L’errore del Sindaco


Bruno Giordano dice che non accetterà mai zone grigie nel suo mandato e che se mai ci fossero lascerebbe la poltrona e manderebbe a casa il Consiglio. Domandina: bisogna aspettare che la zona grigia si insinui nell’amministrazione per dare le dimissioni? Altra domandina: non è che quando il Comune si tingerà della neutra tinta sarà troppo tardi? Sorbara non ha commesso nessun reato è bene precisarlo, ma ha commesso un atto contro l’etica che richiede il suo ruolo di amministratore: non si hanno contatti di lavoro con chi delinque. Sembra che l’etica anche nel nostro capoluogo non sia un dato importante per la politica dei maneggioni, anzi nel caso Sorbara sembra che l’esatto contrario sia sinonimo di consenso. L’invito da parte dell’Union di entrare in lista dopo la pubblicazione della intercettazione è una prova di quanto sto dicendo. Il nord è in mano alla ‘ndrangheta, la Bocassini ha detto che c’è più omertà in Lombardia che in Calabria e da noi? Che segno di salute diamo noi? Nessuno! La politica non si esprime. Eppure è la stessa politica che organizza i corsi della legalità! La politica dei maneggioni usa le parole a vuoto. Compiaciuti gargarismi autoassolventi. Nei fatti invece preferisce lasciare il suo posto alla magistratura e, se non c’è reato, quindi non c’è problema. Questo è lasciare la porta aperta all’infezione. Permettere ai batteri di contagiare il territorio. Coltivare la piaga. Il sindaco ha avuto l’occasione di dare un segno di salute. Prendere le distanze. Tutelare la città. Non l’ha fatto. Voglio ricordagli queste parole di Giovanni Falcone di cui è stato ieri  il 21° anniversario dalla sua morte: ” La mafia non è una piovra. La mafia non è un cancro. Se vogliamo combattere la mafia dobbiamo riconoscere che ci somiglia”.

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8 commenti su “L’errore del Sindaco”

  1. dado Says:

    Questo è il mio post preferito su Patuasia, vorrei fotocopiarlo e attaccarlo dappertutto. Non è vero che non possiamo fare nulla. Se combattiamo il clientelismo, la compravendita dei pacchetti di voti, gli appalti truccati o inesistenti, le opere gonfiate per dare da mangiare a chi sappiamo, faremo terra bruciata attorno alla mafia in Valle d’Aosta. Se continuiamo a metterci d’accordo con la ‘ndrangheta diventerà lei la padrona in casa nostra. La mafia ti compra illudendoti di farsi comprare, e prima che tu te ne accorga sei il suo burattino. Bisogna che ciascuno decida da che parte stare.

  2. patuasia Says:

    Lo fotocopi, signor dado, ma non durante il lavoro. 🙂 Lo divulghi, ne parli con gli amici, con i parenti, con i colleghi durante un aperitivo… la mafia si combatte se si parla e si parla e si parla. Il silenzio invece uccide. Grazie per partecipare.

  3. Bisker One Says:

    Conosco troppo bene l’elettorato valdostano per poter sperare che la mossa del Partitone di mettere Sorbara in lista dopo la pubblicazione delle intercettazioni si riveli un boomerang. Vabbe’: domenica si vedrà. Mancano solo due giorni, più uno per lo spoglio.

  4. notte Says:

    ma visto che parliamo di etica,eticamente la telefonata di sorbara non andava fatta,punto.anche se il ricevente non fosse stato un pregiuducato ma un rinomato edile. un amministratore pubblico etico non avrebbe fatto nessuna telefonata.

  5. Pie noire Says:

    Occorrerebbe anche che i valdostani non continuino a cedere con leggerezza, come già accaduto, le loro attività commerciali….

  6. lili Says:

    per farvi un idea oggi ho trovato sul sito dei 5 stelle di aosta la pubblicazione integrale della sentenza “tempus venit ” . Leggete e immediatamente vedrete molte cose con occhi diversì . Un sistema (quello di casa nostra ) consolidato negli anni. INQUIETANTE È DIRE POCO . !! !

  7. patuasia Says:

    Signora lili, è da anni che Patuasia e prima ancora Patrizia Nuvolari, vanno dicendo che la mafia è a casa nostra! (Il signor Mancini pure!)

  8. bruno courthoud Says:

    La mafia è maitresse chez nous.


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