Aosta non crede alle lacrime


Come si può interpretare il desiderio della Giunta comunale di traslocare in blocco in piazza Deffeyes? Che Aosta non vale una lacrima? Che è solo un passo verso una carriera più redditizia? Che noi cittadini non abbiamo problemi rilevanti e quindi non meritiamo attenzione e responsabilità da parte dei nostri amministratori? Che Aosta può anche andare a ramengo che tanto i soldi sono da un’altra parte? A tutte queste domande la risposta secondo i candidati in corsa è sì! Eppure Aosta è il capoluogo della Regione, luogo di grandi e potenziali risorse turistiche e culturali; è il cuore dell’intera Valle, ma non è amata. Lo si vede da come viene trattata e da come viene espressa: brutta, sporca e ignorante. E tradita da quei politici che avevano promesso attenzione, salvaguardia, prospettive audaci e rivoluzione. Queste elezioni saranno  per me la prova del nove che tasterà il polso dei miei concittadini sulla loro moralità, capacità di valutazione, intelligenza, responsabilità civica e consapevolezza. Gli eletti saranno a loro immagine e somiglianza. Aspetto con ansia che si sveli il ritratto.

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18 commenti su “Aosta non crede alle lacrime”

  1. madpack Says:

    sono d’accordo con il messaggio che dai, ma farei attenzione a dire che Aosta può andare a ramengo ed i soldi da un’altra parte, perché potrebbe sembrare che si privilegi il resto della regione a discapito del capoluogo e credimi da abitante del resto, non è così (salvo eccezioni ==> dove abita qualche vassallo). Aosta ha un modello accentratore è una città-sole volendo esagerare.

  2. Coerente Says:

    Come si spiega che Fedi,Sartore e Curtaz si siano presentati per le regionali? A volte la propaganda politica di questo sito è peggio del Berlusconismo.

  3. patuasia Says:

    Signor Coerente, se lei avesse letto con attenzione il post avrebbe letto che ho citato la Giunta comunale e, se lei fosse minimamente informato sui compiti e sulle responsabilità diverse che intercorrono fra un consigliere e un assessore, non scriverebbe le cretinate che scrive, queste sì autentiche berlusconate! La sua è semplice cattiva fede a prescindere.

  4. notte Says:

    posso essere d’accordo con tutti e due ? chi si candida per una carica e viene eletto,deve portare a compimento il suo mandato.che sia nella giunta o all’opposizione non cambia è stato votato per stare lì e fare il suo dovere.non è giusto tradire il mandato presentandosi ad altre elezioni.se si vorrebbe evitarlo,basterebbe non rendere possibili,per gli eletti alle comunali,alle regionali,nazionali o europee,presentarsi ad altre elezioni.

  5. madpack Says:

    concordo.

  6. patuasia Says:

    Una giunta ha responsabilità perché prende decisioni, un consigliere di opposizione non può fare praticamente nulla, quindi se è un buon candidato è meglio che corra per partecipare alla governabilità in un altro ambito. Può essere sostituito senza che questo crei dei problemi ai cittadini. Diverso per gli assessori che gestiscono le risorse, la loro sostituzione, soprattutto se avviene dopo diversi anni di governo è difficilmente colmabile. Metterei quindi le scelte della maggioranza e della minoranza su due piani molto diversi.

  7. maicol Says:

    a essere seri sarebbe da dimettersi e se non eletti tornare al proprio mestiere, a essere seri … più comodo invece correre con un paracadute da oltre 4 mila euro mese.

  8. patuasia Says:

    Può essere una buona idea.

  9. maicol Says:

    per quanto riguarda i concittadini molti non andranno a votare perché tutti uguali perché nessuno li rappresenta e così si sentiranno legittimati ad altri 5 anni di lamentele gratuite.

  10. patuasia Says:

    E’ probabile… che almeno votassero i cinque stelle!

  11. Bisker One Says:

    Posso fare un’analisi un po’ cinica e pessimista basata su ciò che è avvenuto nel 2008. Ben 5 sindaci, allora, sono entrati in consiglio regionale. Uno NON è stato votato dalla popolazione del suo comune, quindi i suoi compaesani l’avrebbero voluto lì e si sono un po’ incazzati nel vederlo prendere il volo verso le alte cime; sugli altri quattro, invece, ho avuto la netta impressione, parlando con gente dei rispettivi comuni, che siano stati votati dai loro stessi compaesani per (testualmente) “levarseli dalle scatole”. Non vado oltre a specificare comuni e rispettivi ex-sindaci. Qui è la giunta di Aosta in gioco: circa un terzo degli elettori potrebbero o meno mandarli in consiglio regionale, quindi avremo la certezza assoluta che tutti gli assessori che beccheranno un mucchio di voti li avranno beccati dalla gente che non li vuole più ad amministrare il comune.

  12. cesara pavone Says:

    Quanto sarebbe stato più interessante, a mio avviso, affrontare il tema sollevato da qs post, lontano dalla tornata elettorale!
    Farla a ridosso e noti i nomi dei candidati porge inevitabilmente il fianco al riferimento personale ( vedi il commento di Coerente) ed é a parer mio davvero un peccato perché si sarebbe potuto ragionare su cosa si intenda davvero con il termine “fare politica” e farla per un po’ o per sempre ed ancora dell’intreccio tra ragione dei singoli, ragione dei partiti e ragione degli elettori.
    Io ritengo e da prima che si conoscessero i nomi dei candidati, che non sia auspicabile che chi é stato votato per un determinato livello amministrativo si candidi, una volta eletto, nel bel mezzo della consiliatura , per un altro mandato, generalmente di livello superiore.
    Patuasia risponde a Coerente che c’é un diverso livello di responsabilità tra chi é in giunta e chi é invece un semplice consigliere: é vero,come é vero che non sono stati solo i membri della giunta di Aosta a voler fare il salto, lo fa anche Riccardo Bieller, ora assessore dopo essere stato più volte sindaco, a Pré Saint Didier e lo stesso segretario di Alpe Certan , vice-sindaco a Saint Christophe ( ma lei si é dovuta dimettere dalla carica) ed ancora Erika Guichardaz, assessore a Jovençan, ma immmagino che l’elenco sia molto più lungo.
    Ritengo tuttavia contrariamente a Patuasia, che anche il consigliere che si trovasse in minoranza ha una responsabilità quella verso gli elettori che gli hanno dato il voto perchè lo volevano lì, sia in maggioranza ( preferibilmente) che in minoranza perchè confidavano nel suo buon agire.
    Mi sono purtroppo accorta che il mio convincimento non era assolutamente condiviso sia a destra che a sinistra e gli esempi non mancano anche fuori Valle ed anche a livello di Consiglieri Regionali che si candidano anzi tempo per il Parlamento.
    Mi fa dunque piacere constatare che almeno maicol,madpack e notte sono del mio stesso parere.
    Da parte mia voterò solo candidati che non hanno altri mandati.

  13. patuasia Says:

    Credo che la sua analisi non sia né cinica né pessimista, ma ottimista! A parte gli scherzi, gli assessori comunali come tutti i vecchi marpioni della politica di tutti i partiti vivono di una rendita di voti costruiti pazientemente negli anni. Qualcuno con i favori e promesse mantenute, qualcun altro per simpatia o ideologia, ma i pacchetti stanno lì, depositati nella cassetta di sicurezza di ognuno. C’è un elettorato pensante, ma c’è soprattutto un elettorato fidelizzato che si sente rassicurato dall’apparteneza a un clan padronale. Questo è facilmente manipolabile con nuove promesse-vantaggi-rassicurazioni. Prima ci sono i figli da sistemare poi i nipoti. Se un assessore comunale alle Finanze, ad esempio, decide di fare il salto di carriera, chiederà ai “suoi elettori” di favorirlo e questi risponderanno all’appello. La nostra democrazia è molto primitiva, purtroppo. Per questo il mio invito all’elettorato pensante di scegliere i candidati che provengono dalla società civile e che hanno dato prova di essere persone capaci di affrontare i problemi della collettività. Sono puliti e fuori dai vecchi giochi e logiche, se saranno eletti vorrà dire che la nostra società dà segni di salute, al contrario potremo recitare il requiem.

  14. patuasia Says:

    Signora Pavone, questo blog ha dei limiti. Non ho sollevato la questione prima per il semplice fatto che non c’ero e da dove ero mi era assolutamente impossibile, e neppure lo avrei desiderato, connettermi con internet. Nessuna dietrologia per favore. E poi Aosta non è Jovençan, anche se il principio che lei esprime dovrebbe valere per tutti i comuni, ma nel capoluogo si tratta di una “dimissione” compatta, non di un singolo! Sono le proporzioni che in questo caso fanno la differenza. Sui mandati c’è comunque da discutere.

  15. cesara pavone Says:

    Signora Nuvolari. perchè mi risponde così risentita?
    Io non ho adombrato nessuna dietrologia, per favore!
    Ho solo detto che mi sarebbe piaciuto che se ne fosse parlato in un altro momento perchè sono sicura che la discussione sarebbe stata, diaciamo… più libera, ma ho comunque apprezzato che lei abbia posto il tema perché io l’avevo posto ai miei amici e/o conoscenti che sono in politica ma loro, a differenza di molti miei amici che NON sono in politica, non hanno condiviso il mio pensiero.
    Quanto al principio dovrebbe proprio valere per tutti i comuni anche per Prè Saint Didier e per il piccolissimo comune di Rhême-Notre-Dame.
    Certo le dimensioni del fenomeno Aostano lasciano senza parole e la disinvoltura della Giunta Giordano riconferma in me la convinzione che gli elettori aostani siano stati davvero miopi a non eleggere Carlo Curtaz sindaco!

  16. patuasia Says:

    Signora Pavone, chiedo scusa per essere stata, involontariamente brusca, ma sono oggetto di attacchi quasi quotidiani e a volte accuso stanchezza.

  17. maicol Says:

    @Cesara Pavone non capisco il suo ragionamento fino in fondo: Carlo Curtaz candidato anche lui …

  18. cesara pavone Says:

    @maicol: sì lo so, ce lo ha ricordato Coerente
    tuttavia il mio giudizio su Carlo Curtaz sindaco non cambia: é una persona per bene e gli aostani hanno perso, non votandolo, l’occasione per cambiare passo.
    Il giudizio positivo sulla sua possibilità di essere sindaco é e rimane intatto mentre la successiva sua candidatura, così come quella di tutti i consiglieri sparsi per la Valle, solleva in me alcune obiezioni che rivolgo non tanto o non solo al singolo ma soprattutto ai partiti che qs prassi tollerano anzi promuovono.
    Ripeto: mi dispiace che qs tema sia stato sottovalutato dai partiti, tutti, perchè, a mio parere,essi hanno preferito rimanere nel solco della vecchia politica che muove i suoi pezzi da novanta secondo la logica della difesa della posizione della Ditta.
    @Patuasia: la ringrazio per aver capito che c’ero proprio rimasta male! Il suo Blog, come sappiamo, é il più letto della Valle dunque non ho difficoltà a capire che si senta sotto tiro.
    La denuncia per diffamazione che ha ricevuto recentemente é lì a dimostrarlo e spero che possa finire in niente!


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