E se domani…


Appuntamento con aostaoggi.tv l’ospite è Roberto Cognetta del M5s. La prima cosa che stupisce è il tono pacato. In un’altra intervista, data subito dopo il conseguimento dei risultati elettorali che lo portavano in Giunta, il timbro era più duro, più aggressivo e le parole dette promettevano una opposizione dura e senza paura. Oggi minimizza il successo. Non si dichiara vincitore: chi ha vinto è chi governa. Il M5s ha semplicemente raggiunto un obiettivo. Gioca la carta dell’umiltà, abbastanza insolita per un grillino. Alla domanda del giornalista, Marco Camilli, cosa farebbe il M5s se i due voti pentastellati fossero determinanti per mandare Rollandin a casa, Cognetta risponde in modo che io definisco piuttosto curioso. Cognetta è disposto a votare la fiducia a chiunque, Rollandin compreso, se questi presentasse dei punti condivisibili, come il reddito di cittadinanza, ma non prevede e quindi esclude, che gli stessi potrebbero essere proposti da un governo alternativo che nascesse da una loro fiducia. Anzi su questo ipotetico governo il M5s non dà nessun affidamento futuro: “… mandiamo l’Union valdotaine all’opposizione dopodiché lasciamo fare le stesse porcate da qualcun altro?”. Un’apertura all’Union delle porcate, ma nessuna apertura al centrosinistra che altro, secondo lui, non farebbe che reiterare, sotto l’egida di un eventuale, altro imperatore, le stesse. Non lo sfiora minimanente l’ipotesi di un’alternativa senza? E nel malaugurato caso ci fosse davvero un nuovo imperatore non potrebbe anch’egli proporre un reddito di cittadinanza esattamente come quello in carica? A me questa chiusura a priori mi risulta, come dire, curiosa. Parrebbe che l’avversario più odioso ai 5stelle sia quello che condivide con loro i banchi dell’opposizione. Cosa infatti vuole dire il neoconsigliere quando afferma che sui contributi ai gruppi si “andrà a colpire il bersaglio più grosso e più facile e non si andrà a fondo su tutta quanta la questione”? Aspetto fiduciosa dei chiarimenti.

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27 commenti su “E se domani…”

  1. bruno courthoud Says:

    ma cosa aspetta questa maggioranza a formare questa nuova Giunta? I programmi erano stati concordati prima. Quindi è solo questione di poltrone, di potere.

  2. Pierre_1 Says:

    ho sentito tutta l’intervista, devo dire abbastanza deludente

  3. RD Says:

    Beh, la possibilità che un novello, ma proprio novello e soprattutto quel novello abitante del Palazzo potesse rallentare il proprio passo una volta giunto al crocevia che pochi eletti possono raggiungere mi era balenata in mente fin da subito, e ne ho fatta parola con qualche rappresentante della minoranza. Il nostro Onnipotente Sauroman sa come trattare le proprie anime e plagiar le attraverso i suoi “alchemici” sortilegi. Vedremo cosa riserverà il prossimo futuro, ma mi riesce difficile pensare che il “magazziniere” scelga personalmente la sua strada a quel crocevia. Il Palazzo non perdona e ti mangia appena mostri il tuo lato debole..

  4. monella Says:

    L’ho sentita anche io, mi aspettavo qualcosa di diverso da un grillino vaffanculista, lo stile era quello di un democristiano non quello di Grillo. Penoso poi qull’affannarsi a spiegare il capo, il carattere così estroverso, poverino tutta colpa del carattere che non viene capito dai giornalisti, ma dalla gente sì. dalla gente sì????? ma se alle amministrative c’è stato un tonfo pazzesco! Arrampicarsi sui vetri?

  5. RD Says:

    Devo chiedere scusa, ma è la prima volta che commento e non conoscevo bene i passaggi. RD sta per Renato Dattola..

  6. mvietti Says:

    Per fare il dentista ci vogliono molti anni di studio ed un esame di abilitazione professionale. Per fare il politico, forse non bastano la buona volontà e la faccia pulita. Ci vorrebbe anche un po’ di applicazione e di studio.

  7. Elio Says:

    Il 7 maggio come commento al post “meglio Carola che Carmela ” avevo scritto che dietro cinquestelle forse c’era un certo zampino. Dividit et impera. Lascio a voi le conclusioni.

  8. Puccettone Says:

    che i grillini non siano credibili o così trasparenti come vogliono far credere l’ho sempre pensato, anche se sono d’accordo con lui su un punto: UVP e UV meno P sono la stessa cosa. Un pò di alternanza avrebbe un solo lato positivo: far mangiare qualcun altro e non sempre gli stessi

  9. alessia Says:

    Mi scusi Patuasia ho letto il suo post e mi sono riascoltata l’intervista perché non mi ritrovavo. Dal mio punto di vista il neo consigliere Cognetta si è limitato a sottolineare che il Movimento voterà proposta per proposta (“Io non voto contro o a favore di una persona, io voto contro o a favore delle cose che voglio fare”). Sinceramente non sono sorpresa del fatto che il Movimento non preferisca un imperatore ad un altro, se così non fosse sarebbero entrati in una delle due coalizioni immagino. Avevano anche annunciato che in caso di ballottaggio la loro indicazione di voto sarebbe dipesa solo dalla eventuale sottoscrizione di una delle due parti di una serie di punti programmatici, la linea è rimasta la stessa. Non vedo tutta questa avversione alla coalizione di sinistra, anzi mi pare che abbiano già collaborato in passato (pirogassificatore), non vedo perchè (e non mi sembra che Cognetta abbia detto diversamente) non debba succedere di nuovo visto che ci sono molti punti programmatici comuni.
    Giudico poi molto offensivo e ignorante il commento di Elio che sottointende un doppiogioco senza evidentemente conoscere le persone delle quali sta parlando e i sacrifici e le ritorsioni a cui la loro candidatura ha portato. L’ultima al link: http://www.alpvda.org/index.php/articoli/55-informazioni/503-troverete-pane-per-i-vostri-denti-.html

  10. patuasia Says:

    Signora Alessia, anch’io non credo minimamente in un doppio gioco da parte dei grillini valdostani e vorrei tranquillizzare chiunque lo sospettasse: conosco Cognetta e Ferrero, gli altri molto meno, e sono pronta a mettere la mano sul fuoco che non si lasceranno irretire da nessuno. Detto questo, nell’intervista io ho sentito una certa avversione soprattutto verso la minoranza, faccia attenzione. Poi in diretta si può anche sbagliare o spiegarsi male…


  11. Io semplicemente ribadisco il concetto già espresso nell’immediatezza del risultato delle elezioni di 18, 15, 2 e che anche Roberto ha coniugato a suo modo durante l’intervista dicendo molto semplicemente che il movimento valuterà senza pregiudizi le proposte concrete che verranno presentate, riservandosi il ruolo importante di una minoranza seria di controllo non ricattabile e con le mani libere a garanzia dei cittadini valdostani.
    Scusate se è poco.

  12. Pierre_1 Says:

    mi sembra però un approccio limitato, chi amministra deve saper risolvere tutti i problemi che si presentano, su M5S ci sono una decina di punti (di cui molti condivido) ma su altre cose io non ho capito quali sono le proposte, per esempio per il problema più grande di oggi che è il lavoro, concretamente cosa si propone?

  13. patuasia Says:

    Il molto semplicemente lo lascio a lei, signor Bernabé, io preferisco le letture accurate che mi vengono facili. Quando il signor Cognetta esclude l’ipotesi di mandare all’opposizione Rollandin perché è contrario alla sostituzione di un imperatore con un altro, di fatto chiude a priori con la minoranza e non prende neppure in esame che nell’illusoria alternativa potrebbe non esserci nessun imperatore e, se mai ci fosse, potrebbe essere altrettanto disponibile con le proposte pentastellate come Rollandin. Scusi se è poco! Anche per lei l’invito di ascoltare con più attenzione l’intervista, magari con un pizzico di distacco ideologico in più.


  14. Io credo che quanto sta accadendo nel M5s vada ben oltre i confini di quel movimento. Siamo di fronte ad un fatto inedito nella nostra storia repubblicana. 163 parlamentari, che non a caso per la nostra Costituzione non hanno vincolo di mandato, non rappresentano il proprio elettorato, ma un padrone che non è neppure parlamentare. Partendo da una critica ai partiti, che a suo dire non rappresentano più la volontà popolare, e con la proposta “democrazia diretta”, Grillo ha costituito un movimento che rappresenta solo la sua volontà.

    Credo che una riforma della politica sia ancora più urgente della riforma elettorale, perchè senza l’introduzione di regole democratiche certe per i partiti, nessuna legge elettorale potrà mai garantire la rappresentanza dei cittadini. Una democrazia parlamentare non può funzionare con partiti padronali, nè con cittadini, che si improvvisano politici.

    A breve avremo un nuovo gruppo al Senato e Grillo resterà sempre più solo con i suoi fedelissimi. Ingloriosa fine di un movimento che aveva destato tanta curiosità e simpatie anche fra gli elettori di centro sinistra. L’antipolitica si sta sbriciolando nei fatti, anche se resta ben pompata nel paese, così che occorrerà studiare strategie nuove per mantenere anche un minimo di quegli, otto milioni di voti presi alle ultime elezioni.

    E Roberto Cognetta nel futuro prossimo rimarrà un fedelissimo del suo Guru o avrà un sussulto di dignità nascosta quando vedrà Grillo, che vuole cacciare la senatrice criticona. Questo è un movimento veramente democratico. 😀

  15. bruno courthoud Says:

    E piantatela di darla addosso ai grillini che hanno fatto conoscere a tutti le magagne che voi partiti vi portate addosso da decenni e decenni! Riformate la politica, fate questa benedetta legge sui partiti, buttate fuori le persone indegne di occuparsi della cosa pubblica senza aspettare che ve lo dica Grillo o la magistratura (?), anzi NON fateli nemmeno entrare! Altro che candidare Sorbara e compari vari, sarebbe una rivoluzione! Una rivoluzione che NON volete e NON potete fare! Cambiate voi e i grillini si scioglieranno come neve al sole!


  16. Caro Bruno, avrai notato che sia i pentastellati che i non, che difendono il M5s, si esaltano da sempre pur di dare addosso al Centro Sinistra ed al Pd. Ma certe evidenze non servono per la discussione. Non siamo noi che stiamo dando addosso ai pentastellati. Se la memoria non m’inganna abbiamo fatto di tutto e di più per una vera rivoluzione di “cambiamento”. Ogni giorno ci sputavano in faccia cattiverie di ogni genere…

    E invece quest’ultima della senatrice Gambaro, è una questione che ormai è diventata insostenibile. Questa di cacciare chiunque la pensi in maniera diversa, e senza troppi ragionamenti, ma solo con una lettera dell’avvocato che ti toglie il simbolo, non mi pare una cosa degna di una democrazia. Il fatto è che il tutto accade senza nessuna discussione interna che non sia quella canea montata ad arte che si realizza in un blog. Questo lato oscuro di Grillo, che è pure il lato oscuro del M5s ci darà del filo da torcere, perché prima di essere identificato come un pericolo, la gente dovrà sbattere molte volte la faccia. Mettersi in discussione, non guasta mai…

    Il Pd non deve fare niente per “allargare” la crepa che si sta realizzando nel M5s, il Pd deve prima di tutto pensare a se stesso e ai suoi casini interni, se non vuole cadere nelle crepe che si apriranno sotto i suoi piedi. Grillo è un predicatore, anche abbastanza utopista, diciamo una sorta di profeta. Dobbiamo riconoscergli di aver gettato sassi nello stagno putrido della politica italiana. Ha gettato sassi, ha realizzato un grande movimento, e non è stato capace di chiudere la casa costruita con un tetto obbligato. Un sognatore, un utopista, un predicatore, ma non un uomo politico.

    Lasciamo che a capo del suo movimento arrivi qualcuno dotato di maggior capacità politica, e anche di maggior pragmatismo. Grillo il suo lo ha fatto, potrebbe benissimo ritirarsi, ora.


  17. Grazie sig.Courthoud, è una guerra contro i mulini a vento!

    L’Italia sprofonda grazie ai soliti incapaci al governo da 20 anni (grazie agli italiani che li votano da 20 anni, benedetta democrazia) e ovviamente la colpa è del Movimento 5 Stelle (maledetta democrazia) che caccia i senatori non allineati che avrebbero altrimenti sarebbero assurti un ruolo di primissimo piano nel progetto di salvataggio della nostra Repubblica…eh si, quando manca la democrazia crolla tutto (maledetto Grillo).

    Dopo le elezioni per due mesi ci hanno rotto le scatole con il teatrino di Grillo che non voleva fare un accordo con Bersani per mandare a casa Berlusconi. Tutti a chiedersi perché Grillo non faceva l’accordo con Bersani e nessuno che chiedesse a costoro perché non avessero votato Bersani: almeno così avrebbe vinto!

    L’Italia paralizzata da Grillo, spinta sull’orlo del baratro dal comico imbizzarrito, pure lo spread si alzava se Grillo non faceva l’accordo con il PD. Poi scopriamo che il PD non voleva fare nessun accordo, che avrebbe voluto solo i voti per governare, che era già d’accordo con il PDL (del resto Monti chi lo aveva voluto e sostenuto fino a quel momento?) ma non sapendo come dirlo alla gente aveva bisogno di rendere questa scelta come inevitabile per il “bene del paese”.

    Finalmente da due mesi abbiamo il governo. Risultati? Una breve panoramica mooolto superficiale:
    Stipendi dei parlamentari: ridotti? Noooo, gli unici che se li sono tagliati sono i parlamentari del movimento. Vuoi vedere che quelli che se ne stanno andando terranno lo stipendio per intero? Del resto a Roma con tutte le distrazioni che ci sono come si fa a vivere con meno di 5000 euro al mese?
    Finanziamento pubblico ai partiti: abolito? Nooooo, prelievo forzoso per tutti stile 8×1000 della chiesa cattolica (aumenterà).
    IMU sulla prima casa: abolita? Nooooo, inizialmente “sospesa” come una foglia di fico, ma oggi scopriamo che sarà inevitabile la sua riscossione (con buona pace per i costruttori).
    Aumento dell’IVA: scongiurato? Nooooo, il ministro dice che non c’è via d’uscita e occorre farlo, non trovano 8 miliardi e quindi li prendono dalla gente perché si sa, i poveri hanno poco da dare ma sono tanti (con buona pace dei commercianti).
    Acquisto F35: abolito? Nooooo, oggi scopriamo che ne abbiamo addirittura già comprati 10 (con buona pace…).
    Berlusconi ineleggibile: approvato? Noooooo, non si è nemmeno insediata la commissione per la convalida degli eletti e anche se la insedieranno (ma lo faranno?) B verrà salvato dal PD come succede da 20 anni a questa parte (con buona pace della Santanchè).

    E per gli italiani? Che buona pace c’è? Mi dispiace ma nulla di nuovo sotto il sole del bel paese. Tutti troppo impegnati a cercare di smontare l’armageddon del m5s per cercare di assimilarlo a tutti gli altri partiti tradizionali creando confusione e disorientamento negli elettori.
    Certamente questo era quello che si aspettavano gli elettori di PD-L e PDL. Al prossimo giro perderanno altri 2 o 3 milioni di voti. Aspettiamo il congresso del PD per vedere i dissidenti come si divideranno.
    Aspettiamo l’indagine su MPS per vedere chi, per conto di chi e quanti soldi si è fregato.
    Aspettiamo di vedere la fine della lega, dopo quella di an.
    Aspettiamo i processi di Berlusconi per vedere a quanti anni di galera verrà condannato.

    Aspettiamo. Abbiamo tempo. Noi.

  18. patuasia Says:

    Signor Bernabè, ha ragione è una battaglia contro i mulini a vento cioè contro di lei e tutti quelli come lei che hanno gli occhi e le orecchie foderati di non so bene cosa, ma ben tappati e quindi incapaci di vedere e di ascoltare perché ottenebrati dall’arroganza di essere gli unici possessori del verbo. Unici detentori di un’unica verità: la vostra!. Voi ortodossi mi avete rotto le scatole, perché mi annoiate, vi trovo intellettualmente di basso profilo: ripetete sempre le quattro teorie scadenti che avete imparato a memopria e male, neanche riesco a leggere il suo post! Davvero non vale neppure la pena di spendere una sola parola perché voi il confronto non lo conoscete e, peggio, non lo accettate come metodo di crescita e maturazione, chi la pensa diversamente lo sbattete fuori. Io, Patuasia, nel M5s sarei stata una di quelle che avrebbe notato le enormi incongruità e contraddizioni e sarei sicuramente stata gettata alle ortiche per questo. No, mi dispiace, io sto con chi accetta il dissenso, il confronto e il conflitto, perché è da questi che nasce la creatività e il pensiero. Un pensiero solo, no grazie! No mai! Siete contro la guerra, ma voi avete la struttura di un esercito, altro che movimento! Mi auguro che i migliori fra voi, mantengano i loro obiettivi che sono condivisibili, ma che abbandonino il Capitano al suo inevitabile naufragio. Chi lo seguirà non sarà chiamato eroe per questo.

  19. bruno courthoud Says:

    non riesco a capire questa avversione così profonda, qualcosa mi sfugge.

  20. patuasia Says:

    Ahimé, signor Courthoud, credo che qualcosa le sfugga davvero. 🙂

  21. bruno courthoud Says:

    pazienza, fa lo stesso.

  22. bruno courthoud Says:

    A chi e perché fa tanta paura Beppe Grillo? Pensano ad un nuovo Mussolini? La cosa mi fa un po’ sorridere.

  23. giancarlo borluzzi Says:

    Su Patuasia/Couthoud, prescindendo dal giudizio sui grillini nostrani che, al momento, meritano un giudizio diverso, e migliore, rispetto a quello riservabile al M5S nazionale.

    La politica consta del cosa fare e del come farlo.

    Il M5S è totalmente assente sul “cosa fare”, che è il punto principalissimo dell’agire politico.
    Il M5S ha avuto un immeritato ritorno mediatico per il suo “come farlo”.
    Il mio giudizio sul M5S è totalmente negativo (per fortuna alle prossime politiche avrà una percentuale a una sola cifra, ammesso arrivi in vita a tale data) perché nulla sa dire relativamente al “cosa fare”. Solo atomi insignificanti tipo il non finanziamento pubblico della politica (sono contro tale finanziamento, ma i risparmi sono insignificanti e inseguire demagogicamente il pueblo non mi riscalda il cuore).
    Il loro “come farlo”, che accentra ogni decisione in un personaggio, è inaggettivabile, però piuttosto perdonabile se esistesse uno spessore relativo al “cosa fare”.

    Da tutto ciò, scaturisce una contiguità solo parziale verso il periodare di Patuasia perchè critica il formale “come fare” ben più del sostanziale, quanto assente, “cosa fare”.

    Scaturisce invece una posizione contrapposta, e mi spiace dirlo, a quella di Bruno: basta leggere il suo post di ieri delle 22.45: il “cosa fare” cui pare aspirare coincide con la propositività nulla nei confronti delle effettive problematiche italiane che caratterizza il M5S.

  24. bruno courthoud Says:

    ho sempre visto questo movimento come un indicatore, per gli altri partiti, di come fare (azione di controllo) e non come un movimento che abbia fini particolari di governo (cosa fare). In questo paese devastato, in questo momento, è già tanto. Sul “cosa fare” non vedo però grandi idee neanche da altre parti. Poche e ben confuse.

  25. giancarlo borluzzi Says:

    Concordo con te, Bruno: anche dalle altre parti non c’è nulla. Però è l’M5S ad attirare l’illusione di partito del rinnovamento, impossibile se manca ogni contenuto programmatico.
    M5S = Renzi = PdLche pensa solo ai processi penali = Lega in liquidazione = PD camomilla conciliasonno.


  26. Una delle annotazioni che si dovrebbero fare sul grillismo, è che la Politica con la P maiuscola non si improvvisa. Essa è l’arte dell’amministrare la società o, secondo, una definizione ancor più azzeccata e nota, è la scienza del possibile. Spero vi sia chiaro.

    Entrambe non si possono limitare a denunciare i mali che affliggono la comunità, ma a progettare un ordine secondo un’ideale. Quindi l’unica cosa corretta nel fenomeno di moda del grillismo, è la pudica definizione dell’associazione come Movimento e non come Partito, perché è con il movimentismo che si affrontano uno ad uno i problemi che emergono dalla vita quotidiana, mentre è con la politica che si amministra la “città”.

  27. giancarlo borluzzi Says:

    Un riferimento a Erdogan.

    Sono a lui contrario perché vuole islamizzare in maniera strisciante la Turchia, correndo in senso opposto rispetto ad Ataturk.
    Trovo secondario il fatto che reprima e sia chiuso al dialogo.
    Se volesse essere, invece, iperlaico, lo loderei, anche se fosse chiuso e duro verso le opinioni di chi vuole islamizzare.

    I metodi di Grillo sono quelli di Erdogan, ma il dato negativo non è l’islamizzazione, bensì il vuoto totale delle idee.
    Se proponesse una versione dell’economia a me gradita, io passerei sopra ai suoi metodi.


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