La ‘ndrangheta made VdA (15° parte)


Le argomentazioni della difesa dei Nirta, una festa di nozze per la figlia Katiuscia con 300 invitati costata 20.000 euro.

“Passando alla disamina delle argomentazioni difensive, va premesso che esse appaiono per lo più tese a raffigurare il Nirta come un soggetto esclusivamente dedito al lavoro e con alta propensione al risparmio, i cui frutti, uniti a quelli del risparmio della famiglia, sarebbero poi refluiti sia nella provvista costituita in Svizzera sia nell’acquisito del patrimonio immobiliare. A tal proposito la difesa allega che il lavoro svolto in nero, unitamente all’infedeltà fiscale del proposto e della famiglia, costituirebbero la sola giustificazione di tale divario.
Si è già notato inoltre l’enorme divario tra entrate ed uscite, entrambe di proporzioni gigantesche… Si è già detto come, quanto all’attività in nero, tale allegazione risulterebbe smentita dagli anni di osservazione cui il Nirta è stato sottoposto e da cui emerge una scarsa propensione del proposto allo svolgimento di attività lecite, ancorché non dichiarate al fisco. A ciò vanno aggiunti i periodi di carcerazione sofferti dal proposto, dal giugno 1999 al luglio 2001 e dal 2009 ad oggi, in cui pacificamente egli non ha potuto lavorare. In ogni caso di queste presunte attività lavorative svolte in nero non vi è alcuna prova in atti. Quanto alle fatture prodotte dalla difesa ed emesse dalla ditta individuale del proposto non vi è riscontro della loro autenticità e della loro effettiva annotazione sui libri contabili.”

Va evidenziato che, come attestato dalla sentenza di condanna passata in giudicato per narcotraffico, nel corso di tale anno, il 2007, si intensifica l’impegno del proposto nell’attività di narcotraffico internazionale, mentre il suo reddito da lavoro crolla ad € 8423, alle soglie della fascia di povertà. Nello stesso anno, come già detto, forte è altresì la disponibilità di danaro liquido da parte del Nirta (come comprovano il già riferito furto subito in Spagna di € 60.500 appena tre mesi prima dell’acquisto del bene anzidetto e l’esborso di 20.000 euro circa sopportato poco prima per il banchetto nuziale della figlia Katiuscia NIRTA che ha luogo il 9,9.2006).

Ricorrono, pertanto, fondati sospetti circa l’illecita provenienza del danaro sborsato dal proposto per l’acquisto effettuato dai figli, di talché deve ritenersi che il bene sia stato almeno in parte acquistato con i proventi dei traffici delittuosi svolti dal Nirta. (roberto mancini)

 

 

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