

  3. Ugo Says:

    @Massimo Acerbi: trovami una cosa che ad Aosta non sia temporanea! 🙂 Tanto i soldi sono i nostri… Loro si divertono a fare e disfare, noi, che magari vorremmo vedere i nostri soldi spesi in modo più oculato, meno…

  4. Carola Says:

    Il temporaneo che diventa definitivo è molto italico, non solo valdostano, non siamo autonomi neanche in questo… 😉

  5. Il Pretoriano Says:

    Cari Signori,
    purtroppo bisogna fare un’amara riflessione: le conoscenze tecnico-urbanistiche dei nostri “Corbusier”, Amministratori e dei loro lacché (architetti, ingegneri, geometri, “ies man” di Segreterie Assessorili che per un “posto al sole” avvallano tutto il brutto prodotto fino ad oggi) senza mai levare una critica “costruttiva”, (cari Ordini professionali, ora bisogna farsi sentire, prima di essere considerati “complici” di questo scempio..!) , l’assenza della pianificazione territoriale P.T., disciplina abbastanza giovane ma che viene completamente disattesa dalla stragrande maggioranza di questi nostri Rappresentanti, ha prodotto e produrrà nel tempo una Regione senza identità alpina, e una città “cadente” priva di quell’essenza di cambiamento che si riscontra sempre più in realtà cittadine europee,( in termine di grandezza simile ad Aosta), ma prive di “hatout” da giocarsi come ad esempio le vestigie romane, porte comprese o di quel fascino alpino che sta oramai scomparendo un po’ ovunque nelle nostre Vallate.)

    E così, questi “barbari” ci hanno regalato “le colline della spazzatura” posizionandole all’entrata della città, hanno mescolato le zone sportive con quelle cimiteriali, hanno cementato le rive dei fiumi, alcuni esempi.

    E allora, cosa stiamo qui a disquisire sui cartelli, sulle panche, o sui cestini…!

    Qui bisogna riprendere una famosa frase detta dal grande Gino Bartali: “Qui l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare…!

    E allora forza, tutti a casa Signori Amministratori, il tempo è scaduto e galantuomo e nessuno si ricorderà più di Voi ammesso che non Vi facciate intitolare una Via segnata da quelle belle targhe in acciaio, tutte uguali, che arredano Aosta, ma che sono il segno tangibile del vostro passaggio a sancire l’ “ignoranza” e l’arroganza del Vostro potere ma allo stesso tempo della nostra superficialità!


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