I barbari sono fra noi!


Non ho sentito l’urlo che avrei dovuto sentire. Un urlo collettivo e agghiacciante, come sono agghiaccianti le passerelle sotto la Porta Pretoria. Possibile che nessuno ne abbia parlato? Possibile che nessuno veda lo scempio che dovremo subire per anni e anni, molti di noi per sempre? Dove sono le associazioni, i partiti, i movimenti? In una parola dove sono i cittadini? Svaniti. L’archeologia è un patrimonio che non tocca la pancia, non subito quindi… eppure i beni culturali, c’era scritto su tutti i programmi delle recenti elezioni, sono il futuro della nostra città e, secondo le promesse, vanno tutelati e valorizzati. Sono una risorsa non solo culturale, ma soprattutto economica. Nei fatti sono solo uno strumento per dare lavoro a qualcuno, sul come viene fatto non importa agli uffici. E adesso cosa presentiamo ai turisti in cerca della romanità di cui siamo i secondi possessori dopo Roma? Cemento e acciaio? Fatemi capire. Lo scavo nasce della legittima esigenza di conoscere, poi dalla volontà di riconsegnare al presente la maestosità del passato avvilita dalla strada che dimezzava quasi l’altezza della Porta. E adesso cosa abbiamo? La passerella è collocata 50 centimetri sopra il precedente passaggio, per accedervi si è venuta a creare un’incresciosa salita-discesa (sai con il ghiaccio che bello) che rende le due arcate più basse di prima. La percezione della maestosità è compromessa dalle putrelle che sono enormi. Il prospetto sud della Torre è in parte ostruito alla vista e così l’ufficio del turismo. Nel lato ovest, lo scavo termina con un orribile muro di cemento. Ma chi l’ha avuta questa idea? Ditemelo per favore! Non si può mettere alla Sovraintendenza dei Beni culturali uno come Roberto Domaine che si è sempre occupato di Agricoltura. Che ritorni a zappare! Occorre pubblicizzare questo ennesimo insulto alla nostra città con tutti i mezzi possibili. Datemi una mano.

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9 commenti su “I barbari sono fra noi!”

  1. libero Says:

    Chi era Attila al confronto? Un robusto gentiluomo!

  2. lilli Says:

    , . . Non passo orma da molto tempo sotto le Porte ; ero ha conoscenza di un progetto (. . . mi pare ! ) che prevedeva delle lastre di “SUper vetro ” che avrebbero permesso la vista dei piede delle Porte. Già allora pensai alla poca praticità e alla spesa folle di tale opera. Ormai il mio pensiero và a senso unico. . . tutto questo lavorare e -slavorare- serve unicamente a mantenere gli intrecci inquietanti tra politica e ‘ndrangheta . Sulla sentenza Tempus Venit sì parla di Monteleone e di Raffa .quest’ultimo che mira agli appalti per i castelli., CREDO CHE HAI POLITICI NON INTERESSI AFFATTO COME VENGANO ESEGUITI I LAVORI. Il loro interesse è quello di curarne personalmente l’affido. Sarà possibile cambiare ? Sicuro ! Speriamo non in PEGGIO !!!

  3. Donato Arcaro Says:

    Aspetto di vedere l’aspetto della Porta a lavori conclusi, prima di giudicare. Immagino ci siano vincoli tecnici da rispettare e l’altezza delle passerelle credo sia prevista per consentire la visita al di sotto. I lavori sono stati seguiti dalla Sovrintendenza che ha coinvolto positivamente la cittadinanza. Non penso che da questo intervento si possa evincere indifferenza dell’amministrazione verso i beni culturali.
    Donato Arcaro

  4. patuasia Says:

    Per sapere che è un mostro non ho bisogno di vedere anche il suo mignolo. Vincoli da rispettare, certo, ma perché questo intervento? Andava bene lo scavo per conoscere la storia, ma poi basta andava ricoperto e ripristinato l’antico acciottolato. La vista da sotto sarà un pugno nello stomaco con quel muro di cemento. La cittadinanza è stata coinvolta nel momento delle spiegazioni e ci mancherebbe, ma non è stata coinvolta per la scelta del progetto. Le putrelle potrebbero sostenere un esercito di carri armati! L’altezza delle passerelle accorcia quella della Porta e non è detto che tutti vogliano farci un giro sotto che poi… sai lo spettacolo: cemento e acciaio, una gran bella emozione che ci riporterà ai tempi dei romani. Peccato anche la chiusura della porta del ristorante. Insomma… un disastro che va denunciato a chi di dovere.

  5. patuasia Says:

    Dimenticavo, signor Arcaro mi dica, che competenze specifiche ha il nostro Sovrintendente? Quante pubblicazioni ha nel suo curriculum che riguardano la valorizzazione contemporanea dei reperti archeologici? Un’opera così importante non poteva essere bandita a livello almeno nazionale? No, non poteva, perché solo i residenti in Valle votano, gli altri no.

  6. Ettore Says:

    Quelle passerelle sono l’esempio tangibile, eclatante direi, di come il degrado in Italia sia generato proprio da quelle istituzioni che dovrebbero occuparsi di difendere il nostro patrimonio. Purtroppo la bruttezza – che si accompagna sempre all’inutilià, alla ridondanza e al pessimo gusto – crea assuefazione. Sono infatti decenni che i cittadini di Aosta accettano apaticamente ogni episodio di degrado e di abbandono così come ogni nuovo intervento del tutto fuori luogo come questo. Il che fa della nostra città uno tra i più brutti, sciatti e incolti capoluoghi di regione, se non il più brutto in assoluto. Temo però che gli ideatori di un intervento del genere non abbiano la minima idea di cosa io stia parlando. E non c’è argomentazione tecnica che regga di fronte a inadeguatezze tanto palesi.

    Non sono mai stato un sostenitore di Italia Nostra, le cui posizioni ultraconservative volte alla musealizzazione dei centri storici trovo eccessive. Ma questo caso mi pare talmente eclatante da meritare il soccorso di una persona del calibro di Salvatore Settis. Solo così, solo con il parere di una persona la cui autorità in fatto di beni culturali sia unanimemente riconosciuta, coloro che detengono il potere decisionale in questo settore potranno (forse) stare a sentire e rendersi conto dell’errore madornale che appare già ora in tutta la sua grandezza. Non saranno certo le mie osservazioni di cittadino qualunque a far aprire gli occhi su questo argomento né le osservazioni, a mio avviso corrette, di Patuasia.

    E allora auspico che pefino il tanto (da me) odiato Sgarbi corra in nostro soccorso urlando ossessivamente la sua corrosiva – e qualche volta azzeccata – reiterata esclamazione che lo ha reso celebre.

  7. bruno courthoud Says:

    secondo il mio modesto punto di vista si tratta di lavori che avevano come unico obiettivo quello di far lavorare alcune imprese e alcune ditte. Non vedo altre motivazioni: è uno dei tanti casi di questo genere in questo paese. noi urliamo (poco), ma intanto questi lavori rendono (in termini di voti). E’ così facile spendere soldi altrui di cui non si ha bisogno di rendere conto a nessuno! Non ricordo se questo tipo di lavori deve essere ancora comunicato al Ministero, oppure meno. Qualche grillino potrebbe controllare ed eventualmente segnalarlo.

  8. roberto mancini Says:

    No, Sgarbi no. Adesso che la Vda è de-berluskonizzata…
    Benissimo Settis.

  9. vecchia volpe Says:

    d’accordo con Mancini: voglio Settis ministro dei beni culturali!!!!!


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