Affinità elettive


Signora Leoluchina Savona, mi sa che ha sbagliato regalo o sbagliato persona!

Signora Leoluchina Savona, mi sa che ha sbagliato regalo o sbagliato persona!

Nella mia città il 98% della popolazione non ha nulla da spartire con la criminalità organizzata: Corleone, da paese emblema della mafia, è oggi diventato un presidio di legalità” (Ansa.it). Queste parole le ha proferite Leoluchina Savona, sindaco di Corleone incontrando gli enti locali valdostani. Possiamo dire altrettando della nostra comunità? Se, come ha affermato nell’occasione il nostro sindaco Bruno Giordano, la mafia è prima di tutto culturale e si combatte con una controcultura virtuosa, quanti possono dire di aver votato virtuosamente? Cioè scelto i politici sulla base delle loro idee e programmi e non per amicizia e per interesse personale? Ci fosse la possibilità di trarre delle cifre non arriveremmo al 20%. E Giordano che contributo ha dato per alimentare la cultura della legalità? Non ha preso le distanze dall’assessore Sorbara che siede ancora imperterrito in giunta, eppure quella telefonata con il condannato per droga, Raffa, era così eloquente… Non ha preso le distanze da Tropiano, condannato per favoreggiamento con la ‘ndrangheta e patron della Festa dei calabresi… e attualmente indagato per truffa, e collabora nella gestione della Regione, in qualità di presidente del Celva, con un condannato. Queste erano occasioni concrete per dare un segno culturale forte alla città. Lui invece preferisce creare “percorsi di amicizia”, instaurare dialoghi con le comunità affini. Affini in cosa? Promuovere confronti commerciali. Di che? E’ indubbio che i nostri politici si sentano profondamente attratti dalla ‘nduja e dalle melanzane.

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9 commenti su “Affinità elettive”

  1. maicol Says:

    se le cantano e se le suonano tra di loro, io do una pergamena a te e tu dai una pergamena a me …

  2. christian Says:

    Settimana scorsa l’ho notato in piazza con elegantissimo abito scuro con righe chiare… sembrava Al Capone eh ho pensato “allora te le cerchi… “

  3. tagueule Says:

    Io l’ho visto con un Borsalino di traverso http://tinyurl.com/m85dah5
    e le scarpe bianche e nere http://tinyurl.com/o7frdh9
    🙂

  4. bruno courthoud Says:

    ormai possiamo ascrivere la ‘ndrangheta e le mafie come componenti a pieno titolo della “culture valdotaine”.

  5. marburg Says:

    La mafia è un fatto culturale. Certo qui in valle siamo famosi per la tipica sagra dell’escavatore bruciato!


  6. bruno courthoud Dice:
    11 luglio 2013 a 16:18

    ” ormai possiamo ascrivere la ‘ndrangheta e le mafie come componenti a pieno titolo della “culture valdotaine”.

    Chiedo scusa a tutti se sono ritornato indietro nel tempo andandomi a rileggere il doloroso messaggio di bruno courthoud.

    L’ho fatto per il semplice motivo d’avere constatato che anche qui esiste una profonda “omertà” valdostana. Il fatto che lo dimostra è quello accaduto alla Croix Noire, simbolo di valdostanità, dove Mario Lillaz, 54 anni di Quart, è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale regionale perchè aggredito dal figlio 29enne Remigio durante una violenta lite.

    La polizia si è vista costretta ad emanare un comunicato dove si invitano i testimoni che hanno sicuramente assistito al fatto, di presentarsi a testimoniare. Tranne la donna che coraggiosamente ha tolto dalle mani del quasi “omicida” la vittima, nessuno si è presentato a riferire come sono andati i fatti. Nessun commento!

  7. bruno courthoud Says:

    sull’omertà valdostana, completamente d’accordo con te, Giorgio! Omertà da sempre, non di importazione! Omertà culturelle!


  8. Caro bruno,
    mi sarebbe piaciuto che oltre alla tua impareggiabile risposta, anche qualche altro nick avesse recepito ciò che è accaduto e ciò che ancora continua a produrre questo incidente:
    “Omertà culturelle”, visto che ancora oggi la polizia ha reiterato l’invito di andare a testimoniare. Da quello che si sa gli astanti erano veramente tanti.

  9. bruno courthoud Says:

    Ti posso garantire che se fosse successo in qualche sperduto paesino lo avrebbero sì portato in ospedale, ma solo dopo aver concordato un credibile incidente e tutto sarebbe finito lì. Già successo, con un morto in seguito ad incidente stradale (ufficialmente caduto in fienile per la rottura di una scala a pioli).


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