La pasta fatta in casa


Benedetto il signor Gianni Torrione che si unisce alla mia personale battaglia contro lo scempio compiuto alla Porta Pretoria. Prima di lui, ma dopo Patuasia (snobbata come sempre dai media, a parte la Gazzetta matin che ringrazio) sono arrivate le voci sdegnate di alcuni politici di minoranza.  Se Torrione si esprime in politically correct che denuncia il suo trascorso di uomo politico, limitandosi a generalizzare, seppur in modo ironico, le responsabilità, la sottoscritta con un passato e un presente di libero-pensiero, preferisce fare nomi e cognomi dei principali responsabili che sono: il Sovrintendente ai Beni culturali, Roberto Domaine; l’ex assessore alla Cultura, Laurent Viérin; l’architetto Fabio Maschio e il capo della Direzione restauro della Sovrintendenza, Gaetano De Gattis; il Sindaco di Aosta Bruno Giordano e la giunta comunale, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin e la Giunta regionale; seguono gli addetti che hanno realizzato i lavori. Ridicole le affermazioni di De Gattis che sostiene che l’attuale intervento è intermedio e in attesa di nuovi fondi europei. Quindi… appena i soldi ci saranno, se mai ci saranno, questo lavoro verrà smantellato (cioè soldi gettati che tanto sono dell’Europa e a noi checcefrega!). Solo nel caso di un nuovo tributo pubblico verranno riportati alla luce i reperti medioevali che, altrimenti (cioè per anni e anni a venire), rimarranno coperti dalla sabbia e da quel delicato telo di plastica blu. E poi chi ha deciso che la Porta Pretoria necessitava urgentemente di un intervento di conservazione… un amico di Luigi Monteleone? Il parere di quale noto esperto? Di uno fuori dai giochi e quindi dagli interessi o di chi si è fatto aggiustare la casa dall’impresario? Dubbi legittimi che nascono da una gestione pubblica dei beni culturali assai confusa e tutt’altro che trasparente (mafia locale?). La Porta Pretoria meritava un interesse internazionale, perché è un patrimonio di tutta l’umanità, non solo nostro. Ma la pasta fatta in casa è più saporita e fa ingrassare le tasche.

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6 commenti su “La pasta fatta in casa”

  1. bruno courthoud Says:

    Ricordo che, a suo tempo, la Porta Praetoria ha già portato in carcere, anche se per breve tempo, l’allora Assessore UV al Turismo Voyat (ancora oggi sulla cresta dell’onda nel Mouvement) e l’allora Soprintendente Renato Perinetti (voluto da Bruno Milanesio). Speriamo che la storia non si ripeta.

  2. Il Pretoriano Says:

    I lavori della Restitution della Porta Praetoria partono da ben più lontano, ovvero dalla sistemazione di tutta la Via Sant’Anselmo, dal tunnel tecnologico ai lampioni ,e alla sistemazione urbanistica dell’Arco d’Augusto con l’inserimento del Ponte di Cala…Pallù! Ingegnere oggi indagato per altro ben noto a tutti !

    Purtroppo è stato tutto sbagliato l’intervento con la posa di pietre cinesi, la posa delle lastre che non permettono ai disabili di poter passeggiare con gli ausili nella via se non con grande sofferenza, all’estetica tutta della via.

    Allora mi domando, ma le colpe di chi sono? Della politica o dei tecnici amici degli amici che la politica vuole arricchire? E con quale diritto la politica ripete incarichi su incarichi sempre agli stessi tecnici, in virtù di un curricula che naturalmente premia sempre quelli che hanno avuto più incarichi che sono poi coloro i quali ci hanno restituito tutto questo scempio!

    Faccio una proposta la ROTAZIONE DEGLI INCARICHI AI PROFESSIONISTI e gli incapaci manifesti vadano depennati per SEMPRE dalle opere pubbliche.

    Al nuovo Consiglio Direttivo dell’Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti della VDA indico il primo punto del programma di legislatura da affrontare.

  3. marburg Says:

    @ bruno. Speriamo che la storia si ripeta! invece

  4. bruno courthoud Says:

    Se dovessi dare un consiglio a Domaine, agricolo Sovrintendente, gli consiglierei di non esibire oltre misura i suoi SUV e Honda, di limitare le sue uscite al bar con fanciulle e non, di non dare troppo nell’occhio insomma.
    Ai suoi tempi, così racconta la mitologia urbana, Milanesio, il quale firmava i pareri del Sovrintendente Prola ma non poteva modificarli, tratteneva i pareri favorevoli di Prola nel suo ufficio, là dove valeva la pena, e li firmava solo “a pagamento avvenuto”. Mitologia urbana, naturalmente.
    In un solo caso (ma senz’altro ne valeva la pena), fece falsificare il parere negativo di Prola, che diventò positivo (lottizzazioni del col di Joux). Fu allora coperto dall’omertà della politica e dei funzionari.
    Di questi suoi eventuali reati, ammesso che in questo paese lo siano, non ha mai risposto dinanzi ad alcun tribunale.
    Tutti notarono invece il brusco cambiamento dello stile di vita del geometra Bassignana, ai Lavori Pubblici (macchinoni, ecc.) che si occupava dei lavori urgenti post alluvione. Mal gliene incolse.
    Perciò, caro Soprintendente, non vorrei che il tuo stile di vita, ingenuamente agricolo, attiri l’attenzione di qualcuno. Per il bene della valle d’Aosta, ovviamente.


  5. …e a me la finanza ha chiesto spiegazioni per un’auto di terza mano comperata… forti coi deboli, distratti con altri?

  6. Il Pretoriano Says:

    Sig. Bruno,
    ma quante ne sa Lei sulle malefatte dei nostri politici locali di oggi e del passato.! A quando un giretto o cantata al Palazzo di Via Ollietti!
    Le generazioni dei nostri figli e dei giovani valdostani tutti credo le renderebbero onore e magari ci scapperebbe pure l’intitolazione di una Via (solo laterale) per il suo impegno civile e per il suo sacrificio.
    Abbia coraggio Lei che sa, noi siamo ignari perché giovani purtroppo.


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