Autonomia un valore da difendere?


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Martedì 21 maggio, alle 18h30 all’Espace populaire per discutere di:

L’autonomia valdostana: un valore ancora attuale da declinare meglio o uno strumento ormai non più efficace?

Invitati : UVP , PD Sinistra Valle d’Aosta , ALPE.

La formula è quella dell’incontro aperto, in cui il pubblico – i cittadini – possano domandare e proporre, partecipando così alla costruzione di una vera agenda delle priorità politiche per la Valle d’Aosta del futuro. Organizza ARCI VdA assieme al Laboratorio Civico VdA

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12 commenti su “Autonomia un valore da difendere?”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Non ho capito: io sarei ammesso o no?

    Non ho proprio nulla da “domandare” (è paternalistico il termine), semmai vorrei “proporre”, in primis di non presentare l’incontro sull’ “autonomia valdostana” con già due risposte nel titolo stesso: le interpretazioni possono essere tante e vorrei fare riferimento al fatto che non contano le etichette sulle bottiglie, ma l’effettivo contenuto.
    (l’autonomia valdostana corrisponde oggi a una bottiglia d’acqua piovana con l’etichetta di Barolo).

    Di più: ogni regione italiana va considerata autonoma nell’ambito delle proprie caratteristiche. La situazione valdostana è comica perché si inventano caratteristiche di fantasia per motivare un’autonomia riservabile comunque a ogni regione nell’ambito del buon senso comune (sovente in Valle disatteso).

    Mi pare sia ripreso Carosello: l’incontro monocorde preindicato mi ricorda Calimero, il pulcino piccolo e nero….

  2. alexandre glarey Says:

    L’incontro, al solito, è aperto a tutt*, compreso Calimero. Ben venga la discussione, purchè non si trasformi in un comizio a senso unico.

    I relatori saranno: Donzel, Caveri e Perrin.

    A questa sera !

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Chi ritiene Caveri e Perrin non plateali propagandisti dell’inesistente, bensì relatori adeguati alla realtà valdostana nel 2013, giudica anche l’ayatollah Khamenei e il gran mufti di Gerusalemme conferenzieri “oggettivi” in un incontro sul tema della religiosità.

  4. patuasia Says:

    Ha ragione signor Borluzzi. Questo tema è un po’ ambiguo e poi non si capisce se si tratta di un incontro elettorale o un dibattito. Perché se fosse, come in fondo è, un incontro elettorale la risposta al quesito è implicita e cioè è quella che promuovono i tre partititi della coalizione: l’Autonomia è una risorsa. Dunque non si capisce perché porre la questione. Infatti, se fosse invece un dibattito, che non è, gli invitati avrebbero dovuto comprendere anche chi dice che l’autonomia è obsoleta e un mero privilegio. Insomma la domanda posta dall’incontro è solo un mezzo della retorica per confermare un’idea solida e priva di interrogativi.

  5. roberto mancini Says:

    Concordo con Patuasia.
    Fuffa retorica.

  6. alexandre glarey Says:

    La drammaticità dell’attuale fase politica – non solo valdostana – è data anche dalla deriva dominante che irride il confronto o si accontenta di scimmiottarlo tramite web.

    La democrazia è soprattutto discussione.

    Giusto per la cronaca, per stasera avevamo anche previsto la partecipazione dei 5 stelle che però hanno declinato l’invito (immagino che almeno fino al ballottaggio non vogliano essere accostati a nessuno degli altri 2 schieramenti; non condivido, ma comprendo sul piano tattico).

    Personalmente, non condivido molte delle idee di Perrin, Donzel e Caveri sull’autonomia, ma discuterne pare opportuno. Tenuto anche conto del fatto che i loro movimenti rappresentano diverse migliaia di cittadini valdostani.
    Per l’Alleanza l’autonomia è una risorsa ? Bene, ma la di là delle dichiarazioni, come si declina, nel concreto, questo principio ?

    Da sottolineare che nessuna delle liste in corsa per il Consiglio regionale ha assunto una posizione contraria all’autonomia, ma semmai ne ha dato una sua visione.

    Ribadisco che l’unico antidoto alla politica policante – fatta di dichiarazioni roboanti/ fuffa – è la partecipazione, il confronto, in cui i cittadini costringono i candidati a precisare le loro intenzioni.

    Avete un’altra idea dell’autonomia e del futuro della Valle d’Aosta ? Ottimo, venite e parliamone.

  7. Ettore Says:

    Ci sono dei genitori che massacrano psicologicamente i propri figli dicendo loro di essere inadeguati. “Tu non sei come tuo padre, devi prendere esempio da lui”, “tu non ce la farai mai da solo”, “tu farai solo guai senza il suo aiuto”. E in questo modo allevano realmente dei minus habens legati alla gonnella di mammà. Lo stesso devastante lavoro, sulle nostre psicologie, sono stati questi decenni di assistenzialismo che abbiamo opportunisticamente chiamato autonomia: siamo cresciuti senza riuscire a recidere il cordone ombelicale e con il complesso di essere incapaci di pensare al nostro futuro. Il male che stanno facendo questi mostri alla nuova generazione è peggiore di quello che fanno quelle madri terribili e, prima o poi lo si scoprirà, è incalcolabile.
    Tutto questo usando il pretesto dell’identità da salvaguardare. Da chi e da che cosa non è mai stato specificato. Negli ultimi settant’anni nessuno mai ha messo in dubbio il sacrosanto diritto di alcuno a esprimersi in patois, in francese o d’indossare les dentelles de Cogne. Ne consegue che non può trattarsi d’altro che di una salvaguardia da sé stessi. Siamo infatti tutti consci che anche i più strenui difensori dell’autonomia, pur dichiarando il contrario, siano intimamente consapevoli che si tratta di pretesti. Nient’altro che di pretesti.

    Ettore

  8. patuasia Says:

    Signor Glarey, se io non fossi per il confronto e la discussione non avrei aperto un blog e mi sembra di non gestirlo da scimmia. L’osservazione che io pongo è sul tema del “dibattito”, su come è posto, perché la risposta che ne daranno gli ospiti è già implicita nella domanda e quindi esclude quello che a lei sta a cuore e cioè la discussione dalla quale è possibile un’altra risposta. Ma questa è impossibile dal momento che trattandosi di un comizio elettorale non può che difendere una particolare idea di autonomia e cioè quella dei promotori dell’incontro.

  9. roberto mancini Says:

    Sig Ettore;
    posso chiamarla scherzosamente e senza presunzione alcuna
    ” piume delle mie piume”?

  10. roberto mancini Says:

    la prima agenda politica di una Sinistra finalmente seria sarebbe quella di non parlare più dell’autonomia come valore assoluto, ma di quella liberticida realizzata in Vda da una nomenklatura localista di termiti super-pagate.
    Un tema così formulato è solo un favore per le supercazzole ideologiche dei peggiori di tutti, i “progressisti” della mutua della Vierin family.
    Che hanno rifiutato impegni comuni in tutta la campagna elettorale, ma allì’Espace hanno mandato Caveri.
    Siamo i soliti tonni.

  11. Ettore Says:

    Sig. Mancini,
    mi piace l’idea di essere associato a un pennuto. I volatili sono creature che i leoni e i giaguari difficilmente riescono ad acciuffare.

  12. Gil Ceriani Says:

    Io in tutta sincerit non ho mai giustificato l’autonomia , ne la ho mai considerata un valore da difendere a spada tratta. Non sono tanto presuntuoso da credere che senza la =% che torna da Roma la Valle sarebbe rimasta immune da certi “maneggi”. Certo che quando un potere, vuoi per abitudine , vuoi per disinformazione , vuoi per pigrizia degli elettori si consolida per oltre 20 anni significa che qualcosa non va ‘ e andr sempre meno . assolutamente ora di cambiare e , soprattutto , di continuare cambiando . Autonomia o no. SU LE MANICHE. Un ‘ emigrante milanese.

    gilenero


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