Curiosità semplice semplice


Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano le numerose sensibilità artistiche che circondano l’ex assessore alla Cultura, Laurent Vièrin, dell’intervento alla Porta Pretoria? E il critico valdostano, ora anche Cavaliere della Repubblica, cosa ne pensa? Dopotutto si tratta di un’opera importantissima per la nostra Regione, molto più incisiva di una collettiva di pittura o di un complesso del territorio: quattro accordi e ci costruisce un repertorio. Aspetto con viva curiosità i pareri.

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13 commenti su “Curiosità semplice semplice”

  1. terenzio varrone Says:

    Buongiorno Patuasia. Non sono un artista e non ho per questo un senso estetico sopraffino. Ma che dire di questo scempio iniziato con un cantiere eterno che finirà con il produrre qualcosa di orripilante e inutile.
    E per stare in tema con un suo precedente post: quanti saranno i mozziconi di sigaretta che verranno gettati sulle pietre millenarie?
    Visti i suoi potenti mezzi le chiedo di verificare quanto segue: è vero che in occasione della fiera di sant’orso la passerella centrale o quelle laterali verranno smontate e tutto verrà temporaneamente ricoperto per portare il livello della strada a quello attuale al fine di consetire lo svolgimento della fiera così come avviene da più di mille anni?

  2. roberto mancini Says:

    ll kombinat cultural-musical-intellettual-scolastico della Vierin Family?
    Nessuno parlerà, hanno il morbo di don Abbondio.
    Ecco come li descrive Manzoni :
    “….. una corona di commensali……e alcuni clienti legati alla casa per una dipendenza ereditaria, e al personaggio per una servitù di tutta la vita;
    i quali, cominciando dalla minestra a dir di sì con la bocca, con gli occhi, con gli orecchi, con tutta la testa, con tutto il corpo, con tutta l’anima, alle frutte v’avevan ridotto un uomo a non ricordarsi più come si facesse a dir di no”.

  3. patuasia Says:

    Signor terenzio, le putrelle giganti che oscurano il fascino della Porta Pretoria per dar foggio alla modernità, così come una provincia ignorante e ricca intende, potrebbero sorreggere una sfilata dell’esercito con bombardieri appresso e carriarmati, quindi non credo che tale orrorre verrà smontato. Se così fosse, dovrebbe diventare una procedura annuale e ripetuta, pertanto l’operazione mi sembra del tutto impossibile, anche se l’imbecillità qui dimostrata e con abbondante generosità, lascia prevedere di tutto.

  4. terenzio varrone Says:

    Gentile Patuasia. lasci la logica da parte e verifichi per favore cosa avverrà il 30 e il 31 gennaio di ogni anno nell’arcata centrale.
    grazie

  5. patuasia Says:

    Mi scusi, signor terenzio, perché non verifica lei, visto che è così dubbioso.

  6. gloria84 Says:

    Gli intellettuali valdostani si muovono solo per interesse come tutti gli altri, pertanto non sono intellettuali , non sono artisti, non sono musicisisti, non sono attori. L’arte è libera e svincolata dagli interessi di un partito o di un politico. Questi silenziosi sono in realtà mediocre figure che non sarebbero venute alla luce se non ci fosse stata quella più prepotente di un protettore. Cara Patuasia non avrai altro che il silenzio che fa fine e soprattutto non pregiudica le preziose amicizie.

  7. terenzio varrone Says:

    versione corretta. mi scuso per gli errori contenuti nel precedente post:

    scusi patuasia, ho chiesto alei di veirficare perché io ho lasciato da qualche mese la Valle d’Aosta e continuo a seguirne le vicende dal suo blog. Pertanto, essendo i miei dubbi stati stimolati da testimonianze raccolte oltre sei mensi fa, mi chiedo se esse siano ancora valide e non potendo più verificarlo di persona immaginavo che lei in qualche modo potesse chiarire la questione. A questo punto chi vivrà, vedrà.

  8. patuasia Says:

    Signor terenzio, le passerelle sono definitive e così vanno intese. Non ci sarà nessuno smontaggio per la Fiera di sant’Orso, si rende conto di cosa significherebbe anche solo dei costi? Senza parlare del disagio. Smontare, riscoprire e rimontare per poi smontare, ricoprire e rimontare e questo tutti gli anni? No, credo proprio che le abbiano raccontato una bufala. Chiedere informazioni è impossibile, qui non si sa cosa si farà il giorno dopo, figuriamoci fra un anno!

  9. terenzio varrone Says:

    grazie e buon lavoro.

  10. Andrea Pigni Says:

    …..scusate, se è vero che questo cesso di opera non solo non è un ponteggio (come credevo…sic…) ma un’opera definitiva, deve pur esistere qualcosa che noi cittadini “amanti del bello” possiamo fare…. Un’azione civile, una denuncia, un sit in da 500 persone alle porte pretoriane x un mese, un’opera di smontaggio….. insomma è vero che se vado li io da solo mi arrestano e buttano la chiave, ma se ci andiamo in 500 magari ci arrestano tutti ma poi qualcosa dovrà pur succedere. Il blog serve per denunciare un fatto,e in ciò è certamente utile, poi però o si passa all’azione oppure denunciare verbalmente serve solo a mangiarci tutti il fegato x l’impotenza di fronte al sopruso e allo schifo imperante. Io, se davvero sta schifezza è definitiva, sono disponibile ad andare oltre la semplice denuncia. Potremmo incontrarci, valutare con la consulenza di avvocati ed esperti, muoverci nel concreto…. Qualcuno lo sta già facendo? e se no, perchè nn farlo? E’ vero che siamo in Italia (arrisic!) ma nemmeno in questa repubblica delle banane un semplice amministratore locale (cioè un dipendente dei cittadini) può cementare la valle dei templi liberamente se qualcuno si muove seriamente per impedirlo…. credo….spero…
    Andrea Pigni

  11. patuasia Says:

    Signor Andrea, lei ha perfettamente ragione: le denunce se non sono seguite dai fatti non servono a niente. O a quasi niente. Abbimo tempo per pensare a qualcosa di creativo da fare. Si tenga in contatto com me e facciamoci venire delle idee. Naturalmente l’invito è esteso a tutti i lettori.

  12. Andrea Pigni Says:

    Buongiorno a lei e grazie della risposta. Sia chiaro,nn pretendo di delegare a nessuno ciò che in quanto cittadino consapevole (ci provo) spetta anche a me. Mi pare però che dalla sua “visibilità” e dal fatto di aver coagulato attorno al suo blog diverse persone che sembrano essere civilmente responsabili, si possa e si debba partire per tentare di andare oltre la semplice denuncia verbale. Io continuerò a leggerla con piacere, curioso anche di vedere se da qualche parte in questa Italia che “parla parla, ma fa molto poco” (mi metto nel gruppo ma sn stanco di farne parte!) si può riuscire a costruire una protesta civile seria e impegnata….mettendosi in gioco (è il prezzo minimo, tra l’altro senza garanzia di successo…) Per arrivare a 500 ne mancano 498…. propongo la riduzione del “quorum” a 200… 😉
    Il mio indirizzo mail ce l’ha, se vuole può contattarmi personalmente.
    Cordiali saluti
    Andrea Pigni

  13. Daniele Pierini Says:

    Trovo questa possibile iniziativa un’ottimo primo passo per riappropriarci di quel “potere” di condizionamento nei confronti della politica che purtroppo abbiamo perso da tanto tempo (o che forse non abbiamo mai avuto).
    Concordo in particolar modo sulla questione dell’azione che deve seguire ad una libera informazione.

    Bisogna però riflettere su cosa può voler dire azione.
    Fino a 15 anni fa (diciamo fino al g8 di Genova che ha sdoganato e allargato e spesso reso banale folklore la contestazione sociale) il compito era svolto (in Italia) per lo più da anarchici e autonomi. Dai centri sociali. Dalla controcultura.
    Un esempio su tutti è la TAV (per la quale sono finite in carcere e/o morte diverse persone).
    La gente comune (non tutta), i politici e l’informazione liquidarono l’intera faccenda come il giochino dei soliti criminali anarchici. Il progresso non si può fermare! (Ma quale concezione di progresso ci è stata rifilata fino ad oggi? Ci sarebbe da scriverci un libro…)
    Ora intellettuali, alcuni giornali e alcuni politici si riempiono la bocca di belle parole contro la TAV. Ma va bene così, e questa esperienza ci insegna che il territorio, insieme a chi non piega la testa, ha la possibilità di sovvertire le decisioni di quelli che si credono i padroni. Ma questo non avviene senza uno scontro che a volte è confronto, ma spesso diventa duro, difficile e che richiede un prezzo da pagare a volte molto alto.

    Bisogna quindi fare attenzione, a mio avviso: ora che sono di moda i sit in, i girotondi della società civile ecc. si vede molta più gente nelle piazze; ma siamo sicuri che queste proteste così dette pacifiche, non facciano semplicemente parte di un sistema (valvola di sfogo) che in realtà non fa altro che perpetuare l’esistente impedendo in realtà il raggiungimento di una eccessiva pressione che sì, potrebbe essere molto pericolosa per lo status quo.

    Dico questo perchè troppo spesso vedo “proteste” che passano di moda come i vestiti e che quindi non risolvono nulla. Non ci si assume fino in fondo la RESPONSABILITÀ DELL’AZIONE.
    Che credo voglia dire andare fino in fondo a qualsiasi costo per permettere a quella sovranità popolare quotidianamente umiliata da chi si pone obiettivi altri da quelli legati al bene comune di emergere.

    E questo vuol dire non fermarsi alla protesta per una porta pretoriana martoriata da logiche perverse, ma vuol dire prima di tutto confronto su ciò che si ritiene possa essere un progetto sociale ed economico, urbanistico, educativo ecc. sostenibile, solidale e cooperativo, e poi passare ad un’azione generalizzata (consapevoli dei rischi) che si scagli contro, in ordine sparso:
    i lavori alle porte pretoriane, all’aeroporto, all’area megalitica, al nuovo ospedale, all’ingerenza politica nella sanità, nell’urbanistica, nell’ambiente e in ogni settore, allo scempio quotidiano della nostra valle riempita di edifici bruttissimi, di capannoni, di asfalto e cemento, di polveri sottili, di macchine inquinanti, di un centro storico che invece di avere botteghe artigiane di tutti i tipi (la vera economia) si riempie di benetton e vetrine chic, contro la grande distribuzione dei supermercati a discapito di quella piccola e di qualità, contro un sistema di agricoltura e allevamento ucciso dai contributi regionali a fini elettorali ecc. ecc. ecc.
    Quindi forse i posti migliori dove incontrarsi sono il palazzo regionale, quelli comunali, le sedi dei partiti tutti nessuno escluso.
    Da lì si potrebbe forse pensare, dopo aver cacciato chi rovina le nostre vite, di costruire un progetto sociale nuovo… sempre che lo si voglia.

    Il vero cambiamento,infine, non credo possa arrivare da un partito politico, tanto meno in Valle d’Aosta. Dobbiamo prendercelo! Accettandone le conseguenze.
    Ma in questa valle di caproni ho i miei dubbi che possa funzionare.

    Scusate la lunghezza ma trovo difficile affrontare questi argomenti con le brevi modalità comunicative che caratterizzano la rete.
    A presto
    Daniele


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