Lettera aperta a Ingroia


Questa che segue è una lettera aperta ad Antonio Ingroia, che dal prossimo 2 maggio potrebbe essere in forza alla Procura di Aosta come sostituto procuratore della Repubblica. Questa lettera sarà effettivamente inoltrata ad Antonio Ingroia nel giro di un paio di giorni. Chiediamo nel frattempo a tutte le persone interessate di sottoscriverla inviandoci una semplice e-mail con il testo «Firmo la lettera aperta ad Antonio Ingroia» e i dati personali (nome e cognome, eventualmente professione). L’indirizzo è quello del blog: levostremissive[chiocciola]autistici.org.

Gentile dottor Ingroia,

comprendiamo le motivazioni che le impediscono di accogliere con entusiasmo il suo trasferimento ad Aosta, terra molto lontana dai luoghi che ama, capoluogo di una regione talmente piccola da ospitare la stessa popolazione di un quartiere di città e presunta isola felice, nella quale non accade mai nulla e la vita scorre lenta, monotona. La realtà, tuttavia, è ben diversa: noi valdostani abbiamo bisogno di un magistrato capace, che non abbia paura di pestare, se necessario, i piedi a qualcuno, che abbia esperienza nel contrasto della criminalità organizzata, capacità da investire e una reputazione da mettere a frutto. La Valle d’Aosta è infatti terra di conquista per la ‘ndrangheta e lo stato dell’infiltrazione mafiosa nel territorio è già avanzato (si veda, in proposito, l’inchiesta del giornalista Roberto Mancini, il cui indice è pubblicato in questo articolo);

La Cogne Acciai Speciali, industria siderurgica incastonata nella valle centrale, è accusata di inquinare al di là dei limiti di legge (si vedano i dati pubblicati da Arpa VdA, QUI e QUI); Le voci di clientelismo e voto di scambio sono estremamente diffuse; Gli sprechi nell’uso del denaro pubblico sono numerosi (un aeroporto sovradimensionato non ancora operativo e una ferrovia storica – il collegamento minerario tra Cogne e Pila, località sopra Aosta – in stato di abbandono e prossima allo smantellamento dopo un costoso restauro sono solo due dei numerosi esempi che si potrebbero fare).

Il senso della presente lettera aperta è dunque esprimere la nostra fiducia nei suoi confronti e la speranza che il suo arrivo susciterebbe nella popolazione locale. Lo facciamo sottoscrivendo questa lettera aperta con la quale, semplicemente, le chiediamo di prendere in considerazione l’idea di accettare il suo trasferimento.

Mario Badino – François Burgay

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26 commenti su “Lettera aperta a Ingroia”

  1. Pierre_1 Says:

    dalla frase

    noi valdostani abbiamo bisogno di un magistrato capace, che non abbia paura di pestare, se necessario, i piedi a qualcuno, che abbia esperienza nel contrasto della criminalità organizzata, capacità da investire e una reputazione da mettere a frutto.

    sembra quasi che i magistrati che attualmente sono ad Aosta non abbiano queste caratteristiche, non li conosco personalmente ma mi sembrano persone che sanno il fatto loro

  2. Chidicoio Says:

    Non credo minimamente che la valle d’aosta e i suoi valdostani necessitino della collaborazione di una persona che non vuole aver a che fare con i valdostani e la loro valle.

    ma forse è solo perchè qui non c’è Berlusconi…

  3. Mario Badino Says:

    Pierre_1 – Non era mia intenzione dire questo, tanto che nel post originale l’avevo già corretto «come lei capaci». Mi riferisco in ogni caso a quanto scritto su ‘ndrangheta e altre cose, anche qui su Patuasia, motivi per cui penso che un magistrato con l’esperienza di Ingroia sarebbe utile. Non volevo dire una parola contro i magistrati locali.

  4. Pierre_1 Says:

    non penso che un magistrato che si sia esposto così tanto come Ingroia debba tornare in magistratura, il dubbio che ho è che, per avere visibilità sui media, vengano esaltate le vicende, preferiscono gli attuali magistrati che svolgono il loro lavoro senza troppa pubblicità

  5. patuasia Says:

    E’ bene che questa lettera venga firmata da molti perché al povero Ingroia si prospetta un fascicolo con la denuncia da parte di Caveri alla sottoscritta per aver citato una sua stessa frase in un comizio elettorale. Materiale mooolto interessante e professionalmente stimolante! (Soprattutto per il giudice che dovrà valutare la questione, tanto in Procura non hanno mai niente da fare!)

  6. Ugo Says:

    A mio giudizio parlano i fatti: siamo la Regione con uno dei più alti tassi di infiltrazione ‘ndranghetista… Sarà colpa anche di una magistratura troppo poco incisiva?

  7. Chidicoio Says:

    Sig. Ugo, su che basi da questo suo giudizio sulla valle d’aosta? Perchè non riesco a comprendere su cosa si basi la sua valutazione, essendo estremamente forte e grave ciò che afferma.

  8. Ugo Says:

    Io non ho fatto alcuna affermazione, né valutazione. Ho posto semplicemente una domanda e cioè: perché la ‘ndrangheta è così ben radicata? Di chi è la colpa? E’ possibile che sia anche di una magistratura troppo poco incisiva?

    E il fatto che vi sia una fortissima infiltrazione mafiosa sul territorio valdostano non penso sia una novità o per caso è ancora convinto di vivere nella regione di Heidi?

  9. Chidicoio Says:

    Letterale, lei ha definito la valle d’aosta come una delle regioni d’Italia con più infiltrazioni mafiose, non ha detto che esiste infiltrazione.

    A mio giudizio parlano i fatti: siamo la Regione con uno dei più alti tassi di infiltrazione ‘ndranghetista

    Le ho chiesto quali dati sono in suo possesso per fare determinate sparate, ma non trovo risposta. Non abitiamo nel paese di Heidi, quello sta in Tirolo, non vorrei contraddirla…

  10. Ugo Says:

    http://www.linkiesta.it/ndrangheta-valle-d-aosta
    http://www.linkiesta.it/valle-aosta-ndrangheta-commissione-regionale
    http://www.omicronweb.it/2013/03/12/il-ruolo-predominante-della-ndrangheta-in-valle-daosta/ (da cui le cito: “In Valle circolano personaggi dal curriculum impressionante: Giuseppe Nirta è legato alla faida di San Luca e alla strage di Duisburg” Che sia in Valle solo per le vacanze?)
    http://www.narcomafie.it/2013/01/31/valle-daosta-sette-condanne-per-tentate-estorsioni-legate-alla-ndrangheta/
    http://www.lastampa.it/2012/04/05/edizioni/aosta/viaggio-nella-ndrangheta-in-valle-d-aosta-98WQ1z0RzIm37M7z8XEdzL/pagina.html

    E’ sufficiente?

    PS: Heidi sarà pure in Tirolo, ma le metafore lei probabilmente non sa neanche cosa siano.

  11. Chidicoio Says:

    Quindi da due articoli di giornale presi a caso da google lei definisce una regione d’Italia peggiore delle altre dicendo che i fatti parlano chiaro. Ok, va bene, ha risolto i miei dubbi in proposito 🙂 la ringrazio.

  12. Ugo Says:

    Non sono articoli presi a caso da Google, ma selezionati sulla base di una ricerca specifica.
    Comunque non ha senso continuare a parlare con chi non vuole aprire gli occhi. Continui a vivere nel suo limbo.

  13. Ugo Says:

    PS: l’attentato a Selis (il primo in Italia, neanche in Sicilia ci avevano ancora pensato) forse non se lo ricorda? Probabilmente sì, ma è talmente arroccato su delle posizioni insostenibili che potrebbe benissimo sostenere che l’auto del pretore è esplosa perché difettosa…

  14. tagueule Says:

    @chidicoio

    Fonte: Ministero dell’interno

    La criminalità organizzata calabrese continua ad alimentare un’articolata rete di proiezioni in ambito nazionale costituita dalle varie comunità calabresi insediatesi negli anni in alcune regioni italiane. In particolare in:
    ▪ Valle d’Aosta: sono presenti personaggi collegati a cosche calabresi, in particolare quelle operanti a Reggio Calabria, tra cui Iamonte, Torcasio e Facchineri. Queste risultano attratte dalle opportunità economiche connesse con l’industria turistica della zona e dalla favorevole posizione della regione al confine con Francia e Svizzera, fattori che possono favorire l’attività di riciclaggio dei proventi illeciti. Soggetti legati alle consorterie calabresi piemontesi e lombarde proiettano i propri interessi anche in questa regione attratti dalle nuove ed appeti- bili risorse del crescente settore immobiliare ed imprenditoriale valdostano.

    Non è proprio “qualche articolo di giornale”…

  15. tagueule Says:

    @chidicoio

    2002: Ministero dell’interno

    Nella regione sono risultati presenti elementi collegati con le cosche Iamonte (Melito Porto Salvo), Nirta (S. Luca), Facchineri (Cittanova), Libri (Reggio Calabria) e Torcasio (Lamezia Terme) attivi, soprattutto, nel narcotraffico, nelle rapine, nelle estorsioni, nelle truffe, nella ricettazione di auto rubate ed in tentativi di infiltrazione nell’economia locale.
    Oltre ad esponenti di cosche calabresi, sono stati individuati anche interessi, sempre più radicati, di esponenti di “cosa nostra”, che risultano controllare il mercato locale della droga.

  16. Chidicoio Says:

    Sig. Tagueule, 11 righe a pag. 196 su riferimenti alla valle d’aosta, e successive 19 pagine riguardo alle altre regioni, le sembrano di permettere a chicchessia di definire la valle d’aosta come una realtà peggiore di altre? Ma li leggete per lo meno i documenti che citate?
    Rimango esterrefatto dal pressapochismo con cui vengono trattati e discussi argomenti delicati quali questo.

  17. Ugo Says:

    Quello che Lei ignora, sig. Chidicoio, è che tutti questi fatti avvengono in una regione che conta poco più di 120.000 abitanti. Si legga gli articoli che Le ho linkato e pensi che ci si stia riferendo ad un quartiere di una grande città: lei si sentirebbe tranquillo se abitasse lì? Io non penso…

  18. Chidicoio Says:

    Non nego mica l’esistenza di infiltrazioni mafiose, ma da li a definire la valle d’aosta come un purgatorio ce ne passa, e vorrei solo che consideraste il fatto che ci sia di gran lunga di peggio nel panorama nazionale, a differenza di ciò che ho letto prima… Appunto perchè quello è un documento ufficiale, sarebbe ben più catastrofico di quel che si legge nei confronti della valle, non crede?

  19. notte Says:

    secondo me è proprio perche se ne scrive,se ne legge e se ne sa’ poco,che la storia diventa enormemente preoccupante.è come un’ifezione subdola che attecchisce sotto l’epidermide senza creare nessun allarme,per poi esplodere,spero non nel senso letterale,alla superficie.sig chidicoio le parla di infiltrazioni,secondo me siamo molto ma molto più avanti.

  20. Chidicoio Says:

    Secondo il ministero, no…

  21. alexandre glarey Says:

    Premesso che anch’io sono convinto che in VdA la criminalità organizzata, e le sue aderenze con politica ed economia, siano preoccupanti e vadano denunciate e combattute, eviterei di mitizzare l’intervento salvifico di un singolo magistrato.
    I giudici hanno un ruolo preciso in democrazia, eviterei supplenze.
    La lotta alle mafie, alla cattiva politica, alla corruzione è soprattutto un “combat” culturale. In Valle, e in Italia, abbiamo già superato la fase in cui svelare ai cittadini il malcostume: oltre alle inchieste giornalistiche (sempre utili), abbiamo persino avuto sentenze di tribunali a dichiararlo (Rollandin è già stato condannato, riabilitato e rivotato !) e qualcuno, recentemente, lo ha persino scritto sui muri.

    Più che un magistrato capace ed onesto – e in valle ce ne sono già – serve proseguire ed intensificare l’opera di rinnovamento dell’intera cittadinanza, serve riformare il sistema elettorale abolendo le 3 preferenze – sinonimo di controllo del voto.

    Un esempio concreto: a Taranto la magistratura, con un’opera di supplenza, è intervenuta rispetto all’evidente oscenità di una lobby che nel nome del profitto sta uccidendo lavoratori e cittadini. Eppure questo intervento, alla fine, non sta risultando efficace, risolutivo, proprio perchè non è stato approfondito il lavoro politico (ad es., sulle alternative all’acciaieria).

    Non c’è una via giudiziaria alla rivoluzione e nemmeno all’alternanza, non ci sono scorciatoie, non ci sono singoli salvatori, ma tanto lavoro politico e culturale da fare.

    buone resistenze

  22. tagueule Says:

    @chidicoio

    Sig. Tagueule, 11 righe a pag. 196 su riferimenti alla valle d’aosta, e successive 19 pagine riguardo alle altre regioni, le sembrano di permettere a chicchessia di definire la valle d’aosta come una realtà peggiore di altre? Ma li leggete per lo meno i documenti che citate? Rimango esterrefatto dal pressapochismo con cui vengono trattati e discussi argomenti delicati quali questo.

    Quello che lei commenta non è argomento dei miei interventi. Lei ha parlato di articoli di giornale, io le ho citato una fonte differente. Lei quindi non è stato preciso. Legga altrettanto bene quanto chiede agli altri. Perché l’essere esterrefatto di questa sua svista la rende ridicolo.

  23. Chidicoio Says:

    Ah si? Peccato che sia preso da

    http://www.calabriamia.it/legalita/i-documenti/ministero-interno/proiezioni-.aspx

    Che è una testata giornalistica al pari di questa, da cui ha estrapolato l’estratto sulla valle d’aosta, che si riferisce al documento redatto dal ministero degli interni.

    Se cerca la polemica gratuita e fine a se stessa, per lo meno non darebbe dimostrazione di estrema superficialità nella ricerca delle sue fonti. E sa da cosa si capisce? Da un apostrofo. La saluto.

  24. tagueule Says:

    Ma lei non sa fare manco una ricerca con Google: seconda figura di merda. Se vuole andiamo avanti perché è la sua presupponenza a fregarla.

    Ministero dell’Interno
    http://goo.gl/otLok

  25. tagueule Says:

    @chidicoio

    Io avrò problemi di apostrofo lei di consecutio temporum

    Se cerca la polemica gratuita e fine a se stessa, per lo meno non darebbe dimostrazione di estrema superficialità nella ricerca delle sue fonti.

  26. patuasia Says:

    Con questa risposta chiudo l’argomento, perché oramai è diventato solo un duetto. E’ abbastanza chiaro che il signor Chidicoio ha funzione di troll.


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