Il martedì della sub-cultura


Dove? Quando? Perché questa foto?

La Porta consolare di Spello che c’azzecca con la nostra Porta Pretoria?

Dio che pena! Sulle grate che proteggono i cittadini dai lavori in corso sulla Porta Pretoria la Sottointendenza ai Beni culturali ha messo un cartellone con un’immagine di altra Porta romana con altre passerelle. Questa è la risposta data alle numerose critiche piovute per lo scempio che ha massacrato una piazzetta antica. Risposta infantile. Avete presente il bambino trovato con le mani nella marmellata che indica i suoi complici – sono stati anche loro – per alleggerire le sue colpe? Si tratta dello stesso tipo di comportamento. – Abbiamo fatto questo sconcio, ma non siamo i soli – Il precedente, secondo gli esperti, dovrebbe assolvere. Al contrario peggiora l’umore. Con un esempio così esplicito di barbarie (non viene detto dove è stato eseguito e, ancora più importante, quando) non hanno trovato una soluzione migliore?

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5 commenti su “Il martedì della sub-cultura”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Questo è il risultato del prendere decisioni nel chiuso delle stanze senza ascoltare prima il parere della gente in apposite riunioni pubbliche ove ciascuno può dire la sua: tante teste tante idee e visioni sulla soluzione delle problematiche.
    Ma in Valle la prassi consiste nel calare tutto dall’alto con una presunzione dal tasso di ampiezza inversamente proporzionale a quello di fondatezza del medesimo.

  2. Fissogli Says:

    Ma io son l’unico che è stato a Creta a visitare il palazzo di knosso e non ha gridato all’apocalisse per passerelle e transenne in acciaio, o addirittura una scalinata in cls? Perchè non si cerca di giudicare ad opera finita, visto che nessuno ha ancora visto come sarà, non dico quindi facendosela piacere ma rispettando per lo meno il beneficio del dubbio che ognuno possa avere? My two cents…

  3. tagueule Says:

    @Fissogli

    Io non l’ho visto, ma adesso che lo vedo: fa schifo.

  4. Il Pretoriano Says:

    La “saccenza manifesta” dei Sovrintendenti (o meglio dei Fraintendenti…!) ai Beni Culturali, passati e presenti, porta inesorabilmente a questi risultati “distorti” dell’arte del Restauro monumenit in Valle, intesa come disciplina finalizzata ad una “Restitution” consapevole e metodologica condivisa, capace di dare alla collettività risposte precise, sul riutilizzo del bene a cui si è deciso di metter mani, però mani capaci di far “rivire il bene storico” secondo un business plan precedentemente studiato in ogni suo aspetto, messo in relazione al momento socio economico del Paese e soprattutto frutto di un confronto tra la parte politica e tecnica che deve “sposarsi” in tutti i vari aspetti degli obiettivi progettuali a cui si vuole e deve tendere.

    Così facendo si eviterebbero tutte queste assurde polemiche, che poi sono le figlie di quanto già vissuto per l’area megalitica di Saint-Martin de Corleans, del Teatro Romano, di alcuni Castelli ecc.

    Ma sarà mai possibile in questa Valle fare un opera pubblica senza assistere a tutto questo “cinema” che mette in evidenza esclusivamente un “modo operandis” pressapochista,fatto da personaggi al limite della credibilità e molte volte presuntuosi e arroganti, depositari delle verità più assolute?

    Credo che si possa, a patto però che ognuno faccia la propria di parte, assumendosi le proprie responsabilità e per le quali si è lautamente pagati.

    Un Sovrintendente deve fare solo il Sovrintendente e non il banchiere….! perché i doppi incarichi sottraggono tempo e lucidità al ruolo delicato cui si è stati assegnati.

    E allora in caso di “errore” o “cagata” fatta si abbia il coraggio di fare un passo indietro, abbandonando l’incarico ricevuto e questo vale sia per il politico che per il tecnico di turno.

    Questa si chiama “onestà intellettuale” che la stragrande maggioranza della gente oggi chiede o meglio esige..!

    E poi dopo tutto, tanti e poi tanti sono i campi da coltivare ancora in Valle oggi ed in tempi in cui frutta e verdura aumentano di prezzo giorno dopo giorno, il lauto compenso percepito sarebbe comunque salvaguardato !

  5. tagueule Says:

    Scusate, ma io non sono pratico di politica e palazzo. Ma chi è il Sovrintendente. Non lo si nomina mai, come fosse un’eminenza grigia, l’Innominato. Che si senta tirato in ballo. Ho notato che quando si fanno nomi e cognomi sul blog subito tutti compaiono a dare spiegazioni (Baccega e Rini gli ultimi). Sì, a volte minacciano querele, ma si sa che “can che abbaia non morde”.


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