Festa? No, grazie!


Patuasia invita tutte le persone di buona volontà a non frequentare la Festa dei calabresi, in quanto il presidente è Giuseppe Tropiano, condannato in primo grado per favoreggiamento con la ‘ndrangheta. Se l’imprenditore non ha avuto il buon gusto di dare le dimissioni, se il Comitato organizzatore non ha avuto l’imperativo morale di chiedergliele, se l’assessore Carradore, il Sindaco Giordano e il presidente della Giunta, Rollandin che hanno continuato a finanziare con soldi pubblici l’iniziativa, nonché il parroco don Albino che assegna la sua parrocchia come sede del Comitato, non si sentono imbarazzati da questa presenza incriminata, dimostriamo loro che la società civile lo è! Che sappiamo rinunciare alla ‘nduja e al peperoncino; alla tarantella e alle melanzane; alla miss e alla soppressata… in nome di alcuni principi fondamentali per il nutrimento dell’anima.

Noi non siamo conniventi con la ‘ndrangheta, noi non andremo alla Festa di san Giorgio e Giacomo!

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58 commenti su “Festa? No, grazie!”

  1. tagueule Says:

    E’ dura dover leggere un appello del genere. Io abito in Valle dal 1970 e alla festa dei calabresi non sono mai andato: mai, nemmeno una volta. Ho sempre ritenuto l’iniziativa una pretestuosa esibizione di forza e potere. Come quei personaggi (privati imprenditori e politici) dell’antica Roma che organizzavano a proprie spese i circhi con gli incontri tra esseri umani e belve feroci per sentire, alla fine, acclamare il proprio nome e accrescere la propria visibilità. La tradizione e la cultura popolare non c’entra niente. Ma l’hanno mai vista una festa tradizionale del sud Italia?

  2. bruno courthoud Says:

    Sono valdostano doc e non ho mai partecipato alle feste che celebrano, mistificandola, la valdostanità, figuriamoci se partecipo alla festa che santifica la calabresità! Mi stupisce sempre più il silenzio acquiescente della Chiesa, forse aspetta che Francesco dica qualcosa!

  3. brother Says:

    Non sono d’accordo. È l’unica festa popolare e per famiglie che c’è in Valle. Si respira un’aria di serenità e di allegria. I volontari sono gentili, il cibo gradevole, la musica anche. Niente ubriaconi, zero risse o fatti del genere. Patuasia stavolta non ti seguo.

  4. Falce e martello Says:

    Sono calabrese e non sono mai andata alla festa di san’ndrangheta,si sapeva già ancora prima che iniziasse a cosa sarebbe servita questa manifestazione, i vari gemellaggi sono serviti alle ‘ndrine per favorire i loro affari quindi non andate non solo alla festa ma neanche a quelle processioni religiose super affollate che hanno il solo fine di dare loro piu’ potere dal punto di vista della visibilità. Fortunatamente le capacita’ organizzative dei seguaci della famosa Madonna di Polsi sono state abbastanza deficitarie altrimenti nel mese di settembre di ogni anno avremmo avuto anche la processione con relativa statua e successiva festa dei calabresi di San Luca.

  5. patuasia Says:

    Signor brother, come ho già detto io non ho nulla contro le feste popolari, io ho solo lanciato un sasso dentro lo stagno dell’omertà. Far finta di niente rende complici, far finta che Tropiano, presidente del Comitato organizzativo, non sia stato condannato per favoreggiameto con la ‘ndrangheta è rendersi complici. In qualsiasi altro paese normale il Comitato avrebbe invitato alle dimissioni, anzi non ne avrebbe avuto il tempo, perché sarebbero pervenute senza richiesta alcuna. Siamo in Italia, terra di mafia e di ‘ndrangheta, terra di affari sporchi e raccomandazioni, terra di furbetti… una condanna non vale una soppressata! Si diverta, ma lasci questo blog, per cortesia.

  6. bruno courthoud Says:

    Pare che don Albino abbia detto che lui non sa niente. Ma dove vive questa Chiesa?

  7. michelchamen Says:

    Predica sempre democrazia e poi invita a lasciare il blog a chi è in contraddittorio con lei? Sono d’accordo sul fatto che avrebbe dovuto lasciare l’organizzazione della festa.

  8. christian Says:

    Cara Patuasia, ma perchè osteggi tanto una sagra della fratellanza, dell’armonia e del buon cibo. La festa dura solo 2 o 3 settimane, non fa circolare nemmeno molto denaro, e quel poco è regolarmente fatturato, non sovrafatturato per creare fondi liquidi, tutti i lavoratori sono in regola, insomma va tutto bene. E del resto se i politici fanno a gara per presenziarla, sarà perchè è cosa buona e giusta. Io credo alla buona fede di queste persone. Adesso vi saluto perché parto per Arcore per manifestare a favore di un pensionato perseguitato.

  9. patuasia Says:

    Signor Chamen, ma lei che idea si è fatta della democrazia? Che ognuno può fare quello che vuole in casa d’altri? Allora, questo è il mio blog, ho spiegato perché invito la gente a snobbare la Festa dei calabresi e allargato l’ìinvito a non scrivere più sul mio blog e sul mio profilo se l’invito non è accettato. Non voglio complici fra le mie mura. Non si tratta di pensare diversamente da me, si tratta di condividere o meno un principio. Uno è libero di scegliere ed è questa la libertà e quindi la democrazia: assumersi le proprie responsabilità e operare delle scelte. Lei vada alla Festa, si diverta, balli la tarantella e mangi la soppressata, ma poi non entri in casa mia, per favore.

  10. Falce e martello Says:

    Niente ubriaconi, zero risse o fatti del genere, che ‘ndrangheta sarebbe se non riuscisse a controllare capillarmente il proprio territorio, la capacita’ della mafia e’ quella di controllare e gestire alla perfezione ogni cosa che organizza, in valle non ci deve essere casino, la comunità calabrese connivente difficilmente si fa notare, sicuramente la famigliola protagonista degli ultimi arresti
    pagherà il fatto di aver creato scompiglio al sistema provocando finalmente l’attenzione di tutti gli organi competenti cominciando dall’informazione ormai addormentata da oltre 30 anni.

  11. Leila Says:

    FESTA? NO GRAZIE!!!(preferisco andare al mare!)

  12. bruno courthoud Says:

    perché quando fanno festa sono calabresi e quando votano UV sono valdostani?

  13. silvana Says:

    Ci sono opinioni supportate da intelligenza culturale e opinioni che fanno cagare. Questa discriminazione sulla festa dei calabresi mi sembra la solita polemica per gente che non ha niente di costruttivo da esprimere e si realizza scrivendo cazzate, sollevando vespai ameni, giudicando e pregiudicando fatti e persone senza avere competenze. Volete la Valle d’Aosta abitata da soli valdostani? Allora che le montagne rimangano da sole.

  14. madpack Says:

    a me apre che la cosa si sia allargata troppo (il discorso intendo), io ho capito ceh il messaggio originale era quello di diesrtare la festa dato che è organizzata (è chi presiede il responsabile) da una persona condannata.
    Mi sembra un’idea più che legittima se teniamo all’onestà, altrimentei perché continare ad arrabbiarsi per i vari truffaldini che ci governano dal grande comune fino allo stato?

  15. patuasia Says:

    Signora silvana, temo che lei non abbia capito nulla di quello che ho scritto e che non discrimina nessuno, salvo il concetto di tolleranza nei confronti di un condannato per favoreggiamento con la ‘ndrangheta. Lei forse ha qualche parente che lavora per il signor Tropiano?

  16. Renzo Says:

    Conosco un sacco di calabresi che non vanno alla “Festa” e con i quali ho un rapporto stretto e cordiale e chissà come mai con loro non ho mai avuto problemi e c’è sempre stato un senso di unità mentre con “i calabresi un pò troppo nostalgici” chissà come mai ho avuto sovente screzi e incomprensioni e ho dovuto assistere ad atteggiamenti un attimino mafiosetti in molte occasioni.
    Non credo sia un caso.
    Poi, per carità, la mia non è un’equazione matematica ma non credo di sbagliarmi di molto a dire che chi frequenta questa festa forse sotto sotto non è così integrato nel senso più nobile del termine e rispettoso della terra che li ospita e dei valdostani.

  17. patuasia Says:

    Mi sembra chiaro che il mio intervento sia lontano mille miglia da qualsiasi discriminazione: ho parenti calabresi e di origine calabrese a cui sono molto affezionata e ho amici calabresi che stimo molto. Non si tratta di una questione legata al luogo di nascita piuttosto a un comportamento che, pur traendo origine da una determinata regione, si è diffuso dappertutto. Spero che i calabresi onesti diano un segno di lontananza da quelle amicizie a cui molti loro conterranei e non solo, sono legati. Se una Valle d’Aosta pulita c’è così esiste una Calabria pulita.

  18. Paul Says:

    A parte poi che ormai questa festa non ha più molto senso… qua parliamo di gente immigrata negli anni 60/70, cioè 40/50 anni fa… gran parte dei “calabresi” presenti in valle (e vorrei precisare ad Aosta dove sono la maggioranza assoluta) ormai sono nati qua…che senso ha continuare con sta festa? se si sentono tanto calabresi che ritornino nella loro regione così possono vivere le loro tradizioni e la loro cultura in santa pace… tanto ormai anche la Valle non è più il paradiso terrestre o la terra promessa degli anni 70, tanto vale che ritornino in patria… stessa cosa, da valdostano doc, ritengo ormai obsoleta la “fete des émigrés”, anche in questo caso ormai vi partecipano le seconde o terze generazioni, gran parte di loro non sono mai vissuti in valle d’aosta e hanno comunque perso la “valdostanità” (patois, usi e costumi valdostani, ecc ecc)

  19. Il Pretoriano Says:

    Il fenomeno dell’immigrazione calabrese in Valle affonda le radici in tempi molto lontani, parliamo della seconda metà degli anni 40 quando nel profondo meridione vigeva il latifondo in mano ai Baroni che “sfruttavano” i coloni i quali lavoravano tutto il giorno per un tozzo di pane !
    Oggi, noi figli di quei genitori emigranti ci sentiamo onorati di essere valdostani e vogliamo che la nostra Valle possa essere un esempio di società onesta, operosa e non mafiosa, che vuole migliorarsi ancora di più per dare ai nostri figli un futuro ancora migliore di quello da noi vissuto grazie ai sacrifici dei nostri padri.
    Però mi viene un dubbio. Visti in questi ultimi decenni le vicende giudiziarie che hanno visti coinvolti i nostri Prefetti valdostani doc (Bondaz,Vierin,Rollandin) i quali sono stati premiati con fiumi di preferenze alle elezioni questi voti non li hanno certamente presi solo dai calabresi mafiosi, ma dalla stragrande maggioranza dei valdostani che sono stati beneficiati da contributi pubblici a pioggia, da posti di lavoro nella forestale, in Regione e compagnia cantando.
    E poi faccio questa breve riflessione. Le famiglie calabresi residenti in Valle hanno tutti due/tre figli, mentre quelle valdostane a malapena un figlio. Pertanto, se tanto mi da tanto, chi controllerà il voto in Valle tra qualche lustro?
    I voti si prendono dove ci sono se si vuole mantenere il potere e questo ai nostri Prefetti pare non sfuggire, festa dei calabresi o meno…!

  20. Bisker One Says:

    Qui tanti stanno facendo di tutta l’erba un fascio. Io stesso ho tanti amici calabresi, tutti bravissime persone, tutti lontani anni luce dalla ‘ndrangheta. Va detto che gran parte di loro quest’anno ha deciso di snobbare la festa proprio vista la presenza di Tropiano come presidente dell’organizzazione. In ogni caso, posso dar ragione ai timori di chi ritiene il popolo valdostano (quelli “d.o.c.”) vicino alla sparizione. Ormai circa l’80% della popolazione arriva da altre parti: non solo calabresi, non solo italiani.

  21. Renzo Says:

    …il punto non è essere o non essere valdostano d.o.c. perché ormai, ogni luogo sulla Terra purtroppo è una oscena Babele…
    qui si tratta di essere e sentirsi relamente integrati e di rispettare e accettare uno stile di vita che essendo alpino è, che si voglia o no, profondamente differente da quello del meridione.

    Sarei curioso di sapere cosa sarebbe successo a parti invertite ovvero se una comunità valdostana si fosse stabilita in Calabria e volesse fare la propria Festa;)

  22. tagueule Says:

    @silvana Dice:
    Ci sono opinioni supportate da intelligenza culturale e opinioni che fanno cagare.

    La tua fa cagare.

  23. tagueule Says:

    @Paul Dice:
    A parte poi che ormai questa festa non ha più molto senso… qua parliamo di gente immigrata negli anni 60/70, cioè 40/50 anni fa… gran parte dei “calabresi” presenti in valle (e vorrei precisare ad Aosta dove sono la maggioranza assoluta) ormai sono nati qua…che senso ha continuare con sta festa? se si sentono tanto calabresi che ritornino nella loro regione così possono vivere le loro tradizioni e la loro cultura in santa pace… tanto ormai anche la Valle non è più il paradiso terrestre o la terra promessa degli anni 70, tanto vale che ritornino in patria… stessa cosa, da valdostano doc, ritengo ormai obsoleta la “fete des émigrés”, anche in questo caso ormai vi partecipano le seconde o terze generazioni, gran parte di loro non sono mai vissuti in valle d’aosta e hanno comunque perso la “valdostanità” (patois, usi e costumi valdostani, ecc ecc)

    Come Silvana 🙂

  24. whales Says:

    @Renzo: “uno stile di vita che essendo alpino è, che si voglia o no, profondamente differente da quello del meridione”
    A cosa ti riferisci? Alla ‘nduja che non è come la mocetta?
    A me sembra che i calabresi si siano integrati benissimo al nostro stile di vita, questo: come hanno sempre sostenuto Vaudano e altri illustri profondi conoscitori della mentalità locale, il valdostano ha una tenacissima tendenza a vivere di regalie interessate, piaggieria, clientelismi, occhi chiusi quando serve, conoscenze, illeciti, scambi di favori. Abbiamo ville travestite da stalle, fontine immangiabili nei supermercati, finanziamenti agli amici, concorsi truccati, voto di scambio, riciclaggio di denaro con il casinò, tangenti per opere inutili, ennesimi rifacimenti delle strade a ridosso delle elezioni. Abbiamo un terreno di coltura meraviglioso per qualsiasi criminalità organizzata. Il valdostano si commuove quando sente parlare il patois, ma ha fatto della leccata del posteriore un’arte sopraffina rivolta a chiunque – e sono sempre gli stessi – sia una posizione di potere… Tutti a correre dietro all’amico Aurelio, l’amico Augusto. Al Sud hanno coniato lo slogan: “un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Dov’è lo scatto di dignità dei valdostani contro quella che Vaudano chiamava la “mafia di montagna” (prodotto dop locale)? Noi valdostani rispetto a loro siamo indietro anni luce nella consapevolezza, non riusciamo a separare gli aspetti positivi del localismo da quelli deleteri e marci fino al midollo.

  25. whales Says:

    E perdonate il mio italiano, sono di corsa 🙂

  26. tagueule Says:

    Renzo Dice:
    …il punto non è essere o non essere valdostano d.o.c. perché ormai, ogni luogo sulla Terra purtroppo è una oscena Babele…
    qui si tratta di essere e sentirsi relamente integrati e di rispettare e accettare uno stile di vita che essendo alpino è, che si voglia o no, profondamente differente da quello del meridione.
    Sarei curioso di sapere cosa sarebbe successo a parti invertite ovvero se una comunità valdostana si fosse stabilita in Calabria e volesse fare la propria Festa;)

    Come Paul 🙂 🙂

  27. Chenoia Says:

    Se la festa è bella, perchè no?

  28. patuasia Says:

    Signor Chenoia, le rispondo con una frase di Giovanni Falcone: “La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.”.
    Spero abbia capito.

  29. Renzo Says:

    @Whales
    Sei fuori strada per quanto mi riguarda e ti riempi la bocca di niente…”I valdostani sono sempre stati così,…cosà”…ma di che stai parlando!?! Ma cosa generalizzi…
    La verità è che decennio dopo decennio hanno eliminato tutti i valori più importanti dei valdostani con promesse di “progresso” e altre astute falsità e sono stati messi a tacere utilizzando mille modi e tattiche e ci sono riusciti.
    D’altronde è da una cinquantina d’anni che abbiamo al comando della zattera personaggi che tutto rappresentano e difendono meno che l’identità valdostana. Si sono tutti venduti alla politica (non se ne salva uno) e chissenegrega di chi ha combattuto per questa terra.

    Tempi bui, davvero. Ma vedo un’alba nuova all’orizzonte.
    E non è mai tardi per svegliarsi.

  30. zazzak Says:

    Non andrò alla festa perché onestamente credo sia diventata da tempo, ben prima che tropiano sprofondasse nei suoi attuali guai giudiziari, il luogo ideale ove ogni politico valdostano ricerchi con avidità il consenso della comunità più forte, numerosa e coesa di questa regione. Questo è un fenomeno che va avanti da trent’anni e credo sia diventato eccessivo. Io, che a differenza di patuasia sono un garantista, non vado da anni alla suddetta sagra e non ci ho mai portato i miei figli. Non ho origini calabresi, ma non credo il problema stia in qualche obsoleta differenza etnico-regionale. È un sistema di gestione del potere che fa spesso ricorso al malaffare e credo sia ora di dare un segnale di dissenso e di presa di distanza.
    A differenza di altri non vedo alcuna alba nuova foriera di cambiamento, almeno sino a quando la valle continuerà ad essere oggetto di quei privilegi su cui l’attuale sistema di potere ha costruito la sua ragione di esistere.

  31. tagueule Says:

    @Renzo

    L’identità valdostana non esiste.

  32. tagueule Says:

    @Renzo dice,
    Ma vedo un’alba nuova all’orizzonte.

    Sarebbe? Alba Dorata?

  33. Raggiodiluna Says:

    Tutto si riduce alla solita querelle (scusate il francesismo) nord-sud…

    ….’sti luoghi comuni son tanto noiosi…

    Allora, partendo dal fatto che io una fiera di Sant’Orso (la prendo ad esempio) al sud non la vorrei, perché non ci sono i presupposti storici e culturali da festeggiare, e poi perché non essendo mai stato il sud un luogo baciato dalla floridezza economica in quanto nessun politico se l’è mai cacato (scusate nuovamente il francesismo) non ci sono colonie di “acquisiti”, “forestieri”, “immigrati”, che importano i loro usi e costumi.
    Comunque.
    Una festa patronale al sud è una cosa (meravigliosa, pagana e religiosa insieme, sentita da tutta la comunità e non da una parte), e una festa del sud importata al nord la ritengo una cosa posticcia che niente ha a che vedere con una festa di meridionali (visto che tanto ci piace dirlo lo sottolineo), più simile ad una rappresentazione grottesca dell’originale: meglio chiamarla comunemente festa a mio parere, senza aggiungere toponimi.

    Quindi, ritornando al post in origine.

    Questa festa è organizzata da un personaggio che in questo momento (suo malgrado) non se la passa proprio bene in termini legali… era forse meglio per lui ritirarsi a vita privata evitando comparsate di sorta…
    Ed anche se è bello per le famiglie ritrovarsi a condividere risate e cibo, credo che ci si possa incontrare in un luogo più sano e condividere le stesse cose senza dover per forza partecipare a ‘sta festa…

  34. Chenoia Says:

    Mah… Qua tutti attaccano una festa calabrese senza considerare che piu del 30% della popolazione di Aosta è calabrese o di origine calabrese. Anche se non vi possa piacere, le radici di una popolazione si cancellano in 3 secoli, non 3 generazioni, senza contare che di vero valdostano in valle d’aosta forse c’è solo più uno stambecco su 3, altro che uomini… La peste del 1630 ha spazzato via il 99.8% dell’intera popolazione valdostana, e quella del 1320 il 96%. Pensate che si possa parlare di sangue puro e di estremismo culturale in una zona di passaggio di ogni esercito, popolo, migrazione nella storia d’Italia? Mah. Se il comune o qualche brav’uomo riesce a organizzare una festa anche solo paragonabile allora ben venga, ma visto che gli aostani non ne son mai stati capaci allora ben vengano i calabresi a rallegrare una città morta dalle 20.00 in poi.

  35. Chenoia Says:

    Senza contare che fa ridere ridurre la festa di Giorgio e Giacomo a una miss Calabria valdostana. La festa non è la gara della tarantella, ma è la gente con organetto e tamburello che suonano per ore nel capannone dove si mangia, la festa non è nella soppressata e nella melanzana ma in coloro che le preparano per 17-18 ore al giorno per 11 giorni, la festa non è nella festa, ma è in coloro che sanno viverla per quello che è. Una festa.

  36. Chenoia Says:

    È ricordo che per trattar di mafia, le persone non necessitano di una festa in piazza, ma basta un bar in periferia o due cellulari prepagati presi sotto falso nome…

  37. giancarlo borluzzi Says:

    Evidentemente Chenoia è esperto in materia vista la precisione con cui ci istruisce nelle due righe soprastanti …..

  38. Chenoia Says:

    Giancarlo borluzzi, esistono fior di libri e documentari in merito, fatti anche te ‘na cultura va…

    Odio gli attacchi personali, non ci vuol una laurea ad argomentare senza sfociare nell’offesa.

  39. giancarlo borluzzi Says:

    Ovviamente la tua esperienza scaturisce proprio dai libri e dai documentari che citi e che hai letto&visto a dismisura, cosa pensavi che io avrei pensato?
    Eppoi gli attacchi verso un nick non sono mai personali, eppoi il mio non è un attacco, eppoi le battute non sono offese: troppa reattività!
    Sulla cultura che dovrei farmi in merito: devo dire che mafia/camorra/n’drangheta non sono un tema che mi appassiona. Leggo i titoli e mi fermo lì.

  40. Renzo Says:

    @Tagueule
    L’identità valdostana non è allevare mucche, fare la fontina, votare rollandin e altre stronzate del genere;)
    Il discorso va molto più indietro di quanto pensiate ed è un attimino più serio e complesso. E il fatto che manco ne siate consci mi allieta. Anzi ci allieta. Ma certo…bisogna avere un cervello pienamente sviluppato e una certa indipendenza di pensiero per comprendere a fondo certe verità e certe questioni, me ne rendo conto e mi dispiace per te. Ti sono vicino;)
    Comunque è interessante accorgersi ogni giorno di più di quanta gente vive e prolifera in questa nostra Valle e poi passa le sue giornate a buttargli merda sopra e a fare ironia sui valdostani.
    Più ne dite e più la gravità della situazione di questa terra si mostra in tutta la sua chiarezza e ci responsabilizza ancor di più.

    @Chenoia
    Cazzo…addirittura la peste medievale sei andato a scomodare per portare acqua al tuo mulino dell’Ikea?!? Ma mi faccia il piacere!:)

  41. giancarlo borluzzi Says:

    @ Renzo.

    Il mio cervello è pienamente sviluppato e sono caratterizzato da assoluta indipendenza di pensiero.

    Queste due caratteristiche mi determinano in due convinzioni assolute: UNO non me ne importa niente di ipotetiche identità regionali: non esistono in quanto esistono solo le persone singole col loro sentire. DUE ogni Renzo di turno è liberissimo di credere in cosa vuole, ma sarebbe un emerito imbecille se pensasse che le sue convinzioni debbano essere un riferimento obbligato per chi le reputa espressione di un cervello non pienamente sviluppato e privo di indipendenza di pensiero rispetto all’ambiente fermo ai secoli scorsi in cui ha finora sciroppato il suo tempo.

  42. Renzo Says:

    Non rispondevo a Lei Borluzzi. Si calmi perché le morti per infarto per sciocchezze sono all’ ordine del giorno.

  43. Chenoia Says:

    Giancarlo borluzzi, allora non ne parli se le sue informazioni si fermano ai titoli, semplice…

  44. Chenoia Says:

    Renzo, vuoi una spiegazione un po’ più articolata di un “volemose bene”? Accomodati, ma non criticare se le spiegazioni arrivan da lontano 😉

  45. giancarlo borluzzi Says:

    @ Renzo.

    Uno qui espone pensieri rivolti a tutti e quindi tutti possono replicare se l’argomento stuzzica.
    La questione infartizia non l’ho compresa.

  46. Renzo Says:

    Chenoia…ti auguro una buona Festa dei calabresi;)
    Goditela tutta finché c’è. Davvero.
    Mi rendo conto che in questa miserevole epoca storica sono queste le cose che riempiono di significato, Verità e grandezza l’esistenza umana di te e ahimé di molti valdostani.

  47. Chenoia Says:

    Renzo, conoscere il passato non è un limite, è un modo. Per sapere chi sei bisogna scavare molto più a fondo di un semplice cognome, o di una semplice realtà. Non è utopia scoprire quel che ti circonda sotto altri punti di vista, è una grande ricchezza…

  48. Paul Says:

    A parte poi che affermare che in Valle i “valdostani” rimasti siano solo il 20% o anche meno mi pare un po’ azzardato, se ad Aosta di valdostani doc ne siano rimasti ben pochi è evidente, ma nella maggior parte dei paesi l’identità valdostana è ancora forte… la comunità calabrese è si molto folta ma rappresenta comunque non oltre il 15% della popolazione valdostana (e chissà come mai gli si vuole sempre dare molta, troppa importanza!), tra un po’ la comunità sarà superata dagli stranieri che ormai rappresentano il 10% della popolazione regionale…
    senza poi contare che ad Aosta la “comunità” più numerosa è rappresentata da settentrionali (all’inizio del 900″ e per diversi decenni la popolazione della città aumentò vertiginosamente grazie soprattutto all’immigrazione Piemontese e Veneta) e dai “misti” (cioè coloro che hanno i genitori di origini diverse)… tutto questo per affermare che tutto sommato sta comunità calabrese, anche se molto coesa (sicuramente piu dei valdostani), non è così forte numericamente (anche se in apparenza può sembrarlo), quindi una festa di queste proporzioni (anche a livello di finanziamenti pubblici) non è poi così giustificata…

  49. giancarlo borluzzi Says:

    @ Chenoia.
    “… per sapere chi sei bisogna scavare molto più a fondo di un semplice cognome o di una semplice realtà… ” : se io scavo a fondo trovo persone che si alternavano tra alto Friuli e bassa Austria. Così tanti altri scavando trovano Ciociaria, Lomellina e Langhe.
    E’ becero integralismo chiudere gli occhi sulle variegate origini degli italiani in questi 3000kmq.
    Eppoi il giochino dello scavare sarà un hobby che ringalluzzisce Chenoia, ma non interessa un tubo ad altri:

  50. Raggiodiluna Says:

    E’ molto triste leggere questi commenti sulla dichiarazione di identità di una regione. Da nessun’altra parte avevo mai sentito tutto questo fervore (pro e contro) di difesa e di percentuali.

    E non perché nelle altre regioni se ne fregano, ma solo perché da altre parti non è un problema, e quindi non ci si offende a colpi di fontine, mucche, e patois.

    Comunque, se posso aggiungere la mia, più che calabresi, valdostani, settentrionali, meridionali, la popolazione più presente in Valle d’Aosta sono le gru. Quelle le trovi dal massiccio del Bianco ad Aosta, dal villaggetto sperduto all’autostrada.
    Sì, sono loro la percentuale che vince, l’etnia più presente nel territorio.

    Da questa presenza, sempre a parer mio, scaturiscono tutte conseguenze.
    E chi vuol capire capisca.

  51. L'isola felice Says:

    Festa dei calabresi VDA=No ‘ndrangheta, no party? Io no party, grazie

  52. Guido Di Vita Says:

    Io ci sono sempre andato. E se fossi in Valle ci tornerei.

  53. patuasia Says:

    La Festa sarà un successo, sicuramente. Infatti Falcone e Borsellino sono morti, mentre i mafiosi e i loro complici continuano a imperversare sempre di più. Bella l’Italia! Tanta brava gente!

  54. Chenoia Says:

    Patuasia, con tutto il rispetto, non farti il sangue acido, che il futuro del mondo non si decide al mont fleury…

  55. patuasia Says:

    No, non mi faccio il sangue acido, so da tempo che non ne vale la pena spendersi troppo per i propri simili, infatti amo sempre di più gli animali. 🙂 Certo che pensare a persone come Falcone e Borsellino che hanno dato la vita per una umanità così facilmente corruttubile e così attratta dalla soppressata… fa un po’ male.

  56. Chenoia Says:

    Ma guarda che andare alla festa non significa esser pappa e ciccia con la mafia, significa voler vedere qualcosa di bello che il comune non organizza, che è diverso… Alla festa non c’è un biglietto d’ingresso, ma c’è musica, si può ballare, si può stare in compagnia, si può anche ubriacarsi al bar, si può stare in compagnia, in famiglia, con amici, e permettimi (me ne intendo un pochino) il limoncello che danno, ad Aosta nemmeno col lanternino lo trovi così buono. Non demonizzare ciò che tanta gente fa per passione, non per soldi o visibilità (altrimenti gli uomini delle cucine sarebbero dei poveri pazzi). È una festa, e chi vuole la vede come il ritrovo della malavita, ma puoi anche vederlo come il miglior intrattenimento che Aosta offra in quei 10 giorni… Credimi che Falcone soprattutto, la soppressata l’apprezzava eccome, nonostante il suo impegno verso ciò che conosci già. La mafia cerca appoggi, vero, ma non di certo tra coloro che suonano una tarantella bevendo cirò in valle d’aosta…

  57. patuasia Says:

    Signor Chenoia, che noia davvero! Sono stanca di dovermi ripetere, se lei non capisce, pazienza, me ne farò una ragione. Falcone la soppressata magari l’apprezzava, ma non andava a mangiarla nel ristorante gestito da un mafioso! Sono costretta a metterla in moderazione, perché il suo comportamento è diventato noioso, ripetitivo, non aggiunge niente a quello che lei ha già espresso… proprio quello di un troll.

  58. bianca Says:

    Ci sono andata una volta e in tutta sincerità mi sono chiesta: tutto qui? Cibo caro, coda e niente di entusiasmante, musica alquanto discutibile, giochini da luna park per i bimbi e un concorso di bellezza che pare di essere negli anni ’50. L’unica cosa che posso salvare sono i fuochi. Ho anche molti dubbi sulla cosiddetta integrazione. Lo noto solo io come anche le seconde generazioni tendano a sposarsi tra di loro o a far venire su dalla calabria mogli e mariti? Comunque non sarei contraria alla festa in sé, se durasse la metà, 12 giorni sono troppi.
    A tutto ciò si aggiungono questi fatti molto gravi e quindi io e la mia famiglia di certo staremo alla larga dalla festa.


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