Meritocrazia à la vapelenentse


Difficile non rimanere di sasso. La disoccupazione tocca punte da brivido anche in Valle d’Aosta e Luca Frigerio, amministratore unico della spa Casinò de la Vallée di Saint-Vincent, si porta a casa un premio di produzione di 72.000 euro! Per quale risultato non si sa, dal momento che il Casinò versa in una crisi cronica. Qualcuno conosce quali fossero gli obiettivi da raggiungere? Perché non sembra che la direzione Frigerio abbia portato risultati tali da giustificare tale cifra.

Annunci
Explore posts in the same categories: Affari, Critica, Cultura morta, Degrado morale, Disgusto, Domande, Favori, Mala Amministrazione, Persone pubbliche

Tag: , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

18 commenti su “Meritocrazia à la vapelenentse”

  1. bruno courthoud Says:

    occorre conoscere bene i meccanismi dello spoil’s system, o meglio della sua applicazione pratica: i premi di produzione misurano, di fatto, la “fedeltà” del dipendente e il suo “gradimento” al signore di turno. In certi casi ecco allora che tale premio può apparire sovrastimato, mentre, in effetti, potrebbe addirittura essere sottostimato. E’ la versione moderna, in chiave democratica, della ripristinata medioevale fidélité lige. Non fatevi ingannare dal testo letterale delle norme che disciplinano il tutto! Sareste degli ingenui come a suo tempo sono stato io. Potreste anche dare un’occhiata ai premi di produzione dei dirigenti regionali, in primis i coordinatori e i Sovrintendenti e compararli. Sono un buon indicatore del loro grado di fidélité lige. E quelli delle partecipate varie?

  2. albert Chatrian Says:

    Quali erano gli obiettivi da raggiungere? Diversi, tra cui il mantenimento delle quote di marcato (peso obiettivo “solo” del 10% del “premio”), contenimento dei costi operativi aziendali rispetto al 2011 (20% del “premio”), definizione del piano di marketing del Casinò (10% del “premio”), realizzazione del nuovo ingresso del Casinò (addirittura il 30% del “premio”!) e infine la realizzazione della prima fase dei lavori del Grand Hotel Billia (30% del “premio”).

  3. bruno courthoud Says:

    appunto: gli obiettivi si costruiscono ad hoc! Andate a leggervi gli obiettivi di tanti dirigenti e vi divertirete un mondo, anzi vi chiederete: ma è una cosa seria? Ve lo dico in base a mie esperienze passate, non avevo niente da fare, per raggiungere certi ridicoli obiettivi mi era sufficiente lavorare mezz’ora al giorno, quando dovevo lavorare molto. Anzi, non dovevo fare di più e chiedere lavori più qualificanti. Ho bisticciato, per cercare di poter lavorare, con tutti i miei superiori: l’arch. Béthaz, il coordinatore Rocco, l’Assessore Vallet. Lasciatemelo dire: è tutta una buffonata possibile solo quando si usano i soldi degli altri (pubblici). Un privato che ci dovesse rimettere del suo, metterebbe subito alla porta buona parte degli inutili direttori attuali.

  4. bruno courthoud Says:

    p.s. dimenticavo: nella maggior parte dei casi i dirigenti gli obiettivi se li scrivono da soli, nel peggiore dei casi li concordano. E ovviamente non si danno la zappa sui piedi.

  5. albert Chatrian Says:

    È infatti evidente che almeno i 3 ultimi punti non dipendono dall’amministratore Unico, ma da altri fattori; non prendiamoci in giro, per favore, visto che, ad esempio, il Piano di marketing sarà stato realizzato da altri, non dall’amministratore in persona, e così i muri e le tramezze del Grand Hotel

  6. bruno courthoud Says:

    La “fidélité”, d’altronde, meglio è remunerata, meglio funziona!

  7. Renzo Says:

    “L’interesse e la paura sono i principi della società.”
    Thomas Hobbes

    E’ ORA DI RESETTARE TUTTO.

    Ok gente…ora che abbiamo risolto l’enigma ci vediamo al bar?;)

  8. giancarlo borluzzi Says:

    Boh… il contenuto della discussione è condivisibile, ma, per demagogia, l’alpista di turno imita il governo Letta.
    Il novello democristiano a palazzo Chigi giocherella con demagogie sul lavoro, inasprisce tassette e tasserelle, ma non prende di petto la spending review, solo toccasana per il rilancio: infatti la riduzione della spesa pubblica non crea consenso elettorale.

    Idem Chatrian: è giusto ciò che dice, ma è una goccia nel mare di Saint Vincent che ha il bubbone Casinò: struttura elefantiaca in via di estinzione perché è il concetto stesso di edifici per il gioco che non tira più. Andrebbe tosato, invece si investe con nuove costruzioni che è dubbio portino congressi, come auspica la cantante rossonera, mentre è certo che non serviranno a portare giocatori novelli pecuniodotati perché San Vincent non ha il quid, per dirla alla “resuscitatore di Forza Italia”.

    Chatrian doveva impiegare il suo tempo a centrare il problema Casinò, non limitarsi (perché paga demagogicamente) alla quisquilia del premio in questione.

  9. albert Chatrian Says:

    Marzo 2012 riflessioni sulla casa da gioco!Sul Casinò Rollandin continua a bluffare come in una partita a poker
    Chatrian: “Abbiamo la sensazione che il presidente della Regione non ce la racconti giusta. E’ troppo ottimista…”
    Sono eloquenti i dati che arrivano dal Casinò di Saint-Vincent nei primi 80 giorni del 2012: introiti generali calati del 23,5% rispetto allo stesso periodo del 2011, con il totale cambiato che crolla del 25%.
    «Dati crudi, preoccupanti», ha commentato il vicepresidente Albert Chatrian. «Serve a poco, se non a niente, raccontare panzane contando sul fatto che la gente non è molto informata sui rapporti Regione-Casinò, che pochi percepiscono come un danno alla collettività il danno al bilancio della Regione, che nel comune sentire i dipendenti del Casinò siano comunque considerati dei privilegiati. Si tratta di un’azienda con 800 dipendenti, che crea indotto, che sostiene il turismo, che amplia e completa l’offerta, un’azienda che se dovesse chiudere provocherebbe un danno occupazionale ed economico irreversibile alla media valle, per non dire a tutta la Valle d’Aosta».
    Danni che, invece, ha già avuto la Regione, la quale, nel 2011, ha incassato dalla Casa da Gioco solo 9,5 milioni di euro.
    «Ben pochi rispetto agli altri Casinò», prosegue Chatrian. «Infatti, nel 2010 il Comune di Sanremo ha introitato 19 milioni di euro, Campione d’Italia più di 40 milioni di euro, Venezia più di 45 milioni di euro. Saint-Vincent, al contrario, ha “reso” alla parte entrate del bilancio della Regione Valle d’Aosta meno di 10 milioni sia nel 2010 sia nel 2011. Altro che “Les comptes n’ont jamais été aussi positifs”, come ebbe modo di osservare poche settimane fa il presidente Rollandin. Egli è abilissimo a banalizzare anche le situazioni più disperate, ma i segnali negativi sono tali che non si può continuare a far finta di niente. Ci deve essere un cambio drastico di direzione, iniziando col valorizzare le professionalità interne in maniera meritocratica, tenendo conto delle competenze, ma soprattutto va rivista interamente la governance di tutta la Casa da gioco. Nel momento in cui si accentra su una sola persona tutta la responsabilità, è ovvio che se le cose vanno male se ne chiedano le dimissioni».

  10. Mistinguet Says:

    Forse Borluzzi non ha seguìto i lavori del Consiglio regionale in questi anni. Avrebbe così potuto ascoltare i numerosi dibattiti in aula sulla questione Casinò in cui Chatrian non ha mai fatto sconti alla maggioranza e al Presidente della Regione. Il premio di risultato a Frigerio sarà anche una goccia nel mare mostrum della pessima per non dire fallimentare gestione del Casinò, ma un Amministratore Unico premiato quando l’azienda va a picco a me non pare segno di oculatezza, anzi…mi pare dimostri grande arroganza e senso di totale impunità delle proprie azioni, sia da parte di Frigerio sia da parte di chi lo ha voluto.
    Mi tormenta un dubbio: e se la mission di Frigerio fosse proprio l’affondamento della casa da gioco di Saint-Vincent?
    Potremmo trovarci di fronte alla necessità di vendere il casinò ad un prezzo stracciato. La vicenda Altalia non vi dice niente?

  11. albert Chatrian Says:

    Occhio alla varianza!
    Quando non vuoi far vedere i tuoi limiti o i tuoi errori, getta fumo negli occhi di chi ti osserva.
    Ed è ciò che ha fatto l’Amministratore Unico di Casinò SpA, Luca Frigerio.
    Del resto l’hanno messo nelle condizioni di cantarsele e suonarsele da solo, di darsi gli obiettivi e di valutarne il raggiungimento, chi al posto suo sarebbe così poco intelligente da non fissarsi a inizio anno obiettivi che sa essere alla sua portata?
    Ma chi l’ha prima scelto poi profumatamente retribuito per anni senza pretendere l’eccellenza che andrebbe messo in discussione.
    Leggendo la risposta del 26 giugno 2013 – firmata direttamente da Top Manager – alla richiesta di chiarimenti risalente al 23 gennaio 2013 (notare quanto tempo c’è voluto!) si ha nettamente la sensazione della presa in giro, non solo di chi legge ma di tutti quelli che, bene o male, dovrebbero occuparsi della gestione della società avendone a cuore le sorti, in primis i soci, Regione e Comune di Saint-Vincent.
    Invece l’assemblea dei soci approva senza colpo ferire il bilancio e con esso la liquidazione all’Amministratore Unico di un premio di produzione di 72.000 euro, che si aggiungono al già spropositato compenso annuo di 240.000 euro!!
    Cifre che stonato terribilmente con la situazione economica in cui si dibattono intere categorie professionali, lavoratori licenziati o in cassa integrazione, giovani disoccupati e senza prospettive, aziende che chiudono, cantieri fermi.
    Ma stridono forse ancora di più se confrontati con i dati degli incassi del Casinò relativi al medesimo periodo.
    Nel 2012 rispetto al 2011 si sono persi 4,7 milioni di euro nei giochi americani (-20%), 2,4 milioni nel Punto banco (-24,5%) 1,9 milioni nella Roulette americana (-10%), 5,3 milioni nei giochi francesi (-44%!!), 1,3 milioni nella Fairoulette (-26%) e addirittura 1,7 milioni, pari al 65% in meno, nella Roulette francese.
    Sono calati anche il poker, le slot e gli ingressi.
    Eppure l’Amminitratore Unico, nella sua autovalutazione si è dato un bel +129%.
    Senza entrare nei dettagli degli obiettivi e della loro analisi, viene da chiedersi “in che mani siamo”, o meglio in che mani è stato messo il Casinò di Saint-Vincent?
    Un personaggio di dubbia provenienza e professionalità, pagato troppo, a cui sono concessi gratuitamente l’alloggio, l’autovettura e tutte le utenze (telefono, corrente, acqua) si permette anche di autoassegnarsi degli obiettivi di miglioramento che tali non sono, di applicare delle formule con varianza per cui il risultato non sarà mai negativo, di avvalersi della consulenza di una società esterna – pagata da Casinò naturalmente! – per definire un Piano Commerciale Strategico che avrebbe portato fra l’altro ad un incremento delle presenze.
    Morale della favola: ai valdostani interessa di più che Frigerio incassi i suoi meritatissimi 72.000 euro o che il Casinò torni ad incassare e fare utili da riversare nel bilancio della Regione?
    Possibile che non ci siano altre professionalità nel settore in grado di tornare a far splendere la nostra casa da gioco senza prendere per i fondelli tutta la comunità valdostana?

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Ordunque.

    Seguo solo i titoli di quanto succede in Consiglio regionale, a meno che il tema mi stuzzichi.
    Devo dire che le vicende legate ai giochi/introiti non mi hanno mai stuzzicato a differenza di quanto legato alla duplicazione del Billia e dintorni.

    Non ho alcun dubbio sull’attivismo specifico di Chatrian, né voglio processarlo a posteriori; dico che, a lume di naso, si è sparato poco contro i nuovi lavori, funzionali a tavoli verdi che il corso degli eventi (in gran parte passanti sopra la testa della regione) porterà, nella migliore delle ipotesi, a una ipertosatura.

    Non voglio difendere Frigerio che non conosco e di cui non mi importa nulla, dico che è marginale prendersela coi suoi guadagni che oltretutto, dedotte le tasse e il suo vedersi confinato in quel deserto dei Tartari che è Saint Vincent, non sono iperscandalosi per un manager.

    Reputo fuori luogo la parte finale dell’ultimo scritto di Chatrian relativamente al far risplendere di nuovo il casinò: è come augurarsi che Mandela possa rifare il bagno nella spiaggia di Durban.

  13. giancarlo borluzzi Says:

    In altri termini: trovo fuori luogo ogni crucifige relativo agli incassi dipendenti in primis dalle minori frequentazioni e dalle minori puntate.
    Un Frigerio o chi per lui non può far venire d’imperio persone a giocare e imporre loro le mani bucate. E’ venuto meno un tipo di intrattenimento che decenni fa era diversamente valutato.
    Venezia e Sanremo hanno il loro appeal, Campione è vicina alla capitale economica d’Italia, Saint Vincent cosa puòvantare di non propagandistico?
    Per questo sono gli ampliamenti ad andare contronatura, mentre i giochi hanno l’andamento che vari fattori, su cui è praticamente impossibile agire, influiscono negativamente.

  14. bruno courthoud Says:

    Al casinò di Saint Vincent non rimane che una strada già ben praticata in passato e conosciuta e forse mai totalmente dismessa: riaprire l’ingresso al denaro sporco, per il bene della Valle d’Aosta, naturalmente (sperando che non ci siano altre vittime, come, pare, lo siano state Caccia e Selis)!

  15. bruno courthoud Says:

    Quanto scriverò adesso non è attinente a Frigerio e al casino (senza accento) di Saint Vincent , ma riguarda ugualmente lo spoil’s system a la vapellenentze, mio chiodo fisso per averlo vissuto sulle mie spalle.
    Trascrivo da La Stampa, di oggi.
    “Dirigente regionale condannato a risarcire”
    “La Corte dei conti della Valle d’Aosta ha condannato il dirigente regionale Pierino Bionaz (che conosco bene) a risarcire 82.909,24 euro. La sentenza fa riferimento a una consulenza affidata dal 1999 al 2010 a un avvocato aostano a supporto dell’allora Servizio di contingentamento dell’assessorato Industria, Artigianato ed Energia. I giudici contabili valdostani hanno dimezzato il danno erariale contestato dalla procura, considerando la “meritevole carriera del dirigente” e l’ “apporto della giunta alla determinazione della situazione di fatto”.
    E’ la seconda o la terza volta che la Corte dei Conti mi dà ragione.
    Il buon Pierino ha dovuto, a suo nome (provvedimento dirigenziale da lui firmato) affidare un incarico illegittimo voluto dalla Giunta regionale, “obtorto collo” ovvero con una pistola alla tempia.
    Per quanto riguarda la legittimità, non ci sono problemi, è sufficiente la sua firma, non ci sono più controlli di legittimità (“mais ça ce n’est pas démocratique!”, in Italia sì.)
    In poche parole, il povero Pierino deve commettere l’illegittimità voluta dalla Giunta regionale, e adesso deve pagarne (solo lui!) le conseguenze in soldoni! E i politici (ovvero i mandanti)? Nulla.
    La Corte dei Conti lo ha capito ma non può fare diversamente. A tutti i politici va bene così.
    Un affettuoso saluto e tutta la mia comprensione al buon, e soprattutto onesto, Pierino (il sottoscritto è stato l’unico direttore a dare le dimissioni dopo un mese dalla nomina, non appena ha capito l’antifona; ora, forse, mi adeguerei, vista la tremenda vendetta seguitane da parte dei politici, cioè l’emarginazione totale).

  16. giancarlo borluzzi Says:

    Un amico mi ha scritto che il nick Mistinguet potrebbe appartenere ad Albert Chatrian.
    Ho riletto e analizzato i contorni, non lo escludo senza però esserne certo.
    Comunque i suoi interventi, Giano bifronte o meno, sono preziosi.

  17. Mistinguet Says:

    No, caro Borluzzi, non sono Chatrian. Non so chi sia il tuo amico e se esiste.
    Non credo neppure che Chatrian sia tipo da nascondersi dietro un nickname, tant’è che è intervenuto anche su questo post di Patuasia con nome e cognome.
    Però ricordo di aver udito varie volte in Consiglio regionale interventi anche accesi sull’inutilità se non la dannosità di certi lavori – con relativo sperpero di risorse – che avrebbero dovuto rilanciare il Casinò di Saint-Vincent.

  18. giancarlo borluzzi Says:

    L’intervento di Mistinguet/Chatrian non modifica i miei dubbi: la firma Chatrian su questo blog credo non si fosse mai vista, tranne in questo caso in cui non poteva non intervenire di persona.
    Forse in precedenza interveniva col nick di uno che maneggia l’italico idioma come l’originale.
    A me è stata fatta notare la distanza di soli 3 minuti tra lo scritto dell’originale e quello del nick che doveva fare il lavoro sporco del citarmi… comunque alla base di tutto ci sono critiche comuni all’assurdo del costruire a Saint Vincent come se fosse Gstaad o St. Anton, per cui mi pare in questo caso insensato criticare Chatrian/Mistinguet.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: